dicembre

dicembre
dicembre

sabato 30 giugno 2018

LA BARCA DI SAN PIETRO (Quando la cultura condivisa annulla le distanze)


Se le tradizioni popolari vengono condivise diventano un'unica cultura, ricchezza comune, un solo sentire.
Non la conoscevo, ed oggi mi ha affascinato leggere di una consuetudine in uso nelle regioni settentrionali per il giorno di San Pietro, il 29 giugno, appunto la giornata odierna.
La Barca di San Pietro. Nella notte tra il 28 e 29 Giugno, durante la festività dei Santi Pietro e Paolo, le donne usano riempire un contenitore in vetro a collo lungo di acqua e, dopo averlo posto in mezzo al prato viene fatto colare al suo interno l’albume dell’uovo più grosso che le galline hanno deposto quel giorno. Si lascia il contenitore all’aria aperta per tutta la notte, così che possa assorbire la rugiada. Al mattino seguente l’albume prende le sembianze delle vele di una nave, prodotte... per la credenza popolare... dal soffio di San Pietro. Secondo la cultura popolare, solo in questa notte vi è questa trasformazione, e a seconda di come appaiono le vele si può capire se il raccolto e il proprio destino saranno buoni o meno. L’effetto del veliero si vedrà fino a mezzogiorno, poi lentamente si dissolverà.
Quindi questa forma assunta dalla chiara dell’uovo è la barca di San Pietro, che alla vigilia della festa ha voluto mostrare la sua vicinanza ai fedeli.
Ma perché si forma questa barca di San Pietro la notte del 29 giugno?
In realtà si formerebbe anche il giorno prima o il giorno dopo, perché le condizioni per cui questo fenomeno accade sono simili nelle giornate intorno a quella data, sole caldo di giorno e temperature ancora fresche e umide di notte. Si tratta perciò di un fenomeno fisico dalla spiegazione scientifica, ma l'immaginazione popolare gli conferisce qualcosa di quasi magico che lo trasforma in fiaba, e nello stesso tempo il sentimento religioso si ravviva.
Magia... fantasia... fede, sono termini in evidente contraddizione tra loro, che comunque insieme danno immagine forte di speranza.
Credere di non essere mai soli nell'affrontare ciò che il futuro riserva, reso almeno nell'immediato, propizio e benevolo.

1 commento: