aprile

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martedì 30 settembre 2014

IL PRIVILEGIO DI ESSERE SPECIALI


E ci siamo quasi...si ricomincia.
Ma stavolta non si parla di ripresa di malattia, di altra chemio o nuove terapie, ed ancora esami e tante "diavolerie", riguarda sempre Noi, pazienti oncologici, però in gruppo... per niente "sparuto e disperato".
Tra una settimana riprenderanno gli incontri di auto-aiuto dopo la pausa estiva... di un gruppo che pur stando " a riposo" è cresciuto di numero e non solo... anche se alcuni purtroppo non sono più.
Comunque la ripresa sarà una vera festa, pure per loro sempre presenti e vivi nei ricordi.
Perché non si pensi che pazienti oncologici siano in grado solo di lamentarsi, piangersi addosso e parlar di guai... NOI parliamo ben volentieri d'altro, di vita e affanni quotidiani, di sano e buon cibo, di divertimenti e quando ci sta, pure di qualche trasgressione. Ed ogni "argomento" ce lo gustiamo al meglio, come solo NOI possiamo.
Per me questo è il terzo anno in doppia veste, come volontaria ospedaliera e paziente oncologica, ma è solo in quest'ultima che mi sento veramente a mio agio. Durante gli incontri perciò non indosso il camice... che già mi "sta stretto" quando sono in servizio.
Riprendo con lo stesso entusiasmo e "sete" di speranza, fulcro, collante, motivazione che lega persone come... NOI.
Qualcuno potrà osservare che forse è esagerato usare, sottolineare il pronome NOI... non è certo per "fare setta" o "emarginarci da soli"... no, non è proprio così... sappiamo che a Noi basta uno sguardo per capirci e la sofferenza come la gioia è la stessa e unica per Tutti.
Si respira aria di speranza, piano piano e non più con l'affanno di Chi si sente venir meno. Diventa "consapevolezza" vera... la speranza non più "ultima dea" ma "bene" a disposizione di Tutti anche i più... disperati. Può sembrare un controsenso e non lo è, in quanto se si riesce ad entrare nell'ottica giusta della vita, ogni evento non è mai tragico come diversamente potrebbe apparire.
Vivere non è sempre facile... questo per Tutti, le difficoltà si presentano sotto forma di vicende diverse ma la sostanza resta la stessa. Eppure alcuni le vivono meglio e le superano altrettanto.
Perché?
Cambia il modo di vederle... predomina l' "ottimismo" che è poi sempre vincente. La persona ottimista rischia meno di ammalarsi o se colpita da malattia ha più possibilità di "cavarsela". Sia ben chiaro... cavarsela... magari, nel caso del cancro, forse non guarire ma riuscire a convivere e anche a lungo con la malattia stessa. Una vita tutto sommato normale... se la "si desidera" con tutte le proprie forze, progettando il "domani" giorno per giorno, così semplicemente... senza pretese.
Intanto il domani del gruppo e anche mio sarà prepararci a questo primo incontro dell'anno... ad ascoltare testimonianze che lasciano senza parole, a condividere "dolcezze finali" e "fiocchi di tenerezza" da cui attingere positività, terapia senza alcun effetto collaterale.
Incontrarsi di nuovo sarà bellissimo... per NOI che osiamo uscire dagli schemi, trovare il coraggio di raccontarci e continuare a... crederci.
Quindi abbiate pazienza e concedeteci questo piccolo "privilegio"... sentirci speciali!

lunedì 29 settembre 2014

SE MI GUARDO INDIETRO





Non c'è che dire... sono proprio contenta dell'età che ho. Affermazione sibillina?... un po'.
Caso mai mi fosse chiesto se desiderassi tornare indietro nel tempo, ai miei vent'anni, forse... anzi certamente risponderei di no. E per vari motivi...
Percorrere a ritroso una strada già fatta, a volte a passo spedito altre arrancando per sentieri erti e difficili, non è mai piacevole perché sulle spalle ne grava ancora il peso, nelle gambe la fatica. Così pensare a tutto quello che è stato, immaginare solo di riviverlo porta il rimpianto dei momenti belli e un che di sgomento per le occasioni di dolore.
Per questo stesso motivo non amo molto rivedere fotografie datate dove sono raffigurati non solo scorci ed ambienti ma anche le persone, preferisco pensare invece ad una immensa, l'insieme di "scatti" futuri... una sorta di puzzle della Vita che sarà. Sarebbe molto meglio... niente rimpianto o nostalgie... solo speranze.
Lo ammetto... è uno di quegli "scherzi" che ogni tanto mi fa la fantasiosa mente che ereditata ho da non so chi... però se ci si pensa su... tanto irreale poi non è.
Prendiamo ME, ad esempio... di grossi rimpianti non posso parlare, all'attivo ho una bella famiglia, ho vissuto momenti felici... ma sono passata come tanti, per lutti e dispiaceri... e alla fine mi sono ammalata.
Non rinnego nulla di tutto questo... ma come potrei desiderare di riviverlo tenendo conto che anche "la felicità che è stata" ha avuto un prezzo? Meglio "rivedermi" nel domani che sarà, dopo un "punto e a capo" che dà inizio ad una nuova Vita... con mio marito che piano piano, sta tornando "il ragazzo" di un tempo... quello che io sposai "per allegria"... e mi si perdoni ancora una volta questo aver attinto farina da sacco altrui.
Tanti anni trascorsi... una vita alla ricerca di continui equilibri, tra gli alti e bassi che essa, generosa e meschina riserva a Tutti.
Che dire?... abbiamo cercato di non prenderci troppo sul serio e di guardare con distacco ciò che ci capitava, comunque prediligendo le "note" positive, quelle alte più argentine che tirano su e fanno sperare in una buona "chiusura".
Come un'allegra filastrocca in rima, che parte in tonalità alta, poi scende un po'... per risalire e non fermarsi più.
LA COPPIA PERFETTA (n. 2)
L'ho sposato per allegria,
ci siam persi per la via...
ma ritrovata fu l'allegria,
proprio alla fine della via.
E la Vita continua... perché di quell'ultima parte di via c'è ancora tutto il meglio da scoprire.

domenica 28 settembre 2014

LA COPPIA PERFETTA


Ogni sera bisogna addormentarsi con un pensiero positivo. Nel sonno questo si consolida, conferma... come sorta di "autocertificazione", e il giorno dopo diventa... felice realtà.
Dopo qualche giorno di "maretta interiore", ieri sera mi sono detta più volte... domani devo svegliarmi con una "ricarica" fresca e al massimo del tempo disponibile. Niente... cattivo umore, svogliatezza o brutti pensieri.
E così è stato, ho fatto quello che dovevo e forse anche di più, e ho sorriso e riso pure, ma di gusto, eh?... da non credere.
Per Chi lo è o ha a che fare con gli 048...
NOI poi, siamo così... andiamo SU velocemente e altrettanto vertiginosamente precipitiamo, proprio come sulle montagne russe, caricandoci di entusiasmo ed euforia e dopo non molto "scarichi" del tutto per la paura. Poverino/a chi ci sta accanto... appunto e nel caso specifico mio marito.
Di sicuro oggi non gli è sembrato vero non sentire me lamentare per la stanchezza, per un po' di tosse che dà noia... e addirittura poi vedermi ridere, e si è lasciato coinvolgere a tal punto che parlando dei Nostri acciacchi reciproci e "deficienze", insieme abbiamo buttato giù una... filastrocca?... no, più un gioco di parole. Divertente, spiritoso... tra il serio e il faceto, ricco di verità.
Perché... invecchiamo entrambi, si sa... insieme ci sUpportiamo e sOpportiamo, insomma ce li doniamo questi Nostri "guai" che alla fine per una pia e meravigliosa logica si annullano.
Che cosa possiamo volere di più...?! Così siamo "la coppia perfetta".
LA COPPIA PERFETTA
Due difettati difettosi...
che non difettano in difetti, ma
amano alla follia i loro difetti,
e se li scambiano,
così si sentono perfetti.

sabato 27 settembre 2014

DIGNITA'


Stamattina pareva fosse caldo, almeno per quanto può esserlo questo periodo di fine settembre... almeno tiepido a scaldare un Cuore che a tratti incamera "freddo" senza una ragione.
Era però assai ventoso e ho provato fastidio inusuale per me ormai da tempo... sono arrivata in ospedale e non vedevo l'ora di essere su, per scordarmi di freddo e disagio.
Ad un tratto mi sono sentita chiamare da lontano, era una delle infermiere, forse la più "solare" che mi ha regalato un Suo bel sorriso...un abbraccio e un bacio a sciogliere ogni tensione.
Ero scesa da casa che avevo freddo dentro e poi, come non bastasse mi ero ritrovata infastidita... perché è sempre così quando "perdo colpi " con la speranza e mi irrigidisco, rischiando di mettere in crisi tutto quanto.
Per fortuna quell'incontro, a ricordare ciò che dovevo e a smettere quell'atteggiamento d'animo che non doveva, e sono arrivata su che ero un'altra.
Anche oggi al solito, giorno pesante al Day Hospital Oncologico, lo si intuisce subito, appena si arriva notando le varie file di pazienti in attesa di essere presi in considerazione, così mi sono affrettata ad incominciare il mio giro. Inizio non come sempre dall'ultima stanza, ma a metà del corridoio, e incontro di nuovo quell' amico di mio figlio... questa volta senza capelli. Ci scherza sempre su quando parla di ciò che gli è successo, ci scherza soprattutto quando parla con me... forse per tranquillizzarmi, sa che sono la mamma di... mio figlio, in Lui potrei vederlo... mio figlio. Sta imparando in fretta l'"arte" dell'ironia per smitizzare la sofferenza non solo propria.
Continuo ad... andare fra sorrisi che a volte, non so come, diventano risate... si fanno battute per non pensare, si mangia una caramella per smorzare l'amarezza di un momento.
Si chiudono pure gli occhi per far passare il tempo più in fretta o per non mostrarli cerchiati di rosso...
... lacrime tenute a freno che contrastano con l'abbozzo di un sorriso appena affiorato sulle labbra.
Vari aspetti assume la dignità, perché è un bene grande e, per quanto certo, affatto prevedibile nel mostrarsi.

venerdì 26 settembre 2014

QUANDO I PENSIERI PRENDONO A TAL PUNTO...


C'è voluta l'intera mattinata per tornare "funzionante" al 100%. Come mi avessero staccato dalla corrente all'improvviso e riattaccato col "salvavita" in tilt. Colpa della notte quasi insonne, passata coi pensieri e con le "ombre", nulla che riguardi me direttamente ma che alla fine mi prende lo stesso.
Faccio un gran parlare di forte rinascita interiore, e poi arrivo a sentirmi così, come non avrei pensato... anche stavolta ho peccato di presunzione, e di questo il buon Dio mi perdoni.
Eh già, proprio Lui... Dio.
Passano giorni, mesi, a volte pure anni e lo lasciamo tranquillo quasi a non voler disturbarlo, poi una preoccupazione, un picco d'ansia all'improvviso e ci torna in mente la preghiera. Perché così un giorno ci dissero di fare per rivolgerci a Lui ed essere ascoltati.
E stamattina rifacevo il letto e pensavo... cose di "economia domestica" in generale, e "accidenti" vari nel particolare, tutto sommato pensieri inutili, considerato che in certe condizioni poco o niente può essere cambiato, anche perché poco o niente dipende da te. Poi stanca di "elucubrare", ho pensato che in quel momento ci stesse meglio una preghiera, anzi la Preghiera... il "Padre Nostro". Dal Cuore è arrivata muta alle labbra, e come quattro anni fa si è fermata a metà. Sembrava non la ricordassi più.
Credevo niente mi avrebbe più scalfito... sono forte ora... mi dicevo, mi rendo conto però di non esserlo abbastanza e certamente non lo sarò mai, almeno non del tutto, perché c'è sempre qualcosa di più grande che ci sovrasta e che minaccia la nostra presuntuosa sicurezza. Anche piccole prove per crescere e maturare mettono in evidenza la vulnerabilità, le "grandi" poi testano le doti... intelligenza, coraggio, resilienza.
Certe volte è una gran fatica andare a bracciate per raggiungere la riva.
Oggi, quando arrivata a metà non sapevo proseguire, mi sono rivolta a Dio con le "semplici parole"... esattamente come quattro anni fa.
Questa sono IO... dammela TU, quella spinta giusta... elimina da me l'"inutile", dammi l'"essenziale".

giovedì 25 settembre 2014

ARMONIA


Una volta lessi una frase che mi colpì e piacque così tanto da diventare la "linea guida" di ogni mia giornata, soprattutto quando motivazione ed umore non erano proprio al top.
Vivere è un insieme d'istanti, un insieme di emozioni.
Sarebbe bello se ad ogni momento della vita potesse corrispondere una forte risposta emotiva, ogni respiro sarebbe più intenso, tutto avrebbe più significato e ci sentiremmo stimolati ad emozionarci sempre di più, per prolungare gli istanti e quindi allungarci la vita. Tutto può emozionare, non occorrono grandi eventi, può bastare l'alba di un nuovo giorno, il volo di un gabbiano e persino un dono fatto o ricevuto con il cuore. Non è questa forse la ricchezza dell'anima? E più ti emozioni e più ti senti vivo, istante dopo istante.
Quando l'esistenza pone un freno alla sua corsa ti ritrovi a cercare le cose che contano veramente, i gesti con un valore, i fatti che passano ma lasciano un segno. In particolar modo presti attenzione a tutte le persone che incontri... sai che puoi dare e altrettanto ricevere, le angosce reciproche sono sedate e si ristabiliscono gli equilibri.
Da quella volta presi a considerare il tempo concesso non più un "percorso ad ostacoli", ma una "caccia al tesoro" se con qualche penalità, pure la sicura "scoperta del gruzzolo" di emozioni.
Perché ogni singolo giorno ha un suo valore speciale, come una gemma che deve brillare di luce propria e che insieme alle altre ha da rendere prezioso il gioiello che è la vita.
Prima di addormentarmi penso a quello che farò il giorno dopo, a qualcosa che dia gioia e non solo a me, serenità alla mia famiglia ad esempio, e per le persone che incontrerò riservo un saluto speciale che faccia sentire unici. A chi poi, come me ha vissuto o vive un momento difficile... tutta la partecipazione che allevia il senso di solitudine nella sofferenza.
Un piccolo dono, una frase o una carezza per dire... sono con te, ti capisco, ti sono amico.
Niente va dimenticato, nessuno deve sentirsi trascurato.
Il "pensiero affettuoso" è armonia, ripara le "note stonate" di momenti così, privi di un motivo.

mercoledì 24 settembre 2014

NEGLI OCCHI... LA SPERANZA

Gliel'ho detto appena stamattina... Ti ho visto a testa nuda, poi con la bandana e ancora con la parrucca, ora con i Tuoi capelli, ma gli occhi sono stati sempre quelli. Con una luce dentro, neri e vivaci come di un cerbiatto incuriosito e mai spaventato.
Lei ha sorriso, e poi ha aggiunto... non sei la prima a dirmelo.
Prova che non è stato l'affetto a rendere generoso il mio giudizio, e comunque l'ha precisato... veramente, già da prima ero così.
E ancora una volta mi sono ritrovata a dar ragione a chi sostiene che dopo tutto restiamo sempre gli stessi.
Una malattia come il cancro ad esempio, non trasforma, non cambia il carattere del soggetto ma ne potenzia le peculiarità, positive o negative che esse siano.
Quando ero in terapia me lo ripetevano spesso... stai vivendo questa situazione in modo positivo perché lo sei già di tuo, anche se non te ne sei mai resa conto.
Cominciai a convincermene e poi ho continuato a... crederci, incredibilmente da quel momento.
Mi sentivo diversa ma ero sempre la stessa.
E' come rivedere una vecchia fotografia e riconoscersi a mala pena... qualche ruga in meno, forse anche qualche chilo e la giovinezza che non c'è più. Ma sono proprio io? Il dubbio svanisce completamente quando si arriva agli occhi... quelli non cambiano mai se non che diventano più belli con la "luce dell'età". E se poi nel corso degli anni qualche "esperienza forte" c'ha temprato, gli occhi riveleranno anche questo, con l'accenno di sfida di chi, determinato non si arrende mai.
Come fosse entusiasmo al risveglio mattutino, lo sguardo sa trasmettere speranza. Passa dai ricordi, attraverso una serie di emozioni ancora a pelle, fino ad una quiete d'animo. E comunica e ristabilisce una certa calma.
Tornano lucidità e pensieri positivi, e il contagio si diffonde a Chi è vicino, poi piano piano tutto intorno.
Ed è serenità.
Quell'Amica, l'ho abbracciata stamattina... ma come ho fatto prima, fino ad ora senza Te?
Sono state le mie parole a quegli "occhi da cerbiatto".

martedì 23 settembre 2014

COME ANIMALI FERITI


Qualche settimana fa un messaggio... Vuoi sapere l'ultima? Mi sono rotta il femore senza cadere.
Ma come poteva essere... poi c'ho pensato, per le Nostre ossa privilegiate da malattia e pure terapie, non è cosa nuova questo "accidente" vecchio quanto il mondo.
Ti telefono lunedì... fu la mia risposta, ma poiché anche per il "mio cielo" ogni tanto passano velocemente nuvole di temporale, di lunedì ce n'è stato più di uno... e poi il pensiero è andato via preso dal vortice di altri.
E l'altra sera all'improvviso ben quattro messaggi a raffica, tutti con lo stesso testo... Non ti fa più piacere la mia amicizia?
Ma che cavolo le saltava in mente?... e gliel'ho scritto pure, ma alla fine le ho telefonato.
Così non l'avevo sentita mai... la mia Amica "I speak English" è sempre stata una dura, almeno così voleva apparire, anche se tra una battuta e l'altra mostrava un cuore tenero che di più non si può, e si prodigava in abbracci carichi di quell' affetto che non conosce distanze né discontinuità.
Quando la conobbi ero al mio secondo ciclo di chemio ed ebbi subito la sensazione che fosse molto molto arrabbiata o, come Lei ama sostenere... "fortemente inc....ta". La guardavo mentre si muoveva a scatti... Intimidita, cercavo di abbozzare ogni tanto un mezzo sorriso e Lei, per tutta risposta, sempre "fortemente inc....ta" alla fine mi aveva detto solo... siete all'inizio? Beh... buona fortuna!
Ed io, ancora oggi, di questa donna stupenda continuo a... ricordare soprattutto questo. Con quel suo piglio di durezza che non lasciava spazio a pietismi, mi aveva infuso una prima dose di forza, come dire... se non ti aiuti tu...!
Bene... e ieri al telefono pure l'ho sentita in lacrime. Sono rimasta in silenzio, era una novità per me e non trovavo le parole, poi qualcosa mi è venuto in mente. Quando mi ha detto... piango con te, scusami ma questo mi mancava, dovrò stare immobile per due mesi, sola coi miei pensieri perché mio marito sai bene come è fatto, insomma, davvero non ci voleva... ho replicato che, forse le lacrime ci sono consentite come rifugio per nascondere ad Altri che non possono capire, la vulnerabilità che ancora una volta ci prende.
Teniamo alla dignità ma perdiamo un pizzico di compostezza... come animali feriti che non mostrano la sofferenza e si danno il tempo giusto, per riprendersi o andare via.

domenica 21 settembre 2014

IN QUESTA STAGIONE MIA


Oggi non è sembrato fosse il primo giorno d'autunno, pareva piuttosto l'ultimo di un'estate al recupero, visto che quest'anno è stata tiepida se non deludente.
So comunque che la stagione prossima all'improvviso mi precipiterà addosso. Stasera già si percepiva qualcosa di diverso nell'aria, e un accenno di foglie secche tenta ormai di coprire il marciapiede della mia via.
Le stagioni si susseguono apparentemente uguali alle corrispondenti dell'anno precedente, ma c'è sempre qualcosa che le caratterizza e le fa diverse... uniche.
Mi sono resa conto che per me questo autunno non è uguale ai precedenti e non è per il tempo e nemmeno per le situazioni... sono io a sentirmi... come dire?!... crepuscolare dai toni caldi e pacati.
Mi potrebbe succedere qualsiasi cosa penso proprio che continuerei a... essere così.
Sempre meravigliata della Vita e in attesa di tempi ancora migliori.
Presa dai ricordi, e per questo comunque in una rinascita che non ha fine.
Ero per strada e un bimbo mi è corso incontro, NONNA!... mi ha chiamato, mi aveva confuso con la sua, e mi sono commossa. Nessuno mai mi aveva chiamato... nonna, e di certo non solo perché non ho nipotini.
Forse ora succede per i capelli dai riflessi di luna e la luce soffusa negli occhi, come quella di un tramonto in autunno quando il cielo è sereno...
La mia Vita vive il suo Autunno...
Continuerò a... camminare lungo il viale antistante la mia casa, più attenta al crepitio delle foglie secche sotto le suole.
Altre stagioni verranno.

NON E' MAI TEMPO PERSO


Andavo spedita e sicura, poi mi sono fermata... per riprendere qualche "passaggio" indietro.
Forse il paragone non è felice ma è così che mi sono sentita, come quando lavorando a maglia ti accorgi dopo un bel pezzo che un punto è sbagliato, o meglio non proprio sbagliato ma diverso dagli altri. Ti dici... beh, nell'insieme non si nota tanto, e vorresti passare avanti, non badarci, ma gli occhi vanno sempre lì, a quel punto sbagliato e alla fine torni... su "quei punti", sfili tutto e ricominci daccapo e ti resta la sensazione di aver perso solo del tempo.
Voglio pensare però che non sia stato così, mi sono un po' distratta, ho sbagliato a non controllare passo passo, a credere che ormai sarei andata per conto mio e alla grande, ma tempo no, non l'ho perso perché ho imparato.
Succederà ancora, lo so... non s'impara mai abbastanza, ma sarò più attenta perché ogni punto sia quasi perfetto ed io non resti troppo delusa di me stessa.
E se qualcuno mi "sorriderà", avrò ancora la conferma che grande è la forza dell'amore, e va bene così... non ho perso tempo.
Finalmente uscirà il sole, e mi commuoverò perché la forza dell'amore ha la capacità di squarciare le nubi... allora sì, ne sono sicura, non ho perso tempo.
E da ciò che mi viene donato ogni giorno devo trarre la forza di andare avanti, di concentrarmi su me stessa per donarmi ancora e sentire che no, non perdo tempo e non lo perderò mai se riuscirò a non sentirmi mai inutile, a superare gli intoppi.
A chiudere un capitolo per aprirne un altro e un altro ancora... finché ne avrò la forza e Dio vorrà.

sabato 20 settembre 2014

BUONGIORNISSIMO E... 2 CARAMELLE ROSSE


Questa sensibilità mia sarà diventata ancora più sottile, così fine da essere come un filo trasparente che pur resiste e tiene insieme due "pensieri".
Certo è che se all'improvviso mi balena il ricordo di "qualcuno", ecco mi capita di incontrarlo o vederlo il giorno appresso. Appunto come ieri mattina.
Non lo vedevo da quasi sei mesi, da quel giorno che disse "no" alla caramella solo alzando un dito in alto. Ugualmente gliene avevo lasciata una, sempre là... sul comodino, e poi avevo stretto forte la Sua mano, perché allora solo di forza aveva tanto bisogno.
Oggi l'ho rivisto, stava molto meglio... sorridente e loquace, sempre nei limiti per carità, ma per la prima volta e finalmente aveva dismesso quel Suo "colore nero" che pareva forzatamente indossato per scelta. Quasi il "paziente grave" e l'"uomo" fossero due figure sovrapponibili, logicamente da non separare.
E per festeggiare il Suo ritorno... il respiro normale, il sorriso e la parola pacata... ed anche la maglietta dalla "vivacità discreta", ho messo in quella stessa mano 2 caramelle rosse, perché una "cosa così" vale doppio, rimette in sesto la "comunità"... ti cambia la giornata.
Poi... deve essere stato proprio visibile e pure tanto all'esterno se entrando nella stanza accanto mi ha accolto un saluto che era augurio e canto insieme...
Buongiornissimo... mi ha detto un altro Amico... finalmente sei arrivata a portarci la "dolcezza".
Pensiero positivo?... positivo di sicuro, anzi positivissimo.












Che un uomo potesse chiamarsi così, con "quel Suo nome"... non avrei mai pensato, almeno fino al giorno che me lo disse, e mi spuntò un sorriso.
Pallido e con la testa reclinata da un lato sorrise anche Lui... perché, non ci credi?... aggiungendo col tono scontato e sicuro di Chi aveva motivo di ripetere la stessa domanda per l'ennesima volta, quasi fosse retorica e non per ottenere una vera risposta.
Perché non avrei dovuto credergli?
Certo se fosse stato "donna" mi sarei stupita di meno anche con quel nome, come dire... un po' demodé , ma poi avevo pensato che di Lui mai mi sarei dimenticata e non solo per il nome che alla fine gli stava a pennello per lo sguardo pacato e la dolcezza del sorriso. Eppure era stremato per la malattia avanzata e tutti gli inconvenienti che il fatto comportava, e pur rassegnato aveva preso a lamentarsi alzando leggermente i toni ed immediatamente dopo aveva concluso... dammi la caramella, quella rossa e non ci pensiamo più. Di quella richiesta esplicita ero rimasta contenta, perché fino ad allora non aveva mai preso caramelle, neppure "quella rossa"... ed ora invece... ed io avevo interpretato la cosa come finalmente la  piena accettazione del mio "affetto".
E per le volte a venire è stato così... sempre una caramella rossa, magari sul comodino perché... ora non mi va, la mangio dopo.
 Poi ieri... un dito in alto in senso di diniego ma gliel'ho lasciata ugualmente mentre gli stringevo forte la mano... con tutto il mio affetto.
Che fosse energia per Lui, in quel momento debole da non riuscire a pronunciare una sillaba... che fosse conforto e vicinanza, come dire... ci sono, che fosse riferimento e poter sussurrare ancora... sempre, ogni volta che vorrai.

venerdì 19 settembre 2014

E RITORNO IN ME... A QUEL CHE SONO


E dopo tanto vagare la via di ritorno alla Vita pur in discesa non è comunque sicura... capita di perdere di vista i propri passi, finire in un fosso, o anche per non perdere l'equilibrio, appigliarsi a un sostegno rimediato e poi... tornare indietro.
La cosa peggiore è prendere una scivolata rovinosa e precipitare giù... trovarsi alla fine della corsa senza rendersene conto, senza sapere come e perché.
Ma nessuno è veramente solo nei percorsi difficili, e può anche succedere che se hai aiutato qualcuno a salire, troverai Chi sarà disposto a rimetterti in piedi per riprendere pian piano il cammino.
E solo oggi è capitato a me... ma forse anche ieri, o ieri l'altro ancora.
Da quando la Vita mi ha prescelto ho capito che non sarei mai stata bastante a me stessa, nel senso che, si... mi muovo da sola, sicura e contenta di farlo, ma in qualsiasi momento potrei fermarmi e avere bisogno di aiuto, anche solo di una parola per continuare.
Pure qui, in questa "isola incantata"...(come qualcuno un giorno definì questo spazio) fatta emergere dal dolore e per un'idea, ogni tanto incespico e cado per una spinta o forse solo perché vacillo, ed ho bisogno di quella mano tesa che mi tiri su ed incoraggi.
E' vero, siamo nella stessa barca... Chi a chiedere e Chi a prestare soccorso, ma Tutti indistintamente verso un approdo e la quiete.

giovedì 18 settembre 2014

QUANDO IL PEGGIO E' PASSATO


Continuare a... vivere, anzi continuare a... Vivere con la "V" maiuscola, nonostante l'esperienza del tumore e anche dopo, quando il peggio è passato.
Ma non sarà più la stessa cosa perché non si è quelli di prima, tutto cambia ed è per prima l'ottica della vita a mutare. Non è sempre un fatto negativo, a pensarci bene il più delle volte il cambiamento è in meglio.
Le priorità sono necessariamente diverse, e si scopre con meravigliosa soddisfazione che le precedenti erano solo per errato preconcetto considerate tali. Alla fine conterà ciò che fa stare bene con se stesso e meglio con gli Altri per armoniosa alchimia.
Dopo la lunga tempesta che mi vide sballottata tra mille dubbi e paure arrivò la bonaccia, ebbi un respiro di sollievo, pensai... è vero, forse potrebbe non durare, ma questo periodo che segue, lungo o corto che sia me lo voglio godere tutto, dando ascolto soprattutto al mio Cuore che ora canta, grida alla vita.
E la vita è stare con gli altri, essere partecipi, non arroccarsi in uno sterile egoismo che porta solo tristezza e, tutto sommato, anche grande "abbandono".
E la vita è pure immergersi nella natura, colorare lo sguardo con l'azzurro del cielo d'aprile e il verde smeraldo di un mare che se pur già visto appare tutto nuovo perché prima volontariamente con caparbietà sconosciuto. Apprezzare la melodia della sua voce che riporta ai tempi dell'infanzia quando bastava accostare all'orecchio una conchiglia per illudersi di ascoltarla.
Quante gemme in quell'acqua... lo sguardo vorrebbe coglierle tutte, quasi contarle ma poi si perde spingendosi oltre, fino all'orizzonte.
Un'emozione grande... peccato non aver mai "scelto" di provarla prima.

mercoledì 17 settembre 2014

VINCERE LA PAURA DEL BUIO


Tutta la vita è un alternarsi di luce ed oscurità, e sapersi adattare a questa realtà di fatto vuol dire "farsi le ossa", diventare resistenti... sarà come "vaccinarsi" contro malanni sempre più grossi.
Tante lacrime raccolgo, e ascolto storie assurde pur nell'ovvietà della tristezza... per me buio pesto.
Arrivo davvero ad un passo dal rimettere in discussione tutto, compresa la mia malattia e la sua favorevole risoluzione... e ad un tratto ho l'impressione di prendere in giro me stessa e sconsideratamente continuare a... farlo pure con Altri.
Niente riesce a distrarmi e dopo aver fatto idealmente silenzio dentro e intorno a me, prendo a svolgere le cose di sempre come fossi da sola... senza parlare, senza ascoltare come in una "bolla" sospesa a mezz'aria.
A mezz'aria anche la luce è diversa... come poco prima dell'alba... come poco prima del tramonto, intravvedi la luce e l'oscurità.
Non è consentito però restare a lungo sospesi...
Al solito è il telefono a riportarmi nell'ottica giusta della realtà.
Potrei dopo un po' interrompere le conversazioni e restare nella semi-oscurità, oppure scegliere di continuare e piano piano tornare a vedere uno spiraglio di luce.
Alla fine preferisco venir fuori dallo spazio angusto e buio in cui la mente si è trovata... e ancora una volta riconosco il "senso" di ogni cosa.
L'oscurità non è a caso... come non lo è la luce.
E l'una arriva sempre dopo l'altra.

lunedì 15 settembre 2014

BUONA GUARIGIONE


Ogni tanto ci penso, basta un piccolo disturbo o disagio... e ci penso.
Eppure ostinatamente continuo a... guardare negli occhi quel "nemico" che mi si avvicinò tramite l'inquietudine e mi sorprese con crudele violenza.
Lo guardo e non mi fa paura, lo sfido con un sorriso... anche mentre ci penso.
Che è successo qualcosa lo ricorda la mia memoria e lo sente la mia anima, e per mettermi di buon animo chiamo a raccolta i primi ricordi del "post-tumore".
Ripenso a quel simpatico signore che una mattina andando via mi augurò... "Buona guarigione!", allora mi limitai ad un sorriso ma se fosse stato oggi avrei risposto, nonostante i pensieri "vaganti"... sono già guarita, grazie, sono guarita dentro, nel carattere e nello spirito.
Che poi è la vera guarigione, quella che conta, dal momento che si può anche guarire dal cancro ma non si ottiene certo il privilegio dell'immunità a vita o addirittura dell'immortalità.
Allora, che si fa? Si cerca e si trova la ricetta, la medicina giusta che è una sola... vedere il bicchiere mezzo pieno e cercare di ogni cosa il lato positivo, il che può riservare davvero grandi soddisfazioni a dispetto di ogni apparenza.
Così se qualche Amica mi chiama al telefono perché a Suo dire aveva bisogno di sentirmi, a me fa immenso piacere, e quando questo si ripete più volte e con persone diverse, mi fa capire che per gran parte della mia esistenza avevo perso tempo. E per questo devo "ringraziare" la malattia che mi ha fatto scoprire un potenziale del tutto sconosciuto di cui solo vagamente sentivo la presenza.
Per quel senso di vuoto drammatizzavo ogni cosa, la febbre dei miei figli era causa di ansia da togliere il respiro, un raffreddore era vissuto come una polmonite e, che dire... mi vergogno, ma anche una messa in piega non perfetta riusciva a togliermi il sonno. E pensare che i capelli poi li avrei persi tutti.
E allora per mettere al bando i pensieri vagabondi e fino a prova contraria, con ferma convinzione devo continuare a... vivere giorno per giorno quello che di bello la vita mi dà, il cielo sereno dopo le nuvole, la primavera dopo l'inverno, il sorriso degli altri "come me" dopo aver tanto pianto, dopo aver riconquistato la speranza che mai si perde... comunque sia, comunque vada.

sabato 13 settembre 2014

CHIAVE DI VOLTA

Questa vita che vivo... ogni giorno un'opportunità da cogliere al volo.
Finito è il tempo dell'inadeguatezza e del forzato tirarsi indietro.
Tante furono le occasioni mancate e in seguito, grande il rimpianto.
Ora non più... mi guardo indietro ed è come la prova del 9... la "svolta" decisiva fu sempre quella. E della donna che ero resta solo uno sbiadito ricordo.
Già, "quella che ero"...

Non tollerava la vista di quello spazio vuoto sulla mensola.                       Così ogni volta che una tazzina si rompeva, ne incollava i cocci solo per riportarla dove era. Quale fisima assurda!                                                                                             Coi fatti della sua vita faceva lo stesso, e alla fine se guardava indietro ciò che vedeva era tutta una lesione.                                                                                                                                                   Ma capitò di vivere un'avventura che le si stampò addosso.                                                                   Sarebbe stata la chiave di volta della sua inquietudine e dei giorni a venire.                                             E finalmente si ritrovò.

venerdì 12 settembre 2014

URLARE SOTTOVOCE


Se vedo o sento qualcuno angosciato o preso dallo sconforto, perché è all'inizio di un percorso già fitto di ostacoli ed incognite, non posso restare indifferente e nemmeno aspettare con superficialità che qualcosa cambi magari in bene... e sennò?
Troppo bene conosco quella serie di emozioni in altalenante successione che prende alla gola... soffoca, fino a quando l'istinto di sopravvivenza non prende il sopravvento con un respiro più profondo.
Voglio in qualche modo dare aiuto, caspita...! IO ci sono, altrimenti perché dovrei esserci ancora?
E poiché non posso certo giudicare e non solo per mancanza di elementi ma per l'indiscussa soggettività della sofferenza e del dolore, per l'ennesima volta "analizzo" me stessa, il comportamento di una persona che non ha mai inteso "isolarsi" anzi... non ha fatto altro che " proclamare" a gran voce il Suo "male" per superare il "malessere" che ne derivava.
In realtà i primi due mesi, quelli che hanno preceduto la diagnosi sono stati i più difficili da vivere... non accettavo l'"eventualità" della malattia pur toccandola con mano, guardando nello specchio gli occhi fissi, "incantati" dal terrore. Per questo evitavo il confronto con gli Altri... che non "leggessero" anche Loro quello che io già segretamente sapevo. Temevo di "essere sbattuta" contro la realtà a mani e piedi legati in modo da non poter "scappare"... non più.
Però, una volta che "da sola" mi posi contro quel muro, la vista offuscata dalle lacrime "del profondo" m'impedì di vederne la "bruttura" per intero, e la sensazione di vulnerabilità mi spinse a chiedere aiuto  a TUTTI e IN TUTTI I MODI. E per Tutti, intendo proprio tutte le persone che conoscevo, le simpatiche e le antipatiche... gli amici ma anche quelli che fino ad allora salutavo appena.
Cominciai ad amare davvero... forse perché ero in una condizione di necessità? Non so... fu molto dura ammetterlo, accettare che da sola non ce l'avrei mai fatta fu anche doloroso, convincermi poi di poter restare coi miei pensieri come unica compagnia... fu impossibile. Dovevo venir fuori... "urlare sottovoce" e col sorriso (per non spaventare... i "sani" hanno paura di Chi non lo è più) tutto il mio dolore... "denudarmi" perché Altri potessero provare a prendersi cura di me... in ogni modo.
Così provai ad aver FIDUCIA e ad AFFIDARMI.

giovedì 11 settembre 2014

GIOCO SUL TEMPO


Devo dire che mi piace... almeno ora, il nome che mi accompagna da così tanti anni, mentre un tempo non lo "gradivo" affatto, perché era tanto comune che quando fuori casa si rivolgevano a me, con me rispondevano almeno altre due... e sia chiaro, si parla sempre di spazi ristretti.
Le mie sorelle, nate dopo, portavano nomi belli ed originali per l'epoca, a me invece era toccato quello di non una ma entrambe le nonne... e arrivai a detestare persino il "privilegio" di primogenitura.
Tutto questo per un tempo abbastanza lungo... poi... anche in questo caso tutto si è capovolto dopo la malattia.
E miracolosamente il "mio Nome" suonava in modo diverso, aveva una musicalità che non avevo mai notato prima e mi piaceva ripeterlo se veniva chiesto.
Ora... quando mi presento, più di una persona replica... non poteva essere altrimenti, non potevi chiamarti che così.
E poi... lo ricordano Tutti questo nome... appunto è tanto comune, solo che adesso sono l'unica a voltarsi, perché come chiamano me non chiamano nessuna.
La mezzanotte è passata da poco e perciò, giocando sul tempo, posso in anteprima fare gli auguri di BUON ONOMASTICO a tutte le Marie, Maria Pia e Miriam... quindi li faccio pure a me, solo da poco "innamorata" di questo Nome... Maria.

STANCHI... CONTENTI O PREOCCUPATI, MA...


IERI... in conclusione di una giornata un po' da definire...

"Ne sono certa perché mi capita sempre, e poi mi va di condividerla questa cosa quando al termine di una giornata, per così dire... impegnativa, so che qualcuno mi ascolta e magari si ritrova pure nelle mie parole.
Succede, se sei troppo stanco, che puoi stentare a prendere sonno perché ogni muscolo e nervo sono tesi come corde di violino.
E lo stesso accade quando si è tanto contenti o molto preoccupati... entra in gioco il Cuore di continuo sollecitato dall'altalena delle emozioni, e gli occhi restano sbarrati nel buio anche se all'apparenza chiusi.
E' così... però si preferisce sempre addossare la responsabilità a qualcuno o a qualcosa di concreto, e allora si dirà che è stato per il cigolio del letto o l'abbaiare del cane oppure il russare incontrollato di un marito raffreddato o in preda all' allergia stagionale per dodici mesi all'anno, e rassegnati si girerà per casa il giorno dopo con l'aria di morti viventi.
Stasera sono tanto stanca ma pure assai contenta, e solo un po' preoccupata... però anche se una parte della notte la passerò a contare pecore che saltano il fosso, so che domani sarà un altro giorno da vivere, con ricordi e aspettative non potrò concedere a me stessa di fermarmi e sempre qui continuerò a... essere per sperare".
Chi mi seguirà?
.

martedì 9 settembre 2014

CON TE... LE COINCIDENZE NON FINISCONO MAI


E anche oggi è apparsa come una "coincidenza"... ma solo a me, purtroppo. Ho rivisto in una di quelle stanze che Tu sai, un'Amica di quelle che conosci, e che si chiama come TE. Sono entrata e per la gioia di quell'incontro ho quasi urlato il Suo nome... poi mi sono fermata come avessi fatto un torto, qualcosa che non "stava bene".
E i ricordi non finivano più...
21 giugno, festività di San Luigi, normalmente considerato "patrono degli ammalati"... di questa giornata entravo in ospedale per operarmi il giorno dopo di mastectomia...
"Sai che giorno è oggi?", mi chiedesti dopo aver scoperto la coincidenza dei nomi delle Nostre madri...
"E' la giornata dedicata alle leucemie e ai mielomi... mia madre è morta per un mieloma. Le sono stata accanto fino all'ultimo respiro... poi è toccata a me, ci siamo ammalate praticamente insieme".
Mi venne in mente allora che anch'io mi ero ammalata "praticamente insieme" con mio padre, ma Lui al contrario per fortuna c'è ancora, si... una coincidenza, però a metà.
"Oggi ero un po' sotto tono, poi sei entrata TU che porti il nome di mia madre, e non so... qualcosa è successo".
Pensai che anche per me "qualcosa era successo"... e poi avevo conosciuto Lei... che si chiamava come mia madre.
Il tempo trascorse veloce mentre continuavamo a... raccontarci... la "Nostra" malattia, come la consideravamo... e di Tutti quelli che se la danno a gambe quando con essa vengono a scontrarsi sia pure di striscio. E ancora la forza, la determinazione e il sorriso sempre e ad ogni costo.
Senza accorgermene ad un certo punto mi ritrovai seduta sulla sponda del letto ad ascoltarti, chiacchierare e ridere come se ci conoscessimo da tempo immemorabile.
L'ho detto altre volte, no?! In un posto così succede l'impensabile, compreso ridere veramente di gusto.
Ci scambiammo i numeri di telefono, e continuando a... parlare, scoprimmo che avremmo potuto sentirci anche tramite fb, magari saresti entrata a far parte del gruppo, interagire o anche solo commentare... una grande risorsa come Te!
"Si, dai... voglio provarci. Appena posso mi farò viva, ma come Ti trovo?".
Le ripeto il nome, c'aggiungo il cognome ma... " vedi che ci sono molte che si chiamano come me... non ho messo una mia fotografia, c'è solo un sorriso, quando l'avrai trovato chiedigli pure l'amicizia."
"Molte!?... ce ne sono molte? Io pensavo fossi Unica!"
Ecco... la Tua stima e il grande affetto reciproco, sono i "doni" che mi restano di TE.
La Morte c'ha steso solo un velo di polvere che con poco molto poco vola via. Basta un soffio.

lunedì 8 settembre 2014

UN BUON CRISTIANO IGNARO DI ESSERLO




Fu quando mi ammalai... decise che forse una "revisione" al Suo rapporto con Dio andava fatta. Diventò così l' "ombra inscindibile da me" e prese ad accompagnarmi in chiesa ogni domenica.
Sia ben inteso, Lui è credente da sempre ma poco praticante o solo quando costretto.
Trova inutili e vuoti (non ama approfondire) i gesti ripetuti della liturgia, le lunghe omelie anche qui ripetitive e vagamente incomprensibili... i misteri solenni. Però mi segue e a me basta questo mentre continuo a... ripetermi ormai da tempo immemore che alla fine in famiglia ci sono io che prego per Tutti. Come consolazione è un po' magra, non ci sto troppo a pensare e così mi conforta abbastanza.
I semi nella terra non germogliano tutti insieme... hanno bisogno di tempo, diverso per ognuno. Magari poi da quello più tardivo verrà fuori la pianta rigogliosa... Chi lo può dire?
E se Pazienza e Forza vanno insieme, io fortemente paziento ed altrettanto spero.
Per il momento però posso sostenere senza ombra di dubbio che il compagno della mia Vita è "un buon cristiano che non sa di esserlo".
Ecco proprio così... una definizione migliore non potrei trovarla.
Comunque piano piano in chiesa ha preso a sonnecchiare di meno e cerca di seguire, e quando il buon Dio vuol dare un'accelerata a questa impresa ci manda anche un celebrante giusto... breve conciso e dall'oratoria incisiva. In poche parole, un sacerdote cui non si può non prestare attenzione.
Ultimamente purtroppo non è così ed allora l'adorabile compagno della mia Vita non sonnecchia ma nota tutti i punti che secondo Lui non vanno per criticarli dopo all'uscita.
Perché a Suo merito è da dire che pure con una fede "traballante", non si giustifica e se ne va. Resta attento... molto attento, ed allora un "piccolo traguardo" bene o male l'ha raggiunto.

domenica 7 settembre 2014

UNA SECONDA POSSIBILITA'


Quando ero bambina e ancora di più da ragazzina capitava che, credendo di aver ricevuto un torto o mortificata da rimproveri "di riflesso" e quindi non giusti, fossi presa dalle lacrime. Prima sommesse, nascoste dietro un luccicore improvviso poi rotte in singhiozzi.
Allora ero considerata una "piagnona" che non si decideva a crescere, poi quando la stessa cosa è successa sia pur di rado da "grande"... "una che si piangeva addosso" senza motivo.
Nessuno diventa triste senza una causa, la differenza la faceva il pianto, forse esagerato ed anche inopportuno.
Poi fu... l' "avventura"...
Non riuscivo più a pregare... il "Padre Nostro" mi restava a metà come non lo ricordassi più, eppure ne avevo bisogno... Lo volevo... Lo cercavo.
Un giorno mi decisi e Gli parlai quasi con stizza ma anche supplichevole con le lacrime agli occhi... ok, accetto questa "prova", TU però conosci i miei limiti, accompagnami alla meta... qualunque essa sia.
Fu quella l'ultima volta che furono sprecate lacrime per un "torto" subito. Ma era davvero tale?
Tutto andò come doveva perché mi fosse data una "seconda possibilità", dopo aver girato pagina. Ed ho capito.
La gioia, la gratitudine per quest'altro "regalo" mi ha insegnato a non piangere più per ciò che ricevo e non mi piace... a riflettere e mettermi in discussione... infine a chiudere occhi e orecchie, e iniziare un "nuovo capitolo". Concedendo un'altra opportunità a Chi ho di fronte ma pure a me stessa.
La vita è così breve, complicata già di suo... prolunghiamo il piacere di esserci con qualche carezza e sorriso in più ogni giorno.

sabato 6 settembre 2014

VA BENE COMUNQUE... VA BENE COSI'



Stasera mi sento molto più sollevata. Anche se ho lavorato in casa senza sosta... mi sono stancata da matti, il braccio mi pesa e la spalla pure. Non importa. Stamattina mi sono levata con buona lena e idee chiare... quando si dice, Chi ben comincia è a metà dell'opera... così avrei regalato a me stessa la piacevole ed illusoria sensazione di essere già a buon punto della giornata.  Ah, quali "magie" riesce a fare la Mente quando vuole! Ho indossato poi, un pantalone mai messo che avevo da due anni nell'armadio... che cosa aspettavo? Rimandare è la prova che si ha un'errata percezione del tempo, come se non dovesse mai finire, e intanto si perde il gusto di vivere a pieno il presente. Ho parlato con chi conosco appena, con chi ho conosciuto solo ieri e ringrazio Dio perché mi offre la possibilità di essere finalmente me stessa senza riserve, e smorza il mio pudore nel regalare una carezza. Nel pomeriggio ho passeggiato al sole intimidito dalle nuvole dopo una mattinata di pioggia costante... e mi è piaciuto, mi è piaciuto molto perché mi ha fatto dimenticare quanto possano essere malinconici certi ricordi. A volte ho delle battute di arresto, è vero... ma vado avanti ugualmente e dall'inerzia passo alla gioiosa consapevolezza. Non si possono subire i condizionamenti di ciò che è stato, meglio soffermarsi a guardare due uccellini che si scambiano il cibo saltellando sui gerani di un balcone. Questo prima io non l'avrei mai fatto, per non perdere tempo, e intanto gettavo via un'istantanea di vita, un momento di meravigliosa serenità. La vita va avanti... sempre e comunque. Conviene che io le dia una mano per non essere solo spettatrice ma partecipe con tutta la gioia che essa richiede.

giovedì 4 settembre 2014

PUNTO E A CAPO (metafora... si e no)

Lo confesso, mi piace andare per metafore. Quando scrivo e pure nel discorrere non posso evitarle, anzi le cerco se non mi vengono spontanee. A volte servono per chiarire i concetti soprattutto a me stessa, altre per dire ciò che penso non in modo diretto pur senza freni inibitori.
 Così oggi, dicevo a me stessa... come sarà poter riprendere per continuare? 
Quando non si può girare pagina o non si vuole, bisognerà comunque mettere un punto e andare a capo... per ricominciare. 
Cominciare una nuova storia, un altro capitolo... un periodo. Arriverà però ugualmente che tutto lo spazio sarà pieno, ci sarà il punto ma il proseguo potrà essere solo sulla pagina "che verrà". 
Quante storie concluse ognuna entro uno spazio... quanti spazi ancora da riempire prima di chiudere e prendere un "nuovo foglio". 
Non è ancora il momento di girare pagina, tempo ancora ce n'è.
 Ho scoperto che stavolta è "per me stessa" e ne vale davvero la pena.

PENSIERI DI UN POMERIGGIO DI SETTEMBRE

Respiro profondamente e l'odore tipico della pioggia e quello della terra fradicia d'acqua sgomberano la mente dai pensieri "sputasentenze", per fare posto ad altri più personali e positivi.
Mai così tanti prima d'ora.
Da quando sono entrata nel frenetico meccanismo dell'anno diviso in due, ho realizzato due concetti importanti seriamente trasformati in convinzioni ... Dio, come passa in fretta il tempo... e... ogni sei mesi un Capodanno visto che per due volte ricomincio a contare e mi "fanno gli auguri" tirando un sospiro di sollievo. Gli "Altri" sospirano... non "Io" che nonostante un briciolo d'ansia, naturale a simili scadenze, sollevata lo sono e da parecchio. A questo punto potrei definirmi senza ombra di dubbio... "realista dalla grande positività con un briciolo di ottimismo".
Quindi i pensieri che "mi seguono" non sono solo ansiogeni e di fluttuante precarietà, ce ne sono anche di rassicurante certezza, primo fra tutti... il constatare quanto io sia cresciuta in "questo tempo".
Si sa, ho ripreso a scrivere che è la mia antica passione e pure a leggere... leggere con gli occhi del Cuore e serbarne le emozioni. E poi c'è il mio blog dove incontro me stessa e trovo il coraggio di mettere a nudo tutto ciò che provo, anche il risentimento... poco in verità... quando c'è. E infine il gruppo su fb, credo sia ad una svolta importante, sta andando bene... è una risposta positiva a quello in cui ho imparato a credere.
Niente è impossibile se si vuole veramente... si ha il diritto-dovere di tentare, provare... se va è bene se non va è un bene lo stesso perché comunque si è d'esempio per qualcuno, un "solco" è stato tracciato.
Questo pensiero diventa principe e mi rasserena...
Oggi mi serviva proprio una "dose" doppia di serenità, ho dovuto "scartabellarmi dentro" un po' più a lungo per rifornirmi.
Ma ora va bene... va meglio.
Dalla finestra intanto entra di nuovo l'odore della pioggia questa volta misto a quello dell'origano essiccato.
Ancora respiro profondamente e mi sento al sicuro... il "profumo" dei pensieri, di una "normalità" che m'appartiene.

martedì 2 settembre 2014

L' ANGELO GEMELLO


E' inutile negarlo, quando succede ci prende una sensazione strana, e le emozioni che ne sono conseguenza sono forti in quel "crescendo" che volge alla fine solo dopo che ha raggiunto l'apice.
Sgomento e dolore... paura e ansia colgono alla notizia che qualcuno non ce l'ha fatta, e si reagisce così come viene... imprevedibilmente.
Il tempo passa, con intima soddisfazione continuiamo a... esserci ma il "callo" a queste batoste di riflesso non lo facciamo mai.
Per me, ogni volta è come la "prima"... quando con amorevoli ma ferme raccomandazioni mi volevano proteggere da ciò che sarebbe stato per una persona a cui mi ero affezionata in modo particolare e dedicavo ogni pensiero e cura.
"Bada...", mi dicevano, "... tu dal tunnel non sei ancora uscita. Prendi le distanze... abbi cura di Te".
Io sorridevo, rassicuravo di non preoccuparsi... mi sentivo una roccia.
Poi successe in un giorno di maggio.
La notizia mi fu data con cautela, dissi che era tutto a posto in effetti lo era... ma per un po' mi sentii come chiusa in una stanza al buio.
Tornai a casa e di getto scrissi...
"C'erano due angeli all'apparenza fragili ma forti nell'essere, erano due angeli gemelli, identici in tutto ma uno reggeva un cuore che era tutta la sua forza. Oggi quel cuore si è fermato e l'angelo è volato via, è tornato su in Cielo e non da solo. "Tutto finirà quando tornerà il sole" e così è stato, davvero tutto è finito, la sofferenza, forse il rimpianto, tutta una vita. Le rose ormai sono sbocciate ma a quel roseto non potrà affacciarsi l'angelo dal cuore grande... lo immaginerà il suo gemello che è qui di fronte a me e il colore e il profumo di quei fiori ricorderanno chi ormai non c'è più.
Questo è ora il presente.
Stamattina ho incontrato proprio sotto casa una persona che mi ha riportato indietro nel tempo. Ne è trascorso tanto: un tuffo nel passato... e son tornata ragazzina, adolescente e fresca sposa. Quell'incontro ha asciugato le lacrime per quell'angelo volato via, mi ha ridato il sorriso perché nostalgia fa rima con malinconia spesso solo a parole.
Questo è il passato che ritorna.
All'ombra dei tigli rinverditi nel maggio ormai inoltrato, il presente ed il passato si fondono verso un futuro che non è dato conoscere nella meravigliosa parabola che è la vita".