luglio

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venerdì 31 maggio 2013

Oggi era di nuovo lì, questa volta sul letto sdraiato "normale e non era più "a 1000, "... perchè sto fastidioso", ha detto e non ha preso neanche una caramella,"... perchè ho già mangiato un gelato e mi fa pure male lo stomaco". Ho cominciato a pensare che forse la visita doveva essere di quelle brevi...
"Non era l'ultima chemio quella di tre giorni fa?", gli ho chiesto, "no... dicono che finisco domani... speriamo..."
"Sai... hai l'età di mio figlio...", ho aggiunto, " si... me l'hai già detto".
"Ah... lo sai che anch'io sono nata nel Tuo stesso mese?"... " mi hai già detto pure questo".
Era chiaro che... visto che sapeva già tutto perchè tutto gli avevo detto... la mia visita doveva concludersi, la "chiusura" era fin troppo esplicita se pur garbata. Ho compreso, l'ho salutato con una stretta al braccio e sono andata via.
Eh già... se non comprendo io, Chi sennò?
Siamo "Noi", pazienti oncologici, esseri assai strani... quasi di un altro pianeta, in un momento, all'improvviso euforici da rasentare l'ebbrezza... un minuto dopo cupi e tristi, pensierosi e taciturni come Chi segue un funerale.
Lunatici e capricciosi, per Noi un raggio di sole può voler dire l'esplosione della bella stagione ma se si nasconde all'improvviso dietro quell'unica nuvola, anche l'essere "ripiombati" nel pieno dell'inverno.
Siamo così... Chi ci ama, sopporta e supporta... accetta senza capire, anche perchè questa si... sarebbe una bella impresa davvero!
"Ecco, papà... è arrivata la dottoressa delle caramelle..." Una bella promozione sul campo... direi, da signora a dottoressa delle caramelle. Non ho puntualizzato, anche se stavo per farlo come son solita, per non interrompere il filo del discorso di quella "figlia" che aveva tanto l'aria di non poterne più di brontolii e lamentele.
Altre volte gli avevo dato, dietro Sua richiesta... 4 campanelle di cioccolata, una per ogni nipotino, ma Pasqua è ormai passata da un pezzo, l'estate anche se non sembra è alle porte, e la cioccolata scarseggia... perciò gli ho detto, "Stavolta Ti do sempre dolcezze uguali, ma non sono campanelle...", "E che fa!", ha replicato Lui, "... basta che siete venuta Voi, perchè mi sono ricordato che Vi devo raccontare del mio bis-nipotino...", " Ma papà... ce l'hai già raccontato..."
Ed io di rimando... "E che fa!"

giovedì 30 maggio 2013

Dire che il tempo s'è accorciato, significa semplicemente che ho capito che non si può credere di vivere all'infinito. Prima, invece, nemmeno ci pensavo, vivevo il tempo in un modo diverso, convinta che di fronte ne avevo abbastanza per poter rimandare a dopo tutto quello che non mi andava di fare in quell'istante. Il cancro mi sta facendo capire che all'improvviso tutto può cambiare...
  (Silvana Feola, "Mamma ha il cancro ma fa la marmellata")


E' come convincersi  che tutto è al di qua di una siepe che impedisce di guardare oltre... addirittura essa non viene vista come un limite bensì un valore aggiunto e come tale viene curata. Consapevoli poi che la realtà non può essere contenuta entro lo spazio di un "cortile", si ricaccia indietro la volontà di conoscerla... ci sarà tempo per poterlo fare e così ci si regala l'illusione di una "lunga vita", ma lunga davvero... una "breve immortalità".
L'"avventura" col cancro è il "tornado" che porta via quella siepe ben accomodata ed abbellita col tempo e all'improvviso appare oltre ciò che da sempre era e non si conosceva.
Una situazione mutata inaspettatamente, fuori da ogni controllo, ed è proprio questo che spiazza.
Qualche giorno fa in ospedale ho conosciuto un ragazzo giovanissimo... 27 anni, era sdraiato sul letto in una posizione oggettivamente scomoda, le gambe flesse come chi sta per alzarsi da un momento all'altro... rideva e anche rumorosamente. Se non fosse stato completamente calvo, senza sopracciglia ma soprattutto con un ago nel braccio e attaccato ad una flebo, nessuno avrebbe pensato alla "malattia".
"Ah... sei allegro! La vuoi una caramella?", "Perchè no?... però datela a mia moglie, così me la scarta...". Nella stanza c'erano tre donne, due ragazze molto giovani e una signora più o meno della mia età, presumibilmente la madre...
"Quale di queste due belle ragazze è Tua moglie? Tua moglie... quasi mi sembra impossibile che Tu sia già sposato...", "... e c'ho pure una figlia di quattro anni! Che volete farci... m'è venuto 'sto guaio ma sto in mezzo a una folla di femmine... mia madre, mia sorella, mia moglie... mia figlia. Oggi poi sto a 1000... finisco la terapia, torno alla mia vita... voglio fare un sacco di cose perchè il tempo non basta mai...", e mentre diceva così, si era già alzato e con un braccio nella manica del giubbino contemporaneamente pensava a come infilarsi le scarpe...
"Meh... sbrigatevi che qua abbiamo finito. C'ho una fame che non ci vedo...", e se ne andava, continuando a... ridere, seguito dal suo "stuolo" di femmine.




mercoledì 29 maggio 2013

Davvero... a volte non vorrei sapere neanch'io chi sono, essere assolutamente "anonima" mentre seguo il Cuore, così almeno in parte riuscirei a zittire il "grillo parlante"... la mia coscienza.
Non sto a parlar di me perchè sarebbe stucchevole e non opportuno, dico solo che "pensare" agli Altri... nel senso letterale del termine che vuole si porti e si concentri il pensiero su qualcuno... mi dà molta serenità. Se a ciò aggiungo poi la "cura" ed il "sorriso", allora sto proprio bene.
Di questo, devo precisare, ho avuto percezione da sempre ma solo ora, da quando "Tutto cominciò"... ne sono sicura.
Una volta, presa da un senso di disagio ne parlai con persona degna di fede nel poter giudicare... chiesi... non è questo mio atteggiamento molto simile alla vanagloria? Non è che il "buono" che viene da me... sia solo per me?
Mi fu risposto che alla fine quel che contava veramente era il "risultato finale", la "summa" delle azioni  che davano origine al bene per gli Altri. Come risposta non la trovai molto chiara e così continuai a... essere quel che ero, senza farmene più un problema o quasi, anche perchè l'ambito in cui spaziavo non era poi gran cosa. Trascorse il tempo e mi ritrovai un giorno a vivere quel che è noto... ansia, angoscia e dolore... e a seguire, consapevolezza, determinazione nel superare ogni cosa... sorriso. Cominciai a sorridere a me stessa quando mi guardavo allo specchio al mattino, poi continuai a... sorridere agli Altri, fui credibile perchè grande risultò il riscontro in termini di stima e affetto e, non so come, sentii il peso di una grande responsabilità... non deludere ed essere sempre la "prova vivente"  di un'"incredibile vittoria possibile".
Tutto qua. Ma poichè certe cose possono essere comprensibili e per alcuni accettabili solo a tempo determinato, all'improvviso sorgono dei dubbi... ma come fa, sarà normale... perchè lo fa? Non è spiegabile secondo una logica che vuole l'utilità come fine ultimo di ogni azione, ed è vero. Ad esempio, anche per me c'è un'utilità... è quella che mi viene guardando negli occhi la persona che sceglie la caramella preferita, mi dice... "voi ci viziate così", e poi mi stringe la mano... "dobbiamo volerci bene sempre, non è vero?".
Vuoi mettere gratificazione più grande?

martedì 28 maggio 2013

Ho fatto davvero tardi stasera... sono sempre più impegnata fuori e dentro casa e il tempo da dedicare a me stessa e a ciò che mi piace fare diventa ancora più esiguo. Se non riesco a ritagliarmi altri spazi, non rinuncio a quello riservato ai miei pensieri... quando ormai la Notte è sempre più presente e il Silenzio le fa da degno cavaliere.
Penso spesso al momento in cui decisi di cominciare...
Ero appena uscita dall'intervento di mastectomia, avevo ripreso da poco la chemio, acciaccata non facevo altro che pensare a come mi sentivo e a quello che sarebbe stato dopo. Sapevo che reagire era un dovere verso me stessa, almeno per continuare a... tenere integra la mia dignità. Portare lontano i pensieri dal problema... questo era l'unico modo, ma come? Pensai a cosa mi era sempre piaciuto fare, non importa se in modo perfetto o mediocre... solo che potesse in quel preciso momento della vita essermi d'aiuto. Sin dall'adolescenza avevo avuto il "pallino" della scrittura, scrivevo scrivevo qualsiasi cosa, riflessioni, versi, brevi racconti... non li sottoponevo ad alcun giudizio critico, bastava il mio per metterli a "riposata dimora" in un fondo di cassetto. Però non mi fermavo mai e inconsapevolmente coltivavo la risorsa che in un futuro lontano mi avrebbe salvato... imparavo l'arte e la mettevo da parte per quando mi sarebbe tornata utile.
La "scrittura" si è rivelata la strategia più grande e con le "parrucche", gli "orecchini", un "po' di trucco" e tanti "sorrisi" mi hanno aiutato a lottare, mettendo in luce i lati nascosti di cui non avevo avuto mai consapevolezza.
E la "storia" non è finita perchè un tumore non si conclude con un calo di sipario, si ricordano le "battute", gli "interpreti"... i "momenti significativi", e poi c'è il "dietro le quinte" con tanto lavoro e fatica perchè di seguito possa venirne una "rappresentazione" migliore della vita che continua.

lunedì 27 maggio 2013

E quando ti diranno "tu sei pazzo!"
rispondi: "si!"
E ricorda: non sarai mai troppo folle.
Folle è smettere di osare
Folle è smettere di credere
Folle è smettere di sperare
    (Anton Vanlight)





Ho riletto ciò che ho scritto ieri e in tutto il post ho ritrovato iterata in ogni forma... come avverbio, attributo... al maschile e femminile, nonchè singolare e plurale... la parola "NUOVO". Non mi piaceva molto perchè rendeva pesante e fastidiosa la lettura persino a me, avrei voluto quindi apportare qualche correzione, magari cambiare ma poi ho lasciato tutto così...
Scrivo di getto, direttamente dalle mie emozioni... la cronaca in tempo reale dei moti dell'animo. Si può mai modificare una reazione d'impulso quasi istintiva... o mandare a dormire un sentimento improvviso... o ritirarti mentre Ti sei già chiaramente posto nell'atto di abbracciare? Si rischierebbe di apparire come minimo un po' strani... poco affidabili, per niente rassicuranti.
Allora no... non cambio niente, non sposto neanche una virgola e al diavolo la "forma" se a farne le spese è ciò che provo nell'immediato... in questo momento.
E in questo momento... che poi è tutto un periodo... è proprio la "voglia di NUOVO" che mi prende, anche se mascherata dall'inquietudine, a tratti dominata da convinzioni forse sbagliate... qualche volta in pausa per eventi che forzatamente pongono un freno.
Ripetere che niente avviene per caso è certamente scontato ma ciò non toglie che in alcuni momenti sia fortemente sentito come lo è per me ORA. Tutto evolve positivamente ancor più di quanto possa suggerire la speranza, ed IO CONTINUO A... e al posto dei puntini di sospensione non so a che cosa dare priorità.
Vado avanti ed è Tutto una magnifica scoperta, gioiosa... come quando, finita la chemio... cominciai a vedere  sulla testa qualcosa in più di una peluria evanescente. Era un cambiamento anche quello, qualcosa di nuovo... capelli neonati che volli simbolicamente mantenere tali. Mai più tintura nè trattamenti di ogni tipo... sarebbero rimasti così, dolcemente argentati, preziosi più del "falsi toni dorati" che si erano alternati sul mio capo.
ORA è lo stesso... voglio essere così come sono, senza ipocrisie o buonismi, lucida, consapevole ma serena... non provare semplicemente pietà anzi non provarla affatto se questa può dar fastidio... semplicemente mettermi accanto perchè il percorso sia meno duro... anche per me.

domenica 26 maggio 2013

Sono particolarmente stanca stasera... o forse delusa? Stanca in modo deludente... ecco la definizione giusta, perchè non si tratta di stanchezza fisica, piuttosto di Anima e Cervello.
Un peso sul Cuore e lo sforzo immane per levartelo... cerchi di pensare ad altro, soprattutto sei sempre in movimento perchè "fare" impedisce di pensare, ma non appena sei ferma ritorna il senso di vuoto e solitudine e non comprendi perchè Altri non capiscano o capiscano secondo un canone diverso.
Non si può pretendere nulla. Certe avventure lasciano il segno solo sulla pelle di Chi le vive, mentre passano come scene accelerate di un film in rapida successione davanti agli spettatori che potranno immedesimarsi ma solo fino ad un certo punto, e anche piangere ma dimenticando presto le Loro stesse lacrime.
E domani inizia un'altra settimana dopo quella trascorsa  a segnare "vittime di guerra"... Si guarda al futuro, si spera in meglio, poi ad un tratto viene da pensare e chiederti... quanto lungo sarà e di che "spessore".
Sono pensieri tristi di una pessimista? Non direi... non m'impongo l'ottimismo, è vero ma vado a braccetto con un autentico senso della realtà, senza temerla e cercando di "aggiustarmela" come posso.
Così sempre domani sarò di nuovo in ospedale ma dall'altra "parte della barricata" come "paziente in ferie" dalla grande fatica di un tumore. Mi verrà ratificata quest'altra proroga e assegnato il "nuovo compito a casa"... di nuovo, impegnative da timbrare, prenotazioni da fare in tempi brevi perchè... una volta mi fu detto... la tempistica è importante per fare tutto presto e bene. Poi, non so... potrebbero pure aggiungere qualche compressa o sostituire un farmaco, chissà!? L'importante è abituarsi all'idea di nuove file da fare e di cercare il momento giusto per la nuova pillolina... Ancora una volta sapersi adeguare ai cambiamenti perchè Chi è capace di ciò, si dice viva a lungo.
Credo che se intendo sopravvivere dovrò esercitarmi parecchio... nutrirmi di pane e cambiamenti e non stupirmi mai, neanche di quelli imprevisti, inaspettati... dolorosi e deludenti.
Comunque IO CI SONO... e non deluderò mai  me stessa.

sabato 25 maggio 2013

"La signora araba"... ormai la conoscono Tutti con questo nome, perchè così hanno preso a chiamarla i vari piloti di elicottero che a turno l'accompagnano in città per la terapia.
Arriva ogni tre settimane dalle isole che appartengono a questa provincia, si sottopone alla chemio... se può resta alcuni giorni a casa di una Sua amica che "non è un'amica è più di una sorella", altrimenti va via... sempre con l'elicottero.
La "signora araba"... per l'originale modo di annodare i foulards intorno alla testa, bellissimi, colorati e sempre in tono col resto dell'abbigliamento...
"Ah no... la parrucca non la sopportavo proprio, con i cappelli mi sentivo ridicola, allora ho comperato decine di foulards e sciarpe dai colori che mi facevano star bene e... via, mi sbizzarrisco come meglio posso.
Il farmacista del posto mi ha chiesto una volta se avevo deciso di lanciare una nuova moda, perchè trovava strano che avessi rinunciato alle mie estrose acconciature coi capelli raccolti. Uè, dotto'... gli ho detto... quale moda!? Stò a fa' la chemio! E l'ho bruciato... voleva fare lo spiritoso ed è rimasto a bocca aperta... non sapeva come replicare."
E' una "signora" fantastica, un vero "torrente in piena"... il giorno che l'ho conosciuta si è presentata col Suo nome di battesimo accompagnato da... "ma che, scherziamo?! Non se ne parla proprio... Vinco Io!"... così per quella volta restai come il farmacista ed incantata da tanta solarità ed esuberanza.
"Oggi ho detto al dottore che 'sta chemio mi ha proprio stancato, avvilito... mi limita in tutto. Ho voluto sapere quanta ne devo fare ancora... mi ha risposto che probabilmente ferragosto lo passerò qua. Che cosa?   Ho il mio mare che mi aspetta... alle mie acque azzurre non rinuncio..."
Del resto non l'ha mai fatto... non ci rinuncia neanche ora, debole ha bisogno di appoggiarsi a qualcuno sulla terraferma, che l'accompagnino in spiaggia, ma quando è in mare va libera e sicura... dal mare si sente protetta come una Sirena che torna là, dove è nata.

venerdì 24 maggio 2013

Ho ripreso a sorridere con la consueta convinzione... è inutile, "lascia fare al tempo" sarà anche una frase fatta ma è una delle poche che risponde ad assoluta verità.
Ogni giorno nel suo trascorrere agisce come il "velo" di polvere che si accumula su un mobile, un quadro... a prima vista non si notano i particolari, ad uno sguardo più attento qualcosa si vede e poi basta un colpo di straccio ed ecco riapparire la bellezza che era.
Quel che è stato non potrà mai essere dimenticato, a volte sarà sufficiente anche solo una melodia e tornerà prepotente nella "memoria del Cuore".
Il "sorriso" di una persona soprattutto, non viene totalmente coperto dal velo del Tempo perchè non è limitato ad un unico momento e come nient'altro costituisce l'immagine della fiducia in quel che sarà.
"Ma possibile, Amico mio... non sorridi mai!?", "Io... sorridere? E perchè dovrei sorridere... non c'è niente per cui sorridere... e poi se sorrido, ti spaventi!"
In quel momento ho pensato che avesse qualche problema alla bocca... in un posto così, non sarebbe il primo nè l'ultimo.
"Spaventarmi io!? Non esiste... non sono debole di cuore e poi i sorrisi sono sempre belli... sdentati, con i ganci "scintillanti" delle protesi... aperti o solo abbozzati, perchè poi contagiano gli occhi che diventano di tutt'altra bellezza".
A questo punto, e non me l'aspettavo... mi ha mostrato i denti, ma non in senso negativo... li ha mostrati per farmi vedere che avevo capito male, e quando gli ho detto... "... allora i denti ce li hai! Hai visto che se non sorridi, fai intendere una cosa per un'altra?", e così non ha potuto fare a meno di sorridere... una volta e poi ancora e il volto è rimasto atteggiato al sorriso fino a quando sono andata via. Ma prima Gli ho lasciato tre caramelle come premio... una perchè aveva sorriso, un'altra perchè aveva conservato l'espressione sorridente e l'altra perchè mi aveva fatto una promessa. Avrebbe continuato a... sorridere.

giovedì 23 maggio 2013

"IO NON HO PAURA!"...



... se dovessi dare un titolo ai miei pensieri di stasera, sarebbe questo... "Io non ho paura", appunto.
 E non vorrebbe dire non averla provata, al contrario "IO"  l'ho incontrata più volte, affrontata anche se malvolentieri facendo finta di niente, superata raccontando bugie a me stessa, celandola dietro quella altrui.
Ieri sera avevo davvero una "fifa" esagerata per l'esito dei marcatori e pensavo che mai era stata così grande e perciò quella paura spropositata non poteva che essere un presentimento. Per fortuna non era così e quando col batticuore di ogni volta ho aperto la busta e con gli occhi ho cercato quello che volevo, non riuscivo a distinguere lettere e cifre perchè gli stessi erano occupati da lacrime di emozione. Tutto bene!... ancora una volta.
All'uscita del laboratorio, prima delle poche scale che portano al giardino ho incontrato l'infermiera che è all'accettazione della senologia, d'impulso le avrei gettato le braccia al collo se non avessi temuto di esser presa per pazza... ma forse non l'ho fatto solo perchè stava parlando al telefono.
Tutto bene... e non ho avuto più paura.
Stasera sono più lucida e serena e mi rendo conto che veramente la paura non mi appartiene. L'ansia è stata più grande delle altre volte perchè gli ultimi giorni si sono susseguiti  come in un vortice incontrollabile, di fronte ad eventi che lasciano spiazzati. Il sentirmi in un certo senso, "privilegiata" portava quasi a voler nascondermi e un esito ancora una volta favorevole me lo avrebbe impedito.
Io sono felice che continui ad... andare bene, ma vorrei tanto che fosse lo stesso per Tutti Noi, inconsapevoli protagonisti della stessa "storia". Lo vorrei così tanto che se fosse possibile farei qualsiasi cosa... non si può e allora cerco almeno di condividere la forza che mi viene donata in cambio delle ansie, disagi, file e qualche "sgarberia" riservata ad Altri.
 Perchè "niente" sia di alcuno ed "ogni cosa" di Tutti, e "insieme" si possa dire... abbiamo meno paura.

mercoledì 22 maggio 2013

Non so definire questi giorni appena trascorsi... vissuti come un sogno ma intensi per emozioni contrastanti e poi... poi c'è stasera la trepida attesa per l'esito dei marcatori che ritirerò domani.
Accidenti... non è la prima volta eppure è sempre come la prima volta! E mi dico... non succederà più che io stia in ansia per "tre numeri in colonna", e invece ci ricasco puntualmente.
L'altra sera un'amica mi ha suggerito di ripetere di continuo col pensiero... andrà tutto bene andrà tutto bene andrà tutto bene... come un ritornello stonato e infatti dopo un po', come capitava coi dischi di vinile un tempo quando si spuntava la puntina, non capivo più cosa stessi dicendo e c'ho rinunciato, tanto... tutto va come deve andare! Solo che io ci conto che anche stavolta mi vada bene... maledetti marcatori, li temo più di qualsiasi altro esame.
Eppure l'altro giorno in reparto... una paziente mi ha chiesto... "mi dovete dire una cosa, togliere una curiosità... ma che caspita sono 'sti marcatori che mi fanno fare di continuo?", eh già, basta solo sentirli nominare che danno la nausea, sembra quasi che sia colpa o merito loro se le cose vanno meglio, peggio o... alla grande.
Ed io le ho anche risposto con una tranquillità che non sembrava mia, considerato l'odio profondo che nutro nei loro confronti. Vero è anche che... per aver meno paura, mi sono informata e così ho detto..." sono cifre che indicano la presenza nel sangue di proteine ed ormoni prodotti da un tumore o da altro, quindi non sono affatto sicuri", "E allora...", ha replicato Lei... "perchè li fanno fare in continuazione?"... "Beh, io non posso dirlo perchè medico non sono... un motivo ci sarà."
In realtà decine di volte mi sono chiesta che cosa accertano se non sono... certi. E' come fare la "prova del 9" di un'operazione e non sapere se la si fa per la divisione o la moltiplicazione... mah!

martedì 21 maggio 2013

... Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo...


... il tuo sorriso è la mia pace
       
(Sant'Agostino)



Sono sicura che quel passerotto che stamattina mi svolazzava intorno e poi zampettava in circolo nei pressi delle mie scarpe, voleva attirare l'attenzione. Forse era stato catturato dal turbinio dei miei pensieri agitati, dall'accavallarsi di tante emozioni o magari... mi conosceva! Non lo nascondo, ho pensato a Paola e poi l'ho visto volare verso l'altro lato della strada, sul marciapiedi.
Non posso non pensare a Lei... la conclusione della Sua "storia" fa troppo male perchè stride con la forza e l'entusiasmo che la caratterizzavano ed eravamo certi potessero salvarla. Così non è stato ma il fatto che ha lasciato "orme" importanti dietro di sè, fa intendere che ciò che ha vissuto non è stato vano. Amava così tanto la vita da riempirla di "significati" anche oltre il dovuto.
Oggi ero di turno in ospedale e per un po' sono stata in dubbio se muovermi o restare a casa, mi sembrava di dover fingere... E' difficile parlare di fermi convincimenti, lotta estenuante... speranza, quando hai conosciuto l'"espressione vivente" di tutto questo e sai che da oggi in poi non la rivedrai più.
Ti sembra che sia stata solo un'illusione... che continui a... essere un'illusione.
Poi, ho raccolto le forze pensando proprio a Lei, quando vedendomi per la prima volta col camice, esclamò... "... hanno incastrato anche te, eh!?", e aveva riso con quella Sua risata "cristallina", gaia e contagiosa. Non avrebbe mai voluto che io gettassi la spugna, tanto meno all'indomani della Sua "partenza", e così sono andata là dove solo trova pace il mio Cuore e quiete la Mente.
E ho fatto bene... ho conosciuto Amici nuovi, sorriso alle battute di qualcuno, rivalutato il gusto delle caramelle menta-liquirizia tra quelle assortite della mia scatola di latta. Grazie all'apprezzamento positivo di un paziente, abbiamo assodato che non sanno di "Arbre Magique", come qualcuno aveva detto. E' stata una grande soddisfazione... ma questa è tutta un'altra storia.

lunedì 20 maggio 2013

PREGA, SORRIDI, PENSAMI !



E' nel tempo in cui sbocciano le rose e poi quando cadono le foglie che molti tra " quelli che contano" interrompono il cammino verso quell'"unica meta". Non si comprende il perchè, ma quando s'appressano i tempi un senso vago di inquietudine serpeggia nei Nostri giorni. Viene allora di chiedersi... a Chi toccherà e ci si scruta per cercare di anticipare in mente quel che sarà.
Magari... o no, Dio non voglia perchè non si vivrebbe più. Però poi capita come in questi ultimi due giorni, e non si vive ugualmente più.
Un bollettino di guerra!... perchè "è guerra" la Nostra, quella che combattiamo ogni giorno, corpo a corpo avendo come unico scudo proprio il corpo ferito e martoriato.
Un bollettino di guerra... e in due giorni sono mancati tre Amici, due donne giovani e un anziano dal "saggio e pacato dire".
Nel pomeriggio sono stata al funerale di una delle due Amiche giovani... faceva parte del gruppo a cui appartengo, e dico solo questo... il giorno che l'ho conosciuta mi colpì una Sua frase in particolare quando, dopo aver raccontato la storia della malattia che per come evolveva poco spazio lasciava alla speranza, pronunciò a voce alta e sprezzante... "... solo di una cosa sono certa, sarò moglie e madre a tutti i costi..."
Non la dimenticherò mai per questo ma non solo... per tanto altro ancora.
Una sera c'incontrammo in chat e cominciammo a chiacchierare...

"... Sai, mi hai fatto riflettere su una cosa che non ho mai pensato o realizzato. Senza accorgermene ho trasformato tutti gli ostacoli e le difficoltà in opportunità... la prof di diritto mi odiava e sono avvocato, non volevano che mi laureassi e l'ho fatto, mi hanno ostacolato nella pratica ed ho passato subito l'esame, non mi credevano sulla malattia e mi sono salvata (grazie alla Mamma Celeste), hanno cercato di dissuadermi dal fare causa all'ospedale e l'ho vinta, mi credi che non ci avevo mai riflettuto nell'insieme?
Sto pensando... che a volte me la prendo con Dio per le avversità e poi vedi? Sono doni. Anche la forza e la capacità di affrontare le situazioni sono dono... wow! Lo realizzo solo oggi!"

Questa era Paola...

domenica 19 maggio 2013

Perchè io so... Altri possono provar pietà e rammaricarsi anche tanto per Chi resta, in questi momenti ricordare le "tappe" difficili di un lungo percorso, ma poi... piano piano si archivierà tra i ricordi, sicuramente dolorosi e la vita di nessuno procederà a singhiozzi per questo.
Si prosegue... si è solo fermato "qualcuno" prima della logica del tempo, è giusto così... che nel cammino verso un'unica meta comunque si vada avanti.
E' una cosa che ripeto a me stessa come un "mantra"... forse per convincermi!? Certo... perchè ogni volta mi prende come un senso di colpa... per me sta andando in un modo fortunato, diciamo "felice" almeno fino a prova contraria... ma che senso ha la "feroce discriminazione" per Altri?... giovani, soprattutto.
E al "senso di colpa" si aggiunge una "stretta al cuore", forte come una morsa e manca il respiro e un nodo si ferma in gola. Non si può non piangere anche se quella persona l'avevi vista una volta sola, però ne conoscevi la storia, tutta e tanto simile alla tua.
Ti chiedi... perchè, e non sai darti risposta, allora evasivamente, in modo generico che in un momento di dolore come questo è pure obsoleto... dici, è la Vita, e intanto cerchi col pensiero l'angolo più nascosto di quel "cassetto ideale" dove riporre anche questo, per far spazio ad altro... progetti, vacanze, novità belle.  Anche questa è Vita... desiderata e conquistata... da controllare e tener ben stretta...
Ma che cosa sto dicendo? Stasera il "mantra" non sortisce il solito effetto.  E quando tutto questo finirà? Perchè prima o poi finisce, lo sappiamo Tutti...
Io voglio vivere pensando a quando finirà... senza disperarmi, considerando questi giorni che mi sono stati concessi la "vita vera"... sono felice di esserci, anche con gli acciacchi, i disagi, le ansie e i momenti bui...
SONO QUI... e mi basta, e nel "mio cassetto" gli spazi vuoti sono proprio gli angoli.

sabato 18 maggio 2013

Quel giorno almeno il sorriso me lo fece perchè la volta appresso si scusò... era stata troppo male per "esercitarsi al sorriso" ogni mattina, però prometteva, l'avrebbe fatto così sarebbe venuta "ben preparata". Fui io allora a sorriderle, e il regalino?!... glielo diedi ugualmente per incoraggiamento.
C'è una sottile ma profonda tenerezza che mi prende quando mi trovo in situazioni come questa e fa sì che, pur sentendomi io una tra i tanti, assuma un atteggiamento accudente e materno... questo però non si limita a mera esteriorità, "si posa" come tale e poi "scava dentro" e lì "si ferma e resta"...
Un posto per ognuno che non va dimenticato. Cosa strana è... che più faccio spazio tanto più numerosi sono i "posti"... non mi stanco e mi carico di energia, soprattutto quando i saluti sono affiancati da un "... grazie per la compagnia e... insomma per tutto", perchè è in quel "tutto" la grandezza e forza della condivisione, un peso che diventa più leggero in quanto diviso a metà e se si è in tre, quattro finisce quasi con lo scomparire.
Due compagne di stanza... vicine ma ognuna per Suo conto... una sfogliava la guida turistica della Spagna, l'altra guardava il soffitto e... la flebo con una metodicità a dir poco maniacale. Entro io e comincio a proporre i "gusti nuovi" delle caramelle... i "pazienti" sapete, sono molto esigenti ed anche capricciosi , quindi ho capito che ogni tanto anzi abbastanza spesso, bisogna dare ascolto alle opinioni, richieste e... rinnovarsi. Le due Amiche di buon grado accettano le caramelle poi cominciano a raccontarsi, per prima l'Amica "amante dei viaggi".
"Una batosta terribile quella che mi è capitata, avevo come ogni anno prenotato il viaggio per il mese di agosto ed ora sfuma tutto. A me piace moltissimo viaggiare... non m'interessano abiti o gioielli, ma al mio viaggio annuale non rinuncio... quest'anno sarei andata in Thailandia...", "Ah... una cosetta da niente!", ho replicato io e poi... "dai, considera questo una sorta di anno sabbatico, una pausa di riflessione anche per ricaricarsi. Quando riprenderai a viaggiare lo farai con uno spirito completamente rinnovato e sarà ricchezza ancora più grande."
Intanto l'altra Amica dallo "sguardo attento e preciso"... "Beata Voi che ve li potete permettere tutti 'sti viaggi, io mi limito a lavorare all'uncinetto ed adesso è diventato difficile e costoso pure quello... è l'unico mio svago, non mi fa pensare a quello che mi è successo non una sola volta ma due. Una mammella? Addio... la seconda? Beh... abbiamo salutato pure quella!"
Sempre della serie... "non è mai abbastanza"... eppure con soddisfazione... "si resiste!"

venerdì 17 maggio 2013

Ed è sempre difficile dare una risposta o trovare le parole giuste anche per "approcciare" quando sei di fronte alla sofferenza autentica, quella che non puoi sdrammatizzare in alcun modo e devi limitarti ad "accogliere" per essere di sostegno.
Mi è capitato anche stamattina, proprio nella prima stanza visitata...
"Come andiamo oggi?", la domanda di sempre col sorriso di sempre, ma "non sempre" va bene perchè non sempre appropriata. Avrei dovuto capire da un certo tipo di smorfia che non andava fatta alcuna domanda, forse bastava il sorriso... chissà!? Un errore di valutazione, in parte scusabile perchè anch'io oggi ero un po' fuori fase... sono sempre una "paziente oncologica" al suo terzo anno di sopravvivenza!
Comunque, a parte questa "piccola nota" che mi riguarda, gli sbagli si fanno e da questi s'impara pure, e in verità mi rendo conto di farne sempre meno per la fortuna di quelli che incontro, i quali restano per me... "quelli che contano".
Per tornare all'"Amica dai sospiri profondi"... mi aveva raccontato un giorno una storia tristissima, tempo addietro aveva perso un figlio di 35 anni, morto in un incidente stradale. Era sposato da poco e lasciava moglie e un bimbo piccolissimo... Lei, mamma non riusciva a capacitarsi di non poterlo rivedere più, si sentiva annientata dal dolore e aveva perso il sorriso.
"Credimi...", diceva, "... quando il dottore mi disse, c'hai il male... io non mi sentii fare nè caldo nè freddo. Pensai... mio figlio è morto che era giovane, già da diversi anni, e io? Io che sto a fare qua ancora... non è giusto." Che potevo dirle? Sopravvivere ad un figlio, per una madre... no, che non è giusto, è quasi "contro natura", la penso così anch'io, come tanti... Tutti, eppure accade ed anche molto spesso. Allora sarebbe opportuno, quasi per pareggiare ma non contrariare "ciò che va come deve andare", che si morisse insieme, madre e figlio, ed anche questo sarebbe assurdo... fuori da ogni logica, compresa quella naturale.
L'ascoltai senza interrompere, e quando ebbe finito mi venne di risponderle...
"Amica mia, il Tuo dolore immenso giustifica l'immediata reazione indifferente alla malattia, ma non puoi permettergli di ucciderti per la seconda volta, perchè una parte di Te è andata via già con Tuo figlio... hai ancora un marito, un altro figlio che hanno diritto all'altra, quella che Tu sei, anche con la malattia ma con la voglia di vivere che non devi perdere. Gettare la spugna, lasciarsi morire... anche questo non va, è cosa contro natura. Torna a sorridere, per Chi vive con Te ma anche per Lui che non avrebbe mai voluto una mamma triste. Promettimi che la prossima volta che ci rivedremo, mi accoglierai con un sorriso. Se lo farai... Ti porterò un piccolo regalo."

giovedì 16 maggio 2013

Giuro che ne parlo adesso e poi non torno più sull'argomento. Ne parlo giusto perchè ne è uscita fuori un'altra, non so se vera o falsa... Angelina Jolie si farà asportare anche le ovaie.
Questa è davvero dura... se la notizia risponde a verità vuol dire che la splendida attrice ha dovuto pensare proprio a tutto perchè un'operazione di quel tipo quando si ha meno di 40 anni, comporta conseguenze non indifferenti... una menopausa chirurgica con degli effetti collaterali da contrastare e comunque prima di ogni cosa, affrontare. Ma, ripeto... c'avranno pensato sicuramente ed è probabile sia stato tutto risolto e superato... "a tavolino", poi nella vita c'è ben altro... e qui siamo Tutti d'accordo anche se il "Nostro altro" è ben diverso da quello di una bella e famosa attrice di fama internazionale.
Questo "scoop" non proprio inaspettato perchè anticipato implicitamente dalla notizia di un paio di giorni fa, mi ha fatto pensare ad una persona conosciuta di recente, una paziente... la "paziente dai sospiri profondi".
Non respira questa Amica, ma sospira ed ogni volta aggiunge... "speriamo".
Perchè mi è venuta in mente proprio ora? E' stata operata all'ovaio per un tumore che le aveva invaso anche l'intestino così che oltre alla cicatrice dell'intervento porta come conseguenza anche la "stomìa", ovvero l'apertura per il sacchetto delle feci, e poichè a volte nella vita non è mai troppo, perchè le fosse consentita una terapia lunga e difficile Le è stato applicato il Catetere Venoso Centrale per l'infusione lenta dei farmaci.
"Mi sento proprio una carta geografica... anzi, vuoi farti una risata?", mi ha detto un giorno... "Qualche settimana fa  mi ha visitato il dottor T. che non mi aveva mai visto e sai che cosa mi ha detto vedendomi mortificata, per sdrammatizzare?", "Che cosa?...", "Signora... ma voi, andate spesso a far benzina!... perchè avevo tanti di quei punti che non si potevano contare. Pure se la cosa era tragica sono scoppiata a ridere, il dottore mi ha chiesto scusa ma io avevo capito bene il senso e lo scopo di quelle parole e infatti, per un attimo non ho pensato al tumore, al dolore nè a quello che sarà. D'altra parte, tu lo sai... ti ho già raccontato la mia storia tutta, anche quella prima di ammalarmi... non m'interessa affatto di morire. Puoi darmi torto?"
In quel momento non ho saputo darle una risposta...

mercoledì 15 maggio 2013

Mamma mia, quanto clamore, livore e veemenza può scatenare la scelta difficile di un personaggio in vista! Non era bastato tutto il gran parlare di ieri... oggi si è continuato a lungo e in certi casi si è pure sforato di parecchio, uscendo fuori tema.
Ma dico... con tanti problemi che abbiamo in casa nostra, dobbiamo proprio affannarci nelle requisitorie pro e contro una mastectomia per profilassi fatta da un'attrice che certamente avrà risolto il problema ancor prima di affrontarlo? Vogliamo vederla come un'eroina? E sia... buon per lei, altra pubblicità per la sua immagine qualora fosse in lieve calo... ma che dire di altro genere di eroine che si sono viste "mutilate" non per scelta, e non hanno potuto neanche "fare un pensiero" per la ricostruzione perchè troppo sfregiate? Magari, in seguito... si son sentite dire e forse Chi parlava Loro pensava che un "dopo" non ci sarebbe stato. Alcune sono entrate in sala operatoria convinte di perdere una mammella e son venute fuori con una in meno, sì... e l'altra svuotata perchè il rischio era alto che fosse colpita dal tumore anch'essa. Avevano scordato che in quel "consenso informato" che ti fanno firmare già in preanestesia c'è scritta anche questa eventualità... sempre per il Tuo bene. Ma in realtà, Chi può dire qual è il vero "bene" per Tutte Noi, colpite, violate e manipolate nella femminilità... se non pensiamo NOI a crearci un'alternativa per continuare a... credere che valga sempre la pena... Chi potrà restituirci il "bene" perso?
Con le unghie c'aggrappiamo ai fili a volte sottilissimi della speranza, aggressive mostriamo i denti all'indifferenza... dopo un po', ritrovato l'equilibrio cerchiamo conforto e consolazione nelle piccole cose di ogni giorno... nel sole che fa diversa la giornata o nei colori che offre madre Natura.
La "malattia" cambia, è vero ma non la persona, la vita stessa che viene vista in tutt'altra ottica... così che quello che appare un capriccio, altro non è che un estremo desiderio di autodeterminazione... lacrime senza un motivo, lo straripare di un Cuore in piena... un atteggiamento  un po' strano e fuori dalla logica consueta, il voler dimostrare a se stessa di non aver paura.
Mamma mia... quanti pensieri mi ha portato una notizia che a sentirla ieri, nell'immediato non mi era sembrata affatto straordinaria!

martedì 14 maggio 2013

Perchè ad illustrare i pensieri di oggi c'è la foto di una donna bellissima come Angelina Jolie?
E' stata la protagonista assoluta della cronaca odierna, non si è parlato d'altro. L'attrice statunitense ha dichiarato di essersi sottoposta a mastectomia bilaterale anche se non colpita da tumore al seno per non rischiare di ammalarsi col tempo, avendo scoperto in lei la mutazione di due geni, il BRCA1 e il BRCA2, responsabili del tumore al seno e alle ovaie. La madre di Angelina era morta a 56 anni dopo aver combattuto a lungo contro il cancro all'ovaio.
Ammetto di essere stata colpita dalla notizia ma non essermi meravigliata più di tanto, piuttosto stupita del fatto che una donna così in vista che non aveva alcuna necessità di divulgare il Suo operato, sia stata tanto sincera. Per essere di aiuto ad altre donne... ha affermato, ma in tal caso trovo le Sue parole azzardate perchè per quanto comprensibile, una scelta tanto estrema resta comunque assai personale e forse poco condivisibile anche solo a pensarla, soprattutto in un'epoca in cui si fa un gran parlare di interventi sempre meno demolitori per mantenere la donna integra nella femminilità e nella psiche.
Premesso che certamente Angiolina potrà permettersi il migliore chirurgo plastico d'America che magari saprà riportarla all'antica beltà se non meglio, forse è da attribuire al Suo equilibrio psicologico la drastica decisione. Probabilmente viveva il trascorrere del tempo, degli anni in particolare come un conto alla rovescia, presa da un'ansia che le impediva di vivere come voleva. Vista così la cosa, Chi si sente di condannarla?
Il Nostro Veronesi ha commentato che la prevenzione si può fare in altro modo, con i controlli assidui  soprattutto in presenza di una mutazione genetica. Si arriva così a scoprire un tumore piccolissimo per cui è necessaria un'altrettanto piccola incisione per asportarlo, con la garanzia di guarigione del 95%.
Credo che la bella Angiolina non sia stata una persona coraggiosa come molti l'hanno definita, ha forzato la mano su se stessa pur di non convivere con il... "coraggio di vivere", e mi si perdoni questo brutto bisticcio di parole che rende con efficacia la Sua non volontà di affrontare un'"eventuale" avventura col cancro.

lunedì 13 maggio 2013

Non si può immaginare quanto bene faccia parlarsi in determinate situazioni e di rimando quanto danno arrechino le parole non dette creando un disagio fatto di incomprensioni e incompatibilità.
Se il dialogo e la condivisione di emozioni e stati d'animo fossero vissuti in modo normale e spontaneo, certamente i rapporti familiari, interpersonali e sociali sarebbero migliori.

Io questo l'ho imparato... e penso non lo scorderò perchè quasi ogni giorno "prendo nota" delle opportunità in più che vengono offerte per non sbagliare e recuperare ciò che si è perso.
Io ne ho fatto tesoro perchè la malattia me l'ha suggerito, e scaltra come non sono mai stata nè potrei essere in altri casi, continuamente faccio a me stessa il promemoria dei vantaggi, quando non si resta chiusi a rimuginare, elucubrare... a far di un sassolino, una montagna. Ci vuole umiltà... e non è facile, ma non è più difficile ancora reggere l'ansia o  la rabbia per l'essere stati mal compresi?
Si può pensare come si vuole, ma il senso di libertà che regala un Cuore alleggerito di ogni peso, è impagabile. Peccato che non Tutti siano dello stesso parere e si pongano con aria di sufficienza a confronto con l'Altro o non lo facciano proprio, facendo sì che il tacere e i musi lunghi rendano i rapporti non naturali, difficili fino a scoppiare e portare alla solitudine.
Dopo quello che ho vissuto non sopporterei di rovinarmi il futuro, qualunque fosse la sua durata. Non ci sarebbe un'altra possibilità nè tempo sufficiente, e non si tratta solamente di "sentirsi precari" della vita ma di aver compreso il giusto e sano atteggiamento nei suoi confronti, decisamente più naturale.
Mi è venuto in questo momento da pensare a quello che comunemente è detto da molti e che io condivido... "è meglio a volte avere a che fare con gli animali"... Ci siamo mai chiesti perchè?
Probabilmente, senza alcun bisogno di parole si stabilisce con l'animale un rapporto autentico, basato sull'amore disinteressato dell'uno e la reciproca condivisione di emozioni.
Azzarderei definire la cosa, sperando che non sia scambiata per eresia, una forma di empatia allo stato puro.
Dialoghi silenziosi, comunque fatti di gesti... fra due esseri posti sulla stessa via.

domenica 12 maggio 2013

... ma la Vita è un "atto unico" da saper interpretare.



Non so se l'ho letta da qualche parte o mi è venuta così, estemporanea... questa frase. In ogni caso trovo sia la conclusione migliore alla giornata odierna che ha visto celebrare la figura materna in ogni modo e forma.
Mi sono svegliata al ricordo di "Lei" e per tutto il tempo mi ha accompagnato.
Non voglio cadere nella retorica, tanto meno scadere nella banalità... non lo meriterebbe perchè è sempre stata autentica e sincera, il Suo "dire" privo di frasi fatte o falsità... il corpo parlava per Lei, le lacrime e la risata ne erano le espressioni migliori.
Per questo come spesso accade quando mi trovo a pensar di Lei, Le scriverò... non molto nè a lungo, sa che cosa ho a cuore e quali sono i miei pensieri, è tutto concentrato in pochi argomenti anche se tanti sono i desideri.
Mamma cara... se persona c'è stata a saper interpretare in modo perfetto, quasi sublime quest'"atto unico" che è la Vita, quella sei TU. A Chi dice che io Ti somiglio, rispondo... forse, ma in realtà di Te sento essere solo la brutta copia, colpa o merito del DNA, inevitabile ereditarietà... null'altro.
 Sei stata unica per generosità, abnegazione... spirito di sacrificio e sopportazione, fino all'ultimo... vivendo la sofferenza fisica senza farla mai pesare ad alcuno, anche quando avresti dovuto perchè era un Tuo diritto. Non l'hai fatto e nessuno si è sentito in dovere... poi qualche lacrima è bastata per riscattarsi e ricominciare.
Da quando non ci sei più sono successe tante cose... ma che Te le dico a fare, Tu le sai già... e quante volte ho pensato che forse la Morte a tal proposito non è stata proprio matrigna... Ti ha risparmiato tanto dolore! Nella condizione in cui sei tutto certamente appare diverso, perchè motivato e visto nell'ottica della Luce... perchè TU sei nella Luce, non può non essere, altrimenti non mi saresti accanto quando e dove altri non possono, non saresti  artefice della mia pacatezza in risposta a mille provocazioni, della tranquillità all'ansia che sopraggiunge improvvisa.
Mamma... mamma fino alla fine ed oltre... ove solo una linea sottile ci separa.
TU mi vedi, lo so... IO non posso.
Mi dispiace...

sabato 11 maggio 2013

E' la Vita che dà moto al mio cuore, la vita e tutti i doni che essa mi ha fatto, la famiglia, la gioia di vederla evolvere e maturare e anche, a volte quel po' di dolore nel constatare che il mio ruolo pur restando importante, non è più lo stesso, che mi dovrò adeguare via via alle situazioni trovando nuova forza. Lo farò ancora una volta perchè si sa, le battaglie non finiscono mai ed è da soli che bisogna combatterle e vincerle.


Così scrivevo quando tutto cominciò ed ora che son passati quasi tre anni mi ritrovo a pensare allo stesso modo se non di più.
"... si sa, le battaglie non finiscono mai ed è da soli che bisogna combatterle e vincerle", almeno puoi mettere fuori tutto quello che hai, di buono o di meno bello, e dar luogo ad un "duello" senza esclusione di colpi.
E non fai vedere quanto fragile sei... nè di quanta rabbia puoi liberarti prima di diventare sempre più forte.
Non puoi fare a meno di stupirti ogni volta.
Stamattina avevo la mammografia di controllo... ho voluto andarci da sola, non è più il tempo degli "angeli custodi", soprattutto se diventano ansiosi e si nascondono dietro un giornale da leggere per fingere indifferenza.
Mi irritano entrambe le cose... l'ansia effettiva come la finta indifferenza.
Mi avvio in compagnia dei miei ricordi e pensieri e non sento la solitudine nè mi pesa la solita lunga attesa... qualcuno trovo sempre con cui condividere e poi... proprio in quel luogo ogni volta sembra ritrovarsi in un "club privato", dove si parla di un unico argomento quasi fosse per scelta e non per "disgrazia".
Anche oggi lo stesso... ed ho incontrato anche un'Amica tra "quelli che contano" che non vedevo nè sentivo da un anno perchè avevo perso il Suo numero di telefono. Una persona straordinaria... colta, ironica, di grande fede... discorrendo con Lei il tempo è volato.
L'esame poi...  è stato quel che è stato, noioso quel che basta doloroso forse un po' di più, perchè si è scoperto che la "superstite" ha cambiato fisionomia... cosa di cui in verità avevo avuto sentore e che oggi è diventata certezza. Prima della ricostruzione che nel suo caso è stata una semplice "mastopessi" ovvero un'alzatina giusto per stare un po' alla pari con la "novella", era bella, soda normalmente a pera... ora è diventata tonda e "moscia" molto simile ad una palla di pasta lievitata oltre il termine.
"Che strana forma...", mi son sentita dire... "mi dispiace, devo tirarla al massimo altrimenti non viene", e questo per una, due, tre volte... con un dolore da non dire, il mio pensiero ancora una volta a Dio e poi alla mia mamma, in questi momenti sempre accanto a me non vista. Poi è tutto finito... la persona che mi ha fatto la radiografia ha pianto... "scusatemi... Vi ho tanto maltrattato", ed io stupita per tanta partecipazione ho sentito all'improvviso meno dolore, e quando la dottoressa, dopo la visita e l'ecografia mi ha congedato con... "tranquilla... va tutto bene, non c'è niente...", in Cuore è esplosa la gioia ma tacita, quieta come per tutte le vere grandi vittorie.

venerdì 10 maggio 2013

Trascorso il tempo che doveva, ero finalmente pronta...
Sono entrata e in un batter d'occhio mi son trovata sdraiata sul lettino a pancia scoperta e col cuore in gola.
"Perchè fate questo esame?", altra domanda di rito e per un attimo indugio... mi pare così scontato!... "Follow up oncologico...", altra esitazione e conseguente domanda, " Sì... ma dove? Cioè... che tumore?". E' talmente routine per me che mi sembra una domanda inutile... fa differenza? Forse, ma in quel momento ansia ed irritazione ottenebrano il buon senso.
L'indagine prosegue... tanto per cambiare anche stavolta è un medico diverso, affiancato dalla "solita" specializzanda mai vista ma per presenza costante in qualità di discente, figura nota.
"Avete fatto colazione stamattina?", "Certo che no... sapevo dell'esame...", "Magari solo un caffè...", "No, nemmeno quello... solo acqua in quantità...", "Allora avete mangiato pesante ieri sera!". Non c'ho visto più!
"Manco per niente... una tisana e quattro fette biscottate!", "Una tisana?! E che... è una cena quella!?"
Appunto... lo dico anch'io, ma insomma perchè quel terzo grado? Ogni volta trovo qualcuno che si fa dei problemi e poi li scarica su di me.
"Ma c'è qualcosa?", "No... è solo che questa parte (quale? non la vedo!) è più tesa e grossa... va bene, non è niente!" Meno male... non è niente, ma potrebbero porsi domande e darsi risposte... in silenzio? Almeno qualche volta... non sempre, solo qualche volta!
"Asciugatevi e potete rivestirvi... non c'è nulla".
Finalmente, è finita... andata anche stavolta. Il fegato un po' ingrossato ma non è una novità... tutti gli organi di "quella zona" nella norma.
Un'altra proroga... per bontà di Dio.
Intanto... domani ho un secondo appuntamento importante, un altro esame a prova d'ansia, il più difficile.
Domani, un sabato... come tre anni fa, ma senza angoscia e con tanta speranza... qualunque cosa sarà.

giovedì 9 maggio 2013

Col tempo ho imparato ad andare da sola, a bastare a me stessa ed ho scoperto che è anche meglio, almeno per dominare la situazione e poter controllare ciò che provo.
E ieri pure all'ecografia, da sola... come sempre "corredata" di tre bottigliette d'acqua ed una rivista per ingannare l'attesa. Avevo cominciato a bere già durante il tragitto e la prima delle tre era quasi finita. Arrivo e c'è già una signora che era evidente avesse bevuto molto più di me, pochissimo dopo si presenta "la ragazza" con il foglio della prenotazione da annullare poichè Le avevano scambiato tipo di esame...
"Devo entrare io, eh!? Io devo entrare per forza... sono qui dalle sette e mezza a bere, bere, bere. Non ce la faccio più!"...una puntualizzazione inutile dal momento che si capiva a vista sia l'ordine di arrivo che la "necessità impellente", della serie... parlo, tanto per farmi notare. Intanto io prendo a bere dalla seconda bottiglietta e metto in ordine le solite "scartoffie" che mi porto dietro ad ogni esame. La "signora precisa e puntuale" e la "ragazza" cominciano a discorrere sulla sanità caotica e in rovina, ed io ho già finito la seconda bottiglietta ed ho in mano la terza e, visto che ci sono bevo subito un sorso anche da lì. Sfoglio la mia rivista ed ascolto... ne avrei da raccontare anch'io ma preferisco rimanere concentrata e per questo continuo a... bere. Ormai mancano tre dita per terminare l'acqua dell'ultima bottiglietta. Si apre la porta dell'ambulatorio e con "la signora in pigiama" esce anche quella che sembrava dovesse essere un'assistente...
"Che cosa deve fare?", domanda di rito... "Devo consegnare l'impegnativa per l'ecografia...", "Ha bevuto?", a domanda rispondo... "Certo... quasi un litro e mezzo...", "Un momento...  che ha bevuto non vuol dire niente. Ha lo stimolo di..."
Bene... forse il tedesco non lo capisco proprio, d'inglese qualche termine mi sfugge, ma l'italiano, quello no, è la mia lingua e la conosco bene, di conseguenza se mi si fa una domanda chiara io rispondo altrettanto chiaramente, se poi... strada facendo "qualcuno" si perde non è certo per mia responsabilità e non è compito mio "riportarlo" sulla retta via, comunque... niente di nuovo se non il personaggio, di un'altra serie che spesso si ripresenta... sono qui ma preferirei essere altrove.
   (continua)

mercoledì 8 maggio 2013

La "signora in pigiama" a fatica si era seduta accanto. La guardavamo non viste per non farle pesare ulteriormente la Sua evidente condizione di sofferenza.
Sedeva, premendo le mani sulle ginocchia quasi a voler reggersi su di esse e ansimava...
"Stai tranquilla, fra un po' arriva l'ambulanza e ritorni in reparto...", Chi l'aveva accompagnata per l'ecografia cercava così di rasserenarla, o magari no... giusto qualcosa da dire tra una risatina e una banalità.
Intanto continuava a... respirare affannosamente, poi ha girato lo sguardo e si è rivolta a Noi... "La vita è un attimo". Non perchè non fosse chiaro il senso di quella frase, Le ho comunque chiesto... "In che senso?" ed ho sorriso facendole intendere che avevo percepito il Suo desiderio di condivisione.
"Perchè finisce subito... Tutto per Tutti. Vedi l'uccellino, il cagnolino persino le piante... la loro vita è un attimo". "E' vero quello che dite e lo si pensa soprattutto nei momenti brutti, ma ci sono anche quelli lieti e belli di cui ci scordiamo e che invece dovremmo ricordare proprio per reggere il dolore e le difficoltà. Tutto passa, prima o poi... niente dura per sempre, e finiranno pure le sofferenze".
Dopo un po' la "signora in pigiama" è andata via...
"Non avrei mai potuto fare il medico... non reggo la vista delle persone che provano dolore", e mentre parlava così, la "ragazza che mi sedeva a fianco" aveva gli occhi lucidi di sincera commozione.
"Non credo...", Le ho risposto e poi è stato impossibile non raccontarle di me... delle antiche fobie che un tempo mi avevano tenuto lontano da medici, infermieri ed ospedali e di questa mia nuova vita che ogni giorno  mi spalanca al contrario porte diverse. Mi ascoltava la ragazza e man mano che il discorso la prendeva gli occhi Le si riempivano di entusiasmo e le labbra si atteggiavano al sorriso, poi... poi ad un certo punto  ha cominciato a parlare di Lei, e quella "storia" mi pareva di conoscerla... i protagonisti erano altri, tutto il resto era identico.
Anche questo incontro, secondo me... non era stato un caso, e neanche il precedente, quello con la "signora in pigiama"... proprio oggi che avevo l'eco-addome completo, un ennesimo esame di controllo, il rivivere ricordi e paure. Due "incontri" che hanno mostrato nel bene e nel male le "mie due realtà", esse procedono affiancate, nessuna meno importante o da sottovalutare. Ringrazio quel Qualcuno che così, ancora una volta ha fatto sentire la Sua presenza, ma non ce n'era di certo bisogno... lo sapevo già.

martedì 7 maggio 2013

In tutta Europa vale la formula almeno "cinque (porzioni) al giorno" per promuovere il consumo di frutta e verdura (Codice Europeo contro il cancro). Ciò significa che sono cinque le razioni di frutta e verdura da assumere in una giornata. Per quantificare in modo semplice e immediato si spiega che ogni razione equivale a "ciò che sta in una mano"...
(Josef Beuth)


L'incontro dell'altra sera con la nutrizionista è stato chiaro ed illuminante, tanto che ha messo in discussione radicate convinzioni e di conseguenza ha visto il "crollo" di molti miti alimentari. Ad esempio non è vero che per contrastare l'anemia sia indispensabile mangiare carne, in particolare "rossa"... lenticchie e spinaci svolgono egregiamente lo stesso compito avendo grandi percentuali di ferro, e in più le prime posseggono le proteine nobili simili a quelle della carne e i secondi, tantissimi sali minerali e il Calcio, come del resto tutte le verdure a foglie larghe e verdi. Quindi non è sufficiente bere latte e mangiare formaggio a dismisura per la salute delle ossa, il Calcio in essi contenuto non viene assorbito se non si assume la vitamina D, reperibile in altri alimenti come il pesce, particolarmente il merluzzo, gli oli e i semi oleosi.
A proposito di semi e perciò anche di legumi... sembra che siano l'apoteosi dell'alimentazione sana ed equilibrata, accompagnati ad ogni tipo di verdura e aggiungendo frutta soprattutto lontano dai pasti principali, pare che siano artefici della risoluzione di molti problemi a carico dell'apparato digerente.
Vero è che per provare il gusto della buona tavola mangiando semi, legumi e cicoria occorre molta fantasia, ed allora perchè non avvalersi proprio di questa per imparare a cucinare tali prodotti, variando le spezie e gli altri ingredienti? Pian piano si scoprirà il piacere di farlo, diventerà puro divertimento creativo altamente gratificante... si riscopriranno il gusto del dolce e del salato a livelli provati solo all'epoca dello svezzamento, quando niente ancora aveva alterato la genuinità del palato.
E' inoltre incredibile la varietà di semi esistenti che si possono acquistare o addirittura coltivare in casa... cereali, pseudocereali, legumi, persino cipolle, scalogni, cipollotti  ed aglio, tutti concentrati di vitamine e minerali antiossidanti, che permettono all'organismo di bloccare la propagazione dei radicali liberi, responsabili dello "stress ossidativo" e di conseguenza di alcuni tumori. L'alto contenuto di polifenoli rafforza a sua volta queste proprietà antiossidanti.
Certo che ce n'è da imparare prima di poter affermare di "mangiar bene", ma poichè... "mangiar bene" vuol dire anche "con gusto", servirà anche molta applicazione e tanto esercizio per elaborare i prodotti della natura e renderli cibi appetibili oltre che sani.
Al via, quindi le numerose ricette da inventare, condividere e gustare... faremo "laboratorio di cucina salutare" e poi... vi dirò!

lunedì 6 maggio 2013

... diminuire, entro certi limiti, il rischio di sviluppare un tumore curando l'alimentazione è un obiettivo legittimo e accessibile. Evitate di dare ai vostri bambini alimenti potenzialmente a rischio: meglio insegnare loro fin da piccoli la differenza tra i cibi salutari e quelli nocivi, in modo che, una volta cresciuti, siano in grado di cucinare in maniera più sana.  (David Khayat)



Quando ci si ammala, e soprattutto ci si ammala di cancro, la prima cosa a cui si pensa dopo essersi ripresi dallo shock della diagnosi, è cercare di capirne la causa, e poichè è convinzione generale ed antica che siamo quello che mangiamo, è ovvio pensare che se non mangiamo "bene", prima o poi accadrà che non staremo più "bene". Questo è vero ma solo in parte, in particolare per ciò che riguarda il cancro, seguire consigli di "sana e corretta alimentazione" non garantisce una definitiva protezione contro il cancro, ma riduce la probabilità media di ammalarsi. Viceversa non rispettarne l'osservanza non predice con certezza che ci si ammalerà di cancro. Questo perchè la "patogenesi" di tale malattia è un evento complesso e multifattoriale. Il risultato della ricerca in questo campo, comunque sembra confermare ormai l'opinione comune: circa un terzo di tutti i tumori sono determinati da fattori nutrizionali o abitudini alimentari che favoriscono l'insorgenza di determinati tipi di cancro. Essere in sovrappeso e un consumo eccessivo di carne, grassi, alcol e zuccheri a discapito delle salutari fibre, costituiscono dei seri fattori di rischio.
E' chiaro che un tale argomento prende molto e continua a... interessare anche quando la malattia è in pausa o in remissione, perchè facendo attenzione a ciò che si mangia si potrebbero ridurre i rischi di complicanze e recidive.
Nell'ambito del Nostro gruppo molti hanno manifestato  l'esigenza di saperne di più a proposito, ed è per questo che "il facilitatore" ha invitato per l'incontro di stasera una nutrizionista affiancata da una dietista.
Ne è venuto fuori uno scambio di battute alquanto interessante... gran parte delle informazioni appartenevano già al bagaglio culturale di quasi tutti, per quel che mi riguarda è stato un ulteriore approfondimento perchè da quattro mesi mi occupo dell'argomento  per curare la pagina dell'alimentazione su fb. Chissà se tra quelli che continuano a... essermi fedeli "qui", ci sarà "qualcuno" che, incuriosito verrà a curiosare anche "lì", dove tra le " stupidaggini" tanto per giocare, ogni tanto c'è la possibilità anche di imparare.
Che dire?! Basta... cercare.
(Pagina fb: Prevenire e curarsi semplicemente e con gusto)

domenica 5 maggio 2013

Entusiasmo: che magnifica parola d'azione! E' una forza che trascina, contagiosa. Ti aiuta a realizzare l'impossibile, e rende il futuro pieno di promesse. Sii entusiasta!





E meno male che l'entusiasmo lo ammazzi solo se vuoi veramente farlo fuori... che nello specifico nostro vuol dire autocommiserarsi, piangersi addosso, iniziare un ipotetico "conto alla rovescia" per niente sicuro, frutto di un connubio infelice tra un pensiero fisso e un'ossessione assurda.
La Vita è bella! Non si può dimenticare, e non solo... è tesi da verificare ogni giorno con dimostrazioni concrete, che per "Noi" non sono certo per assurdo ma per "Altri" che dal di fuori ci guardano sbalorditi potrebbero esserlo, a meno che... a meno che un "C(ome) V(olevasi) D(imostrare)" non venga proclamato a gran voce, con il sorriso e la gran voglia di continuare a... vivere e non "lasciarsi vivere". C'è una bella differenza infatti.
"Hai visto come ci guardavano Tutti quanti? Avranno pensato... questi scoppiano di salute!... e invece, se sapessero!" Beh... se sapessero, avrebbero da modificare solo l'ultimo termine... scoppiano di "entusiasmo" e non certo per sopravvivere ma perchè l'hanno considerato a giusto titolo, "rovescio della medaglia".
Ah... lo potessero capire "Tutti quanti" senza passare per la dolorosa trafila!
 "Noi" comunque, effettuato tale passaggio e raggiunto il livello di "privilegiati", trabocchiamo di entusiasmo e sia pure nelle piccole occasioni vediamo il "buono" di questa Vita che un giorno non troppo lontano  sembrò voltarci le spalle.
Delusi, la guardammo indispettiti... arrabbiati, spesso c'abbiamo litigato... stanchi, qualche volta l'abbiamo mandata a quel paese... più sereni, comprendendo che nonostante tutto non è poi tanto male, oggi con LEI ci siamo riconciliati.
Una gita ad un santuario vicino... un pranzo al ristorante TUTTI INSIEME... quattro salti a suon di musica, e dei pazienti oncologici hanno dimostrato di essere più sani di .. beh, forse è meglio ridimensionare la cosa... diciamo sani quanto Chi li stava a guardare a bocca aperta.

sabato 4 maggio 2013

Sono perfettamente consapevole di sembrare "strana" a molti, non posso certo dar Loro torto anzi, per amor di precisione "puntualizzo"... sono stata "montata"  al contrario. Ma che cosa posso farci se in questo essere alla rovescia io mi trovo tanto bene?!
Così... perfettamente a mio agio quando sono in ospedale e a casa ansiosa come Chi dovendo partire, teme di perdere il treno perchè ha ancora tantissime cose de fare.
Lungo quel corridoio vado serena, entro in ogni stanza lasciando fuori la mia problematica, per un po' me ne scordo pure, poi la ritrovo quando esco ma è completamente cambiata, ridimensionata e risolvibile.
Lì sto bene perchè non mi devo sforzare di essere altro che me stessa... non devo dimostrare di essere forte per non dispiacere... sono forte, perchè negli occhi di "quell'Altro da me" che è come me, io vedo la mia immagine riflessa, speculare e... non temo nulla... giudizi, pietà, proprio nulla. Trovo invece pur nella sofferenza la piena comprensione... perchè solo Chi conosce sa... e condividendo è cosa reciproca, un senso di appartenenza e protezione che annulla l'ansia, il timore della solitudine e dona speranza... tanta.
Poi... a casa, la vita cosiddetta "normale" che... vuoi o non vuoi... ti prende e impone i suoi ritmi che non sono più i tuoi perchè TU, devi fare i conti con la stanchezza, le "caldane" da terapia ormonale, i giorni che mancano al prossimo controllo e non ti danno respiro... TU e nessun'altro e capisci che la vita continua a... essere normale, almeno per come la s'intende in generale, solo per Chi vive con Te o si ricorda di Te fra un'ansia e l'altra che lo riguarda.
Però in questo mio procedere un po' da gambero che avanza ma in modo strano, mi sento normale lo stesso, anzi... con gli sbalzi d'umore, gli acciacchi diversi e frequenti, le riflessioni sempre più profonde, mi sto convincendo di essere avviata verso il raggiungimento della "piena normalità", quella stabile che non aspira ad altro perchè ha già conosciuto tutto.

venerdì 3 maggio 2013

E torna la mia scatola di latta... quella con le caramelle che sollevano per un po' dal magone e riportano a quella vita "normale" che vagamente pare non appartenere più.
All'inizio di giornata, bella e ricca di colori e gusti, la scatola si presta ad un'ampia scelta, però non è detto che al termine non si scovi giusto sul fondo la "chicca" migliore... quella desiderata da tempo e per giunta quasi introvabile.
Una scatola di caramelle come la Vita... prima o poi trovi ciò che è per Te, anche se non ci speravi più.
"... una caramella?", "Si... prendo una alla menta. No no, aspetta... ne ho vista un'altra... quella con la "carta rossa". Mi ricorda quando ero piccolo, mi piaceva da morire perchè c'aveva un sapore dolce e si scioglieva in bocca e poi con la carta  facevo le lenti per gli occhiali di cartoncino. Li mettevo, mi guardavo intorno, vedevo tutte le cose rosse e mi sembrava di sognare."
Perchè ognuno dà il colore che vuole ai propri pensieri e sogni.
Il "giovane paziente" di stamattina aveva preferito la "caramella rossa" per "battezzare" la Sua avventura con la chemioterapia... iniziava oggi, istintivamente aveva chiesto la "caramella verde" poi aveva preferito quella rossa. Gli ho dato entrambe... il "verde" della speranza e il "rosso" della grinta e determinazione appassionate. La "Sua", una storia incredibile sintetizzata ed elaborata in soli venti giorni con la ferma volontà di andare avanti con coraggio e soprattutto con l'aiuto della Fede. Sembrava  non aspettasse altro che raccontare "quei venti giorni"... non mi conosceva, eppure in meno di un quarto d'ora mi aveva raccontato tutto. Nel letto accanto un'altra persona che per età avrebbe potuto essere Suo padre... per dargli coraggio aveva parlato di sè... un'odissea di oltre 50 anni.
Una caramella anche per Lui... morbida, alla frutta perchè di dolcezza si ha sempre bisogno pure se le controversie e sofferenze sono state tante... anzi, forse proprio per questo... anche di più.

giovedì 2 maggio 2013

Eh, già... qualche volta è necessario far sentire la propria voce.
Altrimenti si può dar da pensare... forse ha un mal di gola ostinato, meglio non infastidire tanto non può rispondere! O ancora peggio... sarà momentaneamente depressa, meglio far finta di niente, le passerà.
E se non passa? E se quel "tacere" nasconde tante domande che restano senza risposta?
A volte... direi, quasi sempre... è comodo, conveniente, "ignorare" soprattutto quando la "cosa" non pesa più di tanto.
E con maggio perciò, di nuovo si appresta  il FOLLOW UP, il primo dell' anno.
Speriamo in un'altra proroga.
Questo terzo anno di "sopravvivenza" comincia a pesarmi, lo vedo come una "linea di confine".
Guardo indietro... e se da una parte rivivo il momento più duro della battaglia, dall'altra provo di nuovo l'emozione delle piccole vittorie.
Rifletto sulla mia attuale realtà, di salute... intendo... e mi sembra di "arrancare". E per fortuna ho la speranza che mi accompagna e il sorriso che mi incoraggia!
Non guardo al futuro nè ci rifletto troppo, nessuno lo può fare... perciò è meglio che non mi cimenti per non rischiare l'autocommiserazione, deprecabile e tediosa.
E così in questi primi giorni di maggio che precedono l'ennesima maratona di controllo, rielaboro il "mix"  esplosivo di ricordi, ansie e acciacchi e lo trasformo in...
-irritabilità? Si, ma solo per certi atteggiamenti menefreghisti.
-ansia? Si, non per "paranoie" ma disagi veri.
-inappetenza? Tanto sono a dieta...
-insonnia? No... quella no, davvero! Il sonno continua a... essermi amico fedele, anzi mi ritempra e mi fa aprire gli occhi ad ogni nuovo giorno col sorriso e l'entusiasmo di sempre.
Perchè ormai è noto... sono o no, le mie "armi segrete"... le "strategie migliori"?

mercoledì 1 maggio 2013

La notte, quando il silenzio è talmente denso che sembra rimbombare, si alza, accende una candela e ci si siede dinanzi per un paio d'ore. A che fare?
"A cercare di essere me stesso", mi ha risposto. "A sentire la melodia."
  Tiziano Terzani,  "Un altro giro di giostra"



E' vero... il silenzio della notte è diverso, e comunque sia andata la giornata è il compagno ideale quando si chiamano a raccolta i pensieri. E non solo quelli collegati ad eventi ed emozioni recenti ma anche altri che naturalmente si affacciano e vanno ad unirsi, in armonia.
Capisco perchè io amo scrivere a sera tarda... quando la notte è oltre l'uscio del giorno trascorso.
E' il mio, un "diario" molto speciale... quasi non ha cronologia e va dal passato direttamente ad un futuro con rapidità, per poi tornare al presente e sostare a lungo... perchè in fondo è solo questo che conta davvero.
Mi sono svegliata all'improvviso stamattina perchè stavo sognando di cucinare però mi mancava... tutto. In realtà ieri sera avevo dimenticato di tirar fuori dal freezer la fetta di pescespada destinata per oggi, così non erano ancora le sette che mi sono alzata ed ho fatto quello che la parte non cosciente di me aveva suggerito nel sonno. Poi sono tornata a letto, non c'era motivo di affrettarsi in questo giorno di festa, come ogni giorno del resto, almeno per me. Ho i miei tempi... elastici e flessibili e me li tengo ben stretti.
Sono tornata a letto... per addormentarmi di nuovo, anche se non ne avevo intenzione... poi a svegliarmi c'ha pensato Biù Biù con le sue incredibili manifestazioni d'affetto. E questa volta, pur pigramente mi ero messa in piedi... per ricominciare.
La vita di ognuno altro non è che un accumulare di giorni, mesi  ed anni che trascorrono in un alternarsi di periodi felici o meno, sono i secondi però che maggiormente lasciano il segno perchè vissuti coi tratti indelebili dell'affanno e del dolore. I "primi" vengono considerati pochi e fugaci per occupare un posto di rilievo... erroneamente perchè gli uni e gli altri si equivalgono per importanza ed intensità. L'uomo per Sua natura vorrebbe evitare ciò che lo fa star male perchè sente che non dovrebbe appartenergli... erroneamente perchè anche quello fa parte della vita e tanto più s'apprezza il momento di gioia quanto più si è conosciuto il dolore.
Addormentarsi e svegliarsi... provar dolore e gioire... Vivere e Morire.
Due facce della stessa medaglia...
Che senso avrebbe per tirare a sorte gettare in aria una moneta se entrambe le parti recassero "testa" o "croce"?