aprile

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mercoledì 18 aprile 2018

CAMBIARE VITA (prima parte)


Avreste mai pensato che basterebbero 30 g di legumi al giorno come base di una sana alimentazione? E che alimentarsi bene sia una delle raccomandazioni per la prevenzione primaria del cancro?
L'epidemiologo, Sir Richard Peto afferma che centinaia di migliaia di vite potrebbero essere salvate dal cancro investendo in campagne per i corretti stili di vita, ed in particolare per l'abolizione del fumo di sigaretta, l'attività fisica e la corretta alimentazione.
Fondamentale è la determinazione a voler cambiare vita e non solo, farsi anche promotori di un cambiamento sostanziale con una sorta di formazione continua. Un percorso di crescita verso il benessere e la buona salute che idealmente potrebbe essere configurato simile alla preparazione del terreno perché accolga il seme, veder spuntare le piantine e infine rilevarle forti e rigogliose.
La prevenzione primaria parte dal raggiungimento del "peso sano", mantenendo la circonferenza del giro vita inferiore alla metà della propria altezza espressa in centimetri, giusta misura che dovrebbe aiutare a non ammalarsi. Per mantenere costantemente il peso vengono fatte alcune raccomandazioni alimentari. Consumare alimenti di origine vegetale, limitare le carni rosse, evitare carni processate ( salsicce, salumi, insaccati), alimenti ammuffiti che sviluppano le aflatossine altamente cancerogene, evitare pure gli integratori antiossidanti che contrastando l'ossidazione delle cellule, impediscono l'invecchiamento e la morte pure delle cellule cancerose (apoptosi).
(continua...)

martedì 17 aprile 2018

CON... O SENZA?


Ormai non concedo il tempo per quella domanda... con o senza?
Perché va in automatico. Senza ferretto. E' chiaro che sto parlando di reggiseni, nello specifico del reggiseno appena acquistato, e mentre faccio mente locale e lo rigiro tra le mani, mi rendo conto che la voce... reggiseni occupa uno dei primi posti del bilancio familiare. "Il tumore non coinvolge solo la donna, ma l'intera sua famiglia", lo dico sottovoce per sdrammatizzare, e con ironia perché mi riferisco alle conseguenze economiche. Quanti e con quale rapidità ne ho consumati, e non potrebbe essere diversamente considerati i tanti "aggiustamenti" per essere... perfetta agli occhi miei, perché tutto è relativo e se la mente s'incaponisce o l'umore non è giusto, il "non problema" diventa "problema serio" di non facile soluzione. Ma poi guardando l'immagine allo specchio, noto che gli occhi lucidi di stizza e rimpianto continuano per la gioia di esserci, e allora con decisione e coraggio tiro su da una parte e mollo giù per quanto possibile l'altra destinata all'eterna giovinezza, e l'equilibrio anzi il livello è raggiunto, più o meno... ma che importa?
Sei anni fa, qualche giorno dopo l'intervento di ricostruzione avemmo un gran da fare per trovare il reggiseno giusto, parlo al plurale perché coinvolsi pure mio marito con le lacrime, perché pensavo sarebbe stato facile ma all'inizio non fu così, perché restai delusa, e il disagio post operatorio del tutto normale mi sembrò una strada senza uscita. Anche Lui restò spiazzato, e pur di vedermi contenta si ritrovò a sfogliare depliant e cataloghi di lingerie per cercare qualcosa da propormi.
Trovammo finalmente la soluzione e il sorriso tornò ad entrambi, ma da allora in poi ogni volta che pronuncio la fatidica frase... mi serve un reggiseno nuovo, mi chiede... sai quello che vuoi?
Si, certo... replico... andrà bene uno qualsiasi, l'importante è... senza ferretto.

lunedì 16 aprile 2018

SOFFERENZA... FRAGILITA'... GIOIA


Sono persona credente, e proclamo la mia fede vivendola secondo cristiani dettami che potrebbero essere senza alcuna differenza pure laici. Spero, rispetto l'Altro da me non solo con le parole ma non distogliendone mai lo sguardo. Fede... Speranza... Carità, quindi e nient'altro. Tutto da Cuore a Cuore per comandamento ma fino ad un certo punto. Peserebbe se fosse solo per osservanza di leggi, invece a motivare è spirito di buona emulazione, se vero è... ed io ne sono convinta... siamo fatti ad immagine e somiglianza divina. E vorrei fermarmi qui, e venir fuori dall'ambito prettamente religioso perché i miei pensieri prima di andare possano arrivare a Tutti, non solo a Chi crede.
Punto di partenza sono le parole che ho ascoltato durante l'omelia odierna. Una frase soprattutto... il perché della sofferenza, di tanta sofferenza che non si spiega.
Perché...? Perché ci sono i peccati da scontare.
Mi si sono rizzati i capelli. Potrò pure non avere ragione, resta il fatto che non condivido tale opinione, anzi la reputo di stampo terroristico. Antiquata, inutile e fuorviante. E del "Padre misericordioso" della scorsa domenica che ne è stato? Lo hanno fatto imboscare?
Credo che ad allontanare l'uomo dalla Chiesa, sia la Chiesa stessa con tante contraddizioni. Dice di accogliere e si mostra selettiva, di perdonare e poi si pone in atteggiamento di giudizio categorico e condanna.
Posso dire la mia? Magari sbaglio, ma so per certo perché provato a pelle sulla mia pelle, che pensarla e viverla così come dirò mi ha fatto accettare sofferenza e conseguenze, ne ha dato spiegazione persino logica, e alla fine ha ridimensionato a tal punto il dolore residuo, trasformandolo in gioia. E non è eresia.
La sofferenza nasce dalla natura stessa dell'essere umano, creatura complessa nel fisico e imprevedibile per mente ed animo, nell'insieme fragile e di continuo a rischio. Indifeso quindi da se stesso. Cade tante volte ma altrettante si rialza, ed ognuna è un'opportunità che se vorrà saprà cogliere. Ha potenzialità e strumenti per farlo, e sarà semplice conquista su se stesso se non va oltre, e invece tassello di un progetto se intuisce fortemente che c'è la mano di Dio. E non sarebbe questa forse gioia grande?

domenica 15 aprile 2018

BENEDETTA PAZIENZA


Ogni tanto torna a far parlare di sé la Pazienza, importante ed indispensabile compagna di ogni giorno, veste come seconda pelle, frena aggressività ed ira. Benedetta pazienza... se non ci fosse sarebbe il caos, intricate incomprensioni, una catena infinita di equivoci. E' una virtù, per dirla meglio forse una dote caratteriale, ce l'hai o non ce l'hai, ma è anche vero che col passare del tempo, a causa degli eventi e per esperienze infelici, c'è la possibile tendenza a perderla, non per sempre ma spesso pur se malvolentieri. E' ché qualcuno sempre ne approfitta, e a volte la pazienza sfugge anzi scappa, destando grande meraviglia. Ma come... proprio tu, sei così paziente!? Ah si, certo... lo ero, lo sono stata, qualche rara volta lo sono ancora ma a stento, perché se niente resta uguale ancor meno può esserlo la pazienza. Non resiste di fronte all'arroganza, alla prepotenza, al lamentarsi senza motivo, alla caparbia ignoranza che si veste di saccenza. Al sentirsi superiore a Tutti ed affermare che non è così, sei tu a non capire. Ecco a questo punto mi si perdonerà, ma davvero si rischia che io perda la pazienza. Perderla sul serio... perderla per sempre. Tanto da vergognarmene e voler tornare indietro per riprenderla in extremis. Quasi fosse portata via da una folata di vento, come un tulle leggero a coprire le altrui vergogne.
Così mi pento di aver perso le staffe, qualche passo indietro e sottovoce chiedo scusa, mentre mi perdono, pensando convinta si e no... sarà l'età.

sabato 14 aprile 2018

NON SOLO "APERICENA"



E le Nostre aiuole a Parcocittà hanno preso a fiorire, e l'adesione all'"Apericena solidale" c'è stata, ne è venuta fuori così una bella serata. E non solo, quindi la prova provata che si può risorgere anche dalle ceneri, e non è frase fatta. Già, perché l'evento... "Metti una sera apericena", nasce come reazione pacifica e garbata ad un'azione di forza a danno di un coordinatore delle attività a Parcocittà. Un'auto incendiata alla vigilia della manifestazione dell'associazione "Libera" contro la mafia locale, e stasera una rilevante partecipazione per dire... Io ci sono, anzi Noi ci siamo contro ogni sopruso, a favore della libera espressione e di ogni attività ludico, artistica, culturale e solidale. Vita di una città che non vuole soccombere.
Un parco ridotto ad una condizione di degrado, luogo di spaccio, oggi nel divenire continuo della sua rinascita ha fatto da palco e scenario per una performance teatrale a sfondo sociale ad opera del "Teatro della Polvere", canti popolari e tarantella, mentre all'interno delle sale attigue su una lunga tavolata dai vivaci colori verde-arancio erano pronti stuzzicanti assaggi di prodotti locali, preparati con cura dalle volenterose rappresentanti delle associazioni.
La Nostra città non vive sempre periodi felici, e come molte del sud spesso non è valorizzata come merita perché sono i cittadini stessi che dovrebbero viverla in pieno con entusiasmo ed iniziative nuove, non delegando sempre e scaricando ad altri la responsabilità del "non fare" o degli insuccessi. Se ognuno costantemente facesse anche un po' del Suo meglio, questo nel tempo sarebbe molto per l'intera comunità. Non più solo piangersi addosso, ma darsi da fare perché si può, soprattutto insieme, cominciando anche solo da un vivace apericena.

venerdì 13 aprile 2018

FLESSIBILITA'


La cosa più importante che ho imparato dalla malattia e da tutto il resto, è stata la "flessibilità", che fisicamente si può ridurre ad essere come giunchi, capaci di piegarsi assecondando il vento, senza spezzarsi.
E' bella questa immagine, più di una metafora, dà l'idea di come essere invulnerabile ma nello stesso tempo accomodante. E in effetti sono due "stati" non in contrapposizione, perché... e qui l'argomento si espande... soprassedere su alcune questioni, cercare un accomodamento rende più forti, pure se pare un segno di debolezza. E poi regala serenità a largo raggio, nel senso che sereno è per primo Chi è flessibile, e contenta l'altra parte che si confronta, fosse uno solo o un intero gruppo.
Da soli non si va da nessuna parte... e ciò andrebbe ricordato sempre e non qualche volta, così che per accogliere e far sentire accolti converrebbe essere meno severi e non proprio rigidi, mai tesi.
La Flessibilità, era impossibile per me prenderla in considerazione. I programmi erano da rispettare, non si doveva cambiare mai idea, persino gli oggetti dovevano occupare sempre lo stesso posto. Inflessibile con me stessa e gli Altri, e per questo penso di aver perso tempo, affetto e simpatia. Poi lo stravolgimento della mia esistenza e il dolore, l'opportunità e l'insegnamento. Tanto Amore da donare e ricevere in dono, e alla malora le regole, gli schemi, gli orari e tutti quegli accidenti inutili che privano la vita dell'essenziale bello e vero.
Tutto ciò che ho imparato ad apprezzare ha un valore che non potrei quantificare, è una ricchezza enorme che sto accumulando e spendendo continuamente, un tesoro che nessun forziere potrà contenere nè banca possedere.
Poche sono le situazioni nella vita in cui "procedere" da soli porta risultati positivi... forse solo quando è da prendere una decisione importante, vitale ma anche in questo caso, prima è stato indispensabile un "confronto" per capire ed elaborare.
Da soli non si va da nessuna parte... non è un aforisma o perla di saggezza, è verità testata e conquista sul campo. Comporta, è vero, qualche rinuncia ma sono corpo, mente e spirito a beneficiarne subito e totalmente.

giovedì 12 aprile 2018

PROFUMO E MELODIA


Una meta non troppo lontana, un posto visitato più volte. I luoghi sono sempre gli stessi ma appaiono diversi al mutare delle stagioni, ed è novità se guardi il cielo più terso, noti gli alberi dal verde brillante, colpisce le nari un profumo portato dal vento. Più che una brezza, sostenuto ma piacevole trasmette pure del mare le note melodiose.
Oggi sul Lungolago di Lesina, in una delle rare giornate in cui l'acqua appare limpida e trasparente nonostante un sole velato. Merito del vento, che pure l'increspa e dà l'illusione di essere di fronte al mare.
Passeggiando... Noi al centro, da un lato la strada semi deserta e dall'altro la distesa d'acqua. Spicca qualche residuo di rudimentale trabucco, poi solo una coppia di cigni che si alternano a testa in giù nel recupero di qualche piccolo pesce.
A Lesina, piccola cittadina nota per la produzione delle anguille, ultimamente siamo stati più volte. Poco prima di Natale, a carnevale e ora a primavera, quando tutto pare prepararsi all'estate. Primi ombrelloni all'aperto nello spazio antistante di un bar, due biciclette "posteggiate" con cura e precauzione sul pontile, e quel profumo sempre più insistente che ricorda le passeggiate sull'arenile alle prime ore del mattino.
Il ricordo ci spinge ad una visita al porto di Marina di Lesina, molti pescherecci attraccati, un barcone giace triste per metà nell'acqua. E' quasi deserto, solo su un'imbarcazione quattro uomini sistemano cozze nelle retine. Sono prodotti di allevamento, ci tengono a precisare, buone e sicure. A passo lento torniamo verso l'auto, e profumo e melodia si riportano al mare.