settembre

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lunedì 25 settembre 2017

UN SOGNO REALIZZATO A META'


Oggi mi sono del tutto convinta di quanto sia concreto il senso della sofferenza. Con le storie, le emozioni condivise si è presi quasi da una smania positiva, aiutare per aiutarsi, elaborare in poche righe un dolore durato mesi e poi forse solo sedato per dargli un senso.
Ieri è bastato celebrare da parte mia la "pensione" di un reggiseno malandato, che si è alzato a gran voce un coro di "animi feriti" ma sempre forti e pronti a lottare, e non solo per sé.
Ed è stata la realizzazione di un sogno a metà. Sette anni che scrivo come invito sottinteso a venir fuori, raccontarsi "spudoratamente", per fare di una storia grigia una favola bella, comunque vada. Perché nessuno conosce il futuro, ma qualcuno almeno troverà nel presente, durante il percorso pause di riposo, "note rosa" in mezzo a tanto grigiore. Cinque anni e più di vita per il gruppo fb, e solo oggi ciò che desideravo da tempo. E' meraviglioso, ma non basta. Perché il sogno mio, e in fondo di Tutti, pure di quelli che non lo manifestano, è che in molti vincano l'immotivata ritrosia e prendano il coraggio che serve per svilire un mito, privandolo della sua forza... la Paura che riesce a infondere e moltiplicare come erba gramigna.
Vincerla con un altro tipo di forza, quella della Mente che impara ad avvalersi come "mantra" di una semplice espressione.
Nonostante tutto.
Quante volte l'ho ripetuto?... e ancora continuo.
Quando al mattino mi sveglio e mi guardo allo specchio, e "nonostante tutto" mi trovo come prima forse anche meglio. Poi sfilo la casacca del pigiama ed è come non fosse successo niente. E' vero, tolgo il reggiseno "notturno" giusto un minuto prima di indossare quello che porto durante il giorno... ma che fa?... questo è un "dato" che la mente non riconosce, perciò... nonostante tutto mi posso ancora guardare.
Faccio tante cose che non avrei mai pensato o che, appartenenti ad un tempo ormai remoto, ora ho ripreso ad apprezzare sentendole "mie" e "per sempre".
Sono in ospedale a relazionarmi con gli Amici miei, quelli che contano e nonostante tutto, nonostante il mio vissuto... sto bene e non perchè lo dimentico ma perchè riesco a vederne il senso.
Ed anche se mi trovo lì per dare aiuto, sono io a riceverlo da Loro che... nonostante tutto... non "si risparmiano" con me, in un mutuo scambio spartito non sempre in egual misura.
E se volessi... quante occasioni ancora... nonostante tutto.
Essere sempre in qualche modo a "quel passato" legata... eppure vivere il presente con una serenità che appaga ma non convince.
Temere il futuro ogni volta che ci penso, poi parlare di esso come fosse infinito... eppure non avere il coraggio di fare programmi a lunga scadenza.
Oh... potrei continuare e non fermarmi mai, continuerei nonostante l'ora tarda e una stanchezza che incalza.
Faccio solo la pausa di una notte, giusto per riprendermi, perchè a dispetto di qualsiasi "incognita", nonostante tutto non voglio arrendermi, neanche per le "piccole cose".

domenica 24 settembre 2017

IN CONFIDENZA


L'ora lo permette, a parte il contesto e questo spazio dove si può, perché altro non si fa che parlare di buone risorse per contrastare l'esperienza estrema della "malattia". Stasera quindi, parleremo di reggiseni.
Argomento terra terra? Beh, mica tanto nel medesimo contesto e in tale spazio, e poi fu quasi la prima cosa a cui pensai quando mi fu detto che per me sarebbe stata la mastectomia. Reggiseno monocoppa...? Orrore. Senza reggiseno...? Deprimente. Come sarebbe stata da lì in poi la mia vita da "femmina"?
Ma sarò sempre una donna?... chiesi ad un mio amico medico. Certo, anche di più. Non ci piove... ma io non mi capacitavo come sarebbe mai stato possibile, privata dell'elemento simbolo della femminilità.
E' questione di tempo, e soprattutto di testa... mi fu ripetuto più volte, e mi diedi del tempo per mettermelo bene in testa e non pensarci più, che così doveva essere per sempre.
Mi organizzai da subito, e prima ancora del ricovero per l'intervento demolitore pensai al momento della dimissione, mi procurai un favoloso reggiseno ad olio o gel che dir si voglia, io proprio io che mai avrei pensato ad un semplice push up. Così cominciai a stupire me stessa, prendendomi cura dell'aspetto estetico, cercando di valorizzare almeno ciò che sarebbe restato. E il reggiseno ad olio fu compagno fedele e discreto per ben 22 mesi, fino al momento della ricostruzione, quando fui costretta a sostituirlo con un altro di tipo sportivo, un po' mortificante perché appiattiva ma comodo. Prima di trovarlo era stata un'impresa, poi mi sembrò aver toccato il cielo con un dito. Allo specchio vedevo la sinuosità simile a quella di un tempo, e mi scesero lente due lacrime, solo due, oltre sarebbe stato ingiusto.
Bene. Stamattina quel reggiseno stava facendo una fine ingrata. Dopo avermi accompagnato per cinque anni, giorno e notte, è stato sul punto di finire nel secchio della spazzatura. Liso, ultaconsumato, ormai con fili di elastan appiccicosi non serviva più, non serviva all'uso ma alla memoria... si.
Non si gettano via i ricordi, soprattutto quelli della sofferenza, fanno da promemoria ed insegnamento. Come un faldone archiviato e mai dimenticato, e neppure impolverato.
Per come la vedo io... sono in stand by e step by step.

sabato 23 settembre 2017

LUCE SETTEMBRINA


Amo il mese di settembre, ed è un amore che mi segue dall'infanzia, cominciato per un motivo curioso, poi continuato scoprendo le intrinseche qualità e bellezze di un breve periodo.
Da bambina e ancor più da ragazzina ero un'appassionata telespettatrice, anche se i programmi televisivi all'epoca non erano molti, due soli erano i canali e gli orari ridotti, dalle 17 alle 22, 30. Ovviamente non mi era consentito fare le ore piccole, così la mia passione doveva accontentarsi del poco concesso.
A settembre però era diverso, per dodici giorni qualcosa cambiava nel "mio palinsesto". Si apriva, come tuttora, la Fiera del Levante a Bari e per l'occasione al mattino e solo per Bari e città collegate in televisione era tramesso un film. Io non me ne perdevo uno, nemmeno il "muto" di rito che non mancava mai.
E ancora... ai miei tempi Settembre era un mese di vacanze per intero, a scuola si tornava al primo di Ottobre, e chissà perché fino a quella data era sempre bel tempo. Non tanto caldo, ma più che tiepido per qualche gita ancora al mare o una passeggiata nei boschi del nostro Subappennino.
Il mio amore per Settembre... ripeto questa semplice espressione e tornano ricordi anche recenti, si confondono con quelli quasi remoti che si perdono, ma unica e inconfondibile resta la luce, sempre la stessa, anche di questi giorni che velocemente scivolano via.
Qualche giorno fa, là dove sosta l'Arcangelo era freddo come fosse Novembre ma il sole pure obliquo dava l'illusione di un'estate in essere. Stamattina ero in ospedale, e dalla finestra notavo le foglie ambrate degli alberi, anzi dorate perché colte in pieno da un raggio di luce.
Ci penso, è proprio speciale la luce settembrina, compresa la presunta malinconia. E' penombra e quiete dopo gli affanni, è un dolce declinare senza nostalgia.

venerdì 22 settembre 2017

UN POSTO PER LA SPERANZA


Nel pomeriggio ho avuto un momento di sfogo, lo confesso... mi sono lasciata andare e poi... poi sono stata meglio. Condividere serve anche a questo, liberare Cuore e mente dai fardelli troppo pesanti che impedirebbero di proseguire, e Noi non possiamo permettercelo.
Qualcuno sarà rimasto stupito, Altri magari si saranno preoccupati, Chi mi conosce, invece sa, è consapevole che io sono così, vera e che non mi piace passare per Wonder Woman a tutti costi, forte ad oltranza, dura dal Cuore tenero secondo le occasioni.
Il mio atteggiamento è uguale per Tutti, cerco di non lasciar trasparire del tutto ciò che provo, ma a volte mi spiazza la "dolce trasparenza" che soffre, a tratti si ribella, e poi inaspettatamente sconfina.
Resto senza parole. Anche se fino a poco prima mi ero sentita sicura ed inattaccabile, pure troppo e poi ho dovuto accettare questo limite. E' reale e certo, non si può tutto, di ciò sono consapevole ma non mi arrendo perché sono convinta che se a me è impossibile agire per cambiare il corso delle cose, mi sarà almeno concessa l'opportunità di migliorarle, e non solo per me.
Sono in stand by... continuo a ripetere per non perdere l'abitudine, ci penso e poi allontano con un brivido l'idea, ci torno più volte e quando alla fine mi dico... e se fosse?!... allora mi abbandono alla Speranza, non potrà tradirmi, non deve... e non solo me.
Giornata forte è stata l'odierna, pesante dal punto di vista emotivo e pressante. La dignità e la discrezione nel dolore suscitano in me tanta tenerezza, ascoltarne il racconto mi riporta indietro nel tempo, quando bambina mi ammalavo ed avevo la febbre...
Che ti senti?... mi si chiedeva, ed io davo per risposta qualcosa che non finiva più. Era tutto vero, ma cercavo conforto ed attenzione, perciò piangevo sommessamente per avere una certezza in più. Essere amata a tal punto da guarire in fretta, che fosse possibile o meno, mi era dovuto per Amore.
Allora perché mi consolassi arrivava sempre qualche piccolo dono... le caramelle di zucchero fatte in casa nella scatola che era stata delle mentine, una bambolina. Era speranza realizzata perché subito mi sentivo meglio, anzi bene.
Oggi sublimo questi ricordi, me ne faccio ausilio quando vengono meno le parole, tante. Parlano per me i "fiocchi" nel nuovo cestino da casa delle bambole.

giovedì 21 settembre 2017

LA' DOVE SOSTA L'ARCANGELO




Giornata tipica di inizio autunno, dal sole più che tiepido e ingannevole, e la brezza che rinforza e si trasforma in vento. E intanto nubi grigie appesantivano il cielo. Ma oggi era un mercoledì, e dopo il fallimento della sveglia la scorsa settimana, questa volta non avremmo voluto per niente rinunciare al Nostro Mercoledì. Non siamo andati però molto lontani, vedi mai c'avesse colto un acquazzone all'improvviso... siamo tornati là dove sosta l'Arcangelo, Monte Sant'Angelo, la cittadina sull'altura che domina il golfo di Manfredonia. Un piacevole ritorno, giacché potrai tornarci tantissime volte e sempre troverai qualcosa di nuovo, già visto e sempre diverso. Chissà, forse è l'Angelo che lo permette perché sia la località che porta il Suo nome sempre affollata di gente, come pure oggi nonostante il primo freddo. Turisti con le infradito e i bermuda, e i piumini in dosso che non si perdevano l'occasione per lo scatto e la sosta ad uno dei numerosi negozietti di souvenir che costeggiano la discesa alla grotta del Santo Arcangelo Michele. 
Là dove sosta l'Arcangelo è luogo di meraviglia e pace, non puoi non fermarti per raccoglierti in preghiera, o se hai premura, lasciare almeno un pensiero, o chiedere una grazia. Gli Angeli e ancor più gli Arcangeli sono l'esercito di Dio, ed essere credenti o meno poco conta, perché la suggestione è tanta e il coinvolgimento pieno.
E dal sacro al profano... la Grotta e il Castello, testimonianza di imperitura storia, quella dei Normanni che fecero della Nostra terra la propria sede. Imponente, inattaccabile... eterno.
Per le strade il vento convogliava i primi profumi della stagione autunnale che si confondevano con gli odori di cucina dei piccoli ristoranti quasi in fila indiana. Un'unica casa a cielo aperto.
Abbiamo preso la via del ritorno relativamente presto perché il freddo si faceva sempre più pungente. Per quest'era davvero uno strano settembre, praticamente normale come una volta, scandito dal giusto tempo e con quasi adeguata temperatura. 
Lungo la strada piante di fico d'india gravide di frutti e alberi di melograno ormai pronti per essere colti. All'orizzonte cupi contrasti tra nubi di varie tonalità di grigio e squarci d'azzurro, quell'azzurro che alla fine prevale. Come quando cerchi semplice ristoro e trovi pace.

martedì 19 settembre 2017

PAROLE... FORMA... CUORE


Allenamento, flessibilità e buon senso è tutto quello che serve a Chi si picca di saper ascoltare, e che ogni tanto pur si trova nella condizione di dover replicare. Perché gli viene chiesto in modo più o meno esplicito, o lo comprende da sé secondo la situazione del momento.
Sono una persona che ama parlare e altrettanto scrivere, e per niente legata ad orari e schemi seguo il Cuore sin dall'inizio della conoscenza, quindi nel massimo rispetto di Chi ho di fronte lancio le "corde" per stabilire un "ponte", saranno raccolte o no comunque poche parole almeno saranno volate leggere.
Il volontariato in oncologia è qualcosa di molto delicato e speciale perché in un day hospital si incontrano sempre le stesse persone che non sono di passaggio e richiedono appoggio anche quando lo rifiutano. Si stabiliscono così delle vere relazioni che possono trovare spazio e tempo anche fuori dal luogo di cura con discrezione, tatto e intelligenza.
Parole poche e giuste, nella forma più semplice e lineare, ché possa andare bene per Tutti in quanto Tutti hanno diritto alla serenità, e la speranza non è di certo un premio da riservare quando sicuro è il buon esito di un percorso o a Chi accoglie sempre con un sorriso perché vuol sentirsi dire quel che il Cuore desidera. Il Cuore, quello di Chi offre sostegno, c'entra sempre si capisce, perché se fosse solo impegno razionale, non si andrebbe certamente molto lontano.
C'è da affrontare in primis il dolore, ma pure la grande gioia dei piccoli traguardi, e le delusioni per le cadute, e la fatica del rimettersi in piedi, e poi tante ma tante sensazioni, emozioni e pensieri che entusiasmano e fiaccano insieme.
E a questo punto non so come e perché le parole arrivano, improvvise e fortemente sentite. Come fitte di dolore subito lenite.
Così azzardo e poi ripenso alle parole dette o solo pensate, nella speranza siano sempre giuste, ma quando a volte già a me sembrano sconclusionate, nel dubbio non esito e le lascio là dove sono nate.

lunedì 18 settembre 2017

CONSAPEVOLE


Trascorsa è un'altra domenica nella dualità dell'approccio al mio tempo. Tempo libero da una parte e impegnato dall'altra. Attivamente, con la presenza fisica non sono in ospedale per tre giorni di fila, lo sono invece a casa dove il restare sola coi pensieri antichi che prepotentemente si fanno strada, fanno emergere la parte di me che vorrei dimenticare, del tutto archiviata. Mi chiedo perché se ho remore con l'evento, lotto con forza per mettere in un canto quella che fu la mia esistenza per tanti anni. Mi rispondo subito, non mi accettavo o meglio non accettavo la situazione in quel momento e con tale modalità. E di sicuro mi difettava del tutto la volontà che fosse diversa, perché non ne ero consapevole. Ora è diverso, eppure faccio fatica ancora perché caratterialmente non ho mai posto me stessa al centro della "mia attenzione".
La notte scorsa... completamente in bianco, oggi... in casa, frastornata e stanca comunque in attività perché "dovevo". Silenziosa e di cattivo umore al mattino, nel pomeriggio con ritrovata vitalità ed anche più paziente per merito di un paio di telefonate che mi hanno riportato a quel "senso" che sento mio ma ogni tanto perdo e scordo. Ma come sono allora in realtà? Immediata ancora una volta è la risposta. Sono quella che desidero essere, e per cui mi adopero con ogni energia. Nella dualità del mio essere, la parte che "nutro".
Ricordo che tempo fa lessi una leggenda che spiega bene questa dinamica presente nell'uomo, ne restai affascinata...
Leggenda Cherokee dei due lupi
Un anziano Cherokee stava raccontando al nipote la propria vita.
“C’è una guerra dentro di me. E’ una lotta molto dura tra due lupi. Uno è cattivo, ha molte colpe, prova risentimento verso il prossimo, è indulgente con se stesso, bugiardo e con un orgoglio finto. L’altro invece è buono, è la gioia, la compassione, l’umiltà, la benevolenza e la verità. La stessa lotta che c’è dentro di me adesso c’è anche dentro di te, e c’è in ogni persona”. Il nipote guarda il nonno e con gli occhi pieni di paura gli chiede, ” Dimmi nonno, quale di questi due vince?”, e il nonno gli risponde, “Quello che nutri”.
Questa leggenda descrive bene l’esperienza che ognuno di noi può avere su di sé, spesso siamo attraversati da profondi conflitti interni o siamo pieni di risentimento rispetto alla nostra esperienza passata. Questa realtà non viene negata. Ma si sceglie di nutrire gli aspetti positivi della propria personalità, le emozioni di compassione, saggezza, umiltà e benevolenza che appartengono alle emozioni sociali positive.
La chiave di questo processo è la consapevolezza non giudicante della presenza di entrambi, e una accettazione che permette di aprire la porta all’emergere dei sentimenti positivi, senza negare la presenza di elementi negativi.
Da una leggenda il chiarimento di uno stato d'animo altalenante ma persistente. La consapevolezza serena porterà ad accettare quei momenti negativi, che la volontà tramite l'azione, cercherà di ridurre al minimo per un accettabile cambiamento.