maggio

maggio
maggio

martedì 22 maggio 2018

VIVERE BENE E A LUNGO (quinta parte)



Colin Campbell è uno scienziato statunitense, professore emerito di Nutrizione e Biochimica alla Cornell University. Campbell deve la sua notorietà alla famosa ricerca “The China Study” in cui comparò scientificamente l'alimentazione occidentale con quella cinese scoprendo interessanti relazioni tra i due diversi stili di vita.In studi effettuati con i topi la dieta di Campbell ha provocato negli animali un aumento di tumori epatici, legati alla scarsa capacità dell'organismo di eliminare le tossine per via delle carenze nutrizionali. Di 60 topi con il 5% di proteine, dopo 100 settimane, tutti vivi, agili, mentalmente attivi e curiosi, e con pelo lucido. Di 58 topi con il 20% di proteine, dopo altrettante settimane, tutti morti.
Lo scopo dello studio era di stabilire il nesso tra alimentazione e salute, discriminando fra cibi benefici e nocivi. La scelta della Cina come laboratorio di osservazione dipendeva dalla disponibilità di informazioni, legata anche al livello di controllo sociale tipico del Paese, difficilmente eguagliabile in un altro luogo.
Il professor Campbell elenca le varie patologie che è possibile prevenire, attenuare e curare grazie a un'alimentazione vegetale e integrale. Queste patologie sono: cancro, malattie cardiache, sclerosi multipla, calcoli renali, cataratta, osteoporosi, diabete 1 e 2, artrite reumatoide, obesità, ipertensione, ecc. Tutte queste patologie possono essere prevenute, fermate e perfino debellate diventando consapevoli del nesso fondamentale tra alimentazione e salute. Prevenzione e cura possono e devono essere la stessa cosa.
Il dottor Caldwell B. Esselstyn, chirurgo, medico clinico e ricercatore alla Cleveland Clinic per oltre 25 anni, effettuò uno studio su 18 pazienti colpiti da eventi coronarici gravi. Negli 8 anni prima dello studio prese atto di 49 eventi coronarici, dopo una dieta a base vegetale, esattamente nei 12 anni seguenti, 0 eventi coronarici e tutti i pazienti vegani vissuti più di 20 anni, inoltre solo 1 caso di cancro, rispetto a 8-10 casi attesi.
Quindi un'alimentazione a base vegetale porta una rivascolarizzazione cardiaca, ed è una terapia alimentare efficacissima contro il diabete di tipo II, e a favore di meno insulina nel tipo I.
Il chimico inglese G. Tyler Muller spiegò una catena alimentare, esprimendosi così. "Per nutrire un uomo per un anno ci vogliono 300 trote. A loro volta, le trote consumano 90.000 rane, che devono mangiare 27 milioni di cavallette, che divorano 100 tonnellate di erba", ne consegue che l'onnivoro mangia l'equivalente di 274 Kg di vegetali ogni giorno.
Concludendo:
- Prevenzione = Terapia
- Poche proteine (-10%)
- Alimentazione a base vegetale
- Basso indice glicemico
- Colesterolemia < 170mg/dL
- Attività motoria
Con tale stile di vita si invecchia restando giovani, a buon diritto non solo nell'animo.

lunedì 21 maggio 2018

VIVERE BENE E A LUNGO (quarta parte)


Valida perché equilibrata è la Dieta Mediterranea che vuole poche proteine e soprattutto vegetali.
Modelli sbagliati al contrario portano come conseguenza la "proteino-mania", nata dalla convinzione che proteina fa proteina, quando in un organismo niente avviene per sostituzione bensì trasformazione. Le proteine di origine animale sono alquanto dannose e comportano disbiosi intestinali.
Con le proteine di origine vegetale non esistono problemi di sorta, mancando ad esse il corredo delle cadaverine e delle putrescine della carne.
La storia delle proteine è interessante non solo per i traguardi scientifici che, passo dopo passo, avrebbero fatto luce sulle caratteristiche chimiche e funzionali di questi mattoni della materia vivente, ma anche per la curiosa storia linguistica nascosta nel loro nome. Una storia che conta principalmente come protagonista l'olandese Gerardus Johannes Mulder.
Mulder, intorno agli anni Trenta del Diciannovesimo secolo era impegnato ad analizzare la composizione di sostanze alquanto diverse tra loro, dalla seta alla chiara d'uovo, al siero. Eppure aveva trovato in tutti quei composti qualcosa che li accomunava tutti, una sostanza, cui Mulder inizialmente si riferiva come “radicale”, simile nelle diverse materie di partenza.
Per lo scienziato tutte le sostanze analizzate erano infatti costituite da grandi composti di formula simile tra loro, miscelati a percentuali differenti di zolfo e fosforo. In realtà le cose non stavano esattamente così, ma l'idea per cui quel radicale contenesse una base comune (unità ripetute di amminoacidi) c'era.
Gli studi col tempo gli avrebbero dato ragione, riconoscendo quanto fondamentali, e alla base della fisiologia degli organismi viventi, siano le proteine, sequenze di amminoacidi tenuti insieme dal legame peptidico.
Senza proteine non si può vivere, ma più proteine è uguale a più salute?
Spopolano le diete iper-proteiche, soprattutto tra i cultori dei muscoli e gli sportivi, si fanno abbuffate di bistecche e uova, a discapito della valida qualità. L'apporto proteico altamente concentrato è facile da trasportare, conservare e cucinare rispetto alle proteine vegetali, ma è causa di vere e proprie epidemie di obesità, sovrappeso, malattie cronico- degenerative svelate dall'invecchiamento e da mortalità precoce.
Si va verso un nuovo "Paradigma della Nutrizione", dalla Quantità alla Qualità, da nutriente/ 100 g di alimento a nutriente/500 Kcal di alimento.
(continua...)

domenica 20 maggio 2018

VIVERE BENE E A LUNGO (terza parte)


Da una vita che allunga il suo tempo ci guadagna il singolo individuo se continua ad essere in buona salute, ma molto di più industrie alimentari e farmaceutiche e multinazionali se al contrario si ritrova a dover contrastare malattie croniche degenerative (disturbi da infiammazione cronica, stanchezza, disturbi cardiovascolari, osteoporosi, diabete, demenza, ecc.).
Se intorno ai 60 anni cominciano i problemi, allora l'invecchiamento in cattiva salute è inevitabile? E' il dilemma dell'onnivoro. L'uomo è un eterotrofo, onnivoro di III grado, potrebbe mangiare tutto, ma è errato affermare che può mangiare di tutto un po', deve altresì selezionare ciò che mangia, tenendo conto che col passare degli anni cambiano le esigenze metaboliche, gli alimenti saranno perciò ad alta qualità nutrizionale, e poi perché siamo ipernutriti il fabbisogno calorico sarà inferiore. Impareremo quindi a mangiare meno e meglio.
I radicali liberi sono i principali responsabili dell’ossidamento cellulare, è un processo naturale, ma con i cibi anti-invecchiamento possiamo rallentarlo. Abbiamo bisogno degli antiossidanti e degli alimenti anti-invecchiamento. In sostanza quindi abbiamo bisogno di molti nutrienti.
Vitamine (A, B, C ed E): sono tutte importanti ma soprattutto la A e la C svolgono un’azione anti invecchiamento, mentre la vitamina E aiuta a proteggersi dai disturbi cardiovascolari, aumenta la potenza muscolare, riduce il colesterolo cattivo ed il rischio di ictus. Le troviamo in ortiche, ravanelli, broccoli, spinaci, bietole, cavolini di Bruxelles, asparagi e fave; ne sono ricchi inoltre tutti gli agrumi, il pomodoro, le fragole, i peperoni verdi, il ribes nero, la papaia, noci, avocado, mandorle e soprattutto oli vegetali crudi.
Flavonoidi e polifenoli: fondamentali per aiutare le difese immunitarie e contro l’invecchiamento nonché alleate contro i tumori. Li troviamo in mele, cipolle, agrumi, melograno, tè verde, mirtilli, cioccolato fondente e uva.
L’acido lipoico: aiuta l’organismo a depurarsi e dunque a sbarazzarsi dalle tossine. Lo troviamo nei broccoli, lievito di birra, spinaci e patate.
Luteina: antiossidante che protegge i nostri occhi. La si trova in spinaci, cavoli, prezzemolo, broccoli e cicoria.
Betacarotene: ci aiuta a combattere il degeneramento cellulare e quindi anche i tumori, ripara le cellule e contrasta l’azione dei radicali liberi. Di questa famiglia fa parte anche il licopene che è un alleato contro il colesterolo e l’invecchiamento, ottimo per proteggere il cuore. Li si trova in: carote, patate dolci, zucche, peperoni, zucca, mango, melograno e prezzemolo.
Scopriamo dunque quali sono i super cibi anti-age che ci aiuteranno a restare giovani ed in salute.
Frutti di bosco: un classico fra i cibi anti invecchiamento. More, mirtilli, ribes, fragoline, lamponi e uva nera sono tutti ricchi di flavonoidi, potenti antiossidanti naturali che aiutano a proteggere l’organismo contro i danni causati dai radicali liberi e l’invecchiamento.
Le verdure crucifere, ovvero broccoli, cavolfiore, cavoli, rape, cime di rapa, ravanello, sedano, crescione e cavolini di Bruxelles. Sono quanto c’è di meglio per dimagrire e contrastare l’invecchiamento. Inoltre depurano l’organismo, specie fegato e reni.
Legumi: i fagioli neri sono fra gli alimenti anti invecchiamento. Sono ricchi di fibre e antiossidanti.
Tè verde: da sempre le sue qualità contro l’invecchiamento sono note. Una tazzina al giorno leva gli effetti del tempo di torno.
Frutta e frutta secca: le noci sono degli ottimi antiossidanti perché ricche di potassio, magnesio, ferro, zinco, rame e selenio. Anguria: ricca di vitamina A, B e C; attenzione ai semi sono ricchi di selenio, grassi essenziali, zinco e vitamina E, dunque vietato sputarli.
Aglio: protegge il cuore, contrasta il colesterolo e ci mantiene giovani.
L’acqua non è proprio un alimento, ma è fondamentale per mantenersi giovani. Espelle le scorie, diluisce gli zuccheri ed i grassi, idrata tutto il corpo. 2 litri al giorno sarebbe l'ideale.
Pesce azzurro con i fatidici omega 3, che contrastano problemi di colesterolo, anti invecchiamento, aiutano a sentirci più forti e proteggono il cervello. Le proteine del pesce rispetto a quelle della carne sono più digeribili. I vegetariani si orienteranno verso le proteine vegetali contenute nelle noci e nei semi di lino ( 4 cucchiai al giorno)
Verdure non potevano mancare fra gli alimenti anti-invecchiamento. Carciofi, spinaci e cicoria che depurano, aiutano l’organismo contro i radicali liberi e sradicano l’odiato colesterolo.
Spezie: favolosa è la curcuma, usata con il pepe nero in proporzione 3:1. Induce l'apoptosi delle cellule neoplastiche, ripristina l'orologio biologico, riduce le infiammazioni articolari, potenzia i farmaci.
(continua...)

sabato 19 maggio 2018

VIVERE BENE E A LUNGO ( seconda parte)



Non si può quindi fare epidemiologia basandosi sul singolo caso, e oggetto di studio sarà la vecchiaia o meglio la vita che avrà acquistato più anni, dal momento che dalle passate generazioni non abbiamo maestri.
Abbiamo detto che si vive più a lungo, ma è possibile invecchiare in salute o sarà la polipatologia a farla da padrona, costringendo tanti anziani a non poter fare a meno di assistenza specifica continua?
Alla base c'è il problema dell'insicurezza alimentare che ha origine dalla mancata autosufficienza. Ad esempio nel Nostro paese sono assicurate solo tre filiere: viticultura, acque minerali e torrefazione del caffè. Quindi si ricorrerà all'importazione con le logiche conseguenze di prodotti non sufficientemente controllati, mal conservati ede eccessivamente calorici, quando con l'avanzare dell'età si ha bisogno di meno calorie e più nutrienti. Insorgono a questo punto le malattie cronico-degenerative, quali ipertensione, diabete, e neoplasie, ma le recenti evidenze scientifiche dimostrano che tali patologie a volte regrediscono, perché le cellule possono tornare indietro nel tempo.
Il Nobel per la Medicina 2012 premia la scoperta sulla riprogrammazione cellulare dell'inglese John B. Gurdon e il giapponese Shinya Yamanaka. I due scienziati hanno dimostrato come le cellule mature e specializzate possono essere riprogrammate per trasformarsi e regredire allo stato di cellule indifferenziate capaci di "ritrasformarsi" in qualsiasi altra cellula dell'organismo.
(continua...)

venerdì 18 maggio 2018

VIVERE BENE E A LUNGO (prima parte)


La nascita delle Breast Unit, centri multidisciplinari per la diagnosi e la cura del tumore alla mammella, ha posto fine o quasi ai viaggi della speranza anche dalla Puglia. Sono realtà d'eccellenza che presentano un unico neo, sono poco o affatto promosse, e per questo non considerate abbastanza.
Ad esempio, la regione Emilia Romagna pubblicizza tutto ciò che fa, qui da Noi si sta sempre un passo indietro pur avendo tanto e di più, perché c'è una sorta di ritrosia all'eccellenza. E purtroppo al sud si riscontra che si vive meno rispetto al nord pure per carenze del sistema sanitario.
Ma in generale, è sostanzialmente vero che oggi si vive più a lungo? Sicuramente, e le evidenze scientifiche palesano pure le emergenze delle popolazioni più longeve che hanno più anni davanti solo per le migliori condizioni di vita, in quanto l'essere umano è geneticamente programmato a vivere 50 anni.
Per la prima volta c'è la "Storia dell'uomo", dalle origini all'era moderna, con particolare studio sull'invecchiamento nel corso dei secoli, e sull'abbondanza alimentare dei giorni nostri.
Per invecchiamento si intende l'età media alla morte che nel tempo si è gradatamente allungata in maniera rilevante. Nel 50 D.C. era addirittura tra i 35 - 40 anni, oggi si arriva tranquillamente intorno agli 80 per i maschi e 85 per le femmine. Delle 80.000 generazioni, 79.996 hanno vissuto dai 30 ai 50 anni, le ultime 4 hanno raggiunto e superato il traguardo degli 80. Sono isolati i casi centenari, numerosi ma che non possono costituire un riferimento per statistiche di longevità. Di recente è morta Emma Morano di Verbania, la donna più anziana del mondo, vissuta 117 anni, ma esistono comunità intere assai longeve che per qualità di vita e salute sono modelli ed oggetti di studio e ricerca.

giovedì 17 maggio 2018

ASCOLTARE SE STESSI. LE EMOZIONI. (terza parte)



Impareremo quindi ad ascoltare senza presunzione di giudizio e abilità di interpretazione, cercando piuttosto di capire ciò che l'Altro intende comunicare realmente. E non solo, presteremo attenzione, cura al linguaggio paraverbale.
Già nell'antichità filosofi e pensatori, quali Platone, Socrate e Galeno parlarono di una stretta relazione tra emozioni e malattia. Nel XIX secolo Lawrence Leshan dimostrò che la storia emozionale del paziente ha un ruolo determinante nel cancro e nella sua evoluzione.
Nel 1973 la dott.ssa Caroline Bedell Thomas afferma che il cancro è la malattia che più si lega ai tratti psicologici, con alcune caratteristiche che predispongono al suo sviluppo:
- Il venir meno del legame affettivo con uno dei genitori
- La disperazione in situazioni difficili
- L'incapacità di esprimere le proprie emozioni
- Una perdita importante qualche tempo prima della diagnosi di cancro.
Si parla poi di PNEI, ovvero Psiconeuroimmunologia, come scienza che studia l'impatto della psiche sul corpo e sul sistema immunitario.
Riepilogando... un'emozione esprime un bisogno che deve essere soddisfatto. Le emozioni non sono né buone, né cattive, sono normali ed essenziali. Le persone che sottovalutano le proprie emozioni non hanno mai imparato a decifrarle e per questo sfuggono a quelle sgradevoli adottando comportamenti di "distrazione" che fanno male al corpo. Leggi, cattivi stili di vita, dipendenze, insonnia. Quando le emozioni non si affrontano, l'informazione veicolata ritorna sempre, e alla lunga questo può avere ripercussioni psicologiche e fisiche.
Quando ci confrontiamo con gli Altri dobbiamo ricordare che trattiamo con creature dotate soprattutto di emozioni. E l'emozione è l'espressione sincera con cui ci si mostra fragili e indifesi ma senza timore, perché in realtà la fragilità è la Nostra forza in un mondo che fa cattivo uso della ragione, dando valore ad una competizione senza scrupoli.

LA BARCHETTA NEL SECCHIO


La barchetta "di carta"... aggiungo... sulla superficie immobile dell'acqua in un secchio. Come l'insieme dei miei pensieri in uno dei "Nostri mercoledì" last minute, quale è stato oggi.
Tempo ancora incerto, ieri avevamo programmato si e no, intenzione era andare oltre provincia, alla fine abbiamo deciso su strada, nel vero senso della parola.
Verso Mattinatella, alla "Fonte delle rose" dove il solito mare si fa di un azzurro insolito.
Mi piace molto il mare in questo periodo, perché non è ancora molto caldo, non incontri tanta gente e puoi sostare sulla spiaggia, e in una giornata poi come è risultata quella odierna dalla luminosità senza velo, anche guardare le brevi onde degradanti a riva e percepire la voce del mare. E' suadente e benefica, la voce del mare, conforta e rilassa come una nenia, dona la sensazione di poter comprenderne le parole sottintese.
In lontananza, pari ad un puntino, una barca a vela. Nel porticciolo le prime imbarcazioni affiancate, tirate a lucido e pronte per l'estate. Come trascorre in fretta il tempo, ancora un paio di settimane e saremo nel pieno della stagione, e il pensiero va a coloro che solo un anno fa l'aspettavano e l'hanno vissuta, e quest'anno sarà l'estate, col mare e i suoi cieli azzurri, ad attenderli invano.
Ma la Vita è questa, procede così, ne siamo consapevoli dal momento che ce ne rendiamo pienamente conto, veniamo al mondo per consentirgli di esistere in una grande catena, una lunga serie di anelli viventi che si danno il cambio quando arriva il momento. E intanto, non c'è da perdere la ricchezza di ogni istante, il profumo delle stagioni, l'armonia che viene dal mare quando arriva il pieno del suo tempo.