aprile

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lunedì 30 aprile 2012

"E' tutto nella mente, dici, e non ha nulla a che vedere con la felicità. Il freddo che viene,
il caldo, la mente ha tutto il tempo che vuole.
Mi prendi sottobraccio e mi dici che qualcosa accadrà,
qualcosa di insolito per cui siamo sempre stati pronti,
come il sole che arriva dopo un giorno in Asia,
come la luna che si accomiata dopo una notte con noi."
                                           Mark Strand

Otto giorni fa avevo ancora  le bende quando sono tornata in reparto, e posso dire in tutta sincerità che mi sentivo meglio di adesso... mi vedevo anche bene. Abbastanza in forma e con due seni "più o meno" allineati. D'altra parte non potevo certo pretendere di più, e poi... ero ancora fasciata. Di sicuro il giorno dopo sarebbe stato meglio... ancora meglio.
Forte di questo pensiero andavo spedita, a "petto in fuori"... Ora me lo potevo permettere. Non che prima fosse stato diverso... camminavo sempre con sicurezza perchè "convinta" che mai nessuno potesse accorgersi dell'espansore formato "cornamusa" che svettava sotto una delle mie tante sciarpette "mimetiche". E in effetti era così... io non davo peso alla cosa e nessuno sostava più di tanto a guardare... sempre se guardava.
Un'ulteriore prova che gli Altri vedono di Noi solo quello che lasciamo vedere o addirittura intravedere.
Così quel lunedì ero arrivata, accolta festosamente da Tutti... e con Tutti avevo festeggiato con una fetta di pizza e un pasticcino. C'era anche la mia Amica della domenica... "Ma che c'mport", aveva voluto guardarmi da ogni angolazione... "Mò... mettiti di faccia!... Stai... Magnifica!"
"Magnifico" è il termine che adopera per indicare uno stato oltre il quale non si può andare.  Magnifico è... bellissimo... stupendo in un'unica parola... superlativo. Di sè dice sempre che sta... magnifico... anche se non è, ma ripetendolo alla fine ci crede, e "magnifico" si sente veramente.
A me aveva detto lo stesso, ed io in quel momento m'ero sentita e vista ancora meglio, perchè... è inutile nasconderlo... "è tutto nella mente", e tante volte... forse sempre... vediamo quello "crediamo" di vedere, arrivando per assurdo a negare la realtà o a trasformarla per capriccio o falsa opinione.
"La mente ha tutto il tempo che vuole"... di questo conviene convincersi presto, e il tempo stesso ripagherà degli inganni della mente.

domenica 29 aprile 2012

"Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perchè quella cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere.
Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei."
       Paulo Coelho

Dovrò farlo... dovrò decidermi a non seguire le bizze della "novella", far andare libera la mia mente ad altro che non sia l'atteggiamento inquieto e dispettoso di un qualcosa che fa fatica ad abituarsi ad una nuova vita dagli stretti spazi.
Ieri era andato tutto bene, avevo lavorato contenta. Nel pomeriggio ero stata dalla parrucchiera a "rinfrescare" il taglio e poi la sera in pizzeria. La protesi riposava dopo il tanto "errare", ed io pure.
Stamattina mi sono svegliata di ottimo umore con il sole che filtrava tra le feritoie della tapparella e il profumo d'erba fresca che invadeva tutta la casa. Sarebbe stata una domenica tranquilla, speciale perchè cominciavo ad abituarmi ad una nuova condizione... la definitiva, ma anche di "altre novità" dopo la coperta grigio- perla di ieri...
 Ho cambiato pure la copertura di un divano e mi sono soffermata a guardare soddisfatta.
Ma... l'Amore della mia Vita era uscito da poco quando è iniziato il solito disagio da protesi "vagabonda"... non era come mercoledì, ma m'impediva ugualmente alcuni movimenti, anche elementari.
M'ha preso all'improvviso una stanchezza ed anche il cervello pareva volesse sopirsi. Dovevo reagire... e l'ho fatto, ho chiamato come ogni settimana,  l'Amica della domenica... "Ma che c'mport"...
"Uè... ma che t'era successo?"... a me, niente a parte quel "piccolo problema", ma non gliel'ho detto... "... so' arrivate le 12 e 2 minuti e non m'hai chiamato. Ho pensato... è succiss' quacchècosa... per forza. Allora ho chiamato io, ma non hai risposto"... ma com'è che non ho sentito il telefono squillare?
Credo che questa storia... intendo della "novella capricciosa" mi stia prendendo troppo. Devo fare qualche cosa... non posso lasciarmi distrarre, distogliere da  quello a cui tengo di più... essere vicino, condividere la normalità dei giorni con i miei Amici più grandi, tra "quelli che contano".
Che brutti scherzi fa il "mettersi al centro di se stessi"... si finisce nel vittimismo e col piangersi addosso. Beh... magari quest'ultimo proprio no... non m'è mai piaciuto, però che spesso sono nervosa, questo è vero...
Dovrò fare qualcosa... per forza.
 Questo "capitolo" della "mia storia" va chiuso per sempre... si gira pagina, perchè non sono più quella di due anni... nè di un anno e neppure di un mese fa.
Di ogni "sosta" della Vita si devono levare presto i resti scomodi e dannosi, e delle cose positive con lucidità  servirsene per diventar migliori... trasformarsi ancora.

sabato 28 aprile 2012

E così è stato...
Abbiamo comperato un nuovo reggiseno,  migliore per tessuto e qualità, ma soprattutto della mia misura. Ha funzionato come rimedio al malanno, non appena l'ho indossato sono stata subito bene. La protesi, messa "in gabbia" a dovere, non si è più mossa ed è rimasta lì da ieri pomeriggio. Stanotte ho riposato serenamente e stamattina mi sono svegliata di tutt'altro umore... avevo del lavoro arretrato ma la cosa non mi spaventava... non più. Gli ultimi tre giorni m'avevano lasciata spossata non poco, ma il pensiero che fosse davvero finita la storia della "protesi errante" mi dava la "ricarica" per continuare a... riprendere ciò che era stato interrotto, a guardare "a colori".
E a proposito di colori...
Oggi è stata una giornata molto calda per il periodo, praticamente estiva. Avevo da mettere le lenzuola pulite al "Nostro" letto, ed ho voluto cambiare anche la coperta. Dall'armadio ho tirato fuori quella che mi regalò la "Mamma" quando cambiai casa, 15 anni fa... una coperta dal tessuto a rilievo, di color "grigio perla", ma molto molto chiaro. A me piace tanto questo colore, pur luminoso anche se col bianco smorzato, si abbina ad altri, sia chiari che scuri... è accomodante ed in esso mi rifletto.
Con qualcosa di diverso nel suo aspetto, la stanza è cambiata tutta...
 Basta davvero poco... rispolverare ciò che è stato... mettere fuori quel che già c'era.
Dal medesimo armadio son venute fuori anche due magliette coloratissime, coi toni dell'arancio. Le avevo "ibernate" in attesa di richiamarle in vita quando fosse arrivato il momento, anzi, in verità le avevo anche dimenticate, perchè... ringraziando Dio, il cervello ha anche questa straordinaria capacità... accantona, dimentica, s'adatta quando si tratta di dover sopravvivere in un modo o in un altro.
Due magliette leggerissime... ognuna entra nel pugno di una mano... rimaste lì nel fondo di un cassetto, volutamente ignorate, dimenticate perchè non potevano essere indossate.
Due estati fa... vestivo da "educanda", un solo bottoncino libero... quello più vicino alla gola.
Pazienza... il peggio è andato, il resto passerà.
L'estate scorsa... osavo un po' di più, magliette senza collo ma anche senza scritte per via del "dislivello", ma mi divertivo coi "fiocchi" e gli "orsacchiotti"... creavano movimento, catturavano l'attenzione e l'effetto "cornamusa" non si notava più.
Tanto sarebbe stato ancora per poco. Passerà... passerà, mi dicevo ancora...
Ed oggi, alle porte di un'altra nuova estate ... finalmente E' PASSATA!
E le due magliette... discretamente scollate... allegramente colorate sono tornate alla ribalta di questi miei nuovi giorni... discretamente scoperti... allegramente da vivere.

venerdì 27 aprile 2012

"Ma come... eri così contenta ieri!?"
Certo lo ero stata, e tanto anche... ma forse solo da stasera potrò esserlo ogni giorno di più.

Tornata a casa mi sentivo eccitata ed euforica come una bimba cui è stato comperato un paio di scarpe nuove e indossate le sta a rimirare di continuo. Mi guardavo e riguardavo allo specchio... non mi sembrava possibile... ero "quasi" come una volta. E' vero, la "novella" era un po' più alta ma niente a che vedere col tempo dell'espansore che m'aveva tenuto compagnia per due anni... e poi m'era stato detto che la protesi si sarebbe assestata col tempo, no? Dovevo solo avere pazienza... In quanto alla "sorella", dall'aria timida e riservata, un po' su di tono s'era messa... di più proprio non si poteva.
Nell'insieme, comunque potevo dirmi soddisfatta e così mi venne in mente di cominciare a provare le maglie, le camicette che per ovvi motivi avevo rinunciato ad indossare. E vedendo come scendevano bene, a parte qualche "cosina" riparabile, l'entusiasmo m'aumentava e così pure la voglia di fare. Preparai la pizza ed altre cose buone per festeggiare e poi a tarda notte crollai, mentre dicevo all'Amore della mia Vita... il dottore ha detto che bisogna massaggiare la protesi... pensaci Tu.
La notte trascorse tranquilla... ma al mattino...
Al mattino la situazione s'era capovolta. Mi svegliai con dei dolori diffusi, i più forti localizzati proprio al torace, all'altezza del seno. La mammella destra aveva perso la forma del giorno prima, anzi non stava nemmeno al suo posto... cercava rifugio sotto l'ascella. Voleva nascondersi? Non si sentiva all'altezza?  Non so... certo è che il disagio per me era sommo, mi sembrava d'avere una "pagnottella" sotto il braccio. Cercai di non pensarci, ma era praticamente impossibile perchè qualsiasi movimento facessi,  la "pagnottella" mi seguiva e non tornando immediatamente al suo posto mi procurava un fastidio notevole ed altrettanta deconcentrazione. In breve mi caricai come una pila elettrica e cominciai a scaricare negatività in lacrime. Credo d'aver pianto due giorni fa più di quanto avessi fatto nei due anni precedenti. Non mi riconoscevo e mi detestavo per quel contegno che pur appartenendomi, io condannavo. Ero irritabile e sembrava che cercassi ad ogni pie' sospinto la scusa per litigare... ma che cosa potevano sapere gli Altri di come mi sentivo io, disillusa, tradita... presa in giro e anche a caro prezzo?
Sono così passati e tutti alla stessa maniera, tre giorni... mercoledì, giovedì, e... venerdì.
Stamattina l'Amore della mia Vita m'ha detto... "Sai che cosa penso? Il problema, secondo me è nel reggiseno... è largo e non tiene a freno la protesi. Compriamone un altro, più stretto... magari migliore". La cosa m'allettava, anche perchè in effetti pensavo lo stesso... Chi m'aveva venduto il reggiseno aveva preso la misura di "mano larga" non tenendo affatto conto delle bende. Però, pensavo... già quello era costato una cifra, quest'altro acquisto lo consideravo una piccola follia, ma d'altra parte potevo continuare a... stare così?
"No... non puoi stare! Usciamo e andiamo a comperarne uno nuovo. Niente può valere più della Tua serenità."

giovedì 26 aprile 2012

"Ma dico... chi ha detto che qui occorrevano cinque strati di cerotto? Ho messo tanto impegno a far venir fuori questo capezzolo... ed ora?"
L'espressione del "povero" dottore era tra lo sgomento e il divertito, e forse divertita lo sarei stata anch'io se il capezzolo in questione non fosse stato il mio... almeno la soddisfazione di vedere un qualcosa che m'appartenesse riportato alla bellezza delle origini, anzi nel caso specifico ad un tempo ancora anteriore... mai visto!
E così aveva cominciato ad armeggiare con forbicine, garze e disinfettante. Un dolore allucinante! Mi sembrava che stesse usando quella parte come un puntaspilli.
 Pazienza... ancora... stava già passando, e una "puntina " di nero s'era aggiunta a quello che sempre di più sembrava troppo bianco data la circostanza.
"Ecco... guardatevi pure..." Meraviglia e gioia furono tutt'uno quando mi venne fuori un'espressione del tutto estemporanea e di certo poco adatta al tempo e al luogo.
"Ma... ma è bellissimo!"
Certo, era così... il capezzolo  della mia mammella sinistra non era mai stato tanto bello.
All'improvviso com'è al mio solito ho cominciato a sentir spilli negli occhi... mi stavo commuovendo, potevo mai io, lacrima facile... perdere un'occasione simile?! Di scatto ho gettato le braccia al collo dell'assistente... e GRAZIE è stata l'unica cosa che sono riuscita a pronunciare...
Avevo il Cuore gioioso, e tanto tanto bianco sulla mia tavolozza.
" Ricordate... la protesi va manipolata, massaggiata perchè dovrà assestarsi, questo non è il suo aspetto definitivo. Avete portato il reggiseno?" Certo che l'avevo portato e non mi sembrava vero di poter indossare qualcosa di normale, senza trucco senza inganno... imbottiture e push up... qualcosa che fosse "riempito" al naturale. Un reggiseno di tipo contenitivo, senza ferretto nè cuciture, del genere sportivo... avrei dovuto portarlo giorno e notte per il tempo che m'avrebbero detto.
Dopo averlo indossato, mi son data un'occhiata di sfuggita... in quel momento mi bastava, ero così contenta! Mi sembrava di essere tornata indietro negli anni... col seno turgido e liscio.
Dopo la visita sono scesa in giardino... c'era un bel sole, un sole che "sapeva" d'estate. Mi sono seduta su una panchina ad aspettare l'Amore della mia Vita... ho tirato fuori dalla borsa gli occhiali scuri.
Il Sole era più luminoso di come lo ricordassi e per me in quel momento non esisteva che il Bianco.

mercoledì 25 aprile 2012

... e veramente sembrava anche fosse troppo per una situazione così, di disagio e di addoloramento.
La fasciatura, ferma là dove l'avevano messa da undici giorni, cominciava a dare un "bel" fastidio. Sull'addome, al di sopra dell'ombelico e sotto le ascelle s'erano formati dei taglietti brucianti e pruriginosi, e poi... tutto quell'adesivo dei cerotti! Mi son detta ieri... meno male, è finita... stasera mi sentirò libera e leggera, e... potrò guardarmi... finalmente.
E a questo punto sulla mia tavolozza immaginaria c'avevo messo ancora un po' di bianco... m'era sembrato fosse il caso... il "quadro" non era così nero.
Tutta contenta, al sentir pronunciare il mio nome... sono scattata in piedi come scolaretta all'appello, e presa la busta con le riviste "salva attesa" e il reggiseno post-ricostruzione, sono entrata nell'ambulatorio.
Nonostante gli "acciacchi" ero ben disposta d'animo... fiduciosa.
Quante volte ero stata lì in due anni... la prima per sentirmi dire... sì, è proprio un brutto nodulo... tante altre ancora per i "riempimenti" dell'espansore da cui venivo fuori con i bottoni della camicetta che tiravano sempre di più. Ma ora... no, era diverso... sarebbe stato messo un punto per tornare a capo.
"No, devi stare ferma... se faccio poco per volta sentirai più dolore. Ecco... è fatto!" L'assistente del "mio dottore" c'aveva messo un attimo a strapparmi quella specie d'involucro da mummia, ma io il dolore l'avevo sentito lo stesso, bello e forte. Pazienza... mi son ripetuta ancora una volta, ormai è andata e non ci pensiamo più. E intanto un'insana frenesia di grattarmi m'ha preso irrefrenabile.
E non volendo qualche goccia di nero è andato a "guastare" il bianco a fatica steso.
"Direi che va bene... è un buon lavoro, ma abbiamo messo una protesi piccola da 200?" "Non lo so, dottore... dovrei andare a leggere" "Credo di saperlo io... da 330." "Ah..." è stata la risposta. In quel momento ho pensato... peccato che non si possa fare una prova pratica con le varie misure prima di essere operate, magari potrebbe piacere un modello invece di un altro. Ma che stavo a pensare... proprio io che da sempre mi proclamavo una non- vanitosa... che fossi cambiata adesso!? Che tempismo!
Il "mio dottore" è poi passato a togliere i punti nella zona areolare dell'altra mammella, infatti per sottoporla alla mastopessi  (lifting del seno)  aveva operato incidendo quella zona, evitandomi la cicatrice a T rovesciata. Quando l'avevo saputo avrei fatto salti di gioia se non fossi stata ancora sotto il parziale effetto dell'anestesia. Anche perchè così avevo recuperato il capezzolo che da tempo immemorabile era diventato introflesso, ed ora con l'annientamento degli estrogeni sembrava non ci fosse proprio. Beh... questa poteva essere una consolazione, del resto, chi si contenta gode... o no?
E qualche spruzzo di bianco ancora, dai... ci stava bene davvero.

martedì 24 aprile 2012

Sulla tavolozza del pittore due o più colori si mescolano insieme a crearne un altro di tonalità precisa...
Il grigio... non è tutto bianco non è tutto nero. Se ci sarà più bianco, è il colore della "perla" che ne verrà fuori... se ci  sarà più nero, la tonalità del " fumo"... ultima ed estrema di questo "non colore".

Lo si dice tante volte anche a fine consolatorio... la Vita non è mai tutta bianca  nè tutta nera... l'Esistenza, non parola astratta ma fatta di realtà concrete, è sempre quella dei mezzi toni. Così son contenti Tutti e Nessuno ha da lamentarsi. Poi il livello di "buona riuscita" dipende... da quanto l'"artista" mette di bianco... da quanto mette di nero, e bisogna includere anche l'eventualità di un'involontaria sbavatura.
Stasera mi sono data all'Arte... m'è venuto spontaneo... per poter spiegare in modo comprensibile il mio stato d'animo attuale. Che disquisire di ciò che si prova, è cosa nota, non è che sia sempre cosa semplice da fare.
Ci proverò ora... e il paragone con la Vita a "mezzi toni", ecco... m'è sembrato il più calzante.
Nel pomeriggio mi sarebbero state tolte le bende...
Stamattina, come al solito sono stata in reparto, là a "quel terzo piano", e  per pranzo non sono tornata a casa nel tentativo d'essere tra le prime visite del "mio dottore". Ormai, per l'Amore della mia Vita e me è diventata consuetudine... ogni volta che c'è visita o esame a partire dalle 15, andiamo a mensa. E nell'atteggiamento propenso a questa scelta c'è già una bella pennellata abbondante di "bianco". Ci sono sempre strategie, anche piccole per poter alleggerire l'esistenza.
Ore 14... dopo un buon caffè, subito al "quarto piano"... ben accomodata in modo da tenere sotto controllo la situazione... così almeno non avevo come annoiarmi. E a supporto di ciò avevo portato anche alcune riviste... In due anni ho imparato che le 15 sono in reltà le 14 per poter essere visitata entro le 17 o giù di lì... e non c'è alcuna vena polemica nelle mie parole... ma la "rassegnata constatazione" della costante anche se involontaria presenza di contrattempi.
"Ma sei già qui?! Non è troppo presto? Vai a prendere un caffè, a darti una rinfrescata..." già fatto, grazie... pranzo, caffè e rinfrescata. Spero solo che non faccia notte, perchè la cena... quella no, non l'ho fatta ancora.
Stavo quasi per addormentarmi... e nel mio dormiveglia "vigile" ascoltavo i dialoghi, i quasi soliloqui... il diventare tutt'uno col pavimento lucido del reparto. Ad un certo punto mi son levata. Che diamine... la tanto decantata dignità dove l'avevo riposta?
Il "bianco" diminuisce ancora un po' ma resta sempre il colore prevalente...

lunedì 23 aprile 2012

Quando vuoi che il Tempo si fermi o vada avanti in fretta per lasciare un segno, cerchi di fissare l'emozione.
Un profumo... un suono... un'immagine... e il ricordo è lì di nuovo ad accarezzare il Cuore.

Dieci giorni dall'intervento... sette dalla dimissione ed oggi sono tornata là, a "quel terzo piano". E' sembrato fosse passato come al solito... un fine settimana non diverso dagli altri, e invece un po' diverso era il mio stato d'animo. Perchè ogni esperienza che si vive lascia il segno, come solco tracciato ad accoglier seme che porti frutto... ed io spero che anche stavolta ne sia tanto perchè la mia Vita possa avere ancora più senso.
Ho riposto il flacone di sapone liquido alla fresia sul lavandino... qualche goccia m'è caduta sulla mano. Non l'avevo mai usato prima dell'intervento, la sera precedente ho lavato il viso e quel profumo mi è restato addosso per tutta la notte... una notte insonne trascorsa a "rimirare" il Tempo che aveva rallentato il passo.
Di quel sapone potrò anche non farne più uso, ma ugualmente la mia pelle di quel profumo ne resterà avvolta.
E legato a quei giorni mi è rimasto il ricordo di un suono,  lo scampanellio del padre Cappuccino ogni giorno alle sette del mattino. Veniva per una parola buona e a portare Gesù... "Padre, stamane sarò operata... posso prenderla ugualmente la Comunione?" "Beh, figlia... un pezzettino e poi... vai sicura con Gesù"... e la solitudine non era più di casa in quella stanza.
E lunedì scorso, dopo una degenza tutto sommato breve, di soli tre giorni... finalmente sono tornata a casa.
Ho svuotato il borsone... biancheria da lavare in lavatrice... altro nei cassetti. Posto così... quasi senza cura, e saltato fuori... quasi per caso perchè ormai non ne tenevo più conto, ecco uscire quello che con la parrucca era stato il gran "supporto" alla mia "femminilità smarrita"... il  reggiseno a gel o ad olio che dir si voglia.
L'avevo smesso al ricovero, al momento d'indossare il pigiama ben sapendo che non mi sarebbe più servito.
Ora l'avevo di nuovo tra le mani... ho accarezzato le morbide coppe come fossero veri seni... l'ho avvicinato al viso per sentirne il profumo, quello della mia pelle che da ora in poi  nell'immaginario non sarebbe stato più lo stesso.
 Non commuovermi era impossibile... in certi casi anche gli oggetti parlano al Cuore.
 Ho deciso che l'avrei conservato così, come l'avevo smesso... con le stesse pieghe, con lo stesso odore.
L'ho riposto in un sacchetto a fiorellini, legato con un nastro rosso...
Aveva a modo suo segnato un'"epoca"... era giusto che la portasse via con sè.

domenica 22 aprile 2012

Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l'orecchio nella notte, è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo, sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.
                                   da: "Gesù figlio dell'uomo"
                                                                       Kahlil  Gibran

Sono dieci giorni che manco da "quel terzo piano", e anche se con molti dei miei Amici tra "quelli che contano" ho mantenuto contatti telefonici, la cosa mi pesa non poco. Mi sembra di vivere questo periodo di convalescenza non nel modo giusto... Concentrata troppo su di me e i piccoli disagi a volte mi sento vittima dell'indifferenza altrui e del pressapochismo facilone. "Ti vedo bene, sai... bella e pimpante. Non sembra neanche che tu abbia subito un intervento... che poi, in effetti era una sciocchezza." Appunto, sembra... vorrei ribattere... ma a che servirebbe polemizzare con Chi non potrà capire mai? E allora non rispondo, o al massimo un sorriso, accenno di risposta che comunque aiuta a non proseguire.
Però... ecco, mi rendo conto che forse esagero... "mi faccio vittima"... e questo no, non va affatto bene... devo uscire da me stessa e proiettarmi fuori, come fin dall'inizio ho sempre fatto... come intendo continuare a... fare.
Così, stamattina ho telefonato a due care Amiche...
La prima... la sento ogni domenica, la chiamo sempre alla stessa ora... io so che aspetta "quella" telefonata, e quando a volte per un qualsiasi motivo tarda ad arrivare, si preoccupa, pensa che io non stia bene... "Mannaggia a te, m'hai fatto stare in pensiero..." ma perchè, replico... "Come perchè?!... perchè tu devi stare bene". E lo "stare bene" diventa un mio impegno a prescindere, perchè coincide con quello di Chi tiene a me... che non ha obbligo alcuno eppure si preoccupa.
La seconda... l'ho lasciata dolente, l'ho ritrovata nello stesso modo. "Scusa... non ho potuto chiamarti, sono andata in giro per esami..." ma ti pare conti questo qualcosa?! Per me proprio nulla... a me basta sapere di occupare un piccolissimo spazio tra i pensieri ed essere ricordata con un sorriso... SEMPRE.
Sono esigente? Potete essere sinceri perchè non me la prendo... ogni appunto, nota o critica sono bene accetti nonostante siano al di fuori di me. Che anche questo è fino ad un certo punto perchè...
... Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo, sono con te in ognuno dei tuoi giorni...
Il "prossimo" è null'altro che Noi stessi... liberiamo la Mente e Il Cuore della zavorra, del "troppo" di Noi, e... magicamente sarà l'"incontro".

sabato 21 aprile 2012

"Ognuno non è lasciato mai solo con se stesso, soprattutto quando la partita si fa dura... Come pedine ci muoviamo sulla scacchiera della Vita e ciascuna da protagonista fa il  proprio gioco contribuendo al buon esito generale. Ne risulteranno Tutti vincitori e Nessuno... sconfitto".

Quando sono tornata a casa, lunedì scorso... ho ripercorso ciò che ho vissuto in questi ultimi due anni, e in particolare il ricordo è andato ai ricoveri in ospedale, alle mie compagne di stanza.
Sicuramente quello che sto per dire non sarà stata una mia esclusiva, e proprio per questo voglio condividere tale pensiero perchè Chi legge possa dire a se stesso... è vero, non sono stato nè mai sarò solo.
Di Chi ha fatto con me un tratto di strada ho già parlato, anche ampiamente... ognuno occupa un "posto" speciale tra le mie righe e nel Cuore... mi limiterò ora a rapidi accenni. Basta poco infatti per "riportare in vita" il bene che si è ricevuto...
Marzo di due anni fa... tre compagne di stanza, ognuna con una Sua caratteristica... tutte più anziane di me. Mi sentii protetta, confortata e a tratti anche coccolata. Mi aiutarono a non aver paura, a non piangere più e a guardare sempre avanti. Tutte insieme furono la "mamma" che invocavo spesso perchè mi fosse vicino in un momento tanto difficile.
Giugno di due anni fa, data del primo intervento... un'unica compagna, più giovane di me... con Lei, subito in sintonia... ho pregato... ho sorriso, non ho temuto per la prima volta di mostrarmi senza parrucca. Mi disse con aria soddisfatta... perchè quando Uno è bello è bello sempre... ed io volli crederle e fu un pizzico di serenità in più.
Otto giorni fa, data del secondo intervento... due compagne di stanza in successione, una ad accogliermi, l'altra a congedarmi. La prima, nello scambio di comuni informazioni riguardo le Nostre vite, scopro essere una collega di lavoro di mio fratello. Quant'è piccolo il mondo, verrebbe da dire... ma per me non è stato solo questo...
L'arrivo della seconda compagna in un momento di particolare insofferenza ha reso chiaro ciò che avevo intuito...
"Come ti chiami?"... All'udire il Suo nome un brivido lungo la schiena... lo stesso nome, non proprio comune, di mia sorella morta all'età di otto anni... del "Nostro Angioletto"...
Si chiudeva una sorta di cerchio, figura perfetta...
Il cammino era iniziato pensando a mia madre, chiedendole aiuto... era continuato con tanti Altri conosciuti per strada... si concludeva oggi con il ritorno alla mia realtà, alla famiglia con la protezione di Colei che da "quel giorno" fu l'Angelo Custode.
Non so se il mio è farneticare o quant'altro, ma di una cosa sono certa... Qualcuno mi è sempre accanto ed io non mi sento mai sola.

venerdì 20 aprile 2012

"Tutto ciò che dai, mentre sei lì a parlare di te e ad ascoltare Chi t'ascolta ... a mangiare un biscotto in compagnia e a sorseggiare una tazzina di caffè a metà mattina, ti ritorna indietro centuplicato sotto forma di gioia, serenità e fiducia".

"Sei venuta anche Tu?!..." "E come avrei potuto mancare... mio marito ha preso qualche ora di permesso per accompagnarmi. Te lo dovevo."
Ma ciò che si fa col Cuore non è mai un obbligo.
"Ci sei anche Tu!?... E il lavoro?" "No, abbiamo finito... e poi te l'avevo detto che sarei venuta. Proprio da te non potevo mancare".
Si può mai immaginare l'effetto di tali affermazioni sulla coscienza semi-sopita e sul cuore decelerato di una persona che vien fuori da un intervento chirurgico? Sono soffi d'affetto che arrivano all'animo... carezze leggere per il corpo indolenzito, certezza che, se per puro caso non ci fossi più, qualcuno continuerebbe a... ricordarsi di Te, sempre e comunque.
Uno spicchio d'immortalità qui... sulla Terra.
E poi nel pomeriggio e nei giorni a seguire le telefonate... tante telefonate. Gli Amici che incontro lì, a "quel terzo piano"... tra "quelli che contano", c'hanno tenuto  a far sapere che sono stati vicini, m'hanno pensato...
"Ora, Mary... getta tutto alle spalle. E' finita e non pensarci più." Mi hanno detto questo pur sapendo che non è possibile non pensarci più, e qualora anche lo fosse io non lo vorrei mai. Il ricordo di ciò che è stato, la presenza continua nel mio Cuore di tutte le persone che ho conosciuto costituiscono la mia forza, quella autentica... Sono così nella misura in cui ho vissuto la "mia storia" come parte attiva, che ad un certo punto è riuscita persino a "deviare" il corso degli eventi. E' vero... a me sta andando bene, è questo non è di certo mio merito... ma quando ho conosciuto i momenti bui, ho affrontato gli attacchi frontali del male e delle terapie, trasformando il tutto in occasioni per "amarmi" un po' di più, allora sì, che i fatti andavano e si evolvevano come io desideravo... e questo sicuramente è stato merito mio.
Decisi in seguito di dover continuare a... restarci dentro, quasi invischiata, data la mia accorata partecipazione... ho dato tanto, mi dicono... ma sinceramente sento d'aver offerto solo la parte fragile di me stessa,  quella che s'ammalò e fece avanzare la malattia perchè non aveva mai fatto prevenzione... che si vergognava e soffriva per tale vergogna... ma che poi per riscattarsi, con un forte scatto di reni si levò e non si piegò più... almeno fino a questo momento.
Ieri sera un'altra telefonata... all'altro capo "Oggi... io parlo"... " Grazie... non pensavo che ti saresti ricordato di me." " Come?!... ricordi tu, invece quel giorno che mi desti tanto coraggio? Ero disperato... Allora, dovevo pur ricambiare prima o poi."

giovedì 19 aprile 2012

Le esperienze nel corso della Vita possono essere simili, molto somiglianti ma saranno comunque sempre diverse. Lo saranno perchè l'ultima in ordine di tempo porterà con sè un bagaglio emotivo forte e pesante, tale da poter addirittura cambiare il senso delle precedenti.

Strano... quell' "attimo" non me lo ricordavo così. Soprattutto il freddo, anzi il gelo da cui mi son sentita assalire... credo anche di avergli opposto resistenza, senza alcun risultato. Non che ce ne fosse l'intenzione, ma la "sorpesa" il "disagio" erano stati tali...
Due anni fa, ne sono sicura, fu altra cosa... m'addormentai addirittura parlando. Sarà cambiato il tipo d'anestesia o è in me un che di diverso?
Il risveglio però è stato lo stesso, accompagnato da quella sgradevole sensazione di... "inopportunità", sì perchè vorresti continuare a... dormire ma te lo impediscono, e ti senti quasi "scuotere", scuotere per davvero perchè torni alla realtà. Così quell'unica voce trasformata in cento sembrava urlasse, concitata e dura nello stesso tempo... "Devi svegliarti... hai capito? TI VOGLIO SVEGLIA!" Mi sono resa conto che muovevo il capo da un lato all'altro... forse per resistere ancora, ma come prima alla fine ho ceduto, e questa volta gli occhi li ho aperti. Era tutto finito... in un battere di ciglia.
Poi il ritorno in camera...  la vetrata del reparto operatorio che si apre, il tragitto lungo il corridoio.
Tutto ruota intorno... è come essere dentro un frullatore.
 Una fitta al seno sinistro, quello "buono"... odo il mio lamento.
Prendo sempre più coscienza e anche se a fatica cerco di guardare... intorno a me i volti noti. L'Amore della mia Vita, il primo... la Prima Rosa, la più bella... Lei non aveva voluto mancare, anche se operata da poco... non poteva perchè capiva come nessun altro. Il Suo è stato il primo nome che ho pronunciato... come due anni fa fu quello di mia figlia che questa volta... suo malgrado... non c'era. E ancora altri volti familiari ed amici... li ho riconosciuti tutti mentre m'accompagnavano in camera... ho udito le voci distinte, mentre un tepore "discreto" prendeva il posto del freddo ed io acquistavo la completa consapevolezza che c'ero ancora... con braccia e mani, con gambe e piedi che alla fine non sapevo come sistemare... con un filo di voce che a mala pena veniva fuori a causa del bruciore alla gola.
Ecco... anche questo fu diverso due anni fa. Uscii dalla sala operatoria con una "verve" che mi trascinò in una sorta di "comizio"... parlavo di continuo senza fermarmi, perchè non volevo... rifiutai l'antidolorifico, perchè ce la facevo a reggere il dolore... ero sicura d'essere forte, perchè me lo sentivo. Avevo grinta, grinta da vendere... e la volevo "sbandierare" prima a me stessa e poi agli altri.
Oggi... è tutt'altra cosa. Non ho bisogno di dimostrare niente che non sia già noto. Attraverso le vicissitudini di questi ultimi due anni, vicissitudini legate non solo alla malattia, la grinta s'è trasformata in "meravigliosa consapevolezza". IO sono perchè ho voluto esserci... ho lottato tanto per esserne in grado perchè non è affatto facile quando davanti hai l'incognito e tu stesso non ti conosci a fondo.

mercoledì 18 aprile 2012

"E' più difficile pensarlo che viverlo..."
Quante volte sarebbe da ripeterlo a se stessi quando si teme quello che sarà! Poi "tutto arriva e passa" e ne resta il ricordo, scevro degli aspetti più duri... lineare nel suo significato.

15 Aprile...
Rimosso l'unico drenaggio e l'ago cannula dalla mano mi sembra di ritornare a vivere... Forse stanotte riuscirò a dormire almeno per un'ora di fila.
Eh, già... basta proprio poco...
Stamattina mi sentivo uno straccio o peggio ancora, come se mi fosse passato sopra un tir. " Ma che vuoi... è sempre un intervento..." mi è stato detto, ed io ora aggiungo, non è certo come la mastectomia ma nemmeno una passeggiata. Questo lo sapevo, l'avevo intuito... a tratti avrei desiderato evitarlo, solo se avessi potuto.
Intanto, però ora mi guardo questo "abbozzo" timido di seno, schiacciato e stretto dalle bende elastiche e sorrido... forse, due anni fa la scelta d'impulso fatta così come se non ce ne fosse un'altra possibile, è stata quella giusta. Per me, per Chi mi era accanto, per non darla vinta al Male.
E tornando indietro coi ricordi a qualche giorno fa...
"... sono stati due anni bellissimi"... ho detto alla dottoressa dal nome che ricorda il dolce più dolce, mentre mi accarezzava il fianco in attesa che l'anestetico cominciasse a scendere lentamente in vena.
"Benissimo allora, vuol dire che hai superato il trauma della malattia, hai elaborato il meglio e lo hai fatto tuo".
Poi a poco a poco è iniziato l'iter dell'anestesia... aghi, flebo, il camice verde  di tessuto non tessuto "strappato" secondo la necessità.
All'improvviso la mascherina che scendeva sul mio viso...
"Respira, respira..." una sola voce moltiplicata per cento, mentre il gelo mi scendeva dentro, attraverso la gola, il torace, lo stomaco, e il silenzio e il buio calavano sui miei sensi.

martedì 17 aprile 2012

"Storie nelle storie che s'intrecciano a segreti mal celati... ad illusioni disilluse nell'ostinazione di volere la Vita come la si desidera. Capriccio infantile e presuntuoso che impedisce di comprenderne il vero senso".

Mai e poi mai avrei potuto immaginare tutto quanto. Per anni ho rincorso non so che cosa, vivendo anche di rimpianto e spesso lamentandomi di una condizione di cui io sola ero responsabile. Condizione meravigliosa... eppure non capivo il suo valore... annoiata ed insoddisfatta perchè nulla mutava nella tranquilla immobilità del quotidiano...

14 Aprile... da oggi il tempo non ha più ore e minuti... neppure secondi. Neanche l'anno ha in verità importanza.
Ieri... il grande giorno!
Ormai è tutto alle spalle, ma come sempre non voglio archiviare come forse si dovrebbe.
Non voglio perchè in questa "mia storia", tutto ma proprio tutto ha costituito un'occasione in più...
..."Il dottore t'aspetta... per i disegnini." Una vestaglia infilata alla svelta, col cuore in gola e la certezza che il momento è ormai arrivato.
In piedi su una pedana, a torso nudo e braccia lungo il corpo, mentre il "mio dottore" con un pennarello scuro traccia segni su entrambe le mammelle. Linee e tratteggi sulla mia pelle... e l'espansore che dà ancora segni di una vita autonoma. Sono per "LUI" gli ultimi sprazzi. Durante la notte insonne l'avevo toccato, accarezzato anche, avevo premuto la valvola dura e tanto fastidiosa. Nonostante tutto mi dispiaceva separarmene, d'altra parte se non ci fosse stato...
"Come le facciamo? Questa non la toccherei..." "Dottore, magari un pochino, basta che siano più o meno allo stesso livello." "Brava... più o meno. Però alzarla un poco, vuol dire... va bene, vediamo che cosa si può fare."
"Dottore, che posso dirvi?! In bocca al lupo a tutti e due." E un sorriso m'ha accompagnato fino alla stanza.
Dopo cinque minuti...
"Questo è per voi..." "Sì, so tutto... il camice, la cuffia... a letto sotto la coperta. Amico mio, anche Tu mi hai accompagnato in sala operatoria due anni fa. Portami fortuna come allora."
Poi... lungo il corridoio, tra volti sconosciuti e noti. Sulla soglia del reparto operatorio l'Amore della mia Vita... questa volta c'è. Un bacio al volo mentre l' "Amico" che mi conduceva all'intervento sostava un po' più del necessario.
Metto per ora un punto.
Continuerò a... raccontare questa storia nella storia... domani, ora sono un po' stanca.
L'Amore della mia Vita è stato con me tutto il pomeriggio... è appena andato via.
Le luci nel corridoio sono già spente... in ospedale non c'è un tempo per dormire, un tempo per restare svegli.

lunedì 16 aprile 2012

"Importante è scoprire se si arriverà mai a trovare la matrioska più
piccola, se si completerà mai quel puzzle della vita. Che non sarà mai
uguale alla vita che avremmo voluto e che ci lascia l’amaro in bocca,
come il tempo che fugge via e ci costringe a crescere."...

Ed oggi sono a casa... nella mia casa. Riprendo un discorso quasi bruscamente interrotto, non per mia volontà ma perchè la Vita è quasi mai programmabile. Ricomincio e continuo ad... andare questa volta senza "scadenze" all'orizzonte nè trascurando le tessere mancanti a quell'intervallo di quattro giorni... da giovedì scorso...

12  Aprile 2012   ore 20,32
 E finalmente sono qui...
Quella famosa telefonata o chiamata è giunta in extremis, quando non ci speravo più. Ho persino chiamato... di nuovo... come nei giorni passati. "Guarda... sto aspettando il via... ti farò sapere".
Ho pensato... ma non sarà come ieri o l'altro ieri? Intorno a me ruota pure una famiglia, no?
Poi ho attaccato il ricevitore e non c'ho pensato più... o quasi.
Come al solito sono andata a "quel terzo piano" e la mia giornata è iniziata così...
A mezzogiorno la sorpresa... quando ormai pensavo all' "ennesima delusione"... "Ci vediamo oggi alle 16... ti ricoveri".
O Dio mio, quanta perentorietà dopo tanto tergiversare!
Mi veniva quasi voglia di rispondere.. no, adesso aspettate Voi!
Ma poichè qui si suol dire... dal mal pagatore prendi quello che puoi... ho accettato, se pur tremante, questa offerta veloce, speciale... unica e ho detto... OK, ad oggi... e il Cuore ha cominciato a battere all'impazzata.
Che qualcuno mi misuri la pressione... sono ipertesa... 180/90. "Devi stare calma, altrimenti niente anestesia", mi hanno detto lì a "quel terzo piano"... e mi son calmata e ho cominciato ad abituarmi all'idea che sì... il momento era proprio arrivato.
Un tumulto di reazioni, emozioni è seguito, fino a questo momento, quando mi hanno chiamato per compilare la cartella clinica.
"Altri interventi?"
"Due cesarei ed una mastectomia".
"A questo punto, direi... abbiamo finito!?"... ed io, "Certo, dottore... lo spero proprio".
BUONA NOTTE... a domani, il grande giorno.
E che sia una notte buona per davvero.

mercoledì 11 aprile 2012

Porterò con me il "vecchio diario"... quello con la copertina rigida di cartone e la mezzaluna d'argento... dove cominciò la "narrazione", prima dei fatti e degli incontri con persone meravigliose, tante da aver perso oggi il conto... e poi dei sentimenti e delle emozioni, intense da lasciare il segno.
In questi giorni continuerò a... scrivere su quelle pagine, alla vecchia maniera... ci saranno cancellature e parole ricalcate sopra, perchè la foga dello scrivere di getto comporta anche questo, e periodi senza punteggiatura  perchè non sfugga alcun particolare del sentire col Cuore e del ragionare con la mente. Tanto poi una virgola e un punto non aggiungono niente... magari tolgono qualcosa all'autenticità dell'emozione.
E quando tornerò, rivivendo quel recente passato, riporterò ogni cosa in un flashback intensamente vissuto e arricchito del "dopo".
Questo pensiero allevia non poco l'ansia dell'attesa... è come quando si parte e si lascia la propria casa e le abitudini... un po' dispiace, però poi si pensa al ritorno e si è contenti perchè tutto apparirà diverso... praticamente nuovo.
Ma intanto un altro giorno è passato e domani è giovedì.
Nessuna chiamata è arrivata...
... e per accellerare, almeno per sapere ho telefonato io. "Al momento non so dire nulla... m'informo e ti farò sapere"... e da allora ogni squillo, un tuffo al cuore... non per paura ma per ansia dell'incerto e del non noto.
E va bene... se così deve andare, andrà così, e resto ad aspettare.
Oggi poi... che giornata è stata... a parte tutto questo. Sembra che qualcuno nel timore di non aver più tempo abbia stipato tutto in un solo recipiente, col risultato di farlo traboccare... ed io non ce l'ho fatta più.
Troppo di tutto... troppe emozioni e alla fine mi son lasciata andare, con l'Amore della mia Vita che mi stava accanto...

martedì 10 aprile 2012

Sono serena... un po' agitata... piuttosto eccitata.
Come al solito sentimenti all'apparenza contrastanti convivono nel mio animo senza problemi... o quasi. Sono comunque tranquilla nell'affrontare quello che deve essere... che fu mia scelta, è vero ma che non poteva essere diversa data la situazione d'allora e considerati il mio grande desiderio ed aspettativa di futuro.
Così un altro giorno è passato.
 Sarà domani?
 Mi chiameranno domani o dopodomani?
 O Dio, no... spero di no... che non ci siano urgenze o altri intoppi, che arrivi presto e passi altrettanto in fretta... così non ci penso più e posso sentirmi diversa senza "scadenze" all'orizzonte.
E intanto cerco di pensare ad altro, che non è che sia poi meglio. Pur non riguardando me come persona... ansie e problemi di difficile risoluzione, dubbi ed incertezze. Mi chiedo perchè mai l'essere umano, "splendido connubio" di ragione e sentimenti, si diverta o forse no... tanto non fa differenza, a complicarsi l'esistenza. Sicuramente perde di vista che questa già pensa da sè a diventare intricata e difficile per cause contingenti.
Prima d'ammalarmi anch'io qualche volta cadevo nel "tranello" per vuoto rimpianto... autocommiserazione, o semplicemente per noia. Perchè succede anche questo d'annoiarsi quando non si è più capaci di scorgere il buono che ogni giorno porta con sè, legati come siamo allo stereotipo che la Vita è bella e giusta solo se va come Noi desideriamo. So bene che è difficile pensare il contrario, si tratta di abituarsi ad andare controcorrente, e forse si riesce solo quando si è vissuto situazioni estreme e s'è corso il rischio d'essere travolti dalla corrente.
E pensando a "tanto altro" mi rendo conto  che dopo tutto questo "mio star sospesa" non è poi la condizione peggiore... stabile nell'instabilità  è pur sempre chiara e ricca di speranza.
E così mi ricarico e mi sento persino privilegiata...
Non ho mai perso la serenità, e se pur agitata non lo sono mai stata abbastanza da non riflettere... elaborare e superare quel che vivevo. Ho maturato "piani di battaglia", escogitato "stategie di guerra"... l'arma più grande per me è stata cominciare a scrivere... mettere fuori quello che provavo, rabbia compresa... continuerò a... farlo, anche nei prossimi giorni, quando il mio blog per forza di cose resterà "chiuso per ristrutturazione".

lunedì 9 aprile 2012

Se tutto va bene e un giorno ne avrò voglia metterò insieme i significati delle "voci" che hanno riguardato questa "mia storia"... una sorta di "dizionario". Mi aiuterebbe a ricordare, a riportarmi a vecchie emozioni... farebbe sì che Altri capissero e facessero tesoro per sè... perchè non si finisce mai d'imparare.
Non sarebbe come il vocabolario filosofico che ai tempi del liceo il professore di filosofia c'"impose" anche se non capivamo ancora granchè della materia. C'avrebbe aiutato... sosteneva... ma com'era possibile per "neofiti" come noi comprendere che l'Essere è e non può non essere... in quanto essere? Troppo astratto il tutto, incomprensibile per chi non si sentiva preso dal "fascino" del ragionamento.
Perchè ciò che non si riesce a sentire proprio perchè non vissuto a pieno... non si può del tutto comprendere.
E' incredibile... m'inoltro nella selva delle riflessioni e poi... rischio di perdermi.
Ma no,  resta il fatto che un dizionario lo farei davvero, e quest'idea m'è venuta considerando la mia condizione di questi giorni... lo stato d'attesa.
Ecco... ATTESA, potrebbe essere la prima di quelle voci... non a caso, sin dall'inizio è stato un continuo attendere... e pazientare.
Riflettendo... l'ATTESA  è vivere un lasso di tempo nell'aspettativa che avvenga qualcosa che porterà un mutamento di ciò è stato.
Il cambiamento potrebbe essere piacevole o meno... non è che importi perchè attendere comporta sempre perdere un po' l'equilibrio, il controllo di sè... è come stare ad occhi chiusi in un luogo che non si conosce.
E c'è Chi preferisce attendere lasciandosi stordire da ciò che è intorno e Chi invece resta "in ritiro" a raccogliere le idee e a pensare a quello che sarà perchè sia più o meno come ciò che è stato.  Perchè, è inutile negarlo... ogni cambiamento "spaventa" o almeno "turba", ed allora è sempre meglio "giocare d'astuzia" ed "aggirare l'ostacolo".
In questi giorni IO ASPETTO... aspetto una chiamata che mi porterà un cambiamento, dovrebbe essere in meglio, e comunque lo sarà perchè segnerà la fine di un periodo di disagio. Questo mi basterà se altro di sperato non ci fosse.
Oggi che era giorno di festa ho preferito adunare i pensieri... renderli tutti belli. L'ho fatto in solitudine perchè non mi sarei sentita in armonia con quel che era intorno... l'ho fatto tra le mie pareti per sentirmi tutt'uno con quel che sarà.

domenica 8 aprile 2012

Finalmente... è Pasqua.
Dopo una settimana di altalenanti emozioni, tra dubbi ed incertezze... lavori in corso ed ansie, oggi "m'impongo" un giorno di pausa, perchè di sicuro non posso essere chiamata per l'intervento, e nemmeno domani... è pasquetta!
Per "pensare normale" e non sentirmi alienata ogni tanto faccio ricorso ad alcune"immagini" di due giorni fa... le rapide occhiate in attesa dei raggi al torace alle ultime buste con i biscotti all'amarena da distribuire in reparto, e la visita alla Prima Rosa, la più bella. Fare così mi porta a star bene, a pensare normale...  che Tutto andrà come deve andare perchè ho ancora tanto da donare e fare.
Nulla è per caso... me lo ripeto e non lo devo scordare.
A proposito della Prima Rosa, la più bella... a 48 ore dall'intervento aveva ripreso solarità e sorriso, un po' dolente ancora, ma pronta ad "acciuffare" la Sua Vita, questa volta completamente. Vederla così m'aveva rincuorato... magari per me sarà quasi lo stesso, lo spero tanto e voglio anche crederci. Pure il dolore è questione di testa... la sua percezione non dipende forse dal cervello... e la velocità  di ripresa dalla volontà di farcela in fretta a rimettersi in piedi e in attività? Perciò... da non dimenticare, Mente ed Animo... accoppiata vincente.
E con tale "promemoria" di facile e rapida consultazione mi sono apprestata a vivere oggi questa Pasqua, particolare tra le particolari, assolutamente "speciale" tra quelle della mia Vita.
Sarei stata a pranzo come sempre da mio padre... mi sarei ritrovata con le mie sorelle... fratello, relativi coniugi e parte dei nipoti. Man mano che il tempo passa,  alle feste ne manca sempre qualcuno... vanno come va la Vita, naturalmente ma senza una ragione. Anche Valeria, mia figlia quest'anno non c'è... da brava precaria deve mantenere la consegna, lavorare quando gli altri sono in ferie. E non potrà esserci neanche quando sarò in ospedale... da "brava precaria" non può chiedere permessi... naturalmente, non sarebbe ragionevole.
E così stamattina, in cucina davanti al lavandino come ogni anno sbucciavo uova sode... è un compito che viene assegnato sempre a me perchè un giorno mi scappò di dire che avevo un "metodo" per farlo in fretta, ed allora... dov'è il problema? Fallo tu... che fai presto e bene! E così sia, d'allora a venire sarebbe stato tutto mio il "puzzle alla rovescia"  per la tavola pasquale.

                                                        PASQUA
Verdi i cespugli
nel giardino a Pasqua
mentre i pioppi attendono
vicino all'acqua.
Là una nuvola
si vuole affrettare,
qui un'altra, bianca,
vuole indugiare.
           Bertolt Brecht


Le nuvole che passano per il cielo di Pasqua non possono essere di minaccia, non portano pioggia o è pioggia che "non bagna". C'è rinascita nell'aria... bisogna solo aspettare.

sabato 7 aprile 2012

Alla cardiologia... tutte le sedie occupate tranne due, perchè bagnate di non so che.
 Ho staccato il numero...52 e il contatore segnalava ancora il 28... "solo" 24 numeri prima di me. "Siamo a posto!" Ha esclamato mio marito... "Se vuoi, puoi andare... me la cavo da sola." So benissimo che quello non è proprio il suo ambiente... "Magari sto un altro po'".
Adocchiate due sedie liberate di fresco, eravamo sul punto di sederci... "Ma guarda un po'... se ci fossimo date un appuntamento preciso non ci saremmo incontrate... proprio qui, poi!"
M'ero sentita toccare una spalla e mi ero voltata... All'Amica che mi telefonava sempre alla stessa ora solo per sentire la mia voce non era sembrata quasi possibile quest'occasione in più... ascoltarmi e vedermi! Le ho detto del prossimo intervento... delle "mie timide paure". "Ma nooo! Tutta TU... Scherzi?! Hai visto ME! Come stavo? Vedrai... tu starai ancora meglio!"
Speriamo... ho pensato, e le ho regalato i biscotti all'amarena che avevo con me. "Ma no... chissà a Chi erano destinati!? Ed io che posso darti?" Beh, qualcosa me l'aveva già regalata, e poi... io porto sempre una busta con i biscotti all'amarena... non si può mai sapere, potrei sempre trovare qualcuno a cui farne dono.
Mentre ero con l'Amica incontrata "per caso", l'Amore della mia Vita era allo sportello per ritirare un secondo numero per l'attesa all'elettrocardiogramma vero e proprio... "600?..." ho quasi urlato, e Lui, sornione ha girato il talloncino... 009! Ah, meno male... per un attimo ho temuto di restare fino a sera. Però poco cambiava perchè il "contatore" sembrava fisso, immobile e Tutti a guardare lì in alto, speranzosi che qualcosa si muovesse. Sembrava di stare alle corse dei cavalli davanti al tabellone d'arrivo.
"Sta scadendo l'ora del parcheggio... Me ne vado? Vado a spostare l'auto... la metto sotto gli alberi. Ma qua c'è d'aspettare. Mi siedo o non mi siedo?" "Aspetta"... faccio io... "ti dico cosa devi fare... VAI PURE!" "Allora vado?" "VAI!"... e non se ne parla più!
Dopo 5 minuti, lo squillo del telefono... "Dove sei?" "Io... sono sempre qui, dove dovrei essere?" "Non ti vedo... perchè anch'io sono qui."
Varcata la soglia della sala d'aspetto, me lo sono ritrovato di nuovo, l'Amore della mia Vita, che ancora parlava al telefono...
Eh sì (sospiro)... ormai è assodato... non mi può star lontano più di 5 minuti.

venerdì 6 aprile 2012

L'aria frizzante del mattino mi ha riportato indietro nel tempo ed ha reso meno pensieroso il mio andare...
Stamane abbiamo posteggiato l'auto all'inizio del viale che conduce all'ospedale... Un profumo d'erba novella tagliata di fresco si mescolava a quello proprio dell'aria. Può l'aria avere odore?  Per me, sì... muta secondo la stagione... varia per gli stati d'animo. Il mio, oggi non era un granchè tranquillo però predisposto a ritornare alla serenità di sempre, stabile e duratura.
 Così andavo con l'Amore della mia Vita verso il centro di senologia dove avevo appuntamento per il prelievo... per qualche secondo ho chiuso gli occhi e mi è sembrato d'aver fatto un salto indietro di trent'anni. I miei figli sono nati entrambi in primavera, in quello stesso ospedale... il profumo dell'aria, lo stesso mi ha fatto ricordare quando al mattino andavo al nido per allattarli e stringerli a me... per "abituarmi" alle sensazioni, per "diventare" davvero mamma.
Oggi era... è tutta un'altra storia.
Siamo arrivati e ci siamo posti a sedere tra le donne che aspettavano per la mammografia...
 Amore mio, come un pesce fuor d'acqua... unico uomo tra tante donne... timorose, spaventate... rassegnate. Per la prima volta m'accompagnava e si rendeva conto... l'ho guardato e m'è sembrato pensieroso... "Problemi?!" gli ho chiesto, "No... ma, hanno tutte paura?!"
Povero caro...
Avevo paura anch'io... ma Lui non ha mai saputo quanto.
E pure Lui ne aveva provata tanta, ed io lo sapevo... e la Sua s'aggiungeva alla mia... e non era più la stessa.
Dopo un po' sono stata chiamata per il prelievo... e con mia grande sorpresa e gioia ho visto l'infermiera che ha sempre trovato al primo colpo le mie vene e non mi ha mai fatto sentir dolore. E infatti... anche stavolta è stato così, prelievo immediato, indolore... alla grande.
E la prima era fatta!
 Con le richieste per l'elettrocardiogramma e l'RX toracico siamo quindi passati oltre... verso altri reparti... verso altre attese.

giovedì 5 aprile 2012

Domani dovrò essere in ospedale alle 8 per il day hospital... ormai tutto fa credere che la prossima settimana verrò operata, sempre se... sarà disponibile la sala operatoria, non ci saranno urgenze... non mancherà qualcuno o qualcosa. "Speriamo bene...", m'è stato detto stamattina, ed io in verità non so più che sperare perchè " 'sta scocciatura"avrei preferito evitarla. Sono come al solito positiva, ma per me sempre 'na scocciatura è.
Comunque è meglio non pensarci, anche se è facile solo a dirlo...
Intanto la Prima Rosa, la più bella è stata operata ieri mattina, sono stata da Lei che era appena uscita dalla sala operatoria, cercava di sorridermi per darmi coraggio, ma poi l'è quasi scappato... che male! Lo stesso della mastectomia? Con la testa avrebbe voluto dire... No, ma poi l'è scappato di nuovo... uguale!
Mamma mia... ho pensato allora, ma chi me l'ha fatto fare?! Quella che due anni fa era stata per me una scelta doverosa, la migliore... l'assoluta, ora mi pareva inutile, opinabile... quasi una "frivolezza". E non mi consola nemmeno il pensiero di guadagnarci esteticamente, perchè avendo fatto mio il concetto tante volte ripetuto che è tutta una questione di cervello, io mi vedevo bene già così... con il "pesciolino" push up sotto il seno buono, con le sciarpette colorate sempre ben abbinate. E' vero, non mi sono abituata mai abbastanza al "mio" volubile espansore, però... ora che ha i "giorni contati" quasi mi dispiace che m'abbandoni.
Farnetico... non ci sto con la testa? Quanti potrebbero pensarlo a sentirmi parlare così. Ma è che io tendo ad elaborare ed assimilare "in toto" tutto quello che m'accade... di bene e di male, e di conseguenza anche ciò che me lo ricorda. Fu lo stesso con la parrucca che mi decisi a togliere solo quando i miei capelli la "cacciarono" dalla testa, ugualmente per la fascia elastica abbassa- espansore... L'ho conservata, bianca e immacolata in una busta dentro un cassetto del comò. E l'altro giorno... solo l'altro giorno mi sono "ritrovata" coi miei cappellini...
Ma cosa mi sta succedendo?! Provo nostalgia? E' assurdo... non si può per una "cosa" come questa!
Cerco di capire da dove e perchè nasce quest'emozione quasi "estrema"... probabilmente è da cercare nel senso della Vita stessa.
Sto per archiviare, spero definitivamente un periodo... brutto, doloroso... interminabile, ma tutto "mio", m'appartiene e se mi volto indietro anche le lacrime che c'ho speso quasi mi mancano.
Non si può rifiutare nè rinnegare il Passato comunque sia stato, e siano ben accette anche la Nostalgia e pure la Malinconia che l'accompagnano... nulla toglieranno al Futuro, meno che mai la Speranza ed il Sorriso.

mercoledì 4 aprile 2012

Al centro di senologia... così, tanto per sapere, ieri m'è stato detto che avrei avuto il day hospital preoperatorio venerdì  prossimo... venerdì santo.
Si dice sempre che è difficile il verificarsi di situazioni uguali, forse neanche simili... e invece nel mio caso posso affermare il contrario, anche se i presupposti restano sì, diversi.
Due anni fa, sempre durante la settimana santa, in primo luogo... l'ansia per l'esito dell'agobiopsia in ritardo, dopo... l'angosciosa attesa prima d'iniziare la neoadiuvante il martedì dopo Pasqua.
Fu una "maratona" sfibrante...
Ricordo poi il giorno di festa trascorso come fossi un automa, "mi trasportavo" da un luogo all'altro anima senza corpo. Se mi soffermavo a pensare,  un nodo mi stringeva la gola e le gambe mi tremavano... incontrollabili. E gli orecchini che regalai alle mie sorelle? Dissi loro che erano il mio dono per il compleanno d'entrambe... in realtà era intenzione che non si scordassero di me... di quella che allora consideravo la "mia ultima occasione".
Quanta paura!
Il lunedì di Pasquetta, reso già grigio e triste da un tempo tutt'altro che primaverile, fu ancora peggio, arrivai persino a litigare con mio padre. Avevo sbagliato ad andare fuori con tutti i familiari alla vigilia dell'inizio  della chemio, m'ero ingannata illudendomi che con la distrazione avrei superato l'ansia di quelle ore che precedevano il "non noto"... per me sarebbe stato meglio restare a casa a raccogliere pensieri ed energia, e non mi sarei sentita in colpa per aver rovinato la festa ad Altri.
Cosa che farò quest'anno...
L'Amore della mia Vita ed io resteremo soli... potrò concentrarmi su me stessa... ad una ad una cercherò di "smontare" le "strane idee" che la mente si farà. Forse, anzi certamente piangerò... ma dopo tornerò ad essere quella che voglio.
La Fragilità è caratteristica umana e anch'io lo sono... e del resto una persona che avanzasse spavalda, a "petto in fuori" trattenendo il respiro, potrebbe mai essere credibile? Non credo... ogni tanto sarebbe pure necessario prender fiato ed anche chinarsi per dar riposo alle spalle fin troppo provate dalla tensione, poi si può riprendere ad andare.
Non si deve temere di apparire deboli, perchè la forza nasce proprio dall'umiltà di non nascondere di essere a volte tali.

martedì 3 aprile 2012

E' incredibile... un'intera Vita in un giorno solo.
Oggi... martedì santo e tanto per non smentire quel che ho detto ieri... sentirsi tutt'uno con la Realtà, in questo caso anche troppo. Una ridda di pensieri ed emozioni mi hanno fatto rivivere quel che è stato fino ad ora da quando ho avuto matura consapevolezza di me. A causare tutto questo i fatti della giornata.
Di buon mattino operai in casa piombati a mo' di valanga senza darti neanche il tempo di stropicciarti gli occhi...
La cosa era programmata da un bel po', è vero... ciò non toglie che in questo momento fosse l'"evento" meno opportuno in vista della mia "ricostruzione" dai tempi incerti. D'altra parte meglio ora, no? Fatto... fatto è!
Mi è tornato in mente un episodio di quando avevo più o meno 15 anni... Un trasloco programmato... organizzato e svolto "con comodo" nell'arco di tre mesi e culminato  mentre, ancora nella vecchia casa, moriva la mia bisnonna. Ricordo gli abiti appesi alle grucce che a loro volta pendevano da una grossa fune  che andava da un lato all'altro della stanza, mentre in quella accanto era esposta "la salma". Non c'è che dire... in ogni fatto della vita, anche il più drammatico c'è sempre un pizzico di grottesco.
 E andando oltre...
E' un periodo di tensione per me e non potevo restare in casa con tutta quella gente intorno che, concitata si dava voce e si muoveva come temendo un'onda anomala, così sono scesa lo stesso per andare in ospedale, stamane di nuovo con l'autobus perchè mio marito era di corvè. Alla fermata mi arriva una telefonata... era la Prima Rosa, la più bella. " Mary... mi hanno chiamata, devo ricoverarmi oggi nel pomeriggio e domani sarò operata. Sono agitatissima ma contenta perchè tra una settimana sarà lo stesso anche per te".
E' vero... mi son detta, ed è sopraggiunta la "paura"... la stessa di una settimana prima che nascesse Francesco. Si trattava di un cesareo programmato e man mano che s'avvicinava il giorno mi sentivo venir meno al pensiero di dover "chiudere gli occhi per forza" a causa dell'anestesia. Lo stesso è stato per la mastectomia, anzi anche peggio dato il "non lieto evento"... ed ora (profondo sospiro...) di nuovo.
Ma per esorcizzare la paura sono tornata al centro di senologia... così, tanto per sapere... magari qualcosa di più che riguardasse me... se si ha maggior cognizione si è portati a sdrammatizzare... Almeno, credo.
E un po' così è stato, poi sono salita su a "quel terzo piano" e le palme ed un cestino di pasta di mandorle, doni di due Amici, tra "quelli che contano" mi hanno ridato la sicurezza che pur "traballante" sento sempre mia.
Non devo mostrare paura se voglio infondere coraggio... sarei altrimenti un eclatante esempio d'incoerenza, e di questi tempi ce ne sono anche troppi e per fatti molto meno importanti.
Tornata a casa... spettacolo apocalittico. Polvere ovunque, non sapevo dove poggiare le buste della spesa, mi son data comunque da fare... molto nervosa, oltremodo brontolona... affatto motivata. Non riuscivo a vedere il beneficio dell'opera. Ma cosa mai poteva interessarmi se la mia mente era altrove, concentrata su quello che sarà per me? E' inutile dire che m'è stato dato torto e forse non a torto...
Infine con un'ultima azione catartica... perchè son fatta così, e facendomi male poi mi "purifico" e va via quasi tutto il "buio" dal mio animo... ho riordinato un'anta dell'armadio volutamente dimenticata. I cappellini che indossavo quando ero senza capelli... la borsa in tela jeans che portai con me in ospedale due anni fa... i sottogiacca che erano praticamente la mia "divisa" di quel periodo. Il pianto è sgorgato a calde lacrime, l'onda dei ricordi m'ha travolto.
Stasera ho sofferto più d'allora.

lunedì 2 aprile 2012

Oggi è lunedì... di  questa Pasqua il primo giorno della Settimana Santa.
Non sarò ripetitiva nell'affermare quanto sarà "speciale" tra quelle da ricordare, non l'unica "particolare" tra le altre della mia Vita. Dico solo che sarà un percorso da vivere momento per momento... su cui riflettere... e alla fine del quale spero di poter uscire da quello stato in cui non mi ritrovo perchè mi sento in bilico e sempre più spesso per niente nel giusto.
Devo molto operare su me stessa, non una vera e propria "conversione", ma piuttosto un'"affermazione" in tutta sicurezza di ciò che intendo essere. D'altra parte è così che va vissuta la Settimana Santa... astraendosi da quella che è la normale quotidianità, e concentrandosi su punti ben precisi per renderla speciale. Conduce alla Pasqua, festa che pur nello stesso spirito porta ogni volta il Nuovo.
E così pensando... per me è iniziata oggi la Settimana Santa... di "passione" non per la sofferenza ma per il  sentirmi profondamente e tutt'uno con il... contesto? No... meglio è dire... con la realtà che mi circonda e di cui solo ora e da poco mi rendo conto.
Stamattina, giunta in ospedale... stavo per andare al centro di senologia a ritirare il referto scritto della mammografia ed ho incontrato la figlia di un'Amica...
"Hai accompagnato mamma? Come sta?" "Eh, non sta affatto bene... non potrà fare più terapia, ormai..."
Anche se per questa malattia le "brusche virate" non destano mai meraviglia, non si può fare a meno di restare turbati, e anche se si tratta di una persona conosciuta non da molto, all'improvviso scorrono in rapido passaggio le immagini delle occasioni vissute insieme, e ti rendi conto dei vari cambiamenti fisici, del progredire veloce della malattia e che quindi di "virate brusche" mai si tratta. Eppure... mentre si vive non si pensa mai al peggio. Bene, vuol dire che la Speranza fa un ottimo lavoro e non va mai in ferie nè in pensione... e anche quando sembra che si sia persa, non è così, solo si trasforma e cambia sembianze.
E' tutto predisposto perchè si continui a... e tale pensiero non può non rendere più gioiosa la Vita... o sbaglio?
E a proposito di gioia... il referto scritto della mammografia  ha confermato ciò che mi è stato detto a voce la settimana scorsa, e poi, motivo di sorriso in più è stato che quando sono entrata per ritirare, l'ausiliaria è scoppiata a ridere... persino Lei sapeva della protesi "mancante" non per deficit, ma perchè particolarmente piccola e decisamente fuori standard.
Beh, meglio così... ho pensato, meglio con il proprio apparire essere sempre motivo di sorriso.

domenica 1 aprile 2012

Per quanto la serenità non mi abbandoni e sia diventata per me un "abito mai dismesso", ammetto sottovoce che in alcuni momenti del giorno mi sento un po' vacillare.
Quest'ultimo contrattempo poi, non ci voleva... intervento sì intervento no, sì "forse" dopo Pasqua... no "forse" parecchio dopo Pasqua... comunque sarò avvisata. E se vengo dimenticata?
O mamma mia... quanti pensieri! E anche stavolta a Pasqua, come due anni fa quando ero in ansia prima d'iniziare la chemioterapia. Ma non è lo stesso... mi dicono gli Altri, ma in fondo in fondo che cosa ne sanno gli Altri, tutto ciò che riporta ad una malattia come questa priva di un pezzetto di Vita... anche se non te ne accorgi, anche se non vuoi. Ma soprattutto ti rendi conto di perdere la tranquillità... la Pace con te stesso e l'equilibrio va a farsi benedire. Almeno lui.
Ma poichè la malattia t'insegna che lo devi "riacchiappare" in fretta e tenerlo ben stretto per non soccombere, scopri altre strategie e cerchi ed infine trovi un punto fermo, qualcosa per cui valga la pena d'andare avanti e che nello stesso momento ti dia la "spinta" giusta per farlo.
Così mentre tra alti e bassi trascorro la giornata, arrivata la sera e con la mia tazza di camomilla in mano rifletto per ritrovare la "pace" e pensare che un altro giorno ci sarà e non dovrà andare sprecato...

Le Opere dell'Amore.

Le opere dell'amore
sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai
il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace
che giunge a te e a loro.
Dove c'è pace c'è Dio,
è così che Dio riversa pace
e gioia nei nostri cuori.
                                        Madre Teresa di Calcutta

Non serve affannarsi... farsi prendere dalla stizza, poco aiuta proiettarsi a lungo nel futuro.
Io... ogni sera mi limito a pensare al domani immediato, ai frutti delle opere di Dio che coglierò e a quanto saprò seminare perchè Altri facciano lo stesso. Soddisfatta o delusa prendo l'impegno a migliorarmi, e già mi sento meglio. Con un seno vero ed uno finto non importa... sono "intera" dentro e solo questo veramente conta.
Dopo l'ultimo sorso di camomilla la tazza resta vuota, la poso sul comodino e chiudo gli occhi... penso a domani e la "pace" scende in me.