aprile

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giovedì 31 dicembre 2015

2016 E POI...

E poi... chissà.
Manca davvero poco, e anche quest'anno passerà all'archivio.
Come al solito non se ne parla bene... c'ha deluso, soprattutto non è venuto incontro alle Nostre aspettative.
Ma... sinceramente parlando, c'è mai stato un anno al "top"? Al massimo qualche volta è andato meglio del previsto... poi nulla più.
Il "non accontentarsi" o ancor peggio... "lamentarsi" è una caratteristica propria dell'essere umano che così facendo rende ancora più grande il malessere autentico sia pure giustificato.
Perché in questo preciso momento storico, i "disagi" (tanto per usare un eufemismo) ci sono e tanti... e, vogliamo dire... Noi cerchiamo anche di aggiustarcela questa sconfortante realtà quotidiana, ma "Chi di dovere", ogni tanto almeno trovasse un briciolo di buon senso per tacere.
Considerazione questa sull'andamento generale che lascia il tempo che trova. Forse converrà tornare a Noi, nello specifico per ritrovare concretezza e speranza che si rinnova. E quando dico, "Noi" intendo quella "realtà" di cui mi sento far parte "in toto".
Siamo in tanti purtroppo, ma anche per fortuna. Aumenta il numero di quelli che si ammalano, ma pure di Chi continua a... raccontarsi. Non parleremo di "sopravvissuti" ma di coloro che vincono sempre più numerose battaglie di quella "guerra" o meglio lotta che Tutti ma proprio Tutti sono chiamati a combattere. Non voglio dilungarmi troppo per non  cadere nello scontato malinconico, il rischio c'è da parte mia perché non ho mai amato la fine dell'anno, e poi il mio recente vissuto ha portato a mettermi in gioco. Questo a volte mi fa "perdere punti", ed è una gran fatica dopo riprenderne il conto.
Affinché Tutti Noi comunque non perdiamo l'identità di "gruppo che sorride e spera", mi piace fare riferimento a quell'Amica che ho incontrato e salutato in volata proprio ieri. Preferisco perché trovo l'immagine, poetica e poi l'ho fatta mia. Sapete, mi ci rifugio in certi momenti.
La prima volta mi parlò di questa vita come una "vacanza". Una vacanza non dura per sempre, conviene viverla al meglio, aggiustarsela per coglierne i momenti positivi.
Tristezza mai, nessun disagio perché tutto passa.
Perciò, viviamola così, come una vacanza... prima di tornare a casa.

Con un Sorriso, un Abbraccio grande e tanta tanta Speranza...
BUON ANNO A TUTTI... da domani in poi.

mercoledì 30 dicembre 2015

UN ANGELO ACCANTO

"Non l'ho mai amata perché mi dava tristezza. Ora l'ho desiderata, eppure con malinconia la vedo passare. Chiudo oggi il bilancio di un anno della mia vita.
Un dolore profondo, un'ansia incalzante come un'onda che si frange contro il duro scoglio dell'angoscia. E poi l'ansia ancora per una cosa che non vuoi, che temi perché non la conosci e che non puoi evitare. Sfinita, non opponi più resistenza, ti abbandoni per recuperare le forze ed è un'altra prova. La superi ma ne esci dimezzata, ti ricomponi, di nuovo, lo devi fare e perché lo vuoi. Altro ti attende. La vita prospetta sempre nuove battaglie interrotte da pause che danno più gusto alla vittoria".

Eh si, stasera mi va di cominciare con un flashback, poche righe datate. Le scrissi esattamente cinque anni fa, poco prima della fine di quell'anno che vide sconvolta la mia esistenza.
Perché questa cosa...? Forse per chiudere definitivamente un lustro impegnativo, probabilmente per prepararmi a qualcosa di meglio, dopo aver imparato tanto. Di questi cinque anni certamente non mi sono limitata a contare i giorni, la fine non sarebbe mai arrivata, mi sarei persa per strada... ho fatto altro. Fardelli condivisi che giustificassero la scarsa attenzione al mio. Sono stata bene per questo e nonostante tutto. Poi negli ultimi tempi le numerose perdite ravvicinate hanno reso spesso tremula la mia voce, note alte e basse in una "melodia" che comunque restava tale. Volontà, determinazione e speranza erano sempre le stesse, hanno preso a calare convinzioni e convincimenti. Così all'improvviso era come mancassero le parole, rimaste ferme, bloccate in gola sul nascere.
Che fosse stato, fosse ancora tutto inutile? Questa, come tante domande cui non è dato poter dare risposta. Se ne può però coglierne il senso, soprattutto quando vengono "donati" dei segni.
Chi ti ha dato un bacio sulla spalla?
L'Amica mi ha colto di sorpresa, anzi pensavo scherzasse.
Nessuno. Ho appena indossato il camice lavato di fresco.
Ti assicuro... hai l'impronta di un "bacio delicato", come qualcuno ti avesse sfiorato con le labbra.
Notando la mia incredulità ostinata, altre due persone hanno voluto verificare... era proprio così, non c'era dubbio. Un bacio sulla spalla sinistra.
Mi è venuta la pelle d'oca. Ieri avevo parlato con quell'Amica che sentiva l'"ala" del figlio accanto...
Ora si può credere o meno, posso pensare o no, che sia stato un Angelo... certo è che prima non c'era nulla sul camice bianco, nessuno mi ha abbracciato e anche se l'avesse fatto perché darmi un bacio dietro, su una spalla?
Sono tornata a casa pensierosa ma di fondo serena. Qualcuno intendeva farmi... intendere.
Nel pomeriggio poi sono stata a far visita ad una delle mie Amiche storiche, una persona giovane, Rosa... la "prima Rosa, la più bella". Con Lei condivisi chemio e secondo intervento. Ci siamo ritrovate come sempre per gli auguri e lo scambio di piccoli doni.
In auto ho cercato di aprire il Suo pacco, ma non ci sono riuscita. A casa, poi... resto di ghiaccio. Da una scatola bianca accolgo a due mani... un Angelo Bianco che regge una sfera luminosa.
E' l'Angelo della Fede e della Speranza... mi dice in un messaggio di risposta al mio "grazie", e d'un tratto mi è tutto chiaro.
All'ultimo dell'anno... si, ho finalmente inteso.

martedì 29 dicembre 2015

VERSO IL 31 DICEMBRE...

E' venuto fuori così pure quest'anno, vagamente alla lontana... sempre e comunque lo stesso pensiero.
Sarà perché la "data" in un certo modo impone riflessione, considerazioni, bilancio...o chissà.
Nel pomeriggio al telefono con un' Amica delle mie, da quel tempo ad ora. Abbiamo preso a ricordare persone che non vediamo più. Di qualcuno sappiamo e di altri no, e il dubbio si fa forte e ci poniamo a vicenda domande a cui non vogliamo dare risposta per non osare. Io ne so di più, ma la mente rifiuta.
Già stamane, prima di salire in reparto ho accettato l'invito per un caffè. Cosa strana, me ne sono meravigliata io stessa, non prendo nulla fuori orario, solo acqua ma in estate.
Non sarà stato che inconsciamente volessi indugiare? Perché poi, se il pensiero continuamente vola lì, ad ognuno? Ormai essere in quel luogo, parlare con tranquillità di argomenti in genere causa di sgomento, sono "misura" della mia vita, questa che mi sono ripresa, incredibile ancora.
Ma TU come fai?... continuano a chiedermi.
Ed IO continuo a... rispondere, non lo so. O meglio so che non dipende da me, non è forza mia né privilegio. Il mio nome non è Wonder Woman, né sono "raccomandata".
E intanto rifletto...
Tornata a casa, come sempre succede... mi sono chiesta cento cose e poi di getto mi sono venute fuori le emozioni.
Quell'Amica che non vedevo dall'estate scorsa non mi ha riconosciuta e ha domandato... Maria non viene più?
Ma sono io, Maria... e non mi ero accorta che era Lei, proprio quella mamma che sente sempre accanto l'"ala" di Suo figlio. Ma come può succedere che due persone in sintonia, si ricordano l'una dell'altra e non si riconoscono? E' perché sono prese dall'orda di sentimenti forti e contrastanti... essere dove sono e "volare" alto per trovare forza e motivazione.
Dall'altro lato della stanza, invece c'era Lei... che sembra uno scricciolo timido e impaurito, mi sorride sempre e sempre dice grazie...
Grazie per il consiglio che mi hai dato. Non ho più vomitato.
Ma che cosa le avrò consigliato... non lo ricordo più.
E' la vita come un bicchiere d'acqua. C'è chi ha solo quel bicchiere a disposizione e beve a piccoli sorsi, e se la gusta quell'acqua. Altri al contrario, la buttano giù in una volta sola perché ne hanno ancora, e poi magari si lamentano perché è rimasta sullo stomaco.
Per me quanta acqua c'è? Mi basta un bicchiere. Giusto quello per la sopravvivenza.
Mi è sufficiente arrivare ogni anno, senza sapere ancora per quanto, al 31 dicembre e ripetermi... beh, ci sono.
E  "domani" è arrivato e pure passato, ed è già "ieri".
Ho "aggiunto" un altro anno e sono fiera e contenta... diciamo anche, felice. Ci sta tutto e anche d'avanzo.



lunedì 28 dicembre 2015

DOPO LE FESTE E PURE LUNEDI'

Dopo una serie di giorni malandati, stamattina mi ero alzata ben intenzionata, d'impegno.
Sorriso allo specchio con replica immediata, lista delle faccende memorizzata dopo accurato sfoltimento del superfluo. Colazione pronta prima dell'invasione in cucina di figlia tornata a casa per Natale. Pareva filasse tutto liscio... pareva...
Il caffè è pronto... ho quasi urlato per dar voce ché mi sentisse, ma chi doveva era impegnato sui tasti del mio pc. Si era levato di buonora per la solita fissa degli aggiornamenti.
E' incredibile che cosa possono combinare insieme un computer avanti negli anni e un marito assonnato pure lui non più giovanissimo. Si sballano a vicenda, e alla fine non sai chi dei due è da giudicare recuperabile.
Non dirò dei particolari, perché se prendessi a farlo, sicuramente andrebbe via tutta la notte che è già avanzata... allora, meglio di no... dirò soltanto in sunto stringato che... siamo stati tutti coinvolti, anche la cagnolina, nella "resa definitiva" del pc. All'inizio in verità, voleva far passare tutto in silenzio, sistemare la cosa senza che me ne accorgessi, poi alla domanda... ti interessa qualcosa da salvare?... ho compreso, e sono diventata quasi... furiosa. Certo, questo mancava... era la ciliegina sulla torta.
Va be, dai... ora sistemiamo... vediamo che si può fare... a tutto c'è rimedio. Già... e lo diceva proprio a me? Una soluzione c'è sempre, è vero... e se non c'è, si trova. Ma se il problema fosse stato evitato, non sarebbe stato meglio?
Io ho messo il muso e Lui è andato via, mentre mio figlio cercava di rimediare al danno. Dopo una mezz'ora, scampanellio deciso... era tornato a casa con una grossa scatola sotto il braccio...
Regalo...! Per te Natale non può durare solo un giorno... è sempre tempo di regali.
Beh... lo conobbi così e così mi piacque, per un bel po' non fu più così ma l'ho amato lo stesso, ora che è tornato così mi piace ancora di più. L'ho ritrovato.
Ora devo andare... è assai tardi e sta già dando voce. A dormire... si, andiamo a letto ed anche questo giorno dopo le feste, per giunta lunedì è passato.

GRIGIO PERLA


A volte qualcuno si fa prendere da convinzioni che pur smentite ripetutamente dai fatti, portano all'autolesionismo. Cosicché pure la forza ed ogni qualità più grande vengono ottenebrate fino a sparire del tutto e il soggetto in questione a lasciarsi andare.
Nessuno pensava potesse andar via così presto e quasi all'improvviso. La situazione era seria ma non impossibile, ma Lei la vedeva così, impossibile fin dall'inizio. 
Suo marito era morto in pochi mesi di malattia, e si convinse sarebbe stato così anche per Lei. A nulla servivano i rimbrotti dei figli, tutti maschi e ognuno affezionati in modo palese se pur diverso.
Come un disco rotto ripeteva... sono sola, ma francamente io la vedevo in compagnia ed amata più di tante altre donne nella stessa condizione. Era come non avesse famiglia, e trascurava il suo bel sorriso che l'avrebbe tanto aiutata. Temeva il "degrado fisico", non avrebbe mai voluto arrivarci e intanto mostrava di continuo uno "sguardo incantato". Angoscia... lasciarsi scivolare per paura di morire.
Non ci credeva di avere una famiglia veramente bella.
Lei, unica donna di casa, rimasta sola e sopraffatta per l'entità della perdita subita. Era stato grande il dolore, è vero... ma il dolore non è solo vuota perdita ma anche recupero delle altre affettività, acquisizione oltre che sottrazione.
La morte è un testimone che i migliori di Noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare.
Nasce così il ricordo, e dalla memoria la forza più grande.
Nessuno le insegnò a star da sola, probabilmente con più respiri profondi avrebbe potuto imparare da sola. La solitudine in compagnia di se stessi spesso salva e non annienta. Si tratta di farsene valida alleata, un po' come per l'ansia e la paura.
Continuò invece con le sensazioni e i presentimenti.
L'aveva sempre saputo, diceva ed aspettava il momento.
E non volle creare la vita dentro la sua vita e riempirla di fantasia.
Così, inaspettatamente arrivò quel giorno, e i figli, poco considerati che l'amarono, seppero amarne pure il congedo.
Come un marinaio che vede la sua barca allontanarsi e galleggiare sapiente lungo la linea dell'orizzonte.
Forse solo allora Lei, finalmente libera da presentimenti e convinzioni, avrà portato quell'amore con sé, nascosto nella sua tasca più intima.
Con un accenno di sorriso.

sabato 26 dicembre 2015

UN PRESEPE 4 STAGIONI

Questo Natale è stato degnamente omaggiato dal presepe in casa mia. Decisamente più grande e ricco, con luci variamente colorate ma ad effetti speciali. Tanto ricco che abeti innevati sono fantasiosamente accostati a palme, e fauna di diversa specie convive pacificamente senza creare alcun problema, nemmeno alla vista che qualche stonatura noterebbe. Un presepe 4 stagioni, così come l'ha definito la Nostra ipercritica figlia.
Per alcuni anni il presepe in casa si era ridotto, ridotto proprio al solo simbolo della Natività... più qualche pecorella... mancavano persino il bue e l'asinello.
Quando i miei figli erano piccoli lo facevo più ricco, loro mi aiutavano mentre cantavamo le nenie natalizie ed era nell'insieme tutta una festa gioiosa. Poi fu diverso, loro in quella magia, ahimè... non credevano più ed io, un po' per mancanza di tempo un po' per scarso sprone, avevo ridimensionato il tutto. Solo Natività, però in compenso due... un po' diverse... una, eterea e con un certo fascino, l'altra... scherzosa, quasi "sdrammatizzata" dalla meraviglia di una "fiaba".
Mi accontentavo di queste, pensando che dopo tutto l'autentico presepe si prepara  nel cuore, senza limiti di spazio, personaggi e tempo, perché lo puoi tenere quanto vuoi, da un dicembre all'altro, tra gli scherzi del Carnevale...vivendo la Santa Pasqua... passando per Ferragosto... ed è sempre il momento giusto per far nascere Gesù Bambino e tenerlo ben stretto a sé.
E poi mi restavano i ricordi.
Per un anno... forse due, mia madre allestì con l'aiuto di un amico di famiglia un presepe che occupava lo spazio di un'intera camera. Era bellissimo! Si rispettava con rigore la prospettiva... casette e personaggi piccolissimi in lontananza, che man mano s'avvicinavano alla grotta diventavano più grandi.
E i Re Magi in discesa seguendo la Stella? Parevano si muovessero davvero, come reali sembravano i pastori e gli artigiani nelle loro attività. Un cielo puntellato di stelle intermittenti e luci bianche che lasciavano intravvedere gli ambienti delle case attiravano l'attenzione anche di chi si dichiarava non avvezzo a spettacoli del genere.
Mia madre era una cultrice di tutto ciò che fosse "tenera tradizione". Ce l'aveva dentro questo carisma, e non ne faceva mistero.
Un anno per Natale le regalai a una Sacra Famiglia, di quelle fatte con la carta di riso e il gesso dipinto. Era comunque molto bella e particolare per la sua struttura. I tre personaggi erano disposti a formare una sorta di cono, sovrastava la figura di San Giuseppe ma il Bambinello era messo in un modo tale che la Madonna non sembrasse affatto in posizione inferiore. I volti, poi, erano molto espressivi nonostante la fattura artigianale e aggiungevano armonia all'insieme.
Regalai appunto questa Sacra Famiglia a mia madre con un biglietto: "Per te che nella famiglia hai sempre creduto e a cui hai sempre dato tanto." L'aveva accettata piangendo per la commozione e oggi, ripensando a Lei in quel momento, è capitata a me la stessa cosa.  Le lacrime sono venute giù, da sole senza che potessi porre loro un freno, non so spiegarne il motivo, forse perché anch'io ho sempre puntato tutto sulla famiglia, impegnandomi tanto e poi c'è stata la mia malattia che mi ha fatto temere di perdere tutto in un attimo minando la famiglia stessa e ciò che avevo costruito. E' anche vero che io, già tendenzialmente facile alle lacrime ora mi commuovo persino per una nuova foglia che mette su una pianta, per un cucciolo d'animale, e naturalmente per un bimbo che vede la luce. E' la VITA quindi che dà moto al mio cuore, la vita e tutti i doni che essa mi ha fatto, la famiglia, la gioia di vederla evolvere e maturare e anche, a volte quel po' di dolore nel constatare che il mio ruolo pur restando importante, non è più lo stesso, che ho dovuto e dovrò adeguarmi via via alle situazioni trovando nuova forza.
Lo farò ancora si sa, pure queste sono piccole battaglie che non finiscono mai ed è nel combatterle che si vince.
Prima di smorzare le luci del presepe, indugio lì davanti ancora un po'. Avrò tempo di godermelo nel tempo, lo scatolone in cui "riposa" oltre le 4 stagioni dovrà aspettare a dopo il 6 gennaio.
Poi se la nostalgia di un magico presepe mi avrà preso, chiuderò gli occhi per rivedere quello di tanti anni fa.
Quando un'ora non mi bastava per guardarlo tutto e scoprirne ogni angolo nascosto.

venerdì 25 dicembre 2015

... NON ABBIATE PAURA DELLA TENEREZZA

E' una sensazione, forse pure un'esigenza. Diventa prepotente col tempo che passa, mi sgomenta a volte e a volte non mi riconosco.
Si, perché è come sentirmi sdoppiata... voglia di donare tenerezza, e lo faccio ma anche di riceverne se non in egual misura, almeno in parvenza. I giorni di festa sono di grande impatto in questo senso, perché la realtà "perfettina" proposta dall'esterno va a cozzare con l'effettiva. Accettabile senz'altro ma per gli "uomini di buona volontà" e dalla grande capacità di "accomodamento".
Sento fortemente che questo mondo mi appartiene, tutto... con i suoi pregi e difetti, voglio esserci perché è vita ed io la vita la amo, eppure a tratti mi sento estranea. 
Tante sono le banalità, le assurde contese per nulla, gli affanni che debilitano e non si concludono, le polemiche gratuite che non portano a nulla. Il motivo è uno solo... imporre la propria presenza, non importa se a scapito della sensibilità altrui.
E a questo punto, dopo che tale consapevolezza viene comprovata più volte, io mi sento come fossi di passaggio, e il mio passato recente appartenesse solo a me. 
Così mi è sempre più difficile far finta di nulla o replicare facendo valere il mio punto di vista, con garbo magari ma pure fermezza. E allora "scantono", andando a ripescare "episodi antichi" che credevo non ricordare più, e invece ancora ne porto il carico proiettandolo nel presente. Ahimè, perdono ma non dimentico, quando al contrario bisognerebbe mettere una pietra sopra il passato per guarire dalle ferite che dividono.
Alla fine e comunque, perché devo e voglio... ritorno alla realtà sia pure in modo diverso, e strategicamente per un po' mi rifugio nei ricordi, quelli teneri della mia infanzia, quando tutto era più genuino o per lo meno era visto con occhi da bambino.
Stasera quindi, a corto di idee forse perché pure tante e confuse, cercavo in me un "punto di partenza".
Ho faticato non poco, poi perché oggi è stato Natale mi sono balenati un "motivetto natalizio" e l' "immagine" di un bimbo e la sua mamma. Quest'ultima recentissima, carpita nel pomeriggio mentre ero in chiesa.
Al momento dell'Eucarestia, dopo aver ricevuto l'ostia, la mamma è tornata a sedere ma per qualche suo motivo aveva gli occhi lucidi, anzi più di una lacrima era venuta giù. Col capo chino poi restava lì ferma. Il bimbo le ha tirato la manica del soprabito, e non avendo risposta allora si è messo seduto ai suoi piedi e ha guardato in su... verso gli occhi.
Sono i bambini capaci di grande tenerezza, perché hanno intuito e non si vergognano dei propri sentimenti, poi non temono giudizio o critica, insomma vanno a... ricarica di Cuore. 
Così quel piccolo avendo compreso il disagio della mamma, per confortarla le ha scostato i capelli dalla guancia e le ha fatto una carezza.
Mi sono commossa e ne ho ricevuto conforto. Esiste ancora quel sentimento che pare in via d'estinzione, la Tenerezza. Dovremmo essere più attenti e nei bambini troveremmo grandi maestri.
E' stato il mio Natale di quest'anno alla ricerca e conquista di una "tenerezza perduta". Che anch'io bambina ritrovavo nel sorriso di mio padre quando, fingendosi sorpreso, trovava la letterina sotto il piatto, per un dono con la carta crespa rossa, e quando un 45 giri di plastica flessibile faceva da colonna sonora al Nostro Natale... all'italiana.











giovedì 24 dicembre 2015

A CHI SCRIVERO' LA MIA LETTERINA?



Non c'è che dire, anche se ho la mia età e un bel bagaglio sulle spalle e nel Cuore, alla letterina ci penso sempre. Ricordo quella con la grotta e Gesù Bambino, il bue e l'asinello, gli angioletti e la stella cometa... tutto contornato da argentea porporina. La scrivevo con mano tremante e il timore di fare errori e cancellature, non avevo una di riserva e avrei fatto "brutta figura", anche se il destinatario era mio padre, o forse proprio per questo. Ero a rischio di rimprovero o penalizzata con una lode in meno.
Ricordi di un tempo che fu. Ora le parti sono invertite e non temo più, anzi...
Beh... che volete farci, ad una certa età cambiano le prospettive, i desideri, le emozioni e pure i sentimenti.
Amore ed affetto restano quelli, ma non possono restare in un ambito ristretto. Spaziano, invadono... non danno nulla per scontato o dovuto.
Stasera però che è sera di Vigilia, desidero tornare la bambina che non sono mai stata e mi verrebbe pure di scrivere una letterina non più a mio padre ma a Babbo Natale. 
Non una comune letterina, ma una assai speciale, che andasse controcorrente.
All'età in cui siamo più che genitori e potremmo ampiamente essere nonni, ci accorgiamo che dopo tutto non ci si è fatto mancare niente... ma proprio niente, per questo le pretese non sono poi tante. Però le "esigenze", quelle si, non mancano. Poche ma grandi.
Sarà come desiderare la luna o pretendere che si avveri un sogno impossibile, comunque non importa perché continuare a... desiderare e sognare non è vivere di illusioni, almeno non sempre...e smettere di farlo equivale a non sperare più nell' Uomo e nel futuro che l'attende.
Un AUGURIO grande raggiunga Chi leggerà, che la speranza non sia solo una parola per l'occasione, bensì uno spirito autentico che si rinnova ad ogni memoriale della Natività.

BUON NATALE... davvero.


IL GOMITOLO DELLE FESTE



Lo prepariamo con largo anticipo, ci pensiamo che ancora cadono le foglie, poi quando arriva il tempo, il "capo" per incominciare a viverlo, non lo troviamo.
E' il periodo delle feste tanto simile ad un gomitolo di lana, tanti giri intorno, ché si possa "confezionare" della serenità.
Una sciarpa che protegga dal freddo della solitudine, un maglioncino caldo, avvolgente che riscaldi come un abbraccio, anche solo una toppa che copra la miseria di certi sentimenti. Se poi si è bravi, ma è cosa rara, persino una coperta da rimboccare fino agli occhi per non vedere e nemmeno sentire, e pure non capire quanto dolore si prova e altrettanto male si sta.
Non per Tutti i giorni di festa sono felici. Serpeggia in genere sempre una sottile malinconia, ma per Chi sta male è ancora peggio. Contrasta lo stato d'animo con l'esterno, si desidera dormire o isolarsi aspettando che il periodo passi. Per non vedere e non pensare. Tornerà alla fine la normalità che riporta in parte l'equilibrio, il "piatto" pende da una parte sempre ma di poco.
L'altra sera l'ha affermato anche il Nostro facilitatore... sono tre anni che il "fenomeno" si è intensificato, e addirittura qualcuno è proprio in questi giorni che vola via. Ma perché proprio a Natale?
Tante volte me lo sono chiesto anch'io, all'inizio con un certo sgomento perché mi appariva come un "tragico scherzo" della sorte. Poi sono riuscita a darmi una risposta. Non si nasce forse a Natale? E che dire del 2 novembre? Senza contare i bimbi che nascono a cavallo di un nuovo anno, o di quelli che vedono la vita nello stesso giorno in cui un parente stretto le dà l'addio.
Non si può scegliere ciò che viviamo, ma solo il modo come affrontarlo. Così non ci è chiesta la preferenza per andare via, ché manco servirebbe dato che nessun momento o giorno sembrerebbe opportuno o giusto.
La Vita è questa, un "pacchetto" tutto incluso. Prendere o lasciare, e intanto la prendiamo volentieri Tutti, almeno fino a quando è concesso.
Comunque il giorno di Natale ora è davvero vicino, non si torna indietro e non si scappa... ché è già qui da "afferrare" per mano.
Direi... si, mi piacerebbe lo fosse davvero felice o almeno sereno.
Un po' tanti pensieri, non tutti negativi ma decisamente troppi...
e meglio sarà per Tutti non indagare, e per ciò che riguarda me, mi fermo qui per non tediare.
Domani è la Vigilia, e cercherò di metterne insieme qualcuno più sereno.
Ci proverò, magari qualcosa all'ultimo minuto, prima che scocchi la mezzanotte e Natale sarà.
Tutto va come deve andare, e anche quando all'apparenza va secondo Nostra scelta, è perché la scelta va come deve andare, perciò... farà soffrire meno adattarsi e non opporsi alla naturale evoluzione di certi eventi, pure quando dà dolore.
Quello vero.

mercoledì 23 dicembre 2015

IO TI AIUTO... TU MI AIUTI... QUANTO CI AIUTIAMO?



Emoticon heart
Una risposta decisa ed immediata. Tantissimo.
Stasera tra i miei "pensieri prima di andare" s'insinua benevola quanto benefica, la bontà dell'aiuto reciproco, spesso inconsapevole ma ugualmente efficace.
Chi mai può stabilire peso, qualità e misura di aiuto in una relazione che vede disagio, sofferenza e paura se non allo stesso livello... quasi?
Ché anche quando è passata, pare sempre essere guardati da lontano se non addirittura, sentire una "scimmia sulle spalle". Quando anch'io provo queste sensazioni devo fare un gran lavoro. Darmi coraggio e contemporaneamente, annullare i latenti "sensi di colpa".
So bene che non dipende da me lo "stop" alla stadiazione della malattia... ché nulla è definitivo ed è giusto che mi goda il "momento fortunato", dato che il domani non è dato conoscere, però...
Però... è più forte di me, e a certe lacrime non resisto. Vorrei piangere anch'io e non posso, o al massimo mi è concesso un "finto raffreddore". Vorrei darmela a gambe levate, e non posso nemmeno questo. Dovrei dichiarare "fallimento" per poi dar conto alla coscienza... ma perché ti cimenti se non reggi il peso?
Allora mi "ricarico", e non solo del fardello e proseguo. E succede che mi si dice allora... tu, che mi porti aiuto... e in quel momento preciso sono io che con tali parole, lo ricevo quell'aiuto "benedetto". Benedetto, si... perché lo considero provvidenziale, un vero "dono" dalle "alte sfere". Qualcuno che ben mi conosce vuole che io agisca bene, e perciò mi aiuta... ché riprenda coraggio e stima e non receda.
Stamattina un'Amica ha detto parlando di sé... la mia missione sulla terra non è ancora finita, ce la devo fare per forza. Ed infatti si è ripresa dopo un periodo brutto assai.
Così anche per me... non posso permettermi di cadere. Ma nemmeno nel senso letterale del termine, e infatti non succede neanche quando il rischio è alto. Oggi stavo per fare un ruzzolone a causa di una spinta da parte di una paziente che è scivolata. Ero in piedi di fronte ad un'altra seduta che stava lamentandosi di continuo. Parlavo con Lei, all'improvviso le sono finita addosso e... mi ha salvata. Le ho detto allora...
Vedi quanto serve il mutuo aiuto? Io, con l'ascolto e qualche parola affettuosa penso di aiutarti. Non so come o quanto, ma Tu dici che è così. Poco fa stavo per cadere ma... non so come però so il perché... non è successo, Tu mi hai sorretto. Senza esserne consapevole, mi sei stata di aiuto. Quanto non puoi nemmeno immaginarlo..

martedì 22 dicembre 2015

COME PER UNA NINNA NANNA...



Nelle Tue braccia, Padre mio... io mi abbandono.
Perché in Te confido e di Te mi fido. Accetto tutto e affido il mio animo stanco... ché in Te riposi. Te l'affido perché è un bisogno dell'Amore che nutro per Te, donarmi.
Stasera ultimo incontro del GAMA prima delle festività natalizie. Al centro di ogni intervento, la Tenerezza...
Prima con la "Preghiera di Abbandono" e poi al dolce suono di un carillon e la melodia della "Ninna Nanna di Brahms". Pochi minuti in ascolto ad occhi chiusi per evocare emozioni e ricordi che riportano all'infanzia... propria o dei figli.
Tutto è riemerso in modo prepotente, quasi esploso... all'esterno praticamente, senza "ritegno" nel senso buono del termine.
Chi ha ricordato i primi anni della Sua vita non ha trattenuto il pianto per la perdita di quell' "era d'oro" che ognuno porta in sé fino alla fine. Altri, tra cui anch'io, si sono riportati ad un passato più recente, quando da genitori hanno vissuto responsabilità ma anche senso di grande valenza, una sorta di "onnipotenza" che rende tanto simili a Dio.
Il bimbo cullato, tra le braccia si abbandona perché è certo che qualunque cosa succeda, niente di male gli accadrà...
Sarà grande poi, e ricorderà a tratti o senza rendersene conto, la tenerezza ricevuta e la dolce protezione da cui sempre si sentì avvolto...
"... sarai desto domani,
se il Signore vorrà..."

BLU E ARGENTO... COME UN MIRACOLO DI NATALE



L'ho sempre immaginata così la notte di Natale, non troppo scura e con bagliori d'argento. Quasi illuminata da una pioggia di stelle, luce che avvolge e protegge dalla paura.
Penso a quella notte ormai vicina e ricordo una storia che sembra una favola, a metà tra leggenda e parabola, eppure "storia vera", verissima di cui sono stata spettatrice.
Era un uomo onesto, leale e dai buoni sentimenti. Un tempo pure molto timorato di Dio e assai praticante. Purtroppo comportamenti ed incoerenze di alcuni ministri della Chiesa lo avevano distolto dalle molteplici attività e portato lontano dall'ambiente tanto a lungo frequentato.
E' noto che ciò che si coltiva cresce, e di contro anche una pianta che già ha messo frutti se trascurata, deperisce. Così fu per il Nostro Amico, che dopo qualche tempo si convinse di non Credere più. Sgomento da parte dell'intera Sua famiglia che nulla poteva di fronte a tale ostinazione.
Passarono gli anni sempre in onestà di intenti ed azioni, ma ancora più lontano da Dio. Il Signore... lui pensava... se davvero legge nel cuore degli uomini, perché non cancella qualche errore e mette il giusto?
Trascorse il tempo ed un giorno si ammalò seriamente. Gli succedeva di sentirsi smarrito e di perdere conoscenza. Molti medici lo visitarono e la risposta fu solo una... non c'era granché da poter fare... solo tentare, forse ma non era certo, un intervento.
E fu operato, un po' migliorò ma solo per poco.
Un giorno all'improvviso, era maggio... chiese a Sua moglie di quel Bambinello che ad un certo punto non aveva voluto più sotto gli occhi. Lei lo tirò fuori dal posto dove l'aveva nascosto e lo pose sul tavolino del salotto.
Lì sarebbe stato per altri quattro mesi.
Ogni sera, prima di andare a letto, Lui si chinava a baciarne il piedino. E poi si ritirava sereno.
Per soli quattro lunghi mesi. Fino all'ultima sera.
Il giorno che entrò in coma, la moglie notò qualcosa di diverso... il piedino del Bimbo nella cesta era scheggiato...
Era scesa una stella sul Cuore che si credeva deluso e inaridito.
Lo aveva illuminato prima in un punto dal profondo, poi lentamente... tutto.
Lui si era sentito diverso e aveva preso a guardare il mondo pure con occhi diversi.
Così, la Novena del Natale in Primavera per trattenere il tempo che fuggiva,
e il Bimbo nella cesta sempre su quel tavolo.
Per dargli un bacio, ché la notte non facesse più paura.
E arrivò quel giorno, e intanto di quel piedino una piccola scheggia, finita chissà dove... aveva lasciato il segno.
Un bacio su quel Cuore deluso, ma non più inaridito.

domenica 20 dicembre 2015

A RITROSO PER RICOMINCIARE...




E se non bastasse... pure col "cambiamento".
Ma com'è possibile, fare passi indietro e ritrovarsi in situazione diversa?
Succede perché niente si ripete. Scenari e protagonisti possono restare gli stessi ma il Tempo ha usurato emozioni e sentimenti e poi c'ha posto rimedio in qualche modo. Quindi il cambiamento c'è, lo si percepisce in meglio ma è tutt'altra cosa. Entusiasmo più maturo, lucidità di pensiero, spirito di adattamento e... piena accettazione dell'Altro che si sforza, le prova tutte ma resta tale e quale.
Quanto tempo fosse che non preparavo per le feste il Nostro tipico dolce natalizio, manco lo ricordo più. Ma quest'anno mi sono decisa e c'ho riprovato, anzi c'abbiamo provato insieme, mio marito ed io... per lui, la prima volta, per me l'ennesima delle tante dopo lunga sospensione.
Sveglia di buon'ora, perché certi lavori vanno posti in cima alla lista degli impegni della giornata... colazione mordi e fuggi dal tavolo, anche perché serve per la messa in opera dell'impresa.
Dopo qualche difficoltà iniziale da parte mia riguardo dosi e tempo di lavorazione, la cosa ha preso il liscio, anzi devo dire che ricordavo il tutto assai più complicato.
Eh già... ma erano i tempi in cui da sola mi cimentavo ed adattavo, due bimbi piccoli e uno spazio angusto. A sera ero stanca ma pure assai felice... ricca sfondata per le risa gioiose ed eccitate dei miei figli, e di una trentina di "cartellate" per metà accidentate. Le avevo fatte io, tutte da sola... potevo sentirmi più che gratificata.
Ora è diverso.
Stamattina eravamo in due, Lui ed Io... in perfetta armonia collaborativa con qualche discrepanza di natura caratteriale. Ogni tanto il mio pensiero andava alla figlia... là, e dopo un po' al figlio... di là, ancora a letto per via di una colica improvvisa. Cambiano i tempi, e anche se trentenni e più, ansie sia pur non esasperate me le procurano ancora. Francamente rimpiango i "capricci" di quando ad operare mi trovavo da sola, almeno avevo ogni situazione ampiamente sotto controllo.
Così oggi tutto è stato assai più facile. Opera e tempi più brevi del previsto, e le battute e qualche risata solo nostre. Va be, dopo tutto si risolve al solito con "spirito di adattamento", per quel che si può e con la dovuta buona volontà.
Nostalgia di quel che fu, accettazione di ciò che è.
Tornare in Due, così come abbiamo cominciato ma in un modo e con "acciacchi" mai prima d'ora "apprezzati".

sabato 19 dicembre 2015

ENERGIA... STA AD AMORE




Dici che i "timorati di Dio" possono parlare di Energia, non è che fanno peccato?
Peccato... che cosa significa veramente? Venire meno ad uno dei comandamenti e quindi offendere la volontà divina, ma parlare di ciò che è forza e spinta verso l' "Altro" e quindi l' "Alto", non direi proprio.
Lei mi guardava a tratti e poi distoglieva lo sguardo, cercando di ricomporre il fiocco di tenerezza che le avevo dato.
Non sono pronta a perderlo. Voglio prendermi tutta la fatica, ma Dio non me lo deve portare via. E' il marito, il padre, il nonno che tutti vorrebbero. Buono e bravo... lo amo tantissimo.
Mi ero fermata poco prima a parlare con Lei... tutto bene?
No, va male molto male... e non ero riuscita più a proseguire con le mie colleghe per la consegna dei pensierini di Natale. Mi sono seduta accanto... e l'ho ascoltata. Poi ha preso una noce come sempre, e questa volta è stata Lei a mangiarla non suo marito.
Pianto trattenuto a stento, parole mozze in gola... poi ripresa a parlare di speranza ed energia. Quanto Amore, in così poche parole pure intrise di dolore.
Oggi ho ascoltato davvero, perché veramente sto imparando a farlo.
Finalmente la casa ha tutte le finestre.
Un tempo mi ci voleva quasi uno sgabello sulla sedia, per essere all'altezza.
Sentirsi così a volte, inadeguata e priva dei più semplici elementi per arrivare... dove, mi era impossibile anche solo capirlo.
E l'anima diventava come una "casa senza finestre", grande abbastanza per tanti sentimenti ma priva di quella "luce" che serve ad illuminarli e renderli visibili. Eppure mi affannavo e poi mi dicevo... perché tanto affanno?
Forse dalla crepa più nascosta riuscì ad infilarsi un raggio di luce, quella nota Energia di cui prima, e mi sembrò in una sera che le stelle avessero raggiunto l'intento.
Fu qualcosa che mi giunse inatteso e improvviso, grazie al quale ora niente voglio trattenere per me soltanto.
A Chi mi apprezza e a Chi non mi considera neppure, a Chi mi vuole bene davvero e a Chi lo crede...
A Chi solo mi incontra qualche volta, e memorizza il mio numero di cell. sotto la voce, "Angelo della chemio"...
va bene lo stesso, va bene sempre... perché ci sarà confronto e scambio.
Di quella Energia che altro non è se non Amore Incondizionato.

venerdì 18 dicembre 2015

A VOLTE RITORNANO...


Due vecchie Amiche ad incontrarsi. Dove il termine "vecchie" significa "di lunga data", anche se l'età c'è, e in fondo non ci spaventa.
Pure definire la Nostra amicizia datata, se così si può dire, è quasi un azzardo dato che cominciò con la malattia, cinque anni quindi... forse non ancora cinque. Eppure è cosa assai strana, certe relazioni che nascono in un contesto particolare paiono esserci da sempre, e il loro evolversi diventa quasi un legame di parentela.
Bene... Donata è l'unica Amica che mia figlia non scorda, perché l'associa ad un ricordo non molto piacevole... il mio "primo vomito" da chemio. Così quando le ho detto che sarei andata presto a far visita a Donata, mi ha raccomandato di portarle i suoi saluti.
Capita perciò anche a Chi ci sta vicino... sentire un forte senso di fratellanza, si diventa davvero una grande famiglia allargata, e alla fine la causa, il motivo o l'occasione per cui c'è stata la conoscenza potrebbe essere qualsiasi. Si resta legati e nulla più.
Donata ha come un sesto senso a Lei contrario, mi telefona sempre quando sono ad un incontro, conferenza o anche al cinema... ed io sono costretta a chiudere la chiamata. E' successo anche qualche giorno fa. Però mi è dispiaciuto, e rapidamente le ho inviato un sms... vengo a trovarti giovedì.
Ok... mi ha risposto, alla sua maniera come sempre... hallo, bye... I love you, ti voglio bene.
Sempre così l'Amica mia, sintetica ed efficace. Un messaggio e via. Non smentisce mai il tono secco tanto "british".
Quando finì la normalità che ci vedeva insieme, prendemmo a darci appuntamento. Che fai, vieni? Ed io correvo... ero sempre lì. Lei faceva la dura, un po' stizzita però, prima di andare le scappava un "... quanto vorrei averti più vicina". Con un sospiro e una punta di commozione.
Ricordo il giorno in cui ci c'incontrammo per la prima volta, non so se per tenerezza o altro, mi disse salutando... sei all'inizio?
Allora, "good luck"... buona fortuna!
E poiché per Lei sono 7 anni e per me 5, continuerei proprio... che "good luck" sia...

giovedì 17 dicembre 2015

LENTI SPECIALI


Notizie



Ragazzi miei, Amici cari... qua si fanno le ore piccolissime. Anche stasera più delle altre sere. Ho messo insieme tutto ciò che serve per il video, per i prossimi giorni e prima di Natale sarà pronto. E ancora prima, nel pomeriggio sono stata fuori per le ultime compere e poi a casa, indaffarata con cassetti da riordinare e cena da preparare. Comunque ancora ce la faccio, in barba a chi ci vuole malandati, acciaccati e a basse difese immunitarie. Non prendo un'influenza da tempo immemore, non mi ammalai nemmeno quando ero in trattamento, e stavo in mezzo a starnuti e colpi di tosse. A modo mio ero più sana dei sani.
Sarà che presi già da allora l'abitudine di indossare occhiali dalle lenti speciali,
lenti che adesso mi tornano utili più che mai. Perché mi mettono in evidenza solo l'Essenziale, che è pure il Bello e il Buono... solo il Meglio che la Vita dà...
Non è che sia sempre facile assentarsi dal contesto.
Non lo nego, lo vorrei fare... a volte,
ma ci riesco... solo raramente.
Lamentele, sfoghi, insoddisfazioni... da ogni canto,
spesso anche contemporaneamente.
Le situazioni non cambiano con le semplici parole, urlate o sussurrate...
bisogna cambiare testa, in silenzio, con il massimo ottimismo.
Mi vien voglia d'estraniarmi dal Mondo che pure amo tanto.
Troppe chiacchiere inutili, tanto lamentarsi per nulla.
E se non riesco... è sempre per quella forza travolgente dell'Amore.
Che figlia, moglie e madre sarei?
Anche se per quel che è stato, pare che io guardi la realtà con delle lenti speciali.
A fuoco solo l'immagine centrale e ciò che è intorno, tutto sbiadito, tutto senza forma.

mercoledì 16 dicembre 2015

STASERA A RETI UNIFICATE.



Con la speranza che non mi staccano mentre sto scrivendo. Perché è questa l'ora che mi ispira, il silenzio è amico e quel che la Mente trasmette al Cuore e viceversa, poi voglio portarlo con me nei sogni.
Stasera... non conosco il motivo... mi è impossibile l'accesso ai gruppi. Quindi scriverò in questo spazio, più o meno è lo stesso, e d'altra parte ricordi ed emozioni possono andare come vogliono, senza briglie né limiti.
E così comincerò con...
Emoticon heart UNA STORIA A LIETO FINE
( dal Natale dopo... in poi), dedicandola a Tiziano Genoni e al gruppo Emozioni del Cuore
Due anni da quando tutto cominciò, e poi un anno dopo... quando il Natale sopraggiunse a scuotermi dal torpore, perché dovevo farla finita con ciò che era stato e dovevo cominciare a guardare avanti... definitivamente.
La mia determinazione... una scoperta nuova, le mie scelte... imprevedibili e nuove anch'esse... il non voler abbattermi più per niente... l'entusiasmo di continuare sempre, qualcosa di molto simile a ciò che prova un "giovane" quando s'imbarca in un'impresa. Ecco... ecco perché sembravo e ancora appaio più giovane anche alla mia "veneranda " età. Sono tutte caratteristiche di chi ha un breve passato, proprio come me, perché di esso io ho fatto un "sunto"... sfoltendo qua e là... cucendo un punto... rammendando uno strappo, ed ho mantenuto integre le parti migliori dove non ci fu l'usura del dolore.
Gli anni sono trascorsi, e giunta ad un primo traguardo "importante" mi guardo indietro alle feste di quegli anni. Tutto cominciò all'antivigilia di un Natale... tanta angoscia e grande dubbio e paura folle allora. Oggi... serenità di fondo che non si illude e non spreca tempo. Si vive e non si tira avanti.
E al mio gruppo, ai grandi Amici di "Continuare a... parlarne con speranza"... che cosa racconterò?
Dirò che la Vita davvero ci mette a dura prova, e "si diverte" a farlo proprio quando non deve e nelle situazioni più delicate e disparate. E non mi riferisco solo alla malattia. Non guarda le ragioni, né bada al bene fatto e ai torti subiti. Ama rimescolare le carte, riprendere il gioco e resta attenta e vigile a guardare le mosse.
Credo che per risolvere certe questioni sia utile ricorrere ad una logica matematica. Partire da "ipotesi" assurda per arrivare ad una "tesi" reale ed inconfutabile. Nello specifico, secondo me, è l'importanza di un'emotività stabile, di equilibrio e grande pace interiore.
Tanti ostacoli considerati insuperabili possono essere aggirati, tante questioni semplificate... si può non dimenticare ma soprassedere, si. Anzi si deve. Facciamolo pure per una sorta di egoismo. Ci sta. L'Altro non cambierà, non si può averne la pretesa, ma muterà l'atteggiamento in genere nel relazionarsi, e ci guadagneranno Tutti.
Chi ha avuto... ha avuto, Chi ha dato... ha dato. Scordiamoci il passato che tanto su questa terra stiamo e mica per l'eternità.
Così è parafrasando "genuinità partenopea", per quel che mi riguarda mi viene estemporaneo questo pensiero, quasi un'immagine...
Il copia-incolla di un pezzo di Cielo per coprire e poi scordare macchie ed ombre cadute per caso sull'anima mia. O anche tua... chissà...

martedì 15 dicembre 2015

PERDONO... MUSICA DELL'ANIMO


Mi convinco di avere una sorta di sesto senso, oppure sarà il tempo di Natale... stamattina pensavo e mi chiedevo se davvero mi sento in pace. Se scorrendo a mente tutte le persone con cui ho qualunque tipo di relazione, credo di essere ben accetta o io ben accetto loro. O magari entrambe le cose, in quanto ogni essere umano ha dei limiti, può sbagliare ed essere colpevole di torto verso altri e non meritarne le simpatie.
La differenza sostanziale la fa l'esserne più o meno consapevole, altrimenti detto... pieno consenso.
Mentre preparavo i soliti fiocchetti quindicinali, mi son fatta l'autoanalisi... credo spesso di essere vittima di ingiustizie, mi sento perseguitata o offesa... cado quindi in commiserazione per me stessa e intoppo nel rancore verso altri?
Ammetto che qualche volta mi sono sentita presa in giro, non considerata a volte mal compresa. Ho litigato e pure trasceso verbalmente, ma poi le responsabilità me le sono tutte addossate, giustificando l'altra parte che forse io stessa avevo portato a sbagliare.
Sembra circolo vizioso. Non lo è. Il desiderio di ritrovarmi in pace fa sì che io perdoni me stessa per aver esagerato ed esasperato una situazione e di conseguenza perdoni anche l'altro. Mi alleggerisco così di un peso, ritrovo l'equilibrio, metto basi nuove per quella stessa relazione interrotta per mancanza di ascolto da parte di entrambi, ed anche per altre a venire.
Perdonarsi è cambiare atteggiamento, modificarlo soprattutto a proprio vantaggio.
In conflitto continuo con volontà e indecisione, tra amore e rancore rendiamo la Nostra vita un percorso ad ostacoli su una strada senza luce, perché privata della serenità.
Anche se all'inizio comporta uno sforzo notevole, il Perdono è ciò che serve a rendere la vita meno difficile.
E' più facile amare ed essere amati quando se ne apprezza il valore.
Ci si può sentire persino felici quando si perdona, e questo perché, riconciliati col dolore ricevuto, si è pronti a lasciarlo andare definitivamente.
E' onestà d'animo quella che si richiede perché l'esistenza evolva, bisogna guardare avanti... questo necessita, e solo così il Perdono riacquista il senso del termine... diventa cioè "come un dono" per Chi lo concede e lo riceve, anzi alla fine differenza non c'è.
Manca davvero poco a Natale ed è tempo di regali, pochi veramente utili ed apprezzati. Se ne faranno tanti, presto dimenticati.
Penso che ognuno dovrebbe fare per sé qualcosa di buono perché sia buono con l'Altro, anche con Chi l'ha offeso in qualche modo. Creare una nuova "Armonia".
Io voglio farmelo questo dono, e conoscendomi bene, sarà grande.
Non ascoltare l'intuito mio che spesso mi ha fatto stare male.
E crederò a ciò che appare, lascerò che mi si creda lusingata da carezze e complimenti. Ridimensionerò le "azioni" con il salvifico "beneficio del dubbio".
Non sarà illusione, ma serena consapevolezza che viene dall'accettare l'Altro così com'è.
Sincero o falso, resta che può dare solo quello.
Lo so, prendo tutto per buono, quindi... perdono.

lunedì 14 dicembre 2015

VARIOPINTO PENSARE


Emoticon heart
Come tra le bancarelle di una tradizionale fiera annuale.
Tanta merce in bella mostra, magari un po' vecchiotta, rimessa a nuovo e riportata alla luce. Tra il vociare e l'aria frizzante che fa quasi inverno, ti raggomitoli nel soprabito "mezzo peso", e continui ad... andare, estraneo in una realtà che al momento hai scelto.
E' così... è sempre così, non ci fai mai l'abitudine. I ricordi ti colgono all'improvviso, vanno a ritroso fino a fermarsi all'ultimo che all'epoca procurò un tuffo al cuore e un brivido. Ora, rammenti e a tratti sorridi.
Non posso non sorridere quando penso alla mia Amica "storica"... immediatamente mi torna il Suo magico "intercalare", ma che c'mport.
Una ricetta di cucina... ma che c'mport.
Un acciacco all'improvviso... ma che c'mport.
Il rialzo di un marcatore, anzi di un "mercatone" come lo chiamava lei... ma che c'mport.
Il referto di una TAC... sempre e solo, ma che c'mport.
Ci sto io ci sta lui, basta che non ci diamo fastidio. Per me non ci stanno problemi, perché non lo penso proprio.
Così per 12 lunghi anni...
Stamattina, al solito ho telefonato a Suo marito... come ogni domenica per una consuetudine mai interrotta. Mi ha detto che oggi in paese c'era la grande fiera di Santa Lucia, tanta gente, tanta bella roba esposta...
Già, mi sono detta... Lei non mancava mai, c'andava a comperare sempre lenzuola. Due anni fa le avevano venduto un paio scombinato, se n'era accorta tardi, e un giorno mi aveva detto... se pensa che m'ha fatto il bidone ha sbagliato proprio. L'anno che viene lo vado a prendere dove sta...
E dodici mesi erano trascorsi. L'anno passato si era presentata dall'ambulante per quel cambio famoso, ma lenzuolo gemello non trovò e stranamente optò per una coppia di asciugamani colorati...
Non è stata cosa, mi ha detto... torna l'anno prossimo. E' 'na parola... e se fino ad allora non campo?
Non si era mai espressa così, quella fu la prima e purtroppo l'ultima volta.
Quel giorno rabbrividii, stasera invece, grazie a Lei e al Suo variopinto pensare, sento il tepore di un caldo ricordo.

domenica 13 dicembre 2015

CHIAVE DI LETTURA DI PAROLE INESPRESSE



Emoticon heart 
Sono quelle che comunemente chiamiamo coincidenze, le parole inespresse della Vita. Una sorta di "messaggi in codice" inviati a Tutti ma che non tutti sanno interpretare, così che poi restano lì in un angolo della memoria, richiamati per analogia di accadimenti e in seguito archiviati come... "fatti casuali".
Non è così, dato che a saper leggere se ne trova spiegazione e si ricava pure consiglio utile.
Ed è buona cosa... che infonde speranza e dona gioia, e già solo la consapevolezza tanto aiuta.
Nulla è mai per caso e ciò che accade, anche semplice e banale, sta a indirizzare per la via giusta e anche confortare.
Velatamente a volte, ma non siamo mai soli.
Nomi e date si combinano tra loro e non sono coincidenze,
è la combinazione perfetta che apre la Mente e dà accesso al Cuore.
Ne sei convinta anche Tu allora, Amica mia?
Me l'ha chiesto su due piedi ieri una persona appena conosciuta, che guarda caso si chiamava come mia madre, e come Lei aveva perso un figlio in tenera età. Dolore sconfinato che a sentirne parlare mi ha lasciato senza fiato. Nel senso letterale del termine, sono rimasta a bocca semiaperta per darmi ossigeno. Si può immaginare ma assolutamente non capire quanto sia devastante una perdita del genere. Eppure questa madre ne parlava con una serenità sconvolgente, intercalata dall'espressione... il Signore è grande.
Perché aveva perso un figlio e subito dopo e in soli due anni ne aveva messi al mondo altri due... Emanuele e Gabriele. E i nomi scelti fanno ben comprendere il programma di vita dell'intera famiglia.
La perdita di un figlio evidentemente non era sufficiente come prova, perché in seguito l'uomo di casa aveva perso pure il lavoro, ma non si erano scoraggiati e se prima era stato solo lui a lavorare, in quel momento di difficoltà avevano deciso di darsi da fare insieme nell'assistenza agli anziani, alternandosi nei turni... 24 ore su 24, ovviamente ben remunerati.
Assunta era appunto lì, in ospedale come accompagnatrice di un'anziana in trattamento.
Questa storia narrata a me "per caso" in un giorno "non a caso", solo apparentemente appare come coincidenza.
Tutto si concerta in modo meraviglioso, come un mosaico perfetto in cui sempre è visibile un'unica mano e una volontà. Convinti di questo... niente mai potrà far paura.
Con tanto calore, sono quelle coincidenze nella vita che danno veramente a pensare e poi sperare.
E a questo punto non puoi chiamarle più coincidenze.

sabato 12 dicembre 2015

COME SOLO LEI





Lo diceva stamattina quell'Amica con cui ho sostato a parlare in corridoio... sai, forse sono stanca, vorrei tanto poter essere d'aiuto come ho sempre fatto, ma spesso mi mancano le parole.
Per Lei è probabile sia questo, la stanchezza, ma per me...? Anche a me a volte mancano le parole, soprattutto non ne trovo negli ultimi tempi. Sarà perché la Mente è stata occupata da altro, saranno state le tante coincidenze di questo periodo decembrino. Mi faccio forza e come sempre vado contro l'onda, più o meno me la cavo, e supero il momento.
Vero è che... come credo... Qualcuno lassù c'è. E prega ed intercede per me che sono quaggiù e lasciò eredità di affetti ma pure responsabilità.
Raccomando a te... che sei la "grande", la prima dei miei figli...
E queste parole "ruotano" nei pensieri quando alterne vicende si accavallano e ingarbugliano. Ma perché mai sarò nata per prima... mi pesa a volte il benedetto diritto-dovere di primogenitura che non tiene conto mai delle ragioni.
Comunque ricordando... stamattina, prima di andare pensavo a quel sogno fatto qualche giorno dopo la morte di mia madre. Ne ricordo sempre le parole che l'accompagnavano... un sogno non in bianco e nero e neppure muto.
Quando mi vorrai, pensami ed io ti prenderò in braccio come quand'eri piccola.
Restai turbata, ma più volte da allora in poi seguii il consiglio. E chiamiamola pure illusione, certamente fu pure conforto.
Stamattina, poi sono andata... e di nuovo sentivo le parole smorzate dentro. Ho respirato profondamente e sono entrata in una stanza. Altre coincidenze... ché oggi di sicuro ne avevo bisogno... mi hanno fatto venire i brividi. Non c'ho dato peso. Poi a casa ho trovato scorrendo, un link che parlava di brividi ed abbracci.
Straordinario, non potevo non pensarci, collegare è stato immediato.
Un brivido di freddo e il calore che scalda il Cuore. Era quello della mano di mia madre a lungo contemplata ed accarezzata nelle lunghe notti di un dicembre.
Le sensazioni impresse sorreggono i ricordi, li rendono vivi come li vivessi di nuovo, in tempo reale.
Persino quando dormo continuano ad essere presenti e allora sogno.
E' tutto quanto bellissimo, pare quasi di poter gestire la mia emotività.
Del tutto confortata da un abbraccio. Il Suo Abbraccio.
Serena così resto rivolta al passato e nello stesso modo mi sento pronta a vivere il Futuro.

venerdì 11 dicembre 2015

QUANDO IL BENE E'




Aggira gli ostacoli, abbatte le barriere, frantuma gli scogli.
Il Bene... quattro lettere insieme a formare una parola che, letta così pur distrattamente, può voler dire tutto, anche secondo convenienza.
C'è però la maiuscola, un piccolo particolare che fa la differenza. Eleva e rende oggettivo e assoluto. Il Bene.
Quando il Bene è, non può restare chiuso, nascosto... sarebbe sprecato e non solo, lascerebbe ampio spazio al suo contrario. E non basta quel che c'è già? Cattiveria, egoismo, malattia... se opponessimo la giusta resistenza, probabilmente qualche momento buono in più potremmo viverlo. Spesso non dipende da un individuo solo e tante sono le variabili, però quello stesso un po' l'esistenza può aggiustarsela. Se lo vuole e se gli è consentito... trovando il coraggio di osare e non vedendo pericoli ovunque.
Vivaddio, un po' di fiducia pure ci vuole... guardare avanti come non ci fossero sempre e bivi e incroci, senza ascoltare il "vociare" intorno. Continuare a... sorridere credendoci. E domani sia quel che sia, tanto dovrà essere.
Quel che scrivo, lo sto ripetendo per prima a me stessa pur essendone convinta. Capita infatti di sentirsi sdoppiati senza averne diretta responsabilità.
Comunque soluzione c'è, e come scrissi per un "fiocco di tenerezza"... se la via manca, ne creiamo una. E vuoi vedere che la nuova possa essere più dritta e sicura?
E che ci vuole!? Basta... avviarsi.
A volte c'è tanta ricchezza dentro, che impossibile è tenerla tutta per sé.
Allora viene fuori, supera ogni ostacolo... confidando, si affida per lambire appena altri Cuori. Se saranno giusti e pronti, l'accoglieranno.
Perché il Bene non è opzione. Semplicemente è.

giovedì 10 dicembre 2015

HAI PRESENTE QUELLE NUVOLE ROSA...


Emoticon heart
Si, proprio quelle che vengono fuori inaspettatamente, dopo tanto grigio e un violento acquazzone. Basta un piccolo squarcio d'azzurro e si fanno strada.
Preannunciano il ritorno del sereno.
Perché niente dura per sempre, e quel che fa parte del corso degli eventi occupa il tempo che deve, e non coincide mai con il Nostro volere. 
Serve aspettare, e intanto... respiro dopo respiro, ancora più profondi... alla fine se ne esce spesso "inebriati". Un'esperienza nuova, comunque vissuta che lascia ricordi. Strategie "last minute" che pure riescono a divertire.
Quanto ho imparato in tutto questo tempo... e "dall'universale al particolare" so destreggiarmi tra disagi e controversie, disappunto e tanta buona volontà di mettere sempre punti fermi, andare a capo e ricominciare nello stesso ambito.
Che bel preambolo, tutto per dire delle risate che stasera c'hanno messo su facendo il presepio. Un'opera d'arte... e che lo dico a fare... che mi ha spinto a filmare Chi era intento ad operare.
Finalmente dopo giorni di "cielo grigio", uno squarcio d'azzurro.
Noi, "tumorati" da Dio, siamo così... lunatici con sprazzi di profondità e picchi di ilarità raggiunti con poco o niente. Pare che la malattia ci resetti la memoria dell'anima, ed allora diventiamo tanto così come siamo ora, e un po' come fummo fino a "quel momento". La realtà che c'appartiene è sempre la stessa, eppure certe volte caschiamo dalle nuvole.
Poveri quelli che ci sono accanto, si prendono il brutto delle "precipitazioni", ce ne rendiamo conto e vogliamo in qualche modo rimediare.
Così succede come stasera. Si guarda in su, all'apertura del Cielo e alle piccole note rosa che a ben vedere non mancano mai, e spunta un sorriso che ne attira subito un altro, fiorisce una battuta che rimette su l'umore, e poi tutto lascia il posto al riso.
Sono risate leggere che nascono da una volontà scaccia pensieri.

mercoledì 9 dicembre 2015

CREMINO AL GUSTO... MAMMA


Emoticon heart
E' appena trascorso l'8 dicembre, e come sempre al termine di un giorno di festa così importante mi prende forte il ricordo di mia madre. E ogni anno il ricordo si fa più antico, sarà perché sto invecchiando e si sa, il recente facilmente si scorda mentre il remoto, ben impresso... ritorna.
Poi stasera in Chiesa si è tanto parlato della figura materna, di come ogni mamma dovrebbe avere a modello Maria, la Mamma Celeste, e ce n'erano tante di mamme, giovani più o meno, e anche di anziane...
Se la mia fosse ancora qui sarebbe tra quelle. Tenere, da accudire e accarezzare, ma sempre valide perché unico "punto di riferimento". Qualunque sia la condizione, con qualsiasi carattere.
Perché mamma è quella parola che pronunci quando stai male, desideri aiuto e protezione, e che ancora pronunci mentre ti aiuti da sola.
Perché pensi alla Tua di madre, e alla Mamma che da sempre vigila e non abbassa mai la guardia.
Mam-ma... e tutte le volte le labbra si baciano due volte.
Mi sa che stasera "pecco" per eccesso di dolcezza, spero di non passare però per sdolcinata e melensa... è che mi vengono al momento proprio questi pensieri. Perdonatemi... dicembre fu pure l'ultimo mese di vita di mia madre. Undici anni fa. Ma non è questo il ricordo che predomina stavolta... mi torna in mente un periodo lontanissimo, ero assai piccola.
D'estate facevo pazzie per un gelato con lo stecco, bianco e sottile. Poiché avevo preso da poco a parlare formulando pensieri di senso compiuto, ogni volta mi chiedevano la stessa cosa... a che gusto vuoi il gelato?
Ed io dalla prima in poi, rispondevo sempre uguale... lo voglio al "gusto mamma".
Risposta che stupì, meravigliò... ma com'è il gusto mamma?
Strano che delle "persone grandi" non capissero. Come poteva essere se non dal dolce, avvolgente e cremoso... sapore.
E' come dire... bianco latte. Se poi mi si chiedesse... è un colore?
Non saprei.
L'ho definito sempre così il bianco non proprio bianco, che non è il bianco della neve appena posata e neppure del velo da sposa.
Ecco... bianco latte è il colore dell'abito sotto un manto azzurro, quello noto.
La veste calda e opaca della Mamma Celeste.