settembre

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venerdì 25 dicembre 2015

... NON ABBIATE PAURA DELLA TENEREZZA

E' una sensazione, forse pure un'esigenza. Diventa prepotente col tempo che passa, mi sgomenta a volte e a volte non mi riconosco.
Si, perché è come sentirmi sdoppiata... voglia di donare tenerezza, e lo faccio ma anche di riceverne se non in egual misura, almeno in parvenza. I giorni di festa sono di grande impatto in questo senso, perché la realtà "perfettina" proposta dall'esterno va a cozzare con l'effettiva. Accettabile senz'altro ma per gli "uomini di buona volontà" e dalla grande capacità di "accomodamento".
Sento fortemente che questo mondo mi appartiene, tutto... con i suoi pregi e difetti, voglio esserci perché è vita ed io la vita la amo, eppure a tratti mi sento estranea. 
Tante sono le banalità, le assurde contese per nulla, gli affanni che debilitano e non si concludono, le polemiche gratuite che non portano a nulla. Il motivo è uno solo... imporre la propria presenza, non importa se a scapito della sensibilità altrui.
E a questo punto, dopo che tale consapevolezza viene comprovata più volte, io mi sento come fossi di passaggio, e il mio passato recente appartenesse solo a me. 
Così mi è sempre più difficile far finta di nulla o replicare facendo valere il mio punto di vista, con garbo magari ma pure fermezza. E allora "scantono", andando a ripescare "episodi antichi" che credevo non ricordare più, e invece ancora ne porto il carico proiettandolo nel presente. Ahimè, perdono ma non dimentico, quando al contrario bisognerebbe mettere una pietra sopra il passato per guarire dalle ferite che dividono.
Alla fine e comunque, perché devo e voglio... ritorno alla realtà sia pure in modo diverso, e strategicamente per un po' mi rifugio nei ricordi, quelli teneri della mia infanzia, quando tutto era più genuino o per lo meno era visto con occhi da bambino.
Stasera quindi, a corto di idee forse perché pure tante e confuse, cercavo in me un "punto di partenza".
Ho faticato non poco, poi perché oggi è stato Natale mi sono balenati un "motivetto natalizio" e l' "immagine" di un bimbo e la sua mamma. Quest'ultima recentissima, carpita nel pomeriggio mentre ero in chiesa.
Al momento dell'Eucarestia, dopo aver ricevuto l'ostia, la mamma è tornata a sedere ma per qualche suo motivo aveva gli occhi lucidi, anzi più di una lacrima era venuta giù. Col capo chino poi restava lì ferma. Il bimbo le ha tirato la manica del soprabito, e non avendo risposta allora si è messo seduto ai suoi piedi e ha guardato in su... verso gli occhi.
Sono i bambini capaci di grande tenerezza, perché hanno intuito e non si vergognano dei propri sentimenti, poi non temono giudizio o critica, insomma vanno a... ricarica di Cuore. 
Così quel piccolo avendo compreso il disagio della mamma, per confortarla le ha scostato i capelli dalla guancia e le ha fatto una carezza.
Mi sono commossa e ne ho ricevuto conforto. Esiste ancora quel sentimento che pare in via d'estinzione, la Tenerezza. Dovremmo essere più attenti e nei bambini troveremmo grandi maestri.
E' stato il mio Natale di quest'anno alla ricerca e conquista di una "tenerezza perduta". Che anch'io bambina ritrovavo nel sorriso di mio padre quando, fingendosi sorpreso, trovava la letterina sotto il piatto, per un dono con la carta crespa rossa, e quando un 45 giri di plastica flessibile faceva da colonna sonora al Nostro Natale... all'italiana.











2 commenti:

  1. La Tenerezza è quel Sentimento che cammina sempre a fianco dell'Amore, l'uno senza l'altro non potrebbero vivere e per questo si tengono sempre per mano. Sei una Bella Persona, cara Mary.
    Buon Natale con il Cuore.
    Cristina

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  2. Grazie, Cristina... Buon Natale sempre nel Cuore.

    Mary

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