aprile

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mercoledì 30 settembre 2015

PER QUATTRO LUNGHI ANNI...


Emoticon heart 
Non fui mai orfana di Lei.
Sapevamo che da quel momento in poi poteva accadere, eppure non ce lo fece mai pesare. Anzi.
Non ci caricò della condizione di paziente con uremia terminale, costretta a sottoporsi a dialisi, del fatto che le ulcere ai piedi l'avessero destinata negli ultimi tempi alla sedia a rotelle.
Continuava a... essere la Nostra mamma. Sorridente che sdrammatizzava sempre.
La notte prima di andarsene, ero accanto a Lei in ospedale. Nel pomeriggio a causa della tensione pressante ero stata male, avevo dato di stomaco, quindi stavo lì, seduta con una rivista sulle ginocchia. Una mano girava distrattamente le pagine, l'altra premeva la tempia sinistra.
Lei pareva dormisse, ad un certo punto aveva aperto gli occhi...
Che c'è, hai mal di testa?
Eppure del mio malessere non sapeva.
E mezz'ora prima di andarsene, vedendola lucida come non lo era ormai da tempo... Mamma, ti voglio tanto bene.
Due sillabe per risposta con un accenno di sorriso... Lo so.
Mamma fino all'ultimo respiro.
Se oggi sono quel che sono, dopo aver vissuto una malattia, diciamo... seria, lo devo a Lei. Aveva stretto i denti per non darci sofferenza... un grande esempio di forza. Non potevo deluderla e poi... dovevo in qualche modo pur mostrarle la mia gratitudine. Anche se non era più. Non era più qui.
Per l'ennesima volta ho parlato di mia madre, non per amor di retorica o suscitare commozione, è stato piuttosto per una sorta di associazione di idee.
Perché mi pare assurdo che una madre, malata ma in cura, possa sopportare la vista di una figlia assai presente al punto da lasciare studi ed amicizie, sempre in lacrime. E peggio ancora, non far niente perché riprenda in mano la sua vita, come è giusto che sia.
La malattia non è un'autorizzazione al "peggio di sé"... è al contrario un'opportunità per un "recupero" di tutto ciò che è andato perso prima, inconsapevolmente. E' quella possibilità di essere "maestri di vita", un esempio per un'esistenza concreta che porta frutto.
Una presenza che non muore e resta viva nel ricordo, priva di ogni forma di rabbia, anzi stabile e generosa. Così... e per sempre.

martedì 29 settembre 2015

OTTIMISMO A RICARICA PERIODICA


Emoticon heart 
Sarà comune in quelle come me, passare da uno stato d'animo all'altro, dal riso al pianto quando coglie un pensiero o un ricordo, o capita sotto gli occhi l'immagine "strana" che tanto strana non è, e che riporta indietro.
Sto pensando e mi dico... per fortuna domani torno in reparto e non avrò modo e tempo di pensare alle mie "stupidaggini".
Sono idee e pensieri che non dovrebbero esserci, proprio stasera sono stata in farmacia per l'ultima scatola di Femara, e alla mia richiesta di una sola anziché due come al solito, il farmacista e le collaboratrici mi hanno sorriso. E' finita. Già. Si ricomincia a vivere, a contare giorni, mesi... anni normali. Eppure a tratti è come temessi di non avere il paracadute il giorno che dovrò gettarmi nel vuoto.
Che strana sensazione...
Questi tre giorni a casa, da sola... non mi sono stati di giovamento. Nessuno mi ha distratto dai pensieri, persino la mia cagnolina, sensibile com'è ha voluto essermi vicina ma per dormire. Io la guardavo e per un po' ero serena, ma poi tornavo a pensare...
Tra un mese riprenderò... che cosa?
La mia vita di moglie... donna, persona? Ci sarà rimasta almeno una minima parte di quella che ero?
Domande che non prevedono risposta immediata... ancora una volta, work in progress... staremo a vedere.
Intanto stamattina mentre preparavo i soliti fiocchetti colorati, mi sono data una "scossa" violenta quando l'accavallarsi delle riflessioni ha superato il limite di tollerabilità. Me la caverò, ho urlato e per fortuna ero da sola, altrimenti "i miei uomini" avrebbero dubitato completamente della mia salute mentale.
Quante volte sono stata male, l'ansia mi ha preso... ho pianto e riso, ma poi ho fatto silenzio dentro di me e ho guardato Chi era vicino a me. Nelle lunghe file, in sala d'attesa, a raccontarsi... a raccontarci, condividere per non sentirsi soli.
Me la caverò comunque, ho ripetuto ancora con tono più pacato, normale... e pensavo che bene o male tutto finisce, non importa come, e che dopo tutto è questione di punti di vista. Il famoso bicchiere mezzo pieno... la vita che continua anche quando finisce.
Sono uscita poi sul balcone. Il mio bonsai dei 60 anni ha molte foglie gialle... alcune sono già cadute. Da quando ho cominciato a notare la cosa, sembra che le perda più velocemente. Mi fa tristezza, solo un mese fa era verde e rigoglioso, ed ora invece...
E se le perderà tutte, che cosa resterà se non dei rami attaccati ad un tronchetto arido?
Oh... ma basta, ora anche il bonsai... sto diventando una "lagna".
Con la scopa raccolgo le foglie cadute, poi alzo gli occhi per toglierne altre a malapena attaccate, e tra i rami scorgo qualche puntino verde brillante. Guardo meglio... sono delle gemme.
Un bonsai è un piccolo albero, perde le foglie come gli altri, ma ancor prima di vederle tutte a terra le rimette in fretta. Ha voglia di vivere e s'impegna.
Rientro in casa, sto molto meglio... me la caverò, sussurro.

lunedì 28 settembre 2015

DOLCE BARATTO... lo


Emoticon heart 
E quel che non si sapeva cosa fosse, alla fine si è rivelata ulteriore prova. Superato lo scoglio parato all'improvviso ci riscopriamo sempre più forti, e tutto appare piacevolmente colorato. Proprio come accade alla vista dell'arcobaleno subito dopo il temporale. Perché il cielo di uno solo diventa di tutti, come pure il sole e le nuvole. Perché la condivisione non si fa con se stessi ma con tutti.
La domenica odierna si è così variegata delle tante sfumature di una normalità che rasserena, e la giornata è trascorsa come piace, gestita con l'elasticità che conviene.
Un accenno già da stamattina, prima di cominciare.
Ho deciso che per la colazione avrei aperto il barattolo di marmellata di ciliege, dono della mia Amica Rita. Ne avrei spalmato un po' su qualche biscotto secco...
Ne vuoi anche tu?... ho chiesto all'Amore della mia Vita.
Questa è una novità. Lo sai che non mangio marmellate, sono troppo dolci.
Meglio così, ho pensato... esagerato com'è, l'avrebbe finita nel giro di una settimana. Sono stata gentile, gliel'ho chiesto, può bastare. Aveva preso la Sua dose di dolcezza.
La caffettiera borbottava di già, quando ho preso ad armeggiare intorno all'ermetico barattolo. Si sa, per aprire una conserva bisogna far uscire un po' di aria per annullare il "salvifico sottovuoto", e a tale scopo far leva con una lama, una punta o un manico di cucchiaio. Bene... ho piegato un coltello ed un cucchiaio, spuntato un cacciavite ma il barattolo chiuso era e chiuso è rimasto, anzi sembrava avesse rafforzato le difese.
Allora ho chiamato mio marito-braccioforte... e anche lui tenta e ritenta... niente.
Ma se a me manco piace la marmellata...
Beh, piace a me... non basta?
Intanto parte del caffè si era versato sul fornello. Non importa... quando c'è guerra è guerra, o come si suol dire... quando il gioco si fa duro, i duri scendono in campo a giocare. Il barattolo andava aperto... ora o mai più. Meglio ora.
Prendi un cacciavite più grande.
Qui in casa, non c'è uno più grande... è nella cassetta degli attrezzi, giù in garage.
Vai in garage, no?!
Sbuffando e brontolando, ma comunque sempre pronto a soddisfare i miei desideri, "braccioforte" è sceso in garage, è risalito dopo un po' trionfante con l'intera cassetta degli attrezzi. Meglio non rischiare un altro fallimento.
Quindi ci siamo riusciti, ovvero lui c'è riuscito ad aprirlo il benedetto barattolo, e per premiarsi ha assaggiato per primo ciò che diceva non piacergli.
Dopo 'sta fatica mi devo rimettere in forze, no?
Già... ma non si è fermato al primo cucchiaino, e ce n'è stato un secondo, terzo, quarto... e mi fermo qui.
Con la coda dell'occhio lo guardavo critica...
Che c'è da guardare... è buona, neanche troppo dolce e mi piace e la mangio.
Si... ma con moderazione, però!
Sennò finisce subito.
Non è per la marmellata in sé, è per quello che rappresenta.
Il Cuore con cui è stata donata, i pensieri positivi dolci ma non stucchevoli, il "filo rosso" che unisce stati d'animo simili che si comprendono.
Certo, prima o poi la marmellata finirà, ma non il "senso" di quel dono, scambio di affetto ed emozioni. Sarà comunque per sempre il ricordo di un dolce baratto... lo.

domenica 27 settembre 2015

PAZIENTI E FIDUCIOSI


Emoticon heart 
Che gran parlare si fa... sicuri e spediti trattiamo di Fede, azzardiamo pure una definizione, e poi ci perdiamo. Non tocchiamo il fondo nemmeno dove l'acqua è bassa, sarebbero sufficienti un paio di bracciate, e poi... la riva. Al sicuro per prendere respiro.
Mi fermo... perché l'amarezza di alcuni eventi mi farebbe cadere in polemica con me stessa... e sarebbero i dubbi che tanto detesto e che non portano a niente, fatti di pensieri che vanno e vengono quando invece occorrono le prove che non sono tutte illusioni o frutto di fantasie per non pensarci.
Ma intanto è inevitabile, stasera proprio non posso... e il buon Dio mi perdonerà se mi verrà da chiedergli...
qualcuno è talmente prediletto da essere "deputato" alla pazienza di Giobbe e alla fiducia cieca di Abramo? perché non si spiegherebbe altrimenti...
A Tutti tocca più o meno l'obbligata dote di batoste, ma come sarà che per certi c'è anche l' aggiunta di qualcosa di cui si farebbe volentieri a meno?
E se si ripartisse equamente? non dico in base al demerito... solo in modo giusto.
Si può credere che tutto ciò che accade è pura casualità?
Sarà per questo che il male coglie sempre i buoni, e il dolore troppo spesso è anche più ingiusto del dovuto. Allora Dio non è, perché se è Padre come può permettere che tutto questo sia?
Era l'argomentare preferito dell'Amico dagli occhi azzurri come il mare... Lui, parlando di Dio, diceva... ma chi è, chi lo conosce? e intanto se era il caso, citava i versetti della Bibbia. Mi chiedeva... ma 'sta giustizia divina che cos'è, se consente che una persona buona, che fa il Suo volere soffra sempre?
Gli rispondevo come potevo e sapevo, parlavo di libero arbitrio ed eterna lotta fra il Bene e il Male, ma poi mi fermavo ancora una volta perché... mi perdevo e ritrovare l'"equilibrio" tanto facile non era e non mi aiutavano gli "addottrinamenti" perché a certe conclusioni, se ci fossero, si potrebbe arrivare solo con la sapienza del Cuore.
Così riprendevo quasi da zero, lasciando in sospeso...
I limiti esistono per Tutti ma sono anche un bene, ove diventino stimolo essi stessi perché siano superati. In queste ore, però non riesco... c'è un pensiero che assale, pur lo contrasto con la Fede nell'attesa, la pazienza si... resiste ma l'ansia dell'ignoto ripetutamente attacca.
Chiudo questo giorno con molti punti di domanda e pare che io cada in contraddizione. Ma forse è solo un'altra prova, mi tocca di riflesso perché sono in gioco, non posso ritirarmi perché non mi riguarda.
Speranza e Fede non sono "virtù personalizzate", ma pur oggettive da ognuno vanno alimentate come piccole fiamme in cerca di ossigeno.
Un luogo comune vuole che chi viva di speranza muoia disperato, ma solo quando quella stessa è soffocata dalla convinzione di dare per scontata ogni cosa.
Per tutto c'è un disegno, sarà pure così... ma una pena immotivata, dopo aver già tanto sofferto, pare lo stesso ingiusta.

sabato 26 settembre 2015

CONSAPEVOLE PRESA DI COSCIENZA


Emoticon heart 
Davvero stasera mi mancavano le parole per incominciare. A partire dal titolo. Forse sarebbe stato meglio scrivere una frase intera, come titolo e per incominciare. Mi sono resa conto così che certi giorni sono proprio difficili da "gestire"... ma si può parlare in questi termini riguardo a spazio, tempo... imprevedibilità?
Qualcuno... come già è successo... parlerebbe di "categorie", ferme e a sé stanti, in mezzo alle quali ci si ritrova spesso a barcamenarsi, più o meno come meglio si può. Tutto sommato è così, eppure si afferma di "gestire la propria vita", quando questa si svolge per scelta o meno, limitata in uno spazio, entro un certo tempo, presa totalmente dall'imprevedibilità degli eventi.
In quest'ottica... gestire non sembra avere il significato di condurre, portare avanti, piuttosto riporta al senso etimologico della parola, e così diventa... caricarsi di un fardello. A volte assai pesante, per il resto "normopeso".
Perché questo preambolo? Bene... una parte di tempo, un giorno ancora per convincermi che per 3/4 di esistenza ho gestito la mia vita "in perdita". Ho sprecato anni a dar valore all'insulso, a farmi abbagliare dal luccichio di stelle di stagnola, a rincorrere sogni che manco ricordavo. Ergo... insoddisfatta totale.
Ora la mia vita... ha cambiato gestione e non è più un peso. Anche se potrebbe sembrare il contrario.
Dicevo prima, un giorno ancora... proprio questo che si avvia alla conclusione.
Oggi, uno dei tanti... quando il parlare sembrava un "rovesciarsi addosso" parole raccontate, e l'espediente infantile di un finto raffreddore è servito a nascondere gli occhi cerchiati di rosso. Perché non potevo chiuderli in quel momento, l'avrei fatto molto volentieri... ma quello non è il mio ruolo, non è concesso a me che sto da quest'altra parte ora, almeno per il momento.
E poi ricordare momenti passati, sereni e pure divertenti... far finta che sia niente, passerà...
Ma Chi lo dice poi che non sarà così?
Non è niente, è solo una batosta più forte delle altre volte. Passerà.
Lo ripetevo a me stessa mentre andavo. Ero triste ma col Cuore pieno. Mi sento carica anche ora ma in senso positivo.
Ecco, quella frase che stasera avrebbe dovuto sostituire il titolo, la scrivo adesso. Sarà la conclusione, la "sintesi di una scelta"...
"Non esiste modo migliore di gestire la propria vita se non toccare la vita di un altro, con amore e un sorriso".
- Og Mandino -

venerdì 25 settembre 2015

CON ORGOGLIO... IO


Emoticon heart 
Devo dirla questa cosa, a costo di passare per svitata o esaltata, a metà tra incoscienza e sfrontatezza. La malattia mi ha dato l'orgoglio di essere "femmina". Non è frase fatta e nemmeno senza senso.
Ma come... sei stata mortificata proprio nella "femminilità"...? E chi azzarda questa domanda poi si ferma bruscamente, forse per paura, esorcizzando immagini sconfortanti, eventuali, probabili... non sia mai.
Invece io ne ho scoperto il valore proprio così, allora... dovendo mettere in risalto ben altro. Perciò da quel dì in poi sempre a testa alta, con lo sguardo vivo e la
"curva" del sorriso bene in vista.
Se qualcosa viene tolta o si perde, un modo c'è sempre per sostituirla, almeno dal punto di vista emotivo.
E poi tutto sarebbe passato, prima o poi... bisognava resistere. E poi riprendere ad andare. Un po' come fa l'onda del mare, che pur urtando contro lo scoglio, non si stanca... torna indietro che pare pacata, e prende invece la rincorsa e si fa più alta e forte e decisa, e tenta.
Se non ti metti in gioco e provi, non saprai mai di esserne capace o meno. E mentre tenti con ostinazione, fiducioso delle tue forze, speri... ed è quasi certezza che sarà così... ce la farai, perché ci credi... resterai in piedi. Sia pure con un "pezzo" in meno.
Ricordo il giorno che fui dimessa dopo il primo ricovero, quando fu decisa per me la neo-adiuvante prima dell'intervento. La "grande paura" era stata superata. Non ero morta, non in quei due mesi terribili di non accettazione della malattia, e nemmeno in quei giorni di indecisione dei medici... ero viva, anzi di più... decisa e combattiva. Mi ero rialzata e dovevo caricarmi per lo "scoglio" successivo.
Quella giornata dovevo passarmela al meglio, avevo a disposizione tante cose da fare. Respirare... l'aria a pieni polmoni, guardare... il cielo, il sole, la luna e le stelle, ammirare... tutto ciò che gli occhi mi lasciavano vedere.
Nei giorni che seguirono notai particolari mai visti prima. Feci il pieno di gioia e di forza d'animo. Resistevo e... speravo. Non potevo perdere tanta meraviglia proprio nel momento che l'avevo scoperta. Il Buon Dio c'avrebbe pensato per me... quale fosse il meglio, per me.
E così c'ha pensato... ed io sono ancora qua, a raccontare.
Ammetto di non essere stata e ancora qualche volta non essere al "top", i momenti un po' così ci sono sempre, ma in linea di massima me la vivo bene.
Vivo con orgoglio la mia condizione di "mastectomizzata ricostruita" al quinto anno di sopravvivenza, e mai abbasso lo sguardo o mi intristisco quando lo dico. E fiera resto... a petto in fuori.
Per ora è così... spero lo sia per sempre... sarà quel che sarà.

giovedì 24 settembre 2015

MI IMPEGNO... NON MI AMMALERO' PIU' (ovvero... sogno un DNA fatto di caramelle colorate)


Emoticon heart 
Si può dire che è diventato il "mantra" mio di ogni giorno. E' il primo pensiero del mattino e l'ultimo della sera, non dominato dall'ansia ma impregnato di speranza.
E' stata parte della terapia "fai da me" di questi 5 anni... ha funzionato?
Credo di si, ora si tratta di non mollare e continuare sulla stessa via.
L'Emozione Positiva.
Questa è bella... mi ha detto un Amico l'altro giorno... e come si fa ad individuare l'emozione positiva, rara tra quelle negative più frequenti e numerose?
Io una mia teoria ce l'avrei... gli ho risposto... dipende da Noi far sì che le negative diventino se non tutte, almeno in parte, positive.
Seee... e mi ha riso in faccia.
Ascolta. Come prima cosa pensa al malessere che provi quando ti arrabbi. Lo sai che va ad intaccare il tuo DNA? Tante arrabbiature, altrettante... "perdite" per un patrimonio che non vedi ma possiedi. Alla fine risulterà "deficiente" in modo grave, e tu sarai più esposto ad ammalarti.
Beh... che cosa posso fare allora?
Trasformare ogni "reazione" in semplice "azione positiva"...
L'Ansia in Aspettativa... l'Ira in Indifferenza... l'Angoscia di una diagnosi in grande Amore per se stessi. E potrei continuare all'infinito, perché le Emozioni sono tante e varie.
Siamo stati condizionati a credere che lo stato del DNA del nostro corpo sia un dato di fatto. Dal momento della nascita esso non cambia in risposta a qualunque cosa si faccia quando si è in vita. Non è così... è proprio l'esatto contrario.
Le emozioni che mutano il nostro DNA, agiscono parallelamente sul nostro cervello, influenzando i nostri pensieri, le nostre credenze e le nostre azioni.
Condizionano l'Energia che è dentro e fuori di Noi.
Le Emozioni Positive come tranquillità, sicurezza, entusiasmo, la gioia ci mettono in condizioni di affrontare qualsiasi situazione, perfino quella più difficile e amplificano il nostro campo energetico, rendendoci più ricettivi con il mondo esterno.
Le Emozioni Negative consumano invece inutilmente la nostra energia.
È la nostra mente che interpreta ciò che accade, e perciò è sempre possibile modificare il significato che abbiamo attribuito agli accadimenti, cambiare il nostro atteggiamento che spesso è frutto di un convincimento discutibile.
Le convinzioni che riguardano Noi stessi, la nostra vita, ciò che è bene e ciò che è male, traducono ogni avvenimento, dandogli una rappresentazione interna.
E se tali convinzioni fossero sbagliate?
La domanda è rimasta sospesa... perché ognuno possa a sua volta interrogarsi e dare la risposta, ovviamente elaborata in positività

mercoledì 23 settembre 2015

ACCORDI E MELODIE


Emoticon heart 
Dopo l'incontro di ieri, motivazione a 1000. Non che ce ne fosse bisogno in verità, però stamattina sono tornata in reparto molto carica. Sarà perché si ricomincia l'attività a 360°, ed ogni nuovo inizio si presenta sempre come strada a lunga percorrenza e quindi pure a lungo termine.
Tanto tempo davanti, grande speranza che si rinnova.
Come al solito, prima di arrivare a destinazione... varie fermate. Incontri, sorrisi ed abbracci immediati e stretti. Sono i pazienti in follow up a trattenermi, mi hanno conosciuto in altra epoca, quando il loro cielo era grigio e il Cuore sordo ad ogni nota... almeno oggi è diverso, e lo dimostrano in ogni modo.
Mentre andavo poi c'ho pensato... se non mi fossi ammalata tante persone non avrei mai conosciuto. Mi sarei persa un bel po' d'amore inaspettato, che in quanto tale è più prezioso di quello scontato.
Ho preso a fare il giro delle stanze, qualcuno mi attendeva già, altri ho conosciuto solo oggi.
Con le nuove conoscenze è come approcciare ad uno "spartito" sconosciuto... sai che cosa contiene, musica certamente, vorresti leggerlo subito per trasformare quelle note in melodia, ma devi procedere piano per non saltare passaggi importanti, e poi c'è lo "strumento", gli animi da accordare. Alla fine si riesce quasi sempre in armonia... ed è bello scoprire di che cosa l'animo umano, supportato da buonsenso e comprensione, è capace. Aiutarsi ed aiutare.
E' Musica insomma, alla pari di quella che rilassa e fa venir fuori ogni emozione, e poi la rielabora in nuovo stato d'animo. Effetti benefici della Musico-Terapia, un ramo della Medicina Complementare.
Stamattina a conferma che tutto può far musica, c'è stata la caduta rovinosa del mio cestino... noci e schiaccianoci, caramelle e fiocchi in nuova veste rotolanti sul pavimento.
Uhhh... come sarà successo? Non si sa. Però abbiamo riso in quattro e poi si è aggiunta l'infermiera... risultato, rumore e risate, stacco finale di una sinfonia.
A legare i fiocchi di tenerezza erano i nuovi nastri variopinti... e nello sguardo d'insieme è stato come ascoltare, Somewhere Over the Rainbow.
Laggiù oltre l'Arcobaleno...

martedì 22 settembre 2015

SORRISI PER TUTTI... E POI RICOMINCIARE!


Emoticon heart 
Entusiasmo e tifo da stadio, oggi alla ripresa degli incontri del gruppo G.A.M.A.
Abbracci e sorrisi per Tutti in un clima di armonia festosa.
Una musica rilassante ci ha accolto, accompagnava l'immagine di una cascata... il tutto a creare l'atmosfera.
In realtà ce ne siamo accorti a malapena, altra melodia accordavano i Nostri animi, ma sarà "indisciplina" giustificata solo per questo "primo giorno"... primo giorno di un nuovo anno del gruppo, il quinto tanto per essere precisi.
Il G.A.M.A. va specializzandosi, è all'università ormai e ai suoi componenti viene chiesto un "salto di qualità", altri passi verso una più forte e matura coesione nell'appartenenza al gruppo, una creatura che è di tutti e di ciascuno, creatura preziosa e insieme fragile. E poi continuare a... camminare insieme sul crinale della vita e della speranza, in cordata, fu detto una volta... ché nessuno resti indietro o si perda, l'uno tiri l'altro se non ce la fa.
E' un bell'impegno anche per quest'anno, e i progetti in programma presentati sono interessanti ma da realizzare con partecipazione costante e studio approfondito. Ognuno ha un suo ruolo e deve sentire proprio l'intero gruppo, passione e competenze porteranno al successo di ogni singolo punto in programma.
Si è tornati ad illustrare il progetto "PIU' BELLE DI PRIMA", il make-up in corsia che da quindicinale è passato al giovedì di ogni settimana... le Nostre volontarie ne hanno parlato con entusiasmo coinvolgente, prenderanno consensi numerosi anche quest'anno.
Insomma... tante belle proposte che fanno quasi scordare di che cosa si sta parlando.
E mi si dice che ormai devo dimenticare!? A dirla tutta... mi sento ancor più "dannatamente" ostinata nel continuare a...
E poi non fa male ricordare... certo non è propriamente una gioia ma è qualcosa che vissuta così, in gruppo fa sentire più forti, capaci di tenere le redini ben strette tra le mani.
Potranno tornare ricordi lontani o emozioni recenti, ma il tutto sarà smorzato da una rassicurante tenerezza per se stessi.
Stasera è bastato sentir parlare di parrucche levate via con coraggio, per rivivere il periodo della "grande caduta" e delle "tre parrucche sul comò", il momento "giocoso" della mia malattia trascorso con disinvoltura perché elaborato come un'opportunità.
Prima di allora non mi ero mai vista così bella.

lunedì 21 settembre 2015

GIUSTO QUEL PO' PER STARE BENE


Emoticon heart 
Ottobre è ormai alle porte e davvero allora i 5 anni saranno alle spalle.
Celebrerò il ricordo dell'ultima chemio e dirò addio per sempre, almeno spero, a Femara.
Per tutto questo tempo, perché passasse senza troppi pensieri, diciamo che... aiutata sempre dal buon Dio... ho adottato una terapia "fai da te" per Mente e Cuore. Un'accoppiata vincente se in sintonia, un team infallibile che porta in modo pressoché indolore dritto al termine del "problema"... di 5 anni in 5 anni.
Perché si dice così, è una scadenza che si rinnova.
Ho lavorato sodo, tanto da stancarmi e non avere maniera di sprecare il tempo tutto ad un tratto più prezioso. Per testare quanto malattia e terapie mi avessero indebolito ho preso a fare lunghe passeggiate, non ho più preso l'ascensore nemmeno per arrivare ai piani alti. Risultato, prima di ammalarmi ero sempre col fiatone, dolore alle anche e acciacchi vari, ora sembro quasi ringiovanita, almeno per agilità di movimenti.
Ho rispolverato le mie vecchie passioni, leggere e scrivere... non subisco le storie ma le immagino e visualizzo come più mi piace, perché è la mente ad interagire con vicende e personaggi. E un mondo nuovo perché ormai da anni accantonato, è apparso affascinante più che mai.
Da timida e inadeguata come credevo essere da sempre, sono diventata l'esatto contrario. Sempre non è per sempre, e la Vita probabilmente le opportunità le offre, bisogna solo saper coglierle al volo. Rimandare mai, e pensare e osare siano in contemporanea per evitare indugi e ripensamenti.
Così ho migliorato pure le mie relazioni personali... non sono io l'universo ma dell'Universo parte importante, e se questo io sono non lo saranno pure gli Altri da me?
Perciò... comprensione e affetto... simpatia, empatia e compassione. Quest'ultima in particolare che porta a "patire insieme", accompagnare e poi ricominciare con fiducia e speranza, sia pure con malinconica nostalgia.
Se dovessi spiegare la maniera, il momento preciso in cui presi a "curarmi" così, avrei di sicuro difficoltà. Tutto iniziò per... sopravvivenza, continuò per vivere serenamente, e chissà se a 5 anni ed oltre, io possa mirare pure alla "piccola Felicità".

domenica 20 settembre 2015

VULNERABILI ED ENTUSIASTI


Emoticon heart 
Vulnerabili... perché tanto entusiasti da perdere lucidità e mostrarsi fragili, o entusiasti per reazione, perché troppo vulnerabili?
Sembrerebbe la stessa domanda con i termini posizionati in modo diverso, in realtà sono due quesiti distinti che sottolineano, nel caso ce ne fosse bisogno, la precarietà dell'animo umano in presenza o conseguenza di una situazione estrema.
Di fatto c'è che a volte non ci riconosciamo più, e vaghiamo alla ricerca della stabilità di un tempo, e per "riconquistarla" tutti i modi sono buoni.
Cimentarsi in esperienze mai immaginate, confrontarsi in modo vivace sempre e ad ogni costo... cercare di far passare per unica e possibile la propria opinione che ovviamente tale non è più perché diventa imposizione
Appaiono come manifestazioni di entusiasmo, in realtà dimostrano una fragilità estrema di fondo e una grande vulnerabilità. Basta un niente, una risposta mancata o una replica mal riuscita, e cadrà ogni certezza.
Poi succede, e questo soprattutto quando si è al termine di un percorso difficile vissuto con l'ansia del domani, che ci si ritrovi tesi come corde di violino da accordare, pronti e con la fretta di suonare "nuove melodie". Perché prende la paura di spezzarsi prima di poterlo fare. Entusiasti quindi ma incapaci di dare senso all'emozione e orientamento all'azione.
Si va a ruota libera, suscettibili e a volte sordi, senza tener conto che Chi è di fronte potrebbe essere nella stessa condizione se non addirittura peggiore.
Se affermo questo, è perché l'ho vissuto in prima persona e solo ora ne ho piena consapevolezza.
Dopo la grande paura, il timore che il tempo da recuperare non fosse abbastanza. Allegria, euforia... a volte in vero e proprio delirio di onnipotenza.
Qualcuno c'era che ogni tanto tirava al posto mio il "freno a mano", ma era dura davvero convincermi per una "regolata" a quel motore oltre la sua potenza che ero diventata.
Mi lasciavo trascinare da me stessa, osavo prima di pensare.
Quando poi sentivo cose dentro che avrebbero voluto venire fuori ma non ci riuscivano, e pensieri che affollavano la mente, all'improvviso cantavo.
Cantavo davvero, ad alta voce inventando le parole che non ricordavo, incurante se fossi intonata o meno.
Esorcizzavo così la tristezza passata lavandola via con le note, rendevo indelebili i momenti finalmente migliori.

sabato 19 settembre 2015

UNA STORIA SPECIALE IN BREVE E CON POCHE PAROLE

Emoticon heart 
Che dire... se riesco a superarmi stasera, anzi stanotte perché è tardissimo, mi premio da sola.
La connessione è saltata e sto scrivendo su un tablet, con una tastiera snervante, e in condizioni disagiate che non so dire.
Beh, oltre il caldo ci mancava la "chicca" in più. 
Ma io non desisto, non mi arrendo e non sia detto che chiuda questo giorno senza almeno qualche rigo, un pensiero.
Oggi ho rivisto la Signora dei gattini... ricordate, l'Amica tanto simpatica che mi riforniva di caramelle senza zucchero perché le portassi solo a Lei? Erano i tempi della normale "trasgressione" e di dolcezza a iosa e in libertà...
Finalmente, ti sei decisa!? Per tutto questo tempo l'ho chiesto anche qui... ma che fine ha fatto la "mia Maria?"...
E non aveva tenuto conto che i giorni a me concessi sono solo due, e che i suoi sono sempre suscettibili di cambiamento.
Va be, Lei è così e del resto è amabile e simpatica anche per questo.
Stamane ha raccontato di un suo sogno all'epoca del primo intervento... una telefonata forse dal Paradiso, in linea addirittura... Padre Pio!
Pronto, sei Tu?
Certo, e Tu chi sei?
Sono Padre Pio...
Ma veramente... quello da Pietrelcina? E a che devo l'onore?
Ti benedirò 3 volte...
A questo punto si era svegliata, poi c'aveva pensato non più di tanto.
In seguito aveva avuto una recidiva, e poi ancora un'altra... in tutto per 3 volte la malattia.
Che dici, ora sarà finita?! Tre volte sono stata benedetta, adesso se mi ignora non mi offendo.
Ah, dolcissima mia cara... Fiammiferina!
nb... è così che la chiamo da quando dimagri' per un periodo. Ora qualche etto l'ha ripreso, ma il soprannome affettuoso le è rimasto.

venerdì 18 settembre 2015

A RENDERE FACILE LA VIA...


Emoticon heart
Senza voler esagerare, diciamo pure che alleggerisce ciò che ci aspetta la positività di pensiero ed atteggiamento.
Ma poiché, sembra anzi è sicuro l'ho già detto, mi piace "abusare" di metafore, stasera ne ho trovata una che calza a pennello. Tanto appropriata... in codice ma non troppo.
La metafora quindi questa volta ci sta, e non ho dovuto nemmeno cercarla, è arrivata spontanea a ribadire un concetto con un messaggio esplicito più volte ripetuto.
In questo scorcio d'estate prolungata, l'Amore della mia Vita ed io abbiamo deciso di trasformarci in escursionisti dell'ultim'ora, dedicando un giorno della settimana ad un' "uscita disintossicante". Su e giù per i Monti della Daunia.
Non sono di certo alte vette, ma vi assicuro non prive di discrete pendenze.
Come quella di stamattina che portava alla rocca di un castello medioevale, per giunta assolata e in presenza di una temperatura a 37°.
Così ad un certo punto, dopo aver svoltato per una curva sempre in salita ci siamo ritrovati al centro di una piazzola che a lato presentava il muro posteriore di una casa. Proprio in quel momento stavo pensando...
come sarà poter riprendere per continuare?
Quando non si può girare pagina o non si vuole, bisognerà comunque mettere un punto e andare a capo... per ricominciare.
In questo caso, andare a capo voleva dire tornare indietro, rinunciare alla vetta, aver fatto tanta fatica per nulla, e non di certo... ricominciare.
Stavo pensando a questo, dicevo... quando su quel muro di pietra, ben visibile leggo la scritta... IL TUO SORRISO.
Certo, mi stavo chiedendo... io non ce la faccio per questa salita, che cosa potrà essermi d'aiuto per continuare?
Il tuo sorriso, è stata la risposta... quella che non manca mai, arriva al momento giusto, e ricarica in modo sorprendente. Dà forza alla Mente che, suggestionata in positività, convince il fisico tutto a poter proseguire, continuare ad andare avanti anche se l'erta pare interminabile.
Così come accade nella vita, quando cominciare una nuova storia, un altro capitolo... un periodo sembra difficile se non impossibile. Un sorriso, prima forzato poi via via più semplice e spontaneo potrà essere l'aiuto tanto desiderato.
Succede di guardare sempre troppo lontano, prima che sia necessario e pure con affanno, mentre la soluzione è insita nella difficoltà stessa.
Stavolta la salita per me era un'ulteriore prova, ricaricata e convinta ho ripreso il cammino e ce l'ho fatta ad arrivare in cima, scoprendo che davvero ne valeva la pena. Ma per me stessa.

giovedì 17 settembre 2015

TENEREZZA E LUCIDITA'...


Notizie


Emoticon heart 
E poi ancora tenerezza. Tutto in una volta, tutto in un giorno solo.
Approcciano come sensazioni, forti e pressanti si fanno emozioni... col tempo saranno ricordi. Ne ho un bagaglio immenso, cinque anni non sono pochi e gli anni che seguiranno saranno i più importanti. Sono quelli che, soprattutto nell'immaginario mio, sono in più... oltre la sopravvivenza, e perciò da non sprecare assolutamente.
Voglio viverli "di corsa" ma pure con attenzione, ché ogni "falcata" non mi faccia perdere di vista quello che ho intorno, il Bene che arriva nelle forme impensate, a volte attraverso idee nemmeno tanto chiare, e poi con un racconto che non avresti mai pensato.
E' la "storia" che Tutti, i più "normali" almeno e quindi io mi escludo, tenderebbero ad archiviare, forse dimenticare se solo fosse possibile.
Ed ecco che all'improvviso ritorna, in un contesto in un discorso, e non puoi fare a meno di raccontarti. Lo fai con orgoglio, ma intanto a mezza voce... sembra che te ne vanti, però con un "velo" di autocommiserazione.
Anche io... mastectomia... senza ricostruzione, non l'ho voluta... e sono 19 anni... solo io so che cosa ho vissuto, avevo 33 anni.
Un racconto telegrafico, un messaggio essenziale "scappato" quasi per caso, giusto perché io ho parlato della mia esperienza, un vanto pareva essere arrivata a 5 anni.
Ricordava e raccontava ed era lì, accanto alla Sua mamma che faceva la terapia. Storie che si tramandano e si ereditano, o anche al contrario, visto che non esiste ordine cronologico o preciso.
La mamma tergiversa, esula il discorso malattia, parla di tutt'altro. Non ci sono più valori e c'è solo maleducazione... si ha tutto e manca l'amore. Droga e cattive abitudini... la donna non "sopporta" più.
Discorsi di altri tempi, sinceramente richiedono un grande sforzo di logica per tenerli insieme, però sento stringere il Cuore... è un misto di tenerezza e "piccolo dolore", piccolo perché quello grande è il Suo, fatto di paura e non accettazione al 100%, è in pratica rassegnata e lo nasconde male.
E poi... ancora tenerezza, perché in quell'atteggiamento ritrovo il ricordo di un altro assai simile.
Un'allegria forzata, battute inarrestabili ripetute e ripetitive... si rideva con Lui per non deluderlo.
Dimmi, Maria... vinceremo questa battaglia? Io ce la sto mettendo tutta, non intendo più nascondere la testa sotto la sabbia... affronto, affronto, la speranza è con me. E poi sorrido e rido, rido e sorrido... così devo vincere per forza.
E l'indice e medio erano alti nel segno della vittoria.
Spesso mi sento presa nel vortice di una fiaba, come nel bel mezzo di un ballo a corte. Tutto gira intorno e non vedo nulla e non so più dove sono...

mercoledì 16 settembre 2015

SPERANZA SENZA FINE


Emoticon heart 
Cercarla in ogni dove, nelle azioni della giornata, negli sguardi sereni come in quelli preoccupati, persino in battute apparentemente senza senso... sempre e ovunque.
17 gennaio 2014
Non ci pensi finché non lo vedi come risorsa, a volte... ultima spiaggia. E si sbaglia.
Sperare è un processo di crescita interiore, attraverso esperienze e pure dolore riflesso. E diventa di ogni giorno esigenza vitale... così che si respira speranza e ci si nutre di speranza.
Sapete, lo intuivo ma oggi ne ho avuto la certezza quando un Amico ed io abbiamo chiesto alla Nostra "infermiera preferita" che cosa pranzasse oggi. "... pasta e speranza...", Ci ha risposto ed ha detto tutto... l'essenziale.
Queste erano le mie parole a commento dell'episodio vissuto in reparto quella mattina...
Quelle seguenti sono dell'Amico che era con me...
17.01.2014
Oggi ho chiesto alla mia Amica M. Cosa ti mangi a pranzo???
Lei mi ha risposto con gioia :" Pasta e Speranza " .Tornando a casa, mia
moglie mi ha preparato ... " Pasta e Speranza" . Ho mangiato con molto
appetito,con gusto e ho apprezzato la bontà del piatto.
VI RICORDO :
questo piatto è ricco di tutte le vitamine e inoltre nel giro di poco tempo si noteranno molti effetti
benefici sulla circolazione, sul metabolismo, e sull'invecchiamento cellulare.
CONSIGLIO (e posologia): Mangiate questo piatto almeno tre volte alla settimana. Starete subito meglio.
GRAZIE A TE... SONO SERENO E CON ME,VOI TUTTI AMICHE ED AMICI. RINNOVO IL MIO V.V.B. - CON AFFETTO GIGI DE MICHELE
Lui era così... affettuoso, sorridente e di una "tenerezza" disarmante.
Continua a... essere con NOI.
E NOI continueremo anche per LUI.

RESET


Emoticon heart 
Quanta fatica stasera per incominciare, un altro nuovo inizio che sembra un'ardua impresa.
Un giorno da "RESET"... se avessi a disposizione un tasto sia pure immaginario, lo pigerei non una ma dieci, cento volte per tutti quei giorni che vanno così, come è andato il mio, oggi.
L'ho scritto un'ora fa sull'onda delle emozioni, perché queste 24 ore sono state di un'intensità a fase alterna...
Una giornata spesso sembra lunga al pari di una vita intera.
Nasce tra la gioia, avanza con entusiasmo,
poi al suo meriggio prende ad andare a fatica.
Colpa dei pensieri e degli affanni che non si scelgono ma arrivano.
Giunge infine la sera, sicuro tutto avrà fine.
E nel riposo della notte lo spirito si ritemprerà per "nuova vita".
Stamattina sapevo che avrei avuto tanto da fare. A casa come sempre, e poi in reparto quali sguardi indossare per incontrarne altri sconosciuti e ignari?
La "voglia di fare" e l' "ansia di non strafare" si mescolano in un'alchimia pressoché perfetta trasformandosi in "entusiasmo moderato" dal buon senso.
Reggerò...? mi chiedo ogni volta, e intanto mantengo fede alla promessa, sperando di non deludere Chi tanto generosamente mi concesse un altro po' del tempo in dotazione.
Le ore avanzano veloci evidenziando la mia inevitabile lentezza.
Avrei bisogno di sostare, recuperare pensieri vagabondi, allinearli e poi farli miei ché diventino ricordi, di quelli che insegnano a diventare più buoni.
E intanto resto in silenzio per non... essere troppo. Io non lo sono mai stata troppo, perché dovrei esserlo ora, anzi apparire ciò che non ho mai voluto essere?
Torno a casa... fiacca e stanca. Tanto lavoro da sbrigare e tempo poco... ormai il mio orologio segna le ore a vuoto.
Mi siedo... apro un messaggio e ancora una volta provo quella pressione alle tempie e la sensazione di un qualcosa che muore in gola.
Dovrei esserci abituata, ma non si può... il dolore che coglie all'improvviso regala sempre grande sgomento.
Mi fermo a riflettere, e l'onda di alcuni ricordi mi sovrasta. Fermo un'immagine, bella e precisa... l'ultima di un bacio sulla mia mano, è tenerezza e commozione...
Devo tornare indietro, perché se avanzo potrei cadere e non riuscire a rialzarmi.
Dare ancora fiducia ai sogni, al mio Cuore... ad una storia che continua e non può essere solo mia.

martedì 15 settembre 2015

GUARDARSI CON GLI OCCHI MIGLIORI


Emoticon heart 
Non ero una bimba vanitosa, non stavo di continuo davanti allo specchio.
Per questo non era un problema essere bella oppure brutta.
Però c'è di fatto che non mi sono mai sentita e vista bella, neppure quando qualche amica di mia madre azzardava un complimento... secondo me l'aveva detto tanto per dire, ma in fondo non mi importava. Mi lusingava molto più sentirmi dire che ero brava a scuola, intelligente e diligente.
Intanto crescevo, e a 12 anni ero alta come lo sono ora...
Viene su alta questa ragazzina. E se non avessero parlato sarebbe stato meglio, perché da lì in poi di altezza media sia pur gradevole sono stata e non di certo una... "stangona".
Non è facile sentirsi e vedersi belle se non ci si apprezza, si tende ad escludere il problema cercando di guardarsi allo specchio lo stretto necessario, senza focalizzare troppo l’attenzione.
Col tempo ci furono pure giorni in cui arrivai ad ammirarmi, per un abito nuovo o una nuova pettinatura, episodi sporadici, ormai l’abitudine a non stimarmi fisicamente mi faceva ignorare qualsiasi "bel particolare" di me.
Eppure ero giovane, magrissima, sinceramente e col senno di poi... potevo andare, se almeno avessi avuto più momenti di allegria e con disinvoltura indossato gli occhiali giusti. Chissà perché li sceglievo sempre eccessivamente grandi per il mio viso, e una volta addirittura mi incaponii per delle lenti scure. Notte sempre per poter nascondermi.
E come si fa ad amare se stesse se non ci si accetta fisicamente?
Per quanto una persona si possa sentire buona ed evoluta spiritualmente, consapevole e aperta verso il prossimo, se non c’è amore di sé ed apprezzamento anche esteriore non potrà essere certa del percorso compiuto, perché la bellezza non riuscirà a vederla in sé.
In me il "cambiamento" l'ha portato la malattia, permettendomi di trovare l'appiglio dove agganciare la capacità di apprezzarmi.
Persi i capelli e imparai a focalizzare l’attenzione in altri punti di forza, enfatizzando il particolare. Apprezzavo ed ammiravo quello sguardo profondo dalla particolare luce, mi osservavo mentre ridevo, o semplicemente immaginavo come gli altri mi vedessero quando parlavo con loro e li ascoltavo.
Scoprii così la bellezza, finalmente mi piacevo ed ero sicura di apparire gradevole d'aspetto.
Imparai ad amarmi e a prendermi cura di me nel modo migliore. Ed ora mi sento "ricca di Amore".
Più ci ameremo, più saremo amate e più amore potremo donare.
Usiamo lo specchio, guardiamoci, ammiriamoci, amiamo quei "particolari" che dichiarano la nostra gioia attuale, ma anche quelli che riportano al passato di dolore.
Comprendiamo, accogliamo e amiamo quelle parti di noi che sono l’esteriorità del nostro vissuto, e saremo nella totalità del Nostro Essere.

lunedì 14 settembre 2015

COME UN ELASTICO


Emoticon heart 
Così mi sento spesso. Come un elastico, testato per la resistenza... teso sempre di più. Sono l'elastico e nello stesso tempo chi lo tiene da una parte, mentre non so chi o che cosa si oppone alla mia azione di forza.
Forza... io sono consapevole di averne abbastanza, qualche volta mostra una crepa ma la sistemo subito dopo aver carpito la "piccola luce" che l'ha attraversata. E poi vado avanti anche piuttosto bene, perché c'è sempre da imparare pure da una piccola luce.
Passo così da fatti insignificanti e disagi superabili a pensieri e riflessioni che spengono il sorriso sul nascere... quasi fosse una colpa.
E' chiaro che così non è, ma il coinvolgimento emotivo lo impone quando si è riso insieme raccontandosi storie e... piccole bugie non pietose ma colorate di speranza.
Bene... tutto questo io lo so, mantengo lucidità e distacco, resto ferma e convinta che fa parte del gioco, eppure... certe volte non mi ritrovo.
Dall'altra parte l'elastico è mollato, e tutto quanto mi fa male.
Ieri ho "rottamato" il reggiseno che indossavo dal tempo della ricostruzione. Non avrei voluto, in qualche modo mi ero legata a quell'indumento dal senso a metà, e per metà liso e per metà quasi nuovo. Poi ho ricordato un particolare, le donne come me, mastectomizzate ma non ricostruite cambiano la protesi esterna ogni 3 anni, perché si rovina e perde peculiarità.
Il mio reggiseno è durato 3 anni... si ricomincia con un altro dalle stesse caratteristiche, semi-imbottito senza ferretto con l'opzione delle compresse di garza per il perfetto arrotondamento dove manca.
Tutto questo lo so, lo sapevo, eppure... ho passato metà giornata che era anche di festa ad innervosirmi per qualcosa che mi procurava disagio.
Avessi fatto subito ciò che era da fare...
Va be, comunque era cosa di poco conto... ed è andata.
Ma sono altre "inquietudini" che serpeggiano e procurano tensione. Un senso di attesa per qualcosa che sta per succedere, tanto simile ad una nascita o... alla morte.
E' naturale, Tutti lo sappiamo... il cerchio si chiude, eppure... è come se all'interno ci restasse il vuoto. Sgomenta l'idea perché in una vita intera c'è sempre tanta pienezza, e nell'immediato sembra diventare come cenere al vento.
Sembra ma non è vero.
Non potrà essere, perché stretti in pugno resteranno ricordi e insegnamenti, i momenti del dolore e quelli di un'autentica allegria vissuta fino alle lacrime.
Gioia pura davvero.

domenica 13 settembre 2015

UN FIORE PER ME


Emoticon heart 
Fino a qualche anno fa per l'onomastico avrei gradito solo rose di colore rosa.
Delicate, profumate... le vedevo adatte a me, condizionata probabilmente dal nome che mi fu dato tanti anni fa e che riporta all'unica figura eterea e benedetta.
Associazione di idee? Forse qualcosa in più.
Quando pronuncio il mio nome, la risposta o replica è sempre la stessa...
che bello, il nome della Madonna!
Non importa se qualche tempo dopo avendolo dimenticato, glielo ripropongo a mo' di indovinello e non sanno rispondere. Sono a "senso unico", ma per me va bene ugualmente, l'ingenua simpatia e la tenerezza che ne consegue vincono su tutta la linea.
Comunque alla fine vengo sempre "identificata", e stimolati in modo giusto, si... che lo dicono questo mio nome, musicale assai e così dolce che davvero è "pura poesia".
Il 12 settembre ormai anche quest'anno è passato, auguri ne ho ricevuti e fiori pure... variopinti, e di rosa neanche uno. Qualcosa è cambiato, si sa... mi manca "quel fiore" ma è poco importante. Ora c'è altro.
E anche per il nome che porto... devo dire che mi piace... almeno ora, mentre un tempo non lo "gradivo" affatto, perché era così comune che quando fuori casa si rivolgevano a me, rispondevano almeno altre due con me... e sia chiaro, si parla sempre di spazi ristretti.
Le mie sorelle, nate dopo, portavano nomi belli ed originali per l'epoca, a me invece era toccato quello non di una ma entrambe le nonne... non si poteva scappare, e così arrivai a detestare persino il "privilegio" della primogenitura.
Tutto questo per un tempo abbastanza lungo... non quantificabile in anni perché a tratti il peso di un "nome da Nonna" si è fatto sentire anche in momenti ed occasioni recenti, quando "nonna" avrei potuto esserlo ampiamente. Poi... anche in questo caso tutto si è capovolto dopo la malattia.
E miracolosamente il "mio Nome" suonava in modo diverso, aveva una musicalità che non avevo mai notato prima e mi piaceva ripeterlo se mi veniva chiesto.
Ora... quando mi presento, più di una persona replica... non poteva essere altrimenti, non potevi chiamarti che così. A parte i soliti, infatti gli altri ricordano questo nome tanto comune, però adesso sono l'unica a voltarsi, perché come chiamano me non chiamano nessuna.
E c'è pure un 20% di persone che azzarda e traduce il mio nome, con un tocco "english" niente male... Mary, sfatando un grosso mito... che un nome comune come il mio non possa essere originale.
Quando nacqui, tantissimi anni fa... mio padre fu il solo ad osare, rendere "straniero" il nome più italiano che c'è, e di rimando mamma e nonna lo riportarono al "giusto rango" arricchendolo di diminutivi e vezzeggiativi da "voltastomaco". Col trascorrere del tempo gli restituirono dignità come da anagrafe, e così mi restò... affibbiato, sopportato e alla fine accettato.
Poi... per dar conferma ai cambiamenti che sarebbero stati, con la malattia il nome si modificò ancora, solo a volte per mio volere e altrui.
E fu... Mary per coraggio e Maria sempre, finalmente con se stessa in armonia.

sabato 12 settembre 2015

DAI TUOI OCCHI AI MIEI


Emoticon heart 
Quei particolari all'improvviso diversi, perché guardati con gli occhi del "poi" e intesi con l'Intelligenza del Cuore.
E accade quando è trascorso il tempo giusto, e dell' "esperienza" è rimasta la parte migliore, quello che si è imparato... dopo aver gettato alle ortiche la rabbia e il nervosismo, l'ansia e il nodo alla gola in stato permanente, le lacrime e i silenzi.
Quando c'era tutto questo ero più miope di quel che sono in realtà, e inoltre giravo col paraocchi, nel tentativo illusorio di isolarmi ché non si vedesse quanta angoscia avessi dentro. E i particolari di prima non erano più gli stessi, gli sguardi soliti di Chi incontravo mi parevano curiosi e indagatori, le voci stridule e fastidiose. Era il "chiodo fisso" a penetrarmi il cervello e occuparne lo spazio intero.
E che dire dell'approcciare con medici ed infermieri? Quando il medico è una donna? Perché una differenza c'è ed è sostanziale.
Di un "dottore" ero pronta, preparata ad accettare una professionalità seria ma che manteneva le distanze, quindi una battuta infelice mi dava da pensare ma non più di tanto, un "passaggio" per la corsia rapido e a volte poco attento poteva starci, si sa gli uomini sono fatti così e un camice fa poca differenza.
Da una "dottoressa" invece mi aspettavo comprensione, cura e "carezze", non sguardi taglienti e glaciali, silenzi prolungati ad ogni domanda che si smorzava in gola. Una donna doveva ben capire quello che provava un'altra donna che vedeva all'improvviso andare in frantumi ogni sua certezza... o no?
Vedevo tutto questo, lo guardavo secondo l'ottica del momento, lo intendevo diverso.
Ma qual è in realtà il punto di vista giusto?
E' chiaro che dipendeva da me, o meglio dalla prospettiva in cui ero posta, fortemente condizionata dalla Forza della Mente, quasi sottomessa.
Un po' alla volta ho imparato ad interpretare in modo obiettivo perché mi sono abituata a prendere le distanze da quel che accadeva. Ogni giorno presentava incognite, ma ne prendevo in considerazione una sola. Un'equazione con la "x", la "y" e la "z", non è che si risolve con un'operazione unica... si procede con ordine, si verifica e poi... poi tutto diventa chiaro, e sembra impossibile sia riuscita. All'inizio ogni più, meno, per o segno di frazione, e parentesi sembravano interminabili "tranelli". E invece erano solo "particolari".
Oggi non mi limito a vedere ma guardo. Non sento ma ascolto.
Vado oltre la percezione... soprattutto intendo.
Uso la Ragione ma anche il Cuore. Non erge barriere il Cuore e ben si dispone, non è diffidente ed accoglie.
Uno sguardo così non è più duro e distaccato e freddo... è solo compassione che fa fatica ad esprimersi perché si difende.

venerdì 11 settembre 2015

E DOPO ANCHE I COLORI... INSIEME



Emoticon heart 
La data del primo incontro col G.A.M.A. si avvicina, ed io mi sono attrezzata... nastri di tutti i colori. Per il prossimo anno fiocchi di tenerezza variopinti, come augurio di vita vera, non monocromatica, per niente piatta. Ché sarebbe la cosa peggiore soprattutto per Noi che ogni giorno cerchiamo "la scoperta" nella semplicità un tempo non considerata.
Con la consapevolezza che la vita non è mai tutta nera né bianca, ce ne facciamo una ragione, e viviamo comunque a colori. Ed è luce che accompagna la vita, sia pure più o meno intensa.
Anticamente ne parlò anche Aristotele, considerando appunto una scala cromatica in base alla luminosità. Si partiva dal Bianco che era luce assoluta e si finiva col Nero che ne era altrettanta negazione, passando per il Giallo, Rosso, Violetto, Verde, Azzurro. Tutti gli altri colori sarebbero stati il risultato del loro unirsi, mescolarsi... abbracciarsi.
Quasi perfezione nell'Armonia dell'Insieme.
Potrei fermarmi anche qui, ma a me non basta mai e per questo sfoglio, scartabello, navigo alla ricerca costante di qualcosa in più che arricchisca un concetto o un'idea. E così dopo quella delle farfalle colorate che si uniscono a formare l'arcobaleno, ho trovato un'altra leggenda riguardante i colori, che con la metafora spiega e valorizza la vita in solidarietà, che altro non è "Armonia di intenti"...
I COLORI FANNO LA PACE E TORNANO INSIEME
Era un sabato mattina e tutti i colori uscirono per andare al mercato.
“Buongiorno, signor Blu” disse il Signor Arancione.
“Buongiorno a Lei signor Arancione, ha visto che bel cielo azzurro oggi?”
“E' solo azzurro! Io sono più bello, perché sono arancione: il colore della vitalità, delle vitamine, delle carote e delle arance!”
“Ma che vi viene in mente?”, interviene il signor Verde, “Io sono il colore più bello: sono il colore dei prati e delle foglie degli alberi!”
“Vorreste che fosse vero! In realtà, sono io il colore più affascinante, perché sono il rosso, il colore della passione! Tutti i cuoricini che disegnano i bambini sono di questo colore, sono il colore dell'amore!”
“Anch'io sono disegnato spesso dai bambini, cari Signori! Sono il Giallo colore del sole!”
I colori si mettono a litigare: "Sono io il più bello...", "Non è vero, sono io".
E il cielo comincia a diventare grigio. Le nuvole spuntano all'orizzonte e… Boom! I tuoni si fanno sentire e sono molto arrabbiati, perché i colori non dovrebbero litigare. Sono gli amici dei bambini, sempre presenti nei loro astucci e disponibili a farli divertire aiutandoli a inventare mille disegni. I colori impauriti dai tuoni e dai fulmini si abbracciano e nello stesso istante spunta il sole da dietro una nuvola. Ed ecco la magia: appare un meraviglioso arcobaleno in cui sono presenti tutti i colori.
I Signori Colori hanno capito che tutti sono belli e importanti e, infatti, l'arcobaleno non sarebbe così stupendo se fosse composto da un unico e solo colore: è bellissimo proprio perché lo compongono tutti insieme, in un affettuoso e suggestivo abbraccio.
Bella... a me è piaciuta tanto. Credo ci sarebbe molto da imparare. Qualcuno ridimensionerebbe pretese e capirebbe il senso di essere, esistere non solo per se stesso.
E per concludere... poiché la vita non è in bianco e nero e ancor meno priva del sonoro come lo erano le prime pellicole, a più colori sarà pure ogni suo evento, e così mi sono divertita a "dar voce" ad un mio "scherzo poetico"... ogni tanto mi succede.
Ed ho colorato in questo modo il mio matrimonio, definendolo...
SAPIENTE TECNICA DI COLORE
Il Bianco di un velo da sposa,
il Rosa e l'Azzurro di due fiocchi sull'uscio.
Il Verde di speranza mai persa.
Pur coi mezzi toni, connubio quasi perfetto... comunque passione ben spesa.
Ed ora mi fermo, stasera davvero ho detto troppo.
Sosto... per una notte dai sogni a colori.

giovedì 10 settembre 2015

TRA LE RIGHE DELLA STORIA SOLITA


La "storia" è più o meno la stessa... non è sfogo di animo esacerbato ma osservazione della mera realtà. Anche perché Enne e Sua moglie, Gi sono persone amabilissime e pacate, non recriminano né rimproverano alcuno, non si piangono addosso. Sono sul percorso e pur consapevoli di queste e altre difficoltà, sereni e decisi guardano alla meta.
E' una recidiva per Lui, e a Lei ogni tanto vengono gli occhi lucidi, ma niente di che, tanto da confondersi con l' "umore da sorriso".
L'apparenza inganna, dice e poi riprende il suo discorso... dove eravamo rimasti? In realtà l'ultima volta non avevamo neppure incominciato, ma al momento di salutarci Enne mi aveva dato appuntamento con la promessa di raccontare un piccolo miracolo, quasi una chiamata per Lui soltanto, poco prima di ammalarsi.
La prima volta non aveva voluto accompagnare Sua moglie a Medjugorje, Lei poi non era riuscita a partire più per un disguido... e la seconda volta non aveva detto di no. Tutto ciò sempre prima di ammalarsi.
Così era successo... e un tumore particolare e raro l'aveva colpito. La prima volta e poi un'altra ancora, ma insieme erano e sono sereni. La Fede e la speranza non li abbandonano, e Lui ricorda sempre quel raggio di sole che non l'ha abbagliato. Avrà pure un significato un "fenomeno" del genere...
Intanto l'ansia è dominata, senza aver mai conosciuto angoscia e panico. Un solo cruccio, la sensazione a volte di essere su uno spazio esiguo, di fronte ad uno scoglio fermo lì che ti impedisce di guardare oltre.
E' l'insensibilità e la grettezza d'animo della gente, non tutta ma di "certa gente".
Prima comincia il "gran rumore"... Tutti vogliono sapere, Tutti vogliono essere vicini. Si allarmano, si informano... pressano per sapere di più, alcuni realmente sinceri altri meno. Curiosità e compassione che per gran parte nascondono ben altro... e se fosse capitato a me, se capitasse? Intanto non mi è successo, e poi dovrebbe... e perché proprio a me?
Intanto il tempo è trascorso e l'"Amico col brutto male" dopo l'intervento chirurgico si sottopone alle terapie previste dal protocollo. Sono lunghe, interminabili a volte devastanti... e il "gran rumore" comincia a scemare, può far paura vedere una testa senza capelli, fa impressione una maschera che simula la Vita. Si scansano le occasioni.
Quando non si può fare a meno, si finge di non guardare, di non dare importanza, oppure... si apre la "fiera delle parole inutili".
Ma insomma quando passa?
Ancora non passa?
Ma guarda un po', poverino... passerà?
E a un certo punto quasi Tutti si nascondono... per non essere travolti... "perché è giusto che ognuno si viva tranquillo la Sua ultima spiaggia". Forse.
Che "comoda supponenza"! Magari è proprio il contrario... magari quello "spazio" verrebbe da dividerlo con qualcuno, forse meno codardo... che non temesse di affogare in quello stesso mare.
Enne racconta e si duole perché si sente emarginato, guardato con sospetto. Atavico retaggio di stampo medievale per una malattia che si dice voler sfatare e poi non si ha il coraggio di affrontare nemmeno alla lontana.
Racconta e si rammarica, poi ricorda... quel raggio di sole che non volle fargli male.