settembre

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martedì 15 settembre 2015

GUARDARSI CON GLI OCCHI MIGLIORI


Emoticon heart 
Non ero una bimba vanitosa, non stavo di continuo davanti allo specchio.
Per questo non era un problema essere bella oppure brutta.
Però c'è di fatto che non mi sono mai sentita e vista bella, neppure quando qualche amica di mia madre azzardava un complimento... secondo me l'aveva detto tanto per dire, ma in fondo non mi importava. Mi lusingava molto più sentirmi dire che ero brava a scuola, intelligente e diligente.
Intanto crescevo, e a 12 anni ero alta come lo sono ora...
Viene su alta questa ragazzina. E se non avessero parlato sarebbe stato meglio, perché da lì in poi di altezza media sia pur gradevole sono stata e non di certo una... "stangona".
Non è facile sentirsi e vedersi belle se non ci si apprezza, si tende ad escludere il problema cercando di guardarsi allo specchio lo stretto necessario, senza focalizzare troppo l’attenzione.
Col tempo ci furono pure giorni in cui arrivai ad ammirarmi, per un abito nuovo o una nuova pettinatura, episodi sporadici, ormai l’abitudine a non stimarmi fisicamente mi faceva ignorare qualsiasi "bel particolare" di me.
Eppure ero giovane, magrissima, sinceramente e col senno di poi... potevo andare, se almeno avessi avuto più momenti di allegria e con disinvoltura indossato gli occhiali giusti. Chissà perché li sceglievo sempre eccessivamente grandi per il mio viso, e una volta addirittura mi incaponii per delle lenti scure. Notte sempre per poter nascondermi.
E come si fa ad amare se stesse se non ci si accetta fisicamente?
Per quanto una persona si possa sentire buona ed evoluta spiritualmente, consapevole e aperta verso il prossimo, se non c’è amore di sé ed apprezzamento anche esteriore non potrà essere certa del percorso compiuto, perché la bellezza non riuscirà a vederla in sé.
In me il "cambiamento" l'ha portato la malattia, permettendomi di trovare l'appiglio dove agganciare la capacità di apprezzarmi.
Persi i capelli e imparai a focalizzare l’attenzione in altri punti di forza, enfatizzando il particolare. Apprezzavo ed ammiravo quello sguardo profondo dalla particolare luce, mi osservavo mentre ridevo, o semplicemente immaginavo come gli altri mi vedessero quando parlavo con loro e li ascoltavo.
Scoprii così la bellezza, finalmente mi piacevo ed ero sicura di apparire gradevole d'aspetto.
Imparai ad amarmi e a prendermi cura di me nel modo migliore. Ed ora mi sento "ricca di Amore".
Più ci ameremo, più saremo amate e più amore potremo donare.
Usiamo lo specchio, guardiamoci, ammiriamoci, amiamo quei "particolari" che dichiarano la nostra gioia attuale, ma anche quelli che riportano al passato di dolore.
Comprendiamo, accogliamo e amiamo quelle parti di noi che sono l’esteriorità del nostro vissuto, e saremo nella totalità del Nostro Essere.

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