venerdì 3 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.67) (Il mare)

Mi piaceva da giovanissima, poi da madre affannata di figli piccoli, molto meno, seguì un periodo di silenzio, senza infamia né lode, l'ho riscoperto dopo la malattia. Adesso mi piace il mare al tramonto dell'estate, quando sono sola e lo sento tutto mio. Chiudo gli occhi e mi concentro sul momento, il "Qui e Ora" al recupero di forze e motivazioni. La sua voce è diversa perché non si confonde con altri suoni, né musica e neppure gridolini di bimbi festosi a riva. Il profumo è ben distinto, di alghe e salsedine, trasparente come l'acqua sul fondo, nonostante le onde che montano, regolari e in fila. E infine il vento che l'accompagna partecipa un nuovo inizio. Mi piace "questo mare" che culla e calma. Il mio pensare prende ad essere accompagnato da una musica lenta, con alti e bassi... un po' simile al suono che s'ascolta quando all'orecchio s'appoggia una conchiglia. E a proposito di conchiglie condivido una poesia di Federico Garcia Lorca, scritta giusto cento anni fa... M’hanno portato una conchiglia. Le canta dentro un mare di carta Il mio cuore si colma d’acqua con pesciolini d’ombra e d’argento. Mi hanno portato una conchiglia. .- Federico Garcia Lorca -

giovedì 2 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.66) (Resettare)

Due pazienti dalle storie assai simili ma posizioni diverse. Per entrambe quello che sentono e provano per se stesse non avrà mai fine. Accade che la Vita ponga di fronte a prove che non avresti mai pensato, tanto le consideravi lontane e che avresti evitato anche a costo di grande fatica. Ogni facile cosa scontata, gratuita ed il resto che non fosse tale... impossibile. Quando all'improvviso la realtà appare diversa, si comincia a dubitare del ruolo, persino a provar nausea per ciò che un tempo dava piacere. Ad un certo punto vorresti dire... basta!... cadere in un sonno profondo per risvegliarti dopo aver cancellato tutto. "Resettare" la propria vita e ricominciare con tanto "spazio" nuovo da riempire, guardarsi allo specchio e vedere quello che si era sempre pensato, un'immagine che muta naturalmente per il passar del tempo e non solo. Ma anche se in parte artefici della propria esistenza c'è sempre la restante che va da sé... Che cosa ci rimane allora? Forse amarci tanto, come ameremmo l'Altro con grande passione, senza condizioni o limiti e poi... proprio per questo guardare ogni cosa con gli "occhi sorridenti". Un po' col Cuore... un po' con la Mente, niente è impossibile. Persino librarsi in volo verso un nuovo giorno che duri il resto della vita.

mercoledì 1 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.65) (Non pensare a niente)

Tutto ha una fine, anche una giornata d'inferno come questa. Caldo torrido, faccende ad oltranza, discussioni inutili, del tipo porte girevoli... quando entri pensando di venir fuori velocemente e invece continuando a girare, ci sei sempre dentro e per giunta col nervosismo alle stelle. Ché poi nessuno mai ha ragione né torto, e nello specifico responsabili sono difetto di comunicazione, ed equilibrio precario per la stagione calda e lo stress. Allora... "Non sto pensando a niente, e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente, mi è gradita come l'aria notturna, fresca in confronto all'estate calda del giorno. Che bello non sto pensando a niente!" (Fernando Pessoa) Già, e quanto è difficile non pensare a niente,... Però a tratti ci riesco, o meglio riesco a non pensare al disagio, alle tante problematiche del momento, perché valorizzo ciò che ho, la forza interiore che mi porta oltre. Il caldo afoso, la Crisi e le crisi varie, e tornerà il tempo buono. Mi dissero una volta... tutto passa, nulla dura per sempre. Ed io replicai... si, però come passa? Comunque passa... fu la risposta. È tutto nella mente, mi dicevano e alla fine mi convinsi. Il freddo che viene, il caldo, le mezze stagioni che non sono più. Se la mente vuole magari ti sentirai pure felice, come nessuno può. Semplicemente assecondando ciò che è. Seguendo il tempo, mettendo insieme i giorni, dono esclusivo per Chi si sente vivo.

martedì 30 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.64) (Come un girasole)

 


"Guarda sempre il lato positivo della vita, proprio come un girasole guarda il sole, non le nuvole"

    - Helen Keller -


Pare la logica conclusione della maggior parte dei miei scritti. Una "raccolta" di positività in divenire, cominciata piano quasi in sordina, partendo da una spiritualità di antica origine, continuando poi fino a ritrovare nella piena condivisione, la serenità. Quella fatta di poche cose, semplici ma nello stesso tempo grandi e autentiche.

Perché un campo di girasoli? Sbocciano spesso di notte e nessuno se ne accorge, poi improvvisamente alzano il capo. Verso la luce quando si fa splendente.

Mi si perdonerà, ma non posso non tornare al "mio tempo", al buio in cui era immerso e alla luce ritrovata. Ci penso spesso, e per molti questa è cosa assai strana, dovrebbe essere il contrario perché si allontana, e invece rimbalza come una palla lanciata contro un muro, con un ritorno da cogliere in modo attento per non sentire "logico dolore". 

E mi sono chiesta... ma sarò normale? O sarà la mia una forma di esaltazione, una sorta di "lucida follia" che mi riporta a casa ogni volta serena, direi quasi contenta anche dopo aver visto, toccato tanto dolore? Eppure... piango dentro, voglio il silenzio... poi e tutto il resto non m'importa più.

Stasera ho anche "colto" un'espressione che ho trovato mia, perché la ripeto spesso anch'io. Mi basta un pantalone e una maglietta, non voglio altro... ma mi manca la salute.

Al momento io sto bene, spero di esserlo ancora a lungo ma anche a me basta "un pantalone e una maglietta". È vero. 

I Girasoli non cambiano abito per alzare il capo verso la Luce.


lunedì 29 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.63) (La ciotola)

Oggi molto presa. Sono stata in attesa dell'arrivo di mia figlia. Non la vedevo da Natale. "In attesa" come un'ennesima gestazione.

"Mia Famiglia" quindi si è riunita. Dopo quasi sei mesi la figlia lontana per lavoro è tornata. Sono contenta, anzi felice ma pure frastornata.

Sul tappetino in cucina c'è di nuovo la ciotola dell'acqua. È per la Biji, la cagnolina di mia figlia, e per me è stata emozione grande rivedere quell'angolo non più vacante.

Biji resterà con noi per un mese intero.

Accantonerò le mie abitudini, cercherò supporto da me stessa, chiamerò a raccolta le mie forze. Gli anni passano, e mi avvicino sia pure a passi felpati a quell'età che fa tanto simile ad un gatto domestico. Ma l'Amore grande e incondizionato si spende e non si misura, mi abituerò e sarà per il tempo che dura.

Poi la mia grande figlia tornerà alla sua vita ed io alla mia, e i giorni fino a Natale saranno il futuro di ciascuna.

Le relazioni sono così, tutte almeno per me che le vivo con il Cuore, siano scontate o meno.

Ci sono quando la situazione lo richiede, mi tiro indietro quando non serve più. Anche con i figli, soprattutto con loro ché non si capisce mai se ti vogliono o meno.

Poi con gli Altri, ovviamente occorre qualche accortezza in più.

Ci dedichiamo quando vivono momenti difficili, cerchiamo di aiutarli in quel momento, là dove sono, e magari anche dopo ma solo qualche volta.

Lasciarsi coinvolgere e creare nell'Altro aspettative esagerate può risultare veramente dannoso. In un inevitabile crescendo, a lungo andare non sarebbe un bene per nessuno. 


Dedicare pure solo il pensiero però si può, è già sentimento.

domenica 28 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.62) (La rinascita parte da qui)



"... quando ci imbattiamo in un medico che ha umanità, consapevolezza di sé e di noi... che riesce a rappresentare se stesso e noi in una reciproca relazione... tutto diventa più leggero e la speranza si riaccende, perché sentiamo che esistiamo per l'altro, la nostra vita non gli è indifferente. Ci sentiamo contenuti e protetti, e naturalmente di questo abbiamo bisogno, perché la malattia ci rende fragili..."

(Marta Tibaldi, "Oltre il cancro")


Perchè questa citazione?

Come punto di partenza. Si parla di medico e paziente, di una relazione, nello specifico relazione d'aiuto.

Perchè credo che un buon medico non debba curare solo la malattia ma la Persona.

Asoltare con attenzione, cogliere le sfumature, pensare, in base ai rimpianti e ai desideri, ad un progetto da suggerire. E magari aiutare pure a realizzarlo, se possibile.

Aiutare l'Altro quindi a tirare fuori le proprie risorse, sottolineandone le capacità. È l'arte della "maieutica", far partorire il meglio di sé. Aiutarlo pure a raggiungere lentamente l'autonomia, in modo che possa andare sulle proprie gambe, riuscire ad affrontare difficoltà e problemi. 

E sarà così Persona nuova, quasi irriconoscibile a se stessa ma grata al proprio medico per le cure al corpo, alla mente e all'animo.

sabato 27 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.61) (Inauguriamo un nuovo spazio)

 


A tarda ora una sana proposta a... Samanta Marrone ma anche in realtà a tutto il gruppo.

Considerato il successo conseguito dall'incontro

"Alimentazione in Oncologia", ho avuto un'idea.

Perchè non creare una rubrica di sana cucina, curata da Samanta, qui in quest'ambito?

Notizie sugli alimenti, curiosità, e infine una semplice e gustosa ricetta, una volta a settimana, da provare subito.

Che ne pensate?

Per questa rubrica ho pronto anche il titolo... "CUCINA TRA LE RIGHE".

Sarà una pagina nata dal Cuore, da salvare e consultare sempre, magari illustrata con foto dei piatti realizzati non solo da Samanta, Nostra chef a 5 stelle, ma pure da tutti NOI... INSIEME, chè quando ci mettiamo impegno arriviamo lontano, sempre e nonostante tutto.



venerdì 26 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.60) (Primo comandamento: Mangiar sano)

L'incontro odierno sull'alimentazione a cui hanno partecipato alcuni di noi del GAMA, mi porta almeno a delle considerazioni, non avendo io potuto essere presente.

La sana alimentazione è una componente di un buon stile di vita. È argomento che dovrebbe interessare tutti, ma il più delle volte è solo 

al momento del "dramma" che ci accorgiamo dell'importanza delle cose scontate, o almeno considerate tali fino ad allora.

Normali come il respiro, semplici come la minestrina della sera. Eppure basta un raffreddore che rende irregolare e un po' affannoso


 il primo, e non si può non comprenderne il ritmo. E ancora, un'indigestione, la nausea e un digiuno forzato e si assapora ed apprezza il brodo più volte mandato giù in fretta. Scontata pure questa mia riflessione? Solo semplice.

Il richiamo ad alimentarsi è forte attaccamento alla vita, basti pensare al bambino appena nato che cerca per istinto il seno materno, e per diventare grande in modo adeguato ha bisogno di quantità di latte proporzionate al suo peso.

L'argomento mi riporta all'esperienza personale di malattia, quando per contrastare gli effetti collaterali della chemio studiai la strategia del "pastino", una minestra semiliquida con passato di verdure, pastina biberon, due cucchiai di ricotta e uno d'olio evo, e una spolverata di grana. Una sorta di pappa svezzamento insomma, perché mi sentivo delicata e vulnerabile come nella prima infanzia, bisognosa di attenzioni e coccole. 

Dovevo continuare, in realtà era prossima la rinascita, e poi crescere, in un'unica parola... vivere, nel pieno delle forze e con tutto il Cuore.

mercoledì 24 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.59) (Là dove tutto è autentico)

Ci sono persone che brillano per umiltà, profumano di gratitudine. Sono loro che insegnano a vivere sempre e comunque.

Ed io, volontaria in un reparto di oncologia, quanto stia imparando  non si può immaginare.

Perchè è là dove tutto è autentico che si può essere certi che non s'indossano maschere.

C'è la paura ma pure la ripresa dopo le parole, "va tutto bene, continuiamo così"

C'è il "Qui e Ora" che ti fa apprezzare ogni piccola cosa.

 Un nuovo giorno, un sorriso, la parola giusta al momento giusto.

Se si potesse rendere in immagini ciò che è nostro intento donare là dove tutto è autentico, io lo farei così, un po' metafora e tentando poesia. 

Presenza discreta, delicatezza e tanto tanto Cuore...

Accompagno, accanto e per mano.

Acceleri il passo, assecondo senza domande.

Ancora più in fretta ti muovi, e non guardi indietro né avanti, a capo basso.

Ti vengo dietro, non comprendo, presto ascolto ai silenzi.

Fuggi.

Afferro che è ora, vano è affannarmi.

Lasciar andare, solo questo.

Non più accanto, ancor meno per mano.

Sei ormai di spalle, ma io continuo con gli occhi del Cuore.

E oggi, dopo sedici anni, felice di essere presenza, discrezione, aiuto.


SENZA SOSTA (n.58) (16 anni 16...)

Oggi proprio, per poter continuare.

Grata per ogni singolo momento, perché non pensavo, e invece sono qui, ad alleggerirmi delle zavorre e a creare spazi sempre più ampi.

Come ho fatto? Voglia di vivere. Tanta.

Come faccio ancora? Con la condivisione e l'Altro.

Non... "altro", chè è generico e non spiega ciò che intendo.

L'Altro è il mio prossimo, nello specifico coloro che ad un certo punto della vita incontrano la Malattia.

Dono il mio tempo, offro supporto e raccontandomi invito a raccontarsi.

È terapia anche questa, "Medicina narrativa", valida cura sotto ogni aspetto.

Basta poco, e tornano ricordi, promemoria per non fare passi indietro.

"... per non finire mai di essere" - racconta la tua storia.

Dieci anni fa, curando la pagina del GAMA, pensai ad un progetto a favore della Medicina Narrativa.

Invitavamo chi ci seguiva a raccontare la propria "storia" di malattia, vissuta da paziente, familiare o caregiver. Chi voleva poteva raccontarsi mantenendo, volendo, anche l'anonimato.  

Se l'iniziativa avesse avuto successo il tutto sarebbe diventato materiale per la pubblicazione di un libro. 


Oggi... 16 anni 16 da quel giorno, guarda caso ho trovato tra le mie carte molte condivisioni inviate al GAMA.

Quel progetto in potenza forse può essere messo in atto.

E a me ancora una volta si offre un'opportunità. Continuare.

lunedì 22 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.57) (Oggi... giorno di vigilia)


 Vigilia d'estate, vigilia di qualcosa che accadde e non vuole si dimentichi.

Estate, dicevo... e direi pure entrata di gran carriera. Caldo soffocante oggi.

Speriamo per domani qualche grado in meno e una fresca brezza.

Intanto non posso fare a meno di pensarci, perché certe cose non si scordano.

Un'estate, sedici anni fa... entravo in ospedale.

Il giorno dopo mi aspettava l'intervento.

Guardavo i sandali e le unghie pitturate della dottoressa, pensavo... è già estate.

Perché quando la mente è presa in una sorta di vortice tutto ciò che a Te è estraneo, scivola addosso. E non esistono ore e minuti, né mesi e neppure stagioni.

Poi però ti guardi intorno e cerchi un appiglio. Per risalire.

Riprendere la normalità a lungo desiderata, pare a volte un traguardo difficile da raggiungere.

Quando si è toccato il fondo, mentre la mente vaga e sogna a tratti che il domani sia migliore.

domenica 21 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.56) (Nuove istantanee da un matrimonio)

 


È sempre emozione pensare ad un'Amica che si sposa, non parliamo poi vederne alcuni scatti, istantanee da un matrimonio.

Un uomo e una donna, artisti dell'astratto. Sulla stessa tela ma ognuno per proprio conto, con tocchi di colori diversi.

Estremamente diversi ma pure complementari... come la notte e il giorno,.

Pur condividendo poco o niente, ritrovarsi sempre a metà strada.

Hanno la loro alba, insomma. Il punto di continuità che fa vivere non potendo fare a meno l'uno dell'altra.

Un ricordo...

Una volta un paziente mi parlò di un matrimonio che durava da quasi cinquant'anni, del primo incontro con la moglie, un vero colpo di fulmine tra giovanissimi. Il rispetto reciproco... l'incanto.


Che cosa può esserci dopo la malattia nessuno può saperlo e forse neppure interessa.

 L'incanto sta proprio in questo, immaginare il futuro secondo i propri desideri e viverlo a proprio modo già nell'immediato presente. E questo a prescindere da qualsiasi accadimento.

sabato 20 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.55) (Quando il ricordo diventa carezza)

Qualcuno disse...

Non si vive di ricordi, ma a volte i ricordi aiutano a vivere.

Quando i ricordi prendono forma con amore e ritornano per amore, un ricordo diventa carezza per la memoria del Cuore.

Può sembrare poca cosa, un palliativo, eppure...

Ho chiesto ad un'Amica bravissima di riprodurre con la tecnica dell'amigurumi la mia cagnolina che non c'è più.

È stata una richiesta fatta di getto, poi mi son sentita pure un po' sciocca... comunque quando ho visto realizzato come un piccolo capolavoro è stata grande emozione.

Sedici anni di amore incondizionato... ricordi a raccolta... tenerezza infinita.

Ora ogni tanto lo sguardo va alla mini Biù Biù


 L'ho sistemata sul mobile vetrinetta in cucina, dove vivo quasi interamente le mie giornate. Cucino, rigoverno, scrivo e lei come sempre continua con me. È nei miei pensieri più sereni, oasi nei momenti dubbiosi, lenimento alla mancanza...

Non servono parole che facciano rilassare, anzi pare proprio sia esattamente il contrario, è nel silenzio e coi giusti pensieri, e piccoli progetti, che si può ritrovare l'equilibrio. 

Un modo comunque per mettere un punto ed andare a capo bisogna trovarlo, e sarà unico come unico è ogni essere umano.

venerdì 19 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.54) (Sulla vita e il senso suo migliore)

 

Stasera sento il bisogno di un ricordo sereno. Sulla vita e il senso suo migliore.

Anche se tempo è passato, ritorna la seraficità di Gerardina, un'anziana paziente conosciuta anni fa. 

Lei paragonava questa vita ad una vacanza.

Trovai l'immagine poetica, la feci mia, e in certi momenti mi ci rifugio.

Una vacanza non dura per sempre, conviene viverla al meglio, aggiustarsela per coglierne gli istanti più belli.

Tristezza mai, nessun disagio perché tutto passa.

Perciò, la vita viviamola così, come una vacanza... prima di tornare a casa.

È così che si rinasce ogni volta, e poi si riparte.

Al solito è molto tardi, ma forse col silenzio intorno è il momento giusto per pensare ancora tante cose.

Alla vita pure come viaggio, ai panorami persi e alle stazioni recuperate.

È strano come questi pensieri possano rendere sereni. Potrebbe sembrare rassegnarsi a qualsiasi tipo di destino, e invece è solo vivere nella consapevolezza, senza disperarsi.

Alla fine si tratta di farlo al meglio questo viaggio... adattandosi, cercando di ricavarne il maggior bene possibile.

La Vita, un viaggio a tappe con compagni sempre diversi, con alcuni in sintonia, con altri meno, mai soli comunque.

Si parte al mattino, si arriva a sera con la speranza di poter ricominciare.

SENZA SOSTA (n.53) (A prescindere)


 L'esperienza con un tumore porta inevitabilmente a fare i conti con la propria vita e con l'eventualità della sua fine.

Anche se attualmente e dati alla mano, siamo sempre più numerosi a farcela.

Però è inutile negarlo, tutti temiamo "quel momento" perchè lo consideriamo la negazione della vita. E se invece cambiassimo punto di vista?

Semplicemente, conclusione di una più o meno ricca esperienza sulla terra.

Comincerò con un ricordo, uno dei tanti, un mio convincimento. 

Avevo appena terminato il mio percorso di cura, ma continuavo ad andare là dove ero stata curata.

Mi ero affezionata a tutti, medico, infermiere, ed in particolare ad una "compagna di viaggio".

Purtroppo le Sue condizioni ben presto fecero prevedere un triste epilogo...

- Bada Noi teniamo a Lei, ma ancor più a Te. Non sei completamente fuori, sei emotivamente fragile.

- Non temete, ce la farò.

Mi si avvertiva che avrei potuto restare traumatizzata dall'eventuale perdita di Isa, questo il Suo nome, ma io testarda volli continuare.

E quando per rincarare la dose aggiunsero... guarda che è senza speranza, risposi subito... nessuno è senza speranza, anzi! Neppure quelli che chiamate "terminali". La speranza è vita, e vita è fino all'ultimo respiro.

La linea tra speranza ed illusione è assai sottile.

La speranza non esclude la consapevolezza ed è alimentata dalla proposività.

L'illusione non ammette alternative, preferisce ignorare.

Io credo nella speranza a prescindere da qualsiasi presupposto. 

La situazione è, ma potrebbe cambiare.

Si affronta quel che si deve perché cambi, e qualora restasse uguale, almeno si resta dritti, mai piegati su se stessi, fino all'ultimo.

Tutti hanno diritto alla speranza, la Nostra campana in reparto vuole ricordarlo, perché la speranza non è l'ultima a morire ma la prima virtù su cui si fonda la Vita. A prescindere.

SENZA SOSTA (n.52) (Da una parola...)

Da un po' cerco la "parola eroica" del giorno appena trascorso. La parola da cui trarre forza.

Rovisto tra le azioni mie, prendo nota dalle storie ascoltate, ne faccio tesoro da condividere perché s'impari per la propria vita.

Ci penso da un bel po'... ma quante persone ho conosciuto in tanti anni? Molte davvero. Prima con la "malattia sulle spalle", poi... "tra le braccia".

Le loro storie mi sono state d'insegnamento, e quelle nuove lo sono ancora. 

Ogni volta è stata una storia condivisa, un appuntamento, la convinzione di avere un Amico in più. Non un semplice conoscente, ma un amico... Amico.

Come conoscersi da sempre, una vera relazione che incredibilmente diventa di mutuo aiuto.

Perchè ci sono storie che insegnano la vita, quella complessa, fatta di dolore all'improvviso, perdita ma pure grande forza di ripresa.

Allora ascolto e quasi stento a credere che sia tutto vero. Lei se ne accorge e chiede... come ti senti ora?

Bene... rispondo... perchè la tua serenità nonostante tutto mi porta a credere che si può. Ammiro il tuo coraggio, la forza rigenerante dell'Amore che si dona.

Elena... tornerò a trovarti. Grazie per avermi accolto con fiducia.

Ti aspetto allora. A presto. 


Salutandomi con un sorriso.

giovedì 18 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.51) (Fiore di cactus)

 Bisogna colorare le giornate, sempre anche quando sembrano scontate, pure se la stagione incalza e la stanchezza non risparmia.

Occorre mettersi in gioco nelle difficoltà, per superarsi ogni volta e provare un colore diverso.

Non è facile per niente, però si può, perché la vita è fatta di sfide continue e farsi vittima ogni volta è assolutamente deleterio.

Protagonisti. Siamo nati per esserlo dall'inizio alla fine.

Avete mai fatto caso a quanto sono belli i fiori di certe piante grasse?

Sono fiori più belli di tanti altri, perché imprevedibili spuntando all'improvviso tra le spine, e duraturi non si sa come, visto che necessitano di poche cure. 

Fiori senza profumo perché lo si possa immaginare e diventare così il fiore di ognuno.

E poi pensare di essere unici come quei fiori con la responsabilità forte di resistere oltre le spine, magari con la sola luce che attraversa il vetro di una finestra.

Sentirsi tra spine e dolori, a tratti pure inariditi perché basta quel che serve, eppure per quel poco ogni tanto nasce un fiore. 

Merito e lode per Colui che tutto può e vuole.


Metafora di una giornata vissuta come un fiore di cactus, con la fretta di arrivare a sera per tornare a me stessa, ringraziando comunque e sempre il buon Dio.


mercoledì 17 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.50) (Un gusto sempre nuovo)

Oggi è stato davvero caldo, molto caldo e con queste temperature ovviamente si ha poca voglia di stare ai fornelli e l'appetito vien meno. Allora per questa calda domenica tanto per cominciare, ho preparato una buona insalata di pasta, patate, speck e 

Di certo vi chiederete che posto o ruolo occupa sulla tavola un "connubio" del genere.

È un secondo o contorno o frutta o companatico?

Posso solo rispondere che non lo so. È stata una scoperta, mi piace e mi appaga.

L'ho scoperto ma solo come gusto, già mia madre negli ultimi mesi di vita aveva preso a mangiare solo questo... pane e insalata. Quando le portavano pranzo e cena in ospedale, prendeva il panino, apriva la vaschetta dell'insalata... e poi ci pensava da sola a preparare il tutto e gustarselo a gran morsi. 

Solo quello... pane e insalata.

E a noi che la guardavamo stupiti, raccontava che era una sua antica passione... quando da bambina insieme con la mamma e i nonni, da sfollati preparavano il pane in casa e poi raccoglievano l'insalata nell'orto, e spesso il loro pranzo era tutto lì. Tranne quando il pane diventava duro come pietra, e allora si faceva il "pancotto con le verdure", erbette, cicoria, rucola sempre dello stesso campicello.

La mia mamma aveva l'arte del narrare... anche le storie più difficili e tristi diventavano favole e novelle, a volte dei veri e propri romanzi brevi.

Lei ricordava tutto e tutti, e amava condividere quelle esperienze passate, vissute con la semplicità che rasserena. 

Mancava il superfluo, ma non era un problema... ne cercava il piacere in ciò che aveva... e così disponeva del necessario e un po' di più.


C'era sempre qualcosa da imparare e ritenere in ciò che raccontava. Se ne sentiva il profumo e il calore, persino il sapore.

Come per me, il gusto che fu suo... di pane e insalata.

lunedì 15 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.49) (Tutto e il suo contrario)

E pure stasera tra le tante cose pensavo...

Al mio lavoro quotidiano, a quante volte accuso fatica pur essendo grata di questi anni in più concessi. Ne gusto ogni momento, è vero, però a volte perdo fiducia perché penso di non farcela.

Così anche questa giornata è andata, a casa nostra è stata di festa e in più ufficialmente abbiamo dato inizio alle ricorrenze che ci riguardano, tutte in estate.

Ora i gattini dormono, ognuno al proprio posto mai uguale, da loro scelto ogni sera.

Penso alla mia cagnolina che non c'è più. Sono trascorsi quattro mesi, sembra ieri e a tratti pare da tanto. Ci penso perchè oggi ho trovato un suo giocattolo che credevo perso, e poi ci sono 

Da adattare al filo conduttore di questa giornata che nasce come festa e si conclude con riflessione profonda su "Tutto e il suo contrario".


Tutto e il suo contrario appunto, ma per Te, per me, per Noi, mai una tragedia.

SENZA SOSTA (n.48) (Tra i giovani io... diversamente giovane)


Al convegno di oncologia ieri erano presenti tanti giovani. Le specializzande,  i medici, gli infermieri... li osservavo ammirata, quasi orgogliosa, come fossi la mamma un po' di tutti. In loro vedevo proiettato il mio futuro e mi sentivo giovane anch'io. Viva.

È che pensi troppo... mi son detta... ami fantasticare... diciamo pure. Però così non ho mai la sensazione che gli anni mi precipitino addosso.

C'è un unico modo per sentirsi giovani sempre e a lungo. Restare vivi.

Il cervello è l'unico organo che in assenza di patologie è capace di rigenerarsi, nonostante l'avanzare degli anni.

Occorre allenamento, curiosità vivace e coltivare molti interessi.

Aggiungere qualità ai giorni e non solo giorni alla vita.

Lo diceva Rita Levi Montalcini, bell'esempio di lunga vita ben vissuta.


In un certo senso è ciò che sostengo quando riferisco del "mio spazio azzurro".

Arredato sempre in modo diverso, secondo lo stato d'animo del momento, solo per far stare bene, ché se stanno bene gli altri, starò bene anch'io.

domenica 14 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.47) (Innovazione ed Umanità)

 Grande partecipazione al convegno odierno, “Il setting perioperatorio come modello di multidisciplinarietà nell’Oncologia Moderna”.

Temi trattati...

 Strategie neoadiuvanti e adiuvanti sempre più personalizzate, impiego di biomarcatori predittivi, tutto possibile grazie ad un modello multidisciplinare sempre più strutturato, di cui il setting perioperatorio rappresenta un esempio concreto.

 Questo evento è stato anche l’occasione per celebrare il 5° anniversario dalla nascita dell’Unità Operativa di Oncologia Medica e Terapia Biomolecolare Universitaria.

Cinque anni dl lavoro di squadra al servizio dei pazienti e dello loro famiglie.

Particolarmente toccanti sono state le testimonianze di Patrizia e Rocco che, attraverso il racconto della propria esperienza, alleggerito da momenti di autoironia, hanno ricordato il valore umano della cura e come dietro ogni innovazione terapeutica vi siano persone, storie e traguardi raggiunti insieme.

Accanto alle cure, l'operato delle associazioni di volontariato che offrono supporto quotidiano ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.

AGATA, ANDOS, GAMA, LILT tramite la voce di chi le rappresenta, hanno ancora una volta sottolineato un messaggio fondamentale... non dover sentirsi mai soli durante un percorso si difficile ma oggi sempre più possibile, grazie alla ricerca, a nuovi farmaci mirati meno tossici, e a speranze concrete rese possibili da terapie integrate.

Un paziente oncologico non è da considerare un "prodotto a scadenza", una cavia da sperimentazione, bensì una persona, fragile con le sue paure, da aiutare facendo emergere le sue proprie risorse. Fiduciosa, determinata, che viva il "qui e ora" in modo collaborativo e generoso.

“Se mi occupo, non mi preoccupo!”, un messaggio condivisibile sempre. Perchè c'è la malattia ma anche la quotidianità che diventa ancora più preziosa a vantaggio di una profonda e rinnovata conoscenza di se stessi.



venerdì 12 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.46) (E poi...?)

Vedrei bene questo come titolo ai miei pensieri odierni a conclusione di un convegno senza politici nè "belle parole" con l'intento esclusivo di prender tempo ed intanto... campa cavallo che l'erba cresce.

Protagoniste e partecipanti invece le associazioni del Comitato Consultivo Misto del Policlinico Riuniti di Foggia e dell’ASL Foggia, cittadini, operatori sanitari, volontari. 

Titolo dell'evento:

“Sanità in Capitanata”

Che dire? È stata un’importante occasione di confronto per discutere insieme delle sfide che interessano il nostro sistema sanitario territoriale in Puglia.

Non solo segnalazione di criticità e problemi, ma partecipazione attiva con proposte maturate dall' esperienza quotidiana accanto ai cittadini, ai pazienti e alle loro famiglie.

In un momento particolarmente delicato, che vede la messa a rischio di convinzioni e risorse per i malati e per le famiglie è fondamentale costruire un dialogo aperto tra istituzioni, professionisti, associazioni e comunità.

L’obiettivo è contribuire alla realizzazione di una sanità più efficiente, più accessibile e soprattutto più vicina ai cittadini.

Nel programma vari interventi sulla condizione dei pazienti oncologici, il ruolo delle associazioni, la Medicina territoriale.

Come siamo messi nel Nostro territorio?

Sono indispensabili informazione e consapevolezza per poter fare meglio e di più. 

E anche se sono notizie, consigli, parole che si ripetono nel tempo, vale la pena farne tesoro.

Perché?

Conoscere, sapere, informarsi serve pure a ridimensionare i problemi. Ad avere meno paura, ad essere sempre più propositivi.

Le malattie sono purtroppo una realtà, percorsi anomali paralleli alla normalità, che vanno affrontati il più possibile come fossero normali.

Alcuna vergogna, nessun timore a parlarne, sono i primi passi della cura.

Ritrovarsi "insieme" alla fine fa sentire anche meno soli.


Una nota di merito va al nostro segretario Nicola che con la Sua relazione ha rappresentato il GAMA in maniera egregia e professionale.

Grazie a lui e agli altri soci volontari che hanno partecipato.

SENZA SOSTA (n.45) (Cultura è...)

Cultura: l’urlo degli uomini in faccia al loro destino.

- Albert Camus - 

Curiosi di tale esordio?

Un motivo c'è. 

La Cultura apre al mondo, avvicina le persone, ne permette le relazioni. 

Non necessita di titoli. Ho conosciuto persone ferme alla scuola elementare ma curiose e desiderose di sapere sempre di più.

Pronte al confronto e allo scambio. Generose quanto mai.

E poi ci sono quelli "titolati" (si fa per dire) che esulano dalla loro competenza e si cimentano con pane non idoneo ai propri denti. Non comunicano nè insegnano. Disturbano.

Un' anziana paziente. Intuisci subito essere stata un'insegnante, ma di quelle umili e brave, sia pure autorevole, 78 anni e non mostrarli.

Perché la Cultura ha pure questa capacità, mantenere giovani. 

- La Scuola, la Cultura migliorano l'uomo... 

Lo sa bene Lei, che con un libro tra le mani, ne rivive il titolo. "In sogno ero in Paradiso",

e sceglie come vivere ogni giorno l' "anomalo" e non aver paura.


Eh già... non solo la Classe non è acqua.

giovedì 11 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.44) (Coerenza? Un bene prezioso)

  Coerenza. È un bene prezioso. 


A trovarne tanta, andremmo tutti spediti senza dover guardare sempre intorno.

Continuo a pensare ad una cosa.

Quello che vantiamo di fare coincide davvero con la modalità di pensiero?

Qualcuno mi ha portato a riflettere, e concludo che purtroppo non è sempre così.

Parlo per me, ovviamente.

Anche senza averne consapevolezza, pure se giustificata in parte dalla mancanza di tempo, non sono sempre stata coerente.

Stasera va così. Su di giri. Mi faccio pressione da sola. Il problema è che mi sento responsabile in tutto e per tutto, e per giunta ho anche la protesi su di giri. Non ha colpa, la sua è una reazione alle mie reazioni.

Giornata iniziata con qualche dubbio, e finita anche peggio. 

Ma quanto è strano l'essere umano. Quanto sono complicata io...!

A tratti insofferente e in altri momenti pacata, euforica persino e poi desiderosa di prolungati silenzi in assenza di rumori e suoni, e pure voci. 

Ecco la descrizione perfetta di come sono a volte, e non mi piace.

Non mi piace perché non mi riconosco, non mi riconosco perché pensavo che quel che ero in rapporto a ciò che era, non sarebbe mai cambiato. E invece... invece certe situazioni  complicano il mio "esserci". Conflitti e turbamenti perché sono costretta a sembrare incoerente... dico sembrare perché in effetti così non è. 

Si dice che in amor vince Chi fugge, e non è vero. Vince Chi supera se stesso e va incontro all'altro. Così non si pecca di incoerenza se pur a malincuore si affronta e non si fugge. Gli argomenti ci sono e il coraggio non manca.

Ma ahimè, mi rendo conto di inoltrarmi in una "selva oscura". Meglio ritirarsi, potrei finire all'inferno.

martedì 9 giugno 2026

 ❤️ SENZA SOSTA (n.43)


(7 Giugno - Giornata dedicata ai sopravvissuti dopo il cancro)

Ci chiamano "survivor" ancora, pure se male incurabile è un termine in disuso, e il traguardo dell'oblio oncologico è una realtà.

Bisogna svecchiare la terminologia che ruota intorno al male che "sentenza senza appello" non è più.

Guerrieri, eroi, sopravvissuti... ma chi lo dice?

Siamo stati invitati a dimostrare


 quanto amassimo la vita, a tal punto da difenderla con coraggio e determinazione. Niente altro.

Quanto di noi viene alla luce dopo un tumore? Tantissimo, nel bene e nel male.

E si cresce e s'impara a continuare a vivere, nel bene e nel male.

Io cominciai a dispensare carezze quando mi ammalai, perché in realtà le cercavo come l'aria.

Fame di carezze...

Però dovevo chiederle, e di certo non si può con un... mi dai una carezza, per favore?

Allora presi ad allenarmi con me stessa.

Di quel periodo ricordo fu questo il lato positivo.

Mi presi a cuore come non mai. Figlia di me stessa, fragile, vulnerabile.

Bisognosa d'affetto e di carezze dolci e lievi al Cuore, non ci fu giorno che me ne privai.

E amandomi imparai ad amare.

lunedì 8 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.43) (Emozionando...)

Penso che l'animo umano sia complesso ma capace di emozioni semplici che palesano poi profondità di pensiero e ampia spiritualità.

Tutto questo a ben guardare... riflettere e andar oltre.

Capita a volte di provare pudore per tanto e tale emozionarsi, e istintivamente chiudersi "a riccio", facendo intendere quello che non è.

Condividere le emozioni è riconoscerne il valore, aiutare l'Altro a fare lo stesso, e insieme trovarsi assai simili.

Non credo a Chi afferma di non provare nulla e sentirsi sterile dopo un'esperienza negativa o dolorosa di qualsiasi tipo.

 Anzi... è esattamente il contrario. Non si spiegherebbe altrimenti il "perché", più si va avanti negli anni maggiormente si è facili alla commozione, al batticuore... a guardare la Natura e le sue creature e a sentirle proprie. Tutt'uno con l'universo emotivo.

Responsabile è l'età che avanza col suo bagaglio di esperienze, belle e brutte... gioiose e sofferte. 

Si getta la zavorra e resta l'"


essenziale"... l'Uomo che sente e della Vita coglie il meglio.

Scrivo ogni sera, il giorno dopo rileggo.

Ogni parola pare l'incipit di una piccola storia, un periodo vissuto con le emozioni proprie.

Nell'insieme una "meraviglia" da sfogliare, mentre mi accorgo di amare la sensazione del tempo che scorre. E per un po' è come non dovesse fermarsi mai... 

Si avvicendano le stagioni e ne percepisco le peculiarità, ed io sono qui, ad andare col tempo e nel tempo.

Anche se un giorno ci sarà, non finirà quello che provo, l'ho condiviso.

Qualcuno ricorderà.

domenica 7 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.42) (La bontà dell'auto mutuo aiuto)

Ogni anno, nel mese di giugno è fiorire di eventi, il GAMA è stato sempre presente non solo per visibilità ma perchè fortemente sostenuto da chi apprezza quelle speciali finalità e gli esiti conseguiti.

Stiamo vivendo un momento felice, a tutto


vantaggio di entusiasmo e progettualità crescenti.

Quanto crediamo nell'auto mutuo aiuto?

Una risposta decisa ed immediata, almeno credo, sarà...Tantissimo.

Stasera tra i miei "pensieri prima di andare" s'insinua benevola quanto benefica, la bontà dell'aiuto reciproco, spesso inconsapevole ma ugualmente efficace.

Ricaricarsi, e non solo del fardello e poi... poi proseguire. Confidando in quell'aiuto "benedetto".

Benedetto, si... perché considerato provvidenziale, "dono" dalle "alte sfere". 

Non mi stancherò mai di ripeterlo, ciò che si riceve ogni giorno è dono, ricchezza, gioia. Soprattutto gioia, per bontà di Dio e così sia.

sabato 6 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.41) (Ci sono giorni...)

"Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia, ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime; ma poi ci sono giorni pieni d'amore che ci danno il coraggio di andare avanti per tutti gli altri giorni.“ 

- Romano Battaglia -

Stasera inizio così, una nota citazione che la dice lunga. La Vita mai uguale a se stessa, col trascorrere veloce dei giorni e la saggia accettazione degli stessi traendo forza ed insegnamento.

Si resta propositivi per fortuna, qualcosa accadrà per stare meglio, e certamente meglio sarà.

Stamane uno di quegli incontri dopo tanto, l'essere stata riconosciuta, chiamata per nome da lontano, mi ha riportato sulla terra, quella benevola che accoglie, sorride e ringrazia.

Roba d'altri tempi.

Poi... in reparto un buongiorno all'unisono da tre ausiliari, non uno ma tre insieme, un'incoraggiante simpatia, la sintonia che dà forza alla motivazione.

Poca cosa?

Per me è tanto. Mi ricorda che ci sono stati giorni peggiori e sono trascorsi e sono ancora qua. E forse un motivo ci sarà.

Che alla fine tutto passa, e si diventa più forti.


L'esperienza di vita mi ha insegnato che Dio è sempre dalla mia parte, e che non sono nè mai sarò sola.

venerdì 5 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.40) (In sintonia con Lui...)

Tutti Noi parliamo di Dio, e con Lui comunichiamo.

Ogni minuto, ogni ora, tutti i giorni. Solo che chiamiamo questo discorrere in altra maniera.

Casualità... coincidenza... intuizione femminile... ispirazione.

Sesto senso.

Ma tutto questo altro non è che semplice sintonia col Divino.

Mi tornano in mente alcune parole di Lucia, l'amica nostra dalle semplici emozioni.

Lucia considerava la vita un susseguirsi  di coincidenze che però lei definiva " dioincidenze".

Parlo da credente, ma penso possa valere pure per Chi non lo è. 

Necessariamente tutto ciò che accade ha un senso, magari non comprensibile nell'immediato, però importante. Un senso che è chiave di lettura per tanti accadimenti, a volte persino mezzo o maniera di accomodamento. 

Mia madre ripeteva che la vita di ognuno altro non è che la parziale realizzazione di un progetto da parte di un "grande Architetto", e calcava la voce su quella "A" per far intendere a Chi si riferisse. Per Lei era il "supremo Fattore", per altri pure "Destino" poteva andare.

Sono quelle che comunement.e chiamiamo coincidenze, le parole inespresse della Vita.



Messaggi in codice inviati a tutti ma che non tutti sanno interpretare, così che poi restano lì in un angolo della memoria, richiamati per analogia di accadimenti e in seguito archiviati come "fatti casuali".

Ed è buona cosa... che infonde speranza e dona gioia, e già averne consapevolezza tanto aiuta.

Nulla è mai per caso e ciò che accade, anche semplice e banale, è  inteso a indirizzare per la via giusta, e a non sentirsi soli in un momento difficile della vita.

Velatamente a volte, ma qualcosa c'è davvero oltre ciò pare.

giovedì 4 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.39) (Quanta pazienza...)

La pazienza non dovrebbe finire mai, eppure per quel che mi riguarda e nonostante mi venga riconosciuto da più parti, la sento sempre in bilico.

In questi giorni non sono proprio in forma, me la prendo con pazienza, faccio ugualmente quel che devo e aspetto che passi questo momento.

Stasera ad esempio avrei voluto dire la mia sul tema odierno, gli 80 anni della nostra Repubblica, parlare di libertà e democrazia, ma poi sono venuta meno, pazienza non mancherà occasione anche se non sarà la giornata dedicata...

Ripeto per l'ennesima volta a me stessa.

Pazienza.

La pazienza. Ce l'hai o non ce l'hai, non è virtù innata, bensì adottabile in ogni situazione che la richieda.

Non è che sia facile, è chiaro... si tratta


di allenarsi di continuo, ed io per anni mi sono fatta i muscoli.

Altro che palestra!

Pazienza, se non riesco a fare tutto.

Pazienza, se mi sento attaccata ad ogni parola che dico.

La pazienza richiede molta pratica, spero solo che un giorno di questi non mi scappi, per poter mantenere lucido pensiero e serenità.

Anche se all'inizio comporta uno sforzo notevole, la pazienza è ciò che serve a rendere la vita meno difficile.

Sia quel che sia ne vale sempre la pena.

mercoledì 3 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.38) (Seriamente con leggerezza)

Affrontare l'esistenza con leggerezza, che non vuol dire superficialità, è il primo comandamento per la sopravvivenza in genere. Ma tra il dire e il fare a volte c'è l'oceano, e così può risultare difficile vivere come natura richiede e Dio vuole, perché mai vorrebbe diversamente.

Potrei più o meno farmi interprete dell'esperienze altrui, ma ognuno le vive in modo personalissimo anche se un denominatore comune c'è.

È quell'ansia del futuro che sembra minacciato e a sicura scadenza.

Una sorta di inquietudine, ansia di arrivare,

e poi crederlo davvero,

e mentre ci sei...

vedere tutto più lontano.

Ma si deve vivere perché ci è stato dato, ed è necessario che passo dopo passo lo si faccia come meglio si può.


Con gli anni qualche imprevisto e acciacco in più, ma resistere è importante. 

Stare bene, tutto qui.

lunedì 1 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.37) (Dedicato a... Paola)

Giorni difficili questi, inutile dire il perché, semplicemente non si fa mai l'abitudine e si piange all'improvviso senza accorgersene o si inveisce contro il mondo intero che neppure c'entra. 

Io appartengo alla prima categoria. Così a Cuore stretto, stasera come quasi ogni sera, sono scese le lacrime, del tutto indipendenti dal pensiero. 

Sai che non ricordo il colore dei Tuoi occhi, ma voglio che Tu sappia che con lo sguardo mi scavasti dentro per farne una nicchia e riposarci per sempre. E così ti porterò per sempre, perché persone come Te non possono essere lasciate a casa.

Dopo cena stasera in cucina da sola, televisore spento, pensieri in successione. Silenzio assoluto.

Mi piace il silenzio. Mi pare averlo già detto, però davvero è per me la medicina giusta, la replica ad un rimprovero, la pausa per risolvere un problema.

Esternazione che non c'entra niente con la Tua perdita, ma in pochi mesi avevi imparato a conoscermi, a volte un po' sopra le righe ma sempre a fin di bene.

E anch'io avevo imparato a cogliere i tuoi timori dietro ogni sorriso e ad apprezzare le speranze ravvivate dall'entusiasmo.

Eri così giovane...


Comunque ora che il giorno è al termine, meglio che sia il silenzio a supportarmi... o a sopportarmi? Questione di punti di vista, e del resto in un modo o nell'altro dovrò superare anche questa.

SENZA SOSTA (n.36) (Risolvere i problemi?)

Ad ogni problena la soluzione, problemi ne abbiamo tutti, e di certo non ce ne sarà una che farà da passepartout.

Quando succede qualcosa di imprevedibile e spiacevole (problema) non ci si può nascondere né rifiutare di andare avanti, si deve assecondare con la giusta modalità.

La fede, le passioni (possibili soluzioni) serviranno a ritrovarsi e dare concretezza alla speranza.

Esempio personale...

Con la malattia presi a scrivere ogni giorno.

La scrittura (piano per la risoluzione del problema emotivo o strategia) da sempre il mio pallino, anche se non mi dedicavo con continuità. L'adottai per contrastare l'evento inaspettato.

Avevo bisogno di farmi forza, assicurarmi che fossi viva tutti i giorni (motivazione), e per me in quel momento era l'unico modo.

Scrivevo di notte e mi rileggevo al mattino, a volte mi riconoscevo, altre volte no, allora prendevo le distanze (azione opposta alla paura e alla tristezza).

Testi sofferti in cui si alternava

un periodare lungo a frasi brevi, quasi troncate all'improvviso. E poi... quanti puntini di sospensione...

Oggi rileggo e pare tutto così strano e lontano. Ma poiché le emozioni restano come marchi a fuoco, riconosco le lacrime che smorzavano le parole, e le pause celate dal pensiero sospeso (verifica). Erano i momenti in cui cercavo con fatica la speranza, credendo averla persa definitivamente.

Perché la Speranza c'è, è in ognuno, magari sotto mentite spoglie. Bisogna tenacemente esserne convinti e non abbandonerà.

domenica 31 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.35) (Opportunità unica da interpretare)

Ci si rivede dopo tanto e non si può fare a meno di raccontarsi.

Chi vive la malattia, la supera ma se la porterà sempre almeno tra i ricordi più importanti.

Perchè...

La storia non è finita.

Perché una "parentesi" di vita non si conclude con un calo di sipario, si ricordano le battute, gli interpreti... i momenti significativi, e poi c'è il "dietro le quinte" con tanto lavoro e fatica perché di seguito possa venirne una "rappresentazione" migliore della vita che continua.

Pensavo a quei particolari all'improvviso diversi, perché guardati con gli occhi del "poi" e intesi con l'Intelligenza del Cuore.

E accade quando è trascorso il tempo giusto, e di un'esperienza estrema rimane la parte migliore, quello che si è imparato. Dopo aver gettato alle ortiche la rabbia e il nervosismo, l'ansia e il nodo alla gola in stato permanente, le lacrime e i silenzi.


Due aspetti della Malattia. Un atto unico da interpretare come protagonista e una grande opportunità.

sabato 30 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.34) (Dal timbro della voce al sorriso che spacca)

È un attimo, se si è affini lo si comprende subito, da poche parole e anche no, pure solo dallo sguardo, o magari dal timbro della voce, e di rimando da un sorriso che spacca.

Nasce così la sintonia, quando si hanno le stesse note dentro.

E anche nella fragilità ci si scoprirà tanto preziosi per ricchezza interiore e risorse condivisibili.

Gli animi in sintonia procedono così, fragili e preziosi. Si vengono incontro e poi si mettono l'uno a fianco dell'altro, e in silenzio condividono un tratto di strada, che si spera porti al sicuro.

Gli animi in sintonia si scambiano affettuosità senza nemmeno sfiorarsi, sguardi d'intesa e complicità come di Chi unisce forze e risorse.

E c'è racconto di vissuto, dono di consigli e luogo e contesto  assumono un aspetto diverso.


Ci sono storie che hanno dell'incredibile, pura poesia come nelle favole dalla trama ben  congegnata.

Due sorelle dal cognome diverso capitate nello stesso paese, un fratello lontano che si ritrovano quasi per caso e per volere di Dio.

Ognuno con la propria vita, ma grati di esserci e poter raccontarsi a chi desidera ascoltare e sa comprendere.

venerdì 29 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.33) (Della giusta modalità)

Sai una cosa?

No. Che cosa?

Mi aveva interrotto mentre parlavo e incuriosita presi a fissarla attentamente.

Sai un cosa? Sei teatrale.

Poi notando la mia espressione perplessa malcelata da un sorriso tirato...

Hai i tempi teatrali. Racconti così bene. Pause giuste e ripresa azzeccata.

Lusingata, mi convinsi a tal punto che presi a piacermi ancora di più, sempre però con l'intento di essere d'aiuto.

E una volta...

Racconta... mi diceva Lei con gli occhi lucidi, e la Sua mamma accanto... si, continua, racconti così bene.

Erano commosse entrambe per quella che sembrava una fiaba dall'inizio triste, una vicenda lunga e un lieto fine, visto che ero lì, in quel momento a raccontare. 


Pian piano da sfiduciate furono più serene, presero forza dalle parole, la mia esperienza condivisa diventò premessa per una nuova pagina di un'altra storia.

Non so perché mi è tornato questo ricordo affatto recente, forse perché mi affascina l'idea delle storie nella storia, perché ne scrivo tante tutte vere che s'incontrano e s'intrecciano con la mia a tessere come una tela di varia umanità.

giovedì 28 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.32) (Incondizionatamente...)

Chi mi conosce lo sa. Non amo ostentare, ma ferme come fossero protagoniste di un unico scatto, porto nel Cuore le persone che incontro.

È un grande Amore.

Tenero, delicato, a tratti percepito appena.

Per questo non devo ma posso averne pudore.


E gratitudine grande viene se qualcuno di loro dopo anni chiede di me.

Significa che qualcosa ho lasciato, e un pezzo di eternità a me con il ricordo è donato.

mercoledì 27 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.31) (Spero e m'impegno)

Domani sarò di servizio in reparto. E mi ripeto al solito...

Spero vada tutto bene. M'impegnerò per essere all'altezza.

Pare un mantra, sicuramente un augurio, perchè essere un volontario è grande responsabilità.

I volontari mettono in conto molto, risultare simpatici sin dal primo impatto, oppure apparire dei perditempo che non hanno nulla da fare. Ci sta tutto, pure perché ciò che si fa può non essere gradito, la situazione è già quella che è...

Però....

Se qualcuno accoglie dicendo...

Ti aspettavo...


E poi aggiunge che non vedeva l'ora di poter scegliere un bigliettino, e intanto apre le braccia come per abbracciare, allora si... vuol dire che il piccolo seme lasciato da un sorriso e dalla parola giusta, ha messo le radichette per germogliare.

Si entra e si esce da quelle stanze sempre in punta di piedi, come il momento richiede, con delicatezza... qualcuno apprezza, per altri è normale, una piccola minoranza preferirebbe stare in compagnia dei propri pensieri.

Ciao, cara... resta il saluto più bello che compensa il vago senso d'inadeguatezza che ogni tanto prende.

Quanto motiva la gratitudine dell'altro... motiva e pure tanto.

Siamo tutti diversi, già... ma in fondo assai simili.

martedì 26 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.30) (Tale è la buona memoria)

 Perdonerei qualche volta la mia memoria se mi tradisse.

Che guaio è la buona memoria, è democratica la buona memoria, in quanto tale porta in scena tutti e tutto, proprio quando non deve, quando stai male dentro e fuori, e non c'è rimedio. 

Fingersi indifferente per dare pace al Cuore, e andare avanti, anzi oltre.

E cosa posso farci? Sono strutturata così, esagerata ma coerente coi miei pensieri, idee e decisioni. E quanto m'irrita notare qualcuno che agisce al contrario di quel che dice o


addirittura proclama. 

Ecco, esagerata ma coerente, però a tratti anche un po' presuntuosa. Vero è che non mi reputo perfetta, non sia mai...

Per un po' avevo pensato di fare una pausa stasera... non avrei scritto neanche un rigo. 

Poi mi sono ripresa, forse ci ho ripensato, vado un tantino a scartamento ridotto ma proseguo.

Ai miei pensieri prima di andare non rinuncio, sono gratitudine per il giorno appena trascorso e speranza per quello che sarà. Domani. 

Quindi non molte parole stasera, giusto quelle che servono per non lasciarsi andare, e continuare.

lunedì 25 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.29) (Malinconica nostalgia)

Abito su un viale di tigli in corsa, quest'anno non se ne sente ancora il profumo, ma ugualmente osservando le tenere foglie ritornano dei ricordi che amo annotare e mi conforta rileggere. 

Profumi, sapori e melodie sono stimoli potenti per la memoria. 

Maggio... ed è passato che ritorna. Di questa giornata conserverò l'emozione di un tempo, una canzone che mi porta indietro e mi commuove, perché fu pianto e sorriso, fu per me un "dono".

Era di maggio... e la melodia antica mi riporta alla nascita della mia prima figlia. Tenerezza infinita.

 Nostalgia e malinconia insieme, proprio una strana rima.

Era di maggio... quando conclusi i primi quattro cicli di chemio prima dell'intervento.

E sempre di maggio sono tornata più volte a Roma per quella Giornata del Malato Oncologico che ogni volta apre nuovi orizzonti.

Ed è ancora maggio ormai, dopo anni, in cui ripongo le speranze di continua rinascita, per non vivere più di ricordi.

Così riprendo a sorridere, è inutile, "lascia fare al tempo" sarà anche una frase fatta ma è una delle poche che risponde ad assoluta verità.

Ogni giorno nel suo trascorrere agisce come il "velo" di polvere che si accumula su un mobile, un quadro... a prima vista non si notano i particolari, ad uno sguardo più attento qualcosa si vede e poi basta un colpo di straccio ed ecco riapparire quel che era.


Ciò che fu un tempo non potrà mai essere più, e non sarà dimenticato.

E non lo sarà neanche quel che ora è.

A volte sarà sufficiente solo una melodia e ogni cosa tornerà prepotente nella "memoria del Cuore".

E il sorriso verrà spontaneo comunque, immagine di fiducia mai persa.

domenica 24 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.28) (Profonda con leggerezza e seria con passione)

Amore e Passione e Coraggio, per vivere bene e a lungo, e poi... Leggereźza per affrontare con consapevolezza un problema o più.

Serve leggerezza nella vita, e non vuol dire essere superficiali e non significa che, al tempo stesso, non si possa essere anche profondi, se serve.

La Leggerezza è una specifica condizione che si raggiunge quando si è in grado di vedere un problema per le soluzioni che offre e non per il peso che ha, restando connessi costantemente con il proprio sentire, le emozioni e sensazioni. 

È Leggerezza essere un tutt’uno con il sorriso, saper sorridere alla Vita qualunque situazione essa presenti.

Io decisi per la leggerezza nel momento in cui mi resi conto che l'isolarmi mi caricava di un peso troppo grande per spalle che avevo considerato sempre deboli. Uscii allora allo scoperto, e subito mi sentii leggera. Nulla di cui vergognarmi, niente da nascondere. 

Una frase che mi ha colpito?

“Permettiti di essere Profonda con Leggerezza e Seria con Passione”.

Essere leggeri è una predisposizione d’animo. Non è detto che questa sia una nostra tendenza ma di sicuro può essere coltivata, costruita, nutrita e sperimentata.

E per farlo, prima di tutto, occorre volerlo.

Quando capita di vivere situazioni pesanti, stare


preoccupati, tristi, sconfortati, non aiuta ma appesantisce. Ma come si può fare per evitare tutto questo? Per un attimo chiediamo aiuto al Nostro Passato e sicuramente troveremo un momento vissuto con la leggerezza e la sensazione di aver camminato su una nuvola. E questo è sufficiente per credere che possiamo sperimentarlo nuovamente poiché ci sono i presupposti per poterlo fare.

sabato 23 maggio 2026

SENZA SOSTA.( n.27) (Il Coraggio. Ricarica continua.)

Non so se sono veramente forte come voglio apparire o la mia è solo una maschera che mi aiuta a crederlo... work in progress comunque... dall'inizio così duro ad oggi. Non è stata completamente forza mia, lo so bene, ma sta a me continuare a non farle perdere vigore.

Tutto non è per tutti, e se per vivere occorre Amore, c'è bisogno anche di Passione, come pure indispensabile è ricaricarsi continuamente di coraggio. Per far pace coi ricordi e stupirsi per quel salto di qualità che fa la differenza.

Perchè a volte i pensieri cominciano a scorrere veloci come fotogrammi di una pellicola in


accelerazione, e paure, progetti mancati, speranze si susseguono senza pause lasciando fiacchi. Ed è a questo punto che si dubita della propria forza, e si tende a piegarsi su se stessi.

Ma reagire si deve. Reagire, alzare la testa e andare avanti.

Qualcuno dice che sono cambiata, altri affermano che in realtà ero già così, solo non consapevole.

Al solito la verità è in mezzo, per cui concludo forse sono cambiata in parte facendo emergere il meglio di me.

Perché...? Per amore e per dolore.

venerdì 22 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.26) (Per Vivere ci vuole passione)

Vivere con Passione. Nutrirsi d'Amore.

Quanti significati può assumere un termine...

E tutti insieme costituire il senso dell'esistenza.

Avvertire visceralmente di esserci. Non è un caso, bensì una scelta. Ogni giorno, giorno per giorno seguendo gli eventi, le storie, facendo progetti.

Una bella sfida, non c'è che dire.

Passione è sentimento che si condivide, si vive insieme. Sia dolce o doloroso non resta chiuso in sé ma si apre all'Altro, e se sofferenza c'è si arricchisce di una "preposizione" e diventa Compassione, nel senso etimologico e completo del termine. 

Compassione, quella che viene dal Cuore e fa compagni per un certo percorso, non la


pietà nel senso di commiserazione.

Vivo con Te questo momento, prendo su di me parte del Tuo dolore.

Un tocco per approcciare, una carezza per accogliere.

Ed è Vivere davvero. Perché non è solo per se stessi, ma fa bene perché migliora se stessi.

giovedì 21 maggio 2026

SENZA SOSTA (n. 25) (Non ho più sogni)

Un tempo assai lontano, diciamo pure lontanissimo sarei andata in crisi quasi esistenziale per ogni "incidente" di percorso.

Dopo aver rottamato ogni evento, dopo la malattia sento di essere cambiata di certo in meglio, però... però non ho più sogni.

 Non più sogni ovvero progetti, desiderio di proiettare il mio agire a lungo termine.

Perché un evento del genere è come spezzasse qualcosa, rompesse il momento magico delle aspettative e delle speranze, e portasse a vivere alla giornata fruendo e gioiendo delle piccole


cose mai notate prima. 

Ma questo non è certo un fatto negativo, anzi... la Vita andrebbe vissuta in questo modo da tutti. E "NON HO PIU' SOGNI" diventa... sotto certi aspetti... un traguardo, I progetti poi torneranno... giorno per giorno... e giorno per giorno si realizzeranno perché si avrà la forza e l'amore incondizionato giusti per farlo.

 L'Amore che in Noi deve agire perché nella capacità di farne dono troveremo il modo di superare qualsiasi difficoltà... comunque di "sentirci bene".

mercoledì 20 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.24) (Cambio di stagione)

Pure se non è ancora molto caldo oggi ho fatto il cambio di stagione. Anche quest'anno come ogni anno.

Ad ogni cambio di stagione mi viene da pensare alle varie fasi dell'esistenza di ognuno, dalla consapevolezza in poi. 

Avvertiamo dei cambiamenti, ce ne stupiamo spesso anche impauriti, e invece è tutto normale... naturale.

È naturale che ad età diverse corrispondano altri sentimenti e nuove reazioni. Non si passa da insensibili a sensibili, la sensibilità è la stessa, è il bagaglio di esperienze ad avere il suo peso nel bene e nel male, è ricchezza ma anche fardello che grava. 

Un tramonto commuove, una scena d'amore fa piangere, personalmente mi emoziona una coccinella che mi sale sul dito e sosta, come volesse dirmi qualcosa.

 Fantasie, sogni ad occhi aperti? È l'età che avanza, e cerca la tenerezza perduta. 


Ad ogni cambio di "stagione", proviamo perciò a liberare pensieri ed emozioni.

Lasciamoli alla Condivisione. Scopriremo tanto in comune e sarà aria, respiro nuovo per Anime "accoglienti".


martedì 19 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.23) (Mai da sola in silenzio)

Pure oggi ho fatto tardi, non più tardi delle altre sere ma tardi, e qualcosa devo scrivere... non posso smorzare la luce e andare via così, in silenzio.

Silenzio... ecco che torna a portare quiete, ristoro alla mente stanca dopo una giornata intensa.

Scrivo i miei pensieri... 

Lo faccio ogni giorno, quando è notte perché la casa è avvolta dal silenzio ed io posso dialogare con me stessa, ritrovare la mia vera natura umana.

Puntigliosa solo con me stessa e poi sicura...

Ormai la notte avanza, tra un po' smorzate le luci e chiusi gli occhi fisserò il punto, la linea, e il piccolo cerchio più colorato come fantasiose e astratte immagini di un caleidoscopio ideale, e mi abbandonerò finalmente alla quiete.


Comunque ci tengo... davanti al pc non mi considero mai da sola, ma un tutt'uno "insieme". Con Voi, sempre.

domenica 17 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.22) (Ogni momento è il tempo giusto)

Per il bene della vita stessa ogni momento è il tempo giusto.

Conobbi una persona con cui entrai subito in sintonia. Quando si dice che le anime simili si riconoscono è pura verità.

La prima volta stava leggendo di Mindfulness, risorse interiori e di quant'altro ci occupiamo Noi dell'auto mutuo aiuto.

Naturale fu perciò invitarla ai nostri incontri, e altrettanto fu per Lei partecipare.

Lei vivendo la malattia rimpiangeva il tempo perso a rimandare. Aveva tanti sogni e progetti, ma anche qualcuno di cui prendersi cura.

Lo farò dopo... si ripeteva... al tempo giusto. E intanto si rendeva conto di non aver fatto in tempo.

Già... si pensa sempre averne tanto, ma gli anni passano in fretta, e forse solo in parte i molti progetti saranno realizzati. E comunque, poiché cambiano tante cose, difficilmente corrisponderanno all'idea iniziale.

Dammi ancora un po' di tempo, Signore... Lei pregava... ho ancora tante cose da fare.

Mai piangersi addosso però, perché una vita non è mai vissuta inutilmente.

Per questo senza rimpianti occorre cancellare ciò che è da cancellare, e salvare il salvabile, quello che si è saputo costruire.

Guardare poi al futuro, che sia lungo breve, sarà vissuto con impegno e consapevolezza.

Perchè si costruisce sul Presente, titolato per capacità e meriti di Cuore.

Un promemoria che mi ripeto spesso quando penso... vorrei averlo fatto, e mi prende la tristezza.

Ma poi torno sempre al momento che vivo, e con un profondo respiro mi carico di leggerezza.


Qualcosa in fondo ho recuperato.