domenica 17 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.22) (Ogni momento è il tempo giusto)

Per il bene della vita stessa ogni momento è il tempo giusto.

Conobbi una persona con cui entrai subito in sintonia. Quando si dice che le anime simili si riconoscono è pura verità.

La prima volta stava leggendo di Mindfulness, risorse interiori e di quant'altro ci occupiamo Noi dell'auto mutuo aiuto.

Naturale fu perciò invitarla ai nostri incontri, e altrettanto fu per Lei partecipare.

Lei vivendo la malattia rimpiangeva il tempo perso a rimandare. Aveva tanti sogni e progetti, ma anche qualcuno di cui prendersi cura.

Lo farò dopo... si ripeteva... al tempo giusto. E intanto si rendeva conto di non aver fatto in tempo.

Già... si pensa sempre averne tanto, ma gli anni passano in fretta, e forse solo in parte i molti progetti saranno realizzati. E comunque, poiché cambiano tante cose, difficilmente corrisponderanno all'idea iniziale.

Dammi ancora un po' di tempo, Signore... Lei pregava... ho ancora tante cose da fare.

Mai piangersi addosso però, perché una vita non è mai vissuta inutilmente.

Per questo senza rimpianti occorre cancellare ciò che è da cancellare, e salvare il salvabile, quello che si è saputo costruire.

Guardare poi al futuro, che sia lungo breve, sarà vissuto con impegno e consapevolezza.

Perchè si costruisce sul Presente, titolato per capacità e meriti di Cuore.

Un promemoria che mi ripeto spesso quando penso... vorrei averlo fatto, e mi prende la tristezza.

Ma poi torno sempre al momento che vivo, e con un profondo respiro mi carico di leggerezza.


Qualcosa in fondo ho recuperato.

SENZA SOSTA (n.21) (Promemoria)

Si chiude un anno sociale, ma la "mission" continua. Restiamo "accanto".

Restare accanto non è da tutti, è grande responsabilità.

 È predisposizione ed è pure impegno.

Si accoglie l'Altro non solo fisicamente, ci si mette in sintonia, ché l'Altro possa sentirsi rassicurato già dalla sola presenza di Chi lo accoglie, disponibile all'Ascolto.

L'Ascolto empatico è un'arte assai difficile, richiede allenamento. Che l'Altro non avverta superficialità ma vicinanza serena.

Si abbraccia con lo sguardo e le parole, quest'ultime poche ma giuste, pensate e adattate prima a sé.

Non si fanno domande, non si esprimono opinioni gratuite.

Siamo "ospiti" di chi ci accoglie.

Non si fa il volontario ma si è volontario.

Nel profondo, oserei affermare... 


essere volontari è uno stile di vita.

sabato 16 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.20) (Umilmente e ascolto)

Oggi ho tanto ascoltato e accolto molti spunti di riflessione tra sorriso e occhi lucidi di pianto.

A volte ho la sensazione solo dopo essere entrata in una stanza, di averlo fatto un po' da spavalda, allora mi ridimensiono vestendomi


di umiltà.

Tono pacato e poche parole sono cose sempre apprezzate, in quel luogo poi pare si cerchi solo questo, perchè di lì a poco non c'è bisogno d'altro. È come conoscersi da sempre.

E Lei che per età è tra i miei due figli, diventa la terza per diritto acquisito, poiché si racconta e lo fa con tale semplcità da far scordare l'intero contesto.

Penso poi a quanto io sia stata fortunata, da un'esperienza estrema, spuntata fuori quale fiore nel deserto.

È tardissimo, ma a scrivere non rinuncio.

Perché scrivere per me è la più efficace medicina.

Mi soffermo a pensare un po' per conto mio a quanta strada ho fatto e quanta ancora ne voglio fare, nonostante il tempo diventi sempre più breve.

Cerco intorno tutte le mie cose, libri e appunti, riviste e dispense... per me tutta la ricchezza che c'è, la certezza di un riscatto dopo la mancata laurea, il completamento di una vita.

venerdì 15 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.19) (Eterna eredità)

Parenti, amici, semplici conoscenti.

Legami di sangue, legami acquisiti.

Relazione lavorativa, relazione d'aiuto.


La Vita ne offre di opportunità per dare senso ad un'esistenza non da spettatori ma da protagonisti.

Si tratta di seminare, curare, coltivare ogni relazione, credere nel valore di ognuna, e proiettarsi nel futuro, perché qualcosa resti come esempio, "seme buono" da perpetuare, eredità d'amore.

Chiunque ami ha ricevuto Amore in dono, e a sua volta Amore lascia in eredità.

L'Amore ereditato non va tenuto per sé, bensì condiviso con le persone accanto e quelle che la Vita ha fatto incontrare durante il "viaggio" terreno.

Perché ogni persona che passa nella Nostra vita è unica. Sempre lascia un po' di sé e si porta via un po' di Noi. Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.

Così sto valutando un nuovo progetto che parte proprio da quegli amici che io chiamo "amici che contano".

Per me contano perché nel tempo sono diventati punto di riferimento, generosi di esempi, coraggio ed eredità d'amore.

Ed io come posso contraccambiare se non impegnando nuova energia?

Il percorso dell'esistenza ha un tempo limitato, gli anni trascorreranno sempre più in


fretta mentre si esaurisce, bene sarà impiegare al meglio, investire quell' "eredità d'Amore", ché possa fruttare tanto da costituirne altra da lasciare.

Chiunque ami... a Tutti è dato amare, non tutti ne sono capaci, per alcuni invece è peculiarità, quasi carisma.

È il "piccolo segreto" della Nostra eternità terrena, continuare a vivere come eredità d'amore e rasserenante ricordo.

giovedì 14 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.18) (La magia di un abbraccio)


 SENZA SOSTA (n.18)


(La magia di un abbraccio)


"LA MAGIA DI UN ABBRACCIO"

Quanti significati sono celati dietro un abbraccio?

Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere

e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona?

Un abbraccio è esprimere la propria esistenza

a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada,

nella gioia e nel dolore.

Esistono molti tipi di abbracci,

ma i più veri ed i più profondi

sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti.

A volte un abbraccio,

quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno,

fissa quell’istante magico nell’eterno.

Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso,

fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa

o si ha paura di sapere.

Ma il più delle volte un abbraccio

è staccare un pezzettino di sé

per donarlo all’altro

affinché possa continuare il proprio cammino meno solo.


     - Pablo Neruda -


Poche righe a commento di questa bella poesia di Neruda, perchè il senso è tra i versi stessi.

Farò riferimento al mio passato e al presente che vivo.

15 ottobre 2010.

Terminava il mio percorso terapeutico, e cercavo di non pensare a quel che sarebbe stato dopo. 

Comunque mi sentivo fragile e vulnerabile. Chiesi "quell'abbraccio".l

Sono trascorsi 16 anni.

Ora sono io a donarlo, guardando solo negli occhi.

Pure oggi, uno di quei soliti "affollati" martedì.

Approcciare a Chi vive momenti di particolare difficoltà richiede un grande senso di responsabilità e prima ancora tatto e vicinanza, e tutto nella massima discrezione.

Mi presento

Lui/Lei si presenta, ed io...


Ti Accolgo con un sorriso e un augurio 

Ti Ascolto con l'attenzione che meriti.

Ti Aiuto, per quello che posso e quando e come vuoi.

Sono con Te, a riempire il Presente di eternità.

mercoledì 13 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.17) (AMA... da Cuore a Cuore)

L'Auto Mutuo Aiuto è questo. Ciò che dono altrettanto mi torna indietro.

Sintesi perfetta di quest'ultimo incontro GAMA.

Ciò che vorrei, sono in grado di donarlo all'Altro?

Chi soffre, spesso, si chiude in se stesso, isolandosi in un profondo silenzio, in una solitudine dal risvolto non solo psicologico, ma  anche relazionale. 

Egli ha bisogno di sentirsi accompagnato da persone che si prendono cura delle sue emozioni, del suo spirito e al tempo stesso del suo corpo, affinché possa affrontare serenamente, secondo i suoi modi e desideri, l'esperienza della malattia. 

Nel suo pathos ha bisogno di essere ascoltato, ha bisogno di atteggiamenti di valorizzazione e di accoglienza. Ed è importante che sia un’accettazione incondizionata. 

Tutto questo ho imparato a percepirlo e coltivarlo. 

Perché si crei armonia e quindi sia la "relazione d'aiuto" efficace, credo sia opportuno prendersi cura del singolo... in quel singolo momento. Come accogliere nel "nido", stringere in un abbraccio, proteggere in famiglia.

Il paziente oncologico vuole essere ascoltato, capito e supportato. Non sopportato ché è tutt'altra cosa.

Vuole sentirsi ripetere ciò che spera e non discorsi banali intesi all'illusione.

Desidera abbracci con lo sguardo e le parole, una mano stretta per sentir meno la solitudine.

Bene, Noi umilmente cerchiamo di dare tutto questo a Chi mostra di accettarlo, e ci proviamo con garbo e pazienza, a volte pure respinti, anche con Chi palesa il contrario.

Potrà essere solo un momento, comunque resta a maggior ragione nei nostri pensieri.


"Il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all'altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo"

     - Pablo Neruda -


lunedì 11 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.16) (Festa della Mamma?)


Non amo le giornate celebrative, sono scontate o hanno un secondo fine.

Perchè mai dovremmo ricordare o ancor più mettere in risalto figure già valide in quanto "persona"?

La Mamma, il Papà sono da rispettare e un domani da ricordare soprattutto perchè hanno dato la vita, poi ognuno li celebrerà seguendo l'onda dei ricordi

Hanno amato... forse potevano dimostrarlo di più.

Sono stati rigidi e severi... qualche sorriso e una certa flessibilità insieme con parole chiare e rassicuranti non avreɓero guastato più di tanto.

È che ad essere madre e padre non s'impara dai manuali. Si cerca di fare il proprio meglio secondo il buon senso e seguendo il Cuore.

Saranno comprensivi i figli?

Forse capiranno quando saranno genitori a loro volta, oppure al momento dell'inversione dei ruoli. Perchè prima o poi arriva, è il naturale ciclo della vita, e torneranno i ricordi a fare del presente una nuova realtà.

E tornando alla Festa della Mamma, per quello che riguarda la mia esperienza di figlia,

Mamma... mamma fino alla fine ed oltre... ove solo una linea sottile ci separa.

 Mi vede, lo so... io non posso.

Mi dispiace...

domenica 10 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.15) (La poesia della vita)

La poesia della vita

Bisogna essere felici di nulla,

magari di una goccia d’acqua

oppure di un filo di vento.

Di un animaletto che si posa

sul tuo braccio o del profumo

che viene dal giardino.

Bisogna camminare su questa terra con le braccia tese verso qualcosa che verrà

e avere occhi sereni per tutte le incertezze del destino.

Bisogna saper contare le stelle,

amare tutti i palpiti del cielo

e ricordarsi sempre di chi ci vuole bene.

Solo così il tempo passerà senza rimpianti e un giorno potremo raccontare di aver avuto tanto

dalla vita.

(Manolo Alvarez, poeta contadino spagnolo)

Rendere in prosa questi che non sono versi ma "perle" messe insieme l'una dopo l'altra a comporre un gioiello di semplice eleganza, è in pratica superfluo, meglio coglierne l'essenza. 

La serenità nelle piccole cose della vita, nell'ordinario che diventa straordinario se colto con lo spirito della meraviglia.

Una goccia d'acqua su una foglia, una leggera brezza.

Una coccinella sul braccio, il profumo dell'erba appena tagliata.

La fiducia e l'ottimismo.

Alzare gli occhi al cielo, contare le stelle, amare e ricordarsi di Chi ci ama.

Sono queste e niente altro le ricchezze della vita, quelle che ci faranno vivere ma anche andar via un giorno senza alcun rimpianto.

Pensando agli anni vissuti, si fa un bilancio del tempo speso. Tempo speso bene e tempo sprecato.

Si spende bene se non è solo per se stessi.


Peccato capirlo a volte tardi.

sabato 9 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.14) (Il mio mantra)

Se volessimo dare un titolo a questo penultimo incontro GAMA, sarebbe... "Il mio mantra", sintesi dell'approccio compassionevole, tema centrale dell'ultimo corso per volontari oncologici.

Che cos'è la compassione?

La Compassione è la capacità di riconoscere la sofferenza altrui o la propria, e provare il sincero desiderio di alleviarla o ridurla.

Compassione verso se stessi in primis per poter essere compassionevoli con gli altri.

Quindi riconoscersi in uno dei "tre stati emotivi" per migliorarsi e raggiungere "il luogo verde", stato ottimale in cui si sta bene con se stessi e si prova un sentimento autentico per gli altri.

Comprendere pienamente se stessi per migliorarsi senza eccessiva severità.

Cercare la serena stabilità emotiva per mantenere l'equilibrio.

Immaginare un'ideale "persona compassionevole" che ci sia di sostegno, una 



Voce interiore che dia un senso a ciò che la vita presenta.

Così il mio mantra, o meglio il pensiero o la frase che ognuno sceglierà di ripetere tutte le volte che ne sentirà il bisogno, sarà la "voce compassionevole" che aiuterà a girar pagina per poter continuare...

giovedì 7 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.13) (La prepotenza della Vita)

Curiosa, geniale, eclettica. Giusy è una persona tutta da scoprire.

La settimana scorsa la invitai a scrivere le emozioni del momento. E Lei...

- Si, mi piace scrivere. Ho scritto già alcune poesie.

- Che bello! Ti va di portarne per leggerĺe insieme?

E così è stato? Giusy ha portato tre poesie, una più bella dell'altra, e non poteva essere diversamente con la sua sensibilità e il bagaglio di esperienze belle e brutte che si ritrova.

Curiosa della realtà che la circonda, desiderosa di condivisione, va oltre i concetti espressi, rivelando un grande amore per la vita...

"LA DOLCE PREPOTENZA DELLA NATURA"

L'unica prepotenza che contemplo 

è quella della vegetazione,

che si fa strada con forza silenziosa,

nelle crepe del muro, nelle fessure della pietra.


Con radici profonde e germogli tenaci,

si apre la via verso la luce,


e si rinnova ogni giorno, 

con una determinazione che non può essere fermata.


Esplode,

in un tripudio di colori e

di profumi, verso la vita


e la primavera è lì,

ad attenderla.

G. L.

mercoledì 6 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.12) (Complementari)

La malattia porta al limite dei limiti, per cui si rivede la propria vita, si fa un bilancio, si cerca di riattivare le voci in passivo, si è infinitamente grati per quello che si ha.

Ci si rende conto che dare e ricevere amore è l'unica giusta modalità di vita.

Una donna, una moglie, una madre se non lo dichiara apertamente, almeno lo dimostra.

Le mamme, più dei padri sentono l'onere e l'onore di essere "accudenti" a vita. 

Comunque sia pure non con la stessa frequenza, s'incontra qualche padre premuroso senza eccessi, presenza discreta che mantiene le distanze soprattutto da se stesso, per non perdere la lucidità.

Ricordo di aver incontrato una volta tre mariti. Erano nella stessa stanza. Chiesi loro... Come va?

- Va tutto bene, mi sto impegnando. Soprattutto per lei, che sta dedicando a me cure materne.

- Sono vivo grazie alle mie tre donne, mia moglie e le mie due figlie. Dico sempre che il mondo continua per le donne. Siamo fortunati noi uomini ad amarle ed essere da loro amati.

Tre mariti, ognuno grato alla propria moglie, "partner" per uno di loro, perché trovava il termine moglie assai riduttivo.

"Sorella, amica, complice compagna. Il Suo nome? Non lo ricordo più. Sono cinquant'anni che io la chiamo Amore..."


E in quella stanza di commozione si colmarono i cuori.

martedì 5 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.11) (Inversione di ruoli)

Per i fiocchi di tenerezza consueto spunto da alcuni miei vecchi scritti.

Sfogliando un quaderno ho trovato una sorta d'intervista da me a una delle figlie caregiver incontrate in questi tredici anni di servizio.

Ne sono nate delle riflessioni.

Una mamma è Madre sempre e comunque, pure quando è stanca, anche se è malata tende sempre a farsi carico di tutto, cercando di mettere a tacere un latente immotivato senso di colpa.

Non chiede, non si lamenta.

Si accontenta, è sempre grata...

- Mamma ha ragione quando dice che sei una figlia speciale oltre che molto intelligente.

Lei conta su di te e vuole star bene


per te e non solo per se stessa.

- Non pensavo dicesse questo di me. Infatti io voglio che lei stia bene, e cerco sempre di aiutarla.

- Sai, le mamme sono riservate, non fanno mai capire del tutto quello che pensano veramente.

- Perchè...?

- Non c'è un vero motivo, però ti assicuro, lei è molto contenta di te, si sente al sicuro. Protetta.

- Mi piacerebbe sapere da lei che cosa pensa di me. Non me lo ha mai detto, anche se a volte... 

Meno male che si sente protetta.

- Si. Ora è come se tu fossi la piccola mamma della tua mamma.

Queste parole e una gelatina di frutta appena terminata mi riportano indietro a un bel po' di anni fa, quando ad ogni chemio mia figlia, in una perfetta inversione di ruoli, si prendeva cura di me...

...  di sua madre

lunedì 4 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.10) (Piccole... grandi strategie)

Continuo a parlare dei "fatti miei", un po' in generale, senza trascurare l'essenziale per tutti.

Non per protagonismo ma per prendere forza e vitalità in certi momenti, e poi spiegare che qualsiasi percorso è fatto di tappe e "stazioni di rifornimento", che se non ci si ricarica non si può andare avanti, e soprattutto che all'obiettivo prefissato non si arriva da soli.

I miei pensieri alla fine del giorno nascono sempre da stati d'animo altalenanti, poi cerco di elaborarli per renderli intellegibili, e alla fine non so...

Tutto a posto?

Quante volte ci sentiamo rivolgere questa domanda, quante volte siamo Noi a farla.

È una di quelle domande retoriche che prevedono come risposta la domanda senza interrogativo.

È tutto a posto...? Mi si chiede...

È tutto a posto, più o meno, diciamo di si. Se non è a posto, facciamo in modo che lo sia. Conta la Speranza. Crederci.

A tutto ci si abitua, ma importante resta abituarsi prima all' "idea", mai accettata e ancor meno pensata, e per alleggerirla continue piccole strategie non guastano.

Ai giorni più pesanti ho sempre abbinato un pensiero lieto, un piccolo progetto, un acquisto pure di pochi soldi..."pianificare" insomma per continuare ed andare più spedita.

Un consiglio valido per tutti, anche solo per sbarcare la giornata.

Garantisco l'esito, funziona davvero, fa volare il tempo, e conforta, spero, come quest'ultima carezza della sera.


domenica 3 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.9) (Accogliere con consapevolezza)

Mi piace raccontare con il Cuore, sicuramente guidata dall'Amore. 

Io e quel vago, impercettibile senso di tenera dolcezza, essere grata per ciò che non vedo né tocco ma sicuramente possiedo. Gratificazione che viene dallo stesso agire per accompagnare, per un sorriso ed un volto che riprende colore.

E così quando sento che sto per cedere, quasi con un colpo di reni mi drizzo, e.. si, continuo ad andare, e non solo... mi sento pure fortunata.

Per me, giornate particolari. Mi è stato detto che rientro in un sei per cento a causa di un effetto collaterale. Inizialmente ci sono rimasta, poi... poi ho considerato la condizione di partenza, le parole e il tono, infine la situazione attuale. E sentire che lassù Qualcuno mi ama.

Percĥè è così, dà la forza di accettare ciò che arriva, la consapevolezza che si può uscire di scena in qualsiasi momento e non c'è età.

E mi torna in mente una frase...

- Oggi mangiamoli questi profiteroles perché ci siamo... domani... chissà. 

Lo pensiamo tutti, Noi, tumorati e sopravvissuti per amore di Dio, ma che lo affermasse un ragazzino, questo è sicuramente un insegnamento in più, una marcia in più, tanti motivi in più per me, e così continuare.



sabato 2 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.8) (Tutt'altra musica)

Da un cortile fiorentino, passando per numerose piazze italiane, a quella di San Giovanni a Roma, concerti, concertini, concertoni.

Musica per celebrare la Festa del Lavoro, giornata che ne sottolinea la preziosità.

Non smettere di credere in Te stesso.

Non smettere di credere in ciò che fai o vorresti fare.

Non smettere di credere che possa cambiare.

Perché a volte la sfiducia prende, ma bisogna non farla prevalere.

Periodi brutti ci sono, ma forte di se stesso, ognuno deve crederci. Prima o poi qualcosa cambierà.

All’inizio del ventesimo secolo, nasce una curiosa tradizione, indossare il mughetto sui baveri delle giacche o sulle scollature dei vestiti durante i cortei per celebrare la Festa del Lavoro.

Perché...?

Il mughetto è simbolo di serenità e felicità che


ritorna dopo qualche tribolazione.

Così ancora oggi, il 1° di maggio, per le vie di Parigi, dove si celebra anche la Festa del mughetto, si trovano venditori e venditrici ambulanti che lo offrono in piccoli mazzetti, come regalo per dare il benvenuto alla primavera e alla bella stagione.

venerdì 1 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.7) (Ora... da qui... lontano)

La Vita non è uno scherzo

prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi

non perché restino ai tuoi figli

ma perché non crederai alla morte,

pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia. 

- Nazim Hikmet -

Ho copiato questi versi su alcuni fogli. Li ho lasciati in giro, in modo da trovarli in ogni dove quando ne avessi bisogno.

Perché sarà che ormai i settant'anni sono suonati da un pezzo, sento di aver raggiunto una nuova consapevolezza.

Mi penso un po' di più, e credo di meritare


più attenzione e cura

Non le chiedo, le cerco in me. 

Perché nessuno può amarti più di te stesso.

Se la strada s'accorcia, è ora d'imparare a guardare lontano.

Gustarsi ogni passo e complimentarsi per il modo in cui è stato fatto, perché sarebbe bastato averlo mosso quel passo, che un tempo pareva scontato se non addirittura indifferente.

E infine, che ogni giorno si concluda riflettendo su ciò che è stato e ciò che è. Con serietà e a mente lucida, perché quel che sarà forse lo sa solo Dio.

giovedì 30 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.6) (Un motivo ci sarà)

"E ricorda: se sei ancora viva, qualcuno ha bisogno di te.

Vivi ogni giorno con dignità


e amore.

Ricorda sempre che la vita è un dono prezioso. Ogni giorno è un'opportunità per fare del bene, per amare e per essere grati. Non perdere mai la speranza e continua a vivere con passione e determinazione"

Parole lette per caso, in un giorno non proprio a caso, oggi infatti ne avevo bisogno, quando un disturbo, un disagio, un dolore per un attimo mi ha messo in crisi.

Ne ho vissute tante di cose, è vero ma sono pur sempre un essere umano con le sue fragilità.

Quando ricordo e ripeto a me stessa tutto questo mi esalto e ridimensiono contemporaneamente. Mi dico... forse esagero, mi monto la testa. Poi succede non proprio a caso, la giornata odierna, e la malattia appare come opportunità di crescita personale,

riscoperta dell'amore per se stessi, voglia di fare per andare oltre.

Perché Noi siamo ben altro. Basta esserne consapevoli.

Per la gioia di poter continuare a condividere tante emozioni belle.

SENZA SOSTA (n.5) (Creatività. Risorsa e Strategia) .

"C'è una fonte della resilienza: è nella tua mente, nei tuoi talenti, nella creatività che porti nella vita. Quando impari ad attingere a questa sorgente, avrai davvero sconfitto ciò che ti vorrebbe perdente".

(cit.)

Una citazione per incominciare.

La Creatività, risorsa e strategia. Quindi per tornare alle parole di cui sopra, consideriamole come conferma? Non proprio, piuttosto riscon2 tro.

La Creatività. Quanto bene fa?

A giudicare da certi esiti, risulta grandiosa terapia di supporto.

Sono sufficienti pochi minuti per cogliere ed apprezzare l'entusiasmo creativo di qualcuno mai incontrato prima. 

Giusy ad esempio, una paziente conosciuta stamattina, prima della malattia creava gioielli poveri con la plastica riciclata, scriveva poesie, durante la pandemia ha imparato ad acconciarsi i capelli da sola. Tintura, meches, taglio e piega. Una creativa a tutto tondo.

L'ho incoraggiata a valorizzare le Sue doti, chè la malattia, parentesi di vita, possa essere un'opportunità per farla sentire un "gradino" in alto.

Sarà un'immediata sintonia che rende se non uguali, simili esseri umani assai speciali.


Lui, lei... tu ed io, parti di un tutt'uno specialissimo.

martedì 28 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.4) (Pronto soccorso)

A chi non capita a tratti di sentirsi scarico, demotivato a continuare, e nello stesso tempo di desiderare anche tiepidamente di ritrovare se stesso?

Curare questi momenti è necessario, ricorrere alla valigetta del "Pronto Soccorso" emotivo indispensabile.

Dopo una breve meditazione, la tranquillità in uno spazio appartato. Della buona musica, la lettura preferita, scrivere "pensieri dedicati" potranno sedare ansia, timori, preoccupazioni.


Ottimi rimedi saranno pure la visione di un film o una passeggiata da soli o in compagnia. E mentre l'equilibrio si ristabilisce la preghiera cicatrizzerà le antiche ferite, al riparo coi cerotti dei ricordi, quelli dei momenti belli. 

Quando ciò che non è riuscito a distruggerti ti ha reso invece più forte.

lunedì 27 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.3) (Fiocchi colorati per teneri pensieri)

Preparavo i fiocchi di tenerezza per il prossimo incontro. Per abitudine do sempre una rapida occhiata ai pensieri passati, anche tra tanti messaggi inviati al mattino. Lo faccio per non ripetermi ma pure per trarne spunto.

Se indugio poi a guardare quelle piccole pergamene di speranza penso quanto ci si aspetta da Noi, perchè inizialmente non avevano uno scopo preciso, poi assunsero il compito o la funzione di "pensieri dedicati".

Ognuno a fine incontro o in reparto li aspetta con ansia per ritrovarsi, sentire la carezza speciale che fa sentire meno soli.

Così dei fiocchi è produzione continua. Tra incontri e turni in reparto non bastano mai, così un giorno si e l'altro pure sono alla scrivania a scrivere, ritagliare e infiocchettare. E i nastri li cerco vivaci ché colorino i giorni che saranno, e le frasi piuttosto positive ché siano di motivazione e incoraggiamento, anche se non lo sono le giornate, a volte rabberciate e rigenerate con gran fatica.


Un giorno una paziente, scelto il fiocchetto chiese...

- Quanto devo?

Le risposi...

- Assolutamente nulla. La speranza non ha prezzo, si dona, si accoglie, si trasmette.

Per non finire mai.

domenica 26 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.2) (Aquiloni in libertà)


Condivisioni di aquiloni che colorano il cielo.

Libertà. La parola più ripetuta e scritta oggi, 25 Aprile.

Immagini e parole a celebrare una delle giornate pìù importanti della storia d'Italia.

Quella che ci vide liberati dal regime fascista da coloro che avevano bombardato fino al giorno prima il Nostro paese, ma tant'è riacquistammo la libertà in toto, anche quella di dimenticare.

Libertà.

Volontà di affermare la propria opinione, non essere giudicati o condannati per questa, che anzi andrebbe sempre considerata, nel bene e nel male.

Ma poiché l'essere umano è quel che è, ecco che la libertà nel suo valore oggettivo diventa utopia.

Nel mio piccolo sono contenta della libertà di esserci, nel rispetto dell'Altro, forte del mio vissuto, fiduciosa nel futuro.

Perché siamo insieme e liberi? Per continuare e non perdere la speranza, neppure quando sembra si sia scordata di Noi. Perché è nella continuità che i ricordi sopravvivono, ed è sempre nella continuità che si trova forza e motivo per vivere al meglio.

Ci è stata concessa la grande libertà di esserci, e Noi ci siamo, sperando di esserci ancora a lungo, insieme e liberi.

"Nessuno al di fuori di noi può dominarci interiormente. Quando comprendiamo questo, diventiamo liberi"

Buddha

sabato 25 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.1) (Riflessioni...)

Dagli ultimi fatti di cronaca che vedono protagoniste le donne.

A Catanzaro Anna si getta dal balcone coi suoi tre bambini.

A Foggia Stefania viene uccisa dal marito.

Questi due episodi, apparentemente diversi hanno più di qualcosa in comune, in primis il disagio e poi tutto il resto.

Probabilmente pure un'inquietudine di fondo radicata alla lunga nella relazione di coppia.

Ricordo in passato aver visto spesso moglie e marito avanti negli anni passeggiare tenendosi per mano.

Ci pensavo stamattina, e così di getto è venuta su una sorta di "formula magica", inconsapevolmente adottata da numerose coppie anziane. Capitani di lungo corso dell'Amore.

Segue l'evoluzione del rapporto nel tempo, realizza l'adattamento agli inevitabili cambiamenti.

Tre fasi tre e non lasciarsi mai.


- All'inizio vicini vicini, a condividere tutto, a volte quasi il respiro.

- Poi semplicemente vicini nelle difficoltà e nelle parentesi di vita.

- Al tramonto, per abitudine e stanchezza, distanti magari non proprio fisicamente, non scontrandosi e tenendo fede all'antica promessa. Distanti per restare vicino.

FUORI DAL TEMPO (n.100) (La buona Comunicazione)

Credo che avere il dono della comunicazione sia autentica virtù, che si palesa in ogni tipo di relazione.

Però, perchè un però c'è...occorre pensare prima di comunicare.

Che sarà mai mettere insieme poche parole? Bene, si dovrebbe soppesare e scegliere solo parole leggere. 

Qualche parola non giusta può scappare. È vero, succede. Poi consapevolmente sarebbe opportuno il silenzio.

Solitamente e nonostante lo stato d'animo, pensare prima di parlare o scrivere.


E trovare, per esprimere i pensieri del momento, parole moderate e pacate... garbate, insomma giuste.

Ripeto. Bisognerebbe pensare prima di parlare. Tempo non c'è? Allora che fare...? Se provassimo a ripeterle quelle parole come fossero a Noi rivolte, chissà...

Forse scopriremmo che non sono appropriate e manco dette con la giusta modalità. Così eviteremmo il danno più frequente e grave... sconvolgere alcune certezze che aiutano ad andare avanti. 

Quando proprio si vuol dire qualcosa e non si sa cosa, meglio una parola gentile e affettuosa, anche sui generis va bene uguale.

giovedì 23 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.98) (Vanda con la "V")

Vanda con la "V", questo il nome di una delle due pazienti che mi hanno concesso fiducia e fatto riflettere.

Un "curriculum sanitario" della serie "non mi faccio mancare niente" e un sorriso disarmante...

- Quanti anni hai?

- 81

Portati alla grande... penso... e nonostante tutto. E Lei prende a raccontarsi cominciando dal percĥè del Suo nome, Vanda con la V...

- Il nome di una delle nonne?

- No. Mi chiamarono Vanda per accontentare il mio fratellino, innamorato della sua maestra che portava questo nome.

Che tenerezza... penso... e mi pongo all'ascolto con maggior compassione.

Vanda ne ha da raccontare di cose belle e meno belle, se volesse scriverle tutte potrebbe venirne fuori un piccolo capolavoro, unico e originale. Un po' come la storia di ognuno, ma non so perchè


con qualcosa in più.

Forse per quel suo curriculum particolare, praticamente uguale a quello di mia madre, la straordinaria propositività, il sorriso fiducioso...

- Complimenti... le dico... quando la vedo destreggiarsi tra le varie app. sul telefono.

Se ne serve per "amministrare" le Sue numerose patologie, e lo fa con dedizione come fosse tutt'altro patrimonio.

Adattarsi e farlo bene. Diventa una garanzia a Vita. Vita... con la "V" maiuscola.

mercoledì 22 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.97) (Passato... presente e...)

Della serie "Dio non le manda a dire..."0ggi sento di ringraziare due pazienti che scegliendomi come custode dei propri pensieri mi hanno riportato indietro e poi recuperato mettendomi di fronte alla realtà.

Non che fosse chissà quanto brutto questo momento. È difficile, complicato come capita a molti, ma poi dipende da Te, da me, viverlo al meglio, come si conviene per ricavarne risorse.

Il concetto è semplice ed essenziale. Non c'è bisogno di tanto per considerarsi vivi, e se pure negli anni ci fossimo riempiti di cose, pensieri, e molto altro, dovremmo essere disposti a lasciar andare tutto o quasi.


Trattenere il meglio che è stato e lasciar andare le zavorre che pesano sull'animo.

Ritrovare l'amore per se stessi, recuperare i "si" che ci siamo negati troppo a lungo.

Diventare consapevoli prima che sia troppo tardi.

martedì 21 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.96) (Amore solo con amore)


Ho letto da qualche parte che il senso della vita è dato dalle cose che hai fatto o che farai.

Ora aggiungo... hai fatto o che farai per amore e con amore.

Sto pensando a qualcuno, cui dedico questi miei pensieri.

Quando si vive con Amore e per amare, si viene al mondo e pare subito una favola bella.

Poniamo che si intenda l'Amore in senso lato, sentimento bello e incondizionato, se ce ne fosse molto di più il mondo sarebbe salvo, senza gratuita cattiveria e precarietà.

L'Amore era l'argomento consueto delle nostre conversazioni. Un sorriso appena accennato, e tanta dolcezza nelle parole.

Restavo incantata da Lei che parlava, consapevole e mai amareggiata.

Diceva dell'amore che lega due persone, quello vero che nasce dal sentimento e non ha bisogno di tante cose.

Basta che il Cuore faccia il suo, batta forte quasi per due, e poi impari ad andare incontro alla Mente e a leggerne i pensieri.

E ancora... dell'Amore eterno, quello che matura nel tempo, durante le stagioni della vita.

Nasce col primo fiore, si trasforma come natura vuole, posa e pare dorma tenendoti per mano... sempre così continuando, fino all'ultima delle stagioni.

Tanto amore quindi, aveva dato senso alla vita di Antonia, eredità lasciata poi ai Suoi cari, e anche a me, perché più delle parole fanno i fatti ed il sorriso, sempre e nonostante tutto.

lunedì 20 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.95) (Non siamo cosa per caso)

Ci sono cose che ci accompagnano nel corso dell'esistenza, per peculiarità ed utilità diventano quasi vitali. È chiaro che se ne potrebbe fare a meno e vivere ugualmente, ma per quello che hanno significato in alcuni momenti, restano negli anni come "segni particolari", nota personale che identifica.

Un esempio?

Al mio nome potrebbe essere affiancato senza dubbio un block notes.

Ovviamente non sempre lo stesso ma diversi, da quando imparai a scrivere e non ho finito ancora.

Appunti, citazioni, liste della spesa, emozioni... una sorta di zibaldone che mi ha sempre ben rappresentata.

Qualche volta è diventato un diario, altre un verseggiare in codice perché capissi solo io.

Mi rendo conto però che prima o poi bisogna lasciar andare block notes e gran parte del contenuto.

Come fare allora?



Tutto con gentilezza e garbo, anche lentamente ma con decisione. 

Noi siamo molto di più..

Le cose si rompono o si perdono, cambiano le idee... le persone care purtroppo un giorno ci lasciano.

Noi restiamo al di là di tutto, perché ci è dato, e nel rispetto della vita dobbiamo continuare senza voltarci indietro.

domenica 19 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.94) (... per tutte le cose fai)



Capirai, faccio ciò che desidero e ho scelto di fare.

Penso questo ma non replico.

Spesso, soprattutto ai complimenti, rispondo col silenzio. Un po' per celia, tante volte per mancanza di coraggio perché vorrei nascondermi... certe volte... perché se mi trovo lì e ancora qui, mi pare di essere privilegiata, e allora che faccio... me ne vanto? 

Ogni parola potrebbe esserne espressione, perciò meglio è tacere, far intendere qualcosa e poi... silenzio.

Per tutto questo tempo ho imparato a valutare il silenzio nelle sue forme.

Mi piace sentirmene avvolta e non romperne l'incanto, perché mi sento protetta in uno spazio tutto mio.

Non mi accorgo di essere sola... affatto... perché il silenzio ha il volto di tutte le persone che ho conosciuto e mi sono rimaste dentro.

Il silenzio sussurra, parla con le loro voci, mi conforta con il calore dei ricordi.

 Ho imparato tanto... sono persona nuova che guarda comunque benevola al passato...e il silenzio me lo rammenta.

sabato 18 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.93) (Non so se sei credente...)

Lo chiedo sempre, non subito, ma quando la conversazione porta naturalmente alla speranza.

Così per caso, non volendo.

Perchè se ne sente gran bisogno.

Una lunga conversazione, durante la quale qualora fosse diverso, nessuno impone il proprio credo all'altro.

È la Spiritualità, la prima tra le dimensioni della Persona, la più importante. Non deve necessariamente coincidere con il culto religioso, e anche se le religioni sono custodi della spiritualità si può essere non credente e possedere una profonda spiritualità. 

Perché è esigenza, esigenza naturale quasi quanto il respiro.

Spiritualità è il termine che meglio esprime la Fede, anche se non necessariamente con essa si identifica.

E poi c'è la Preghiera che è la più bella,


profonda e personale espressione del legame col divino.

Nasce dal profondo del Cuore pure di Chi è un buon cristiano e non lo sa.

Mette in sintonia pensieri ed azioni.

È lode, ringraziamento, abbandono.

Pace nell'Infinito.

venerdì 17 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.92) (Rivivere la rinascita)

Chi non passa per quelle stanze, non attraversa quel corridoio, non si ferma nell'attigua sala d'attesa, non potrà mai emozionarsi come Noi che siamo lì per scelta.

Ed io oggi mi sono molto emozionata.

A parte il piacere di donare dolcezze e pensieri ho provato l'intima gioia di rivivere la rinascita.

Si può rinascere più volte e in più occasioni, però la rinascita dopo il tumore è qualcosa di unico e prezioso.

C'é Chi sa conquistarsela, e chi al contrario la sta vivendo e non ci crede ancora.

Angela e Nico. 

Angela dice che nonostante tutto si piace ora più di prima, dal giorno di Pasqua ha ripreso a fare lunghe camminate, e si sente in rinascita, rinascita autentica.

Raccontaci... dice a Nico, che comincia e pare un fiume in piena.

Non ci crede, dice e non si accorge che con quel racconto senza pause, trattenendo quasi il respiro, dá prova del contrario.

Una Mente in rinascita diventa "preziosa", sempre entusiasta e attiva per pensieri pensati, utili anche all'economia generale della Vita.

È tutto nella mente. Ed è magnifico

per rianimare coraggio.


È tutto nella mente, e tante volte... forse sempre... vediamo quello "crediamo" di vedere, arrivando per assurdo a negare la realtà o a trasformarla per capriccio o falsa opinione.

"La mente ha tutto il tempo che vuole"... di questo conviene convincersi presto, e il tempo stesso ripagherà degli inganni della mente.


giovedì 16 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.91) (Parole leggere)

Le parole possono far molto bene al Cuore o altrettanto male.

Dipende. Dipende dal contesto e dalle situazioni, comunque occorre sempre una scelta adeguata. 

Pensare prima di parlare o scrivere.

Per esprimere i pensieri del momento

parole moderate e pacate... garbate, giuste.

Il rischio di dire corbellerie fuori luogo o che feriscono è sempre molto elevato. 

Bisognerebbe pensare prima di parlare. Tempo non c'è? Allora che fare...? Se provassimo a ripeterle quelle parole come fossero a Noi rivolte, chissà...

Forse scopriremmo che non sono appropriate e manco dette con la giusta modalità. Così eviteremmo il danno più frequente e grave... sconvolgere alcune certezze che aiutano ad andare avanti. 

Quando proprio si vuol dire qualcosa e non si sa cosa, meglio una parola gentile e affettuosa, anche sui generis va bene uguale.

Pensare prima di parlare, anche di rispondere. 

Pensare pure prima di scrivere, anzi soprattutto, perché se "verba volant, scripta manent", e lasciano il segno.

Si impara a trovare le parole giuste liberandosi da ogni forma di giudizio ed esercitandosi al silenzio. È il silenzio infatti a suggerire le situazioni, ed è facendo silenzio dentro sé che si conciliano atteggiamenti e parole.

Chiedersi poi nello specifico quali le parole da sentir ripetere, e il tono della voce, e persino lo sguardo. E in base alla risposta data a se stessi, comportarsi con altri allo stesso modo.


Siano infine le parole simili a carezze, premio o balsamo a lenire il dolore. Siano leggere.


mercoledì 15 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.90) (Pensavo...)


Ora che l'ora è tarda e il silenzio mi avvolge, pensavo... al mio vissuto e come sia stato causa prima e motivazione dopo del mio continuare...

Un percorso di malattia e cura diventa una buona scuola di vita, così vuoi che mi meravigli se mi si guarda con quella sana curosità che porta all'emulazione per poter continuare a...?

Domande e stupore alla risposta, cerco sempre di stabilire sintonia e soprattutto di mantenerla.

Un esempio?

Parlando di tumore al seno, dopo aver fatto cenno alla ricostruzione mi capita sovente la domanda...

Come va con la ricostruzione? Per me non è stata possibile.

Ricordando che ogni caso è a sé e che nessuno può considerarsi metro assoluto di tutto, trattengo la risposta immediata e ne do un'altra, pensata e cauta ma forse l'unica possibile perché comprensibilmente oggettiva.

Si aggiusterà, vedrai... mi ripetevano all'epoca. Ed era vero. Si è aggiustata.

Perché la Mente c'ha messo la forza, e il Cuore la poesia. Poi gli occhi hanno cambiato la prospettiva, cercato altrove, scoprendo altro tipo di bellezza, dentro e fuori.

Vivere, ad esempio, che cosa esiste di più bello? Ed "esserci" lo è ancora di più perché aggiunge consapevolezza.

Alla fine difendiamo un sogno, e la Vita lo è, sia pure ad occhi aperti.

A volte non abbiamo possibilità di scelta, ma ugualmente resistiamo, siamo come foglie d'autunno, tremiamo ma non ci arrendiamo, e quando il vento si fa forte lo assecondiamo. Abbiamo paura, certo ma neanche per un attimo smettiamo di rimanere attaccati a quello in cui crediamo.


martedì 14 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.89) (La Compassione nel volontario)

L'Approccio Compassionevole è stato il tema di quest'ultimo incontro. 

Come essere accanto ad un paziente oncologico senza rischiare l'ipercoinvolgimento (mi porto tutto a casa) o la distanza difensiva?

Perchè succede, inutile negarlo, in entrambi i casi di sentirsi inadeguati, demotivati e per


un momento chiudersi indecisi...

Continuare?

Un grande senso di responsabilità porta pensieri rivolti non solo a sé e un forte desiderio di condivisione.

Che poi non sarà chissà che, pure solo la presenza potrà bastare.

Non si cerca gratificazione, questa arriva semplicemente da ciò che si fa, donando tempo, sorriso e speranza, e pure affetto, mai grandi discorsi e solo poche parole. Tutto quel che c'è per sentirsi dentro l'appartenenza a un "Che", senza un vero perché.

Serenità e gratificazione nel comportarsi come il "lievito madre", che agisce all'interno dell'impasto di farina ed acqua, e poi scompare. Ritornerà da un pezzetto di quella che sarà la massa, per rigenerarsi ancora e dar vita a qualcosa di buono.


lunedì 13 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n. 88) (La dolcezza del Tempo)

Tra una faccenda e l'altra mi sono guardata allo specchio, poi ho guardato mio marito, e che dire...? Il tempo comincia a farsi vedere, nel fisico, nel volto, a tratti anche nello sguardo.

Sarà perchè nelle nostre menti ne sono passati di pensieri, preoccupazioni...  forse siamo solo stanchi.

Ugualmente non amo le vecchie fotografie.

Perché mi rivedo come ero e non sarò più, 

e mi riportano a ciò che poi sarebbe stato.

Però giorni fa me ne sono capitate sottomano un paio. Vent'anni di differenza tra la prima e l'ultima, e tanti ricordi.

E ripercorrendo i vari momenti, eliminati i rimpianti che a quest'età non hanno più senso, posso dire di aver vissuto una vita completa.

Un crescendo di eventi ed emozioni sempre nell'attesa del meglio che sarebbe stato.

Incontentabile... potrebbe dire qualcuno... no, semplicemente curiosa.

E non è ancora finita, perché  chissà...

io ci credo e spero ancora.

E alla fine non posso non riconoscere la consapevolezza acquisita che mi ha reso più forte, capace di bastare non solo a me stessa.


Ricorrente è anche sentir attribuirmi la qualità della dolcezza.

Beh, in verità una volta era molto più evidente, ora cerco di trattenerla, chè il tempo non porti via anche la cosa che fa leggero il peso degli anni.

domenica 12 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.87) ("Tra le foglie secche troverai gocce di rugiada")

Un verso da una canzone di Nico Battaglia, perfetto come metafora di un "accidente" capitato un po' di anni fa.

Foglie secche... la parola chiave, che richiama il ricordo di una stagione senza primavera.

Per fortuna niente potrà mai dominarci, meno che mai un accidente.

Forse ci penseremo ancora, per ricavarne però risorse, e poi... sentirci liberi da ogni peso che grava sul Cuore. 

Un banale incidente, quando ancora in "trattamento" presi una storta al piede sinistro. L'essere stata colta alla sprovvista e il dolore molto forte mi tolsero il respiro per qualch


e secondo.

Resistetti fisicamente ma psicologicamente sentii aver avuto un cedimento, come se l'animo avesse perso i sensi. 

All'improvviso... con la parrucca sulla testa mi vidi patetica. 

Vuoi fare la forte ma forte non sei, ti appoggi per non cadere, ti mascheri perché non hai il coraggio di farti vedere.

Ero riuscita a non scoppiare in lacrime ma non a mandar via il forte senso di vuoto e solitudine.

Una signora, scorgendomi da lontano, corse in mio aiuto, in quel momento per me un angelo mandato dal cielo.

La ringraziai con una carezza.

 Entrambe protagoniste stupite e sorridenti di uno di quegli episodi che rimettono in pace col mondo e convincono che in fondo non si è mai del tutto soli. 

Come quando di primo mattino la natura in apparenza spenta si ravviva per rugiada al sole.

sabato 11 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.86) (Alla tavola del Re)

"Alla tavola del Re", è il titolo di una delle canzoni di Nico Battaglia, cantautore di musica cristiana contemporanea.

Un canto che ben sintetizza il progetto di Dio su ogni uomo. Progetto che arriva persino a sublimarsi nell'evento della malattia...

"La prova è un’opportunità

di vivere una nuova intimità 

con Gesù che ha preparato un banchetto.

C’è una sedia anche per te

alla tavola del Re"

Novanta minuti speciali, NOI... INSIEME totalmente immersi nella musica, coinvolti dall'armonia dei testi di Nico Battaglia. Nico, pugliese di nascita, conosciuto ed apprezzato ovunque, ha incontrato la malattia nel 2018.

Un tumore alla lingua che lo fatto sentire derubato nel fisico ma arricchito nel profondo. Una fede ben radicata, maturata dagli eventi.

Sentimenti ed emozioni quali la rabbia, la gioia, la speranza le ha vissute per intero durante il lungo percorso di cura, diventando "migliore" come il vino nel primo miracolo di Gesù, "Le Nozze di Cana".

Perchè Gesù "trasforrna", e a Noi tocca solo mostrarci "arresi" nel nome di Gesù.

Ricordare, raccontare, testimoniare, annunciare la Parola, dovremmo farlo tutti come Nico, che dall'esperienza estrema ha ricavato gioia nel percorso e non per l'esito.

“La vita è come una farfalla, dalla terra vola per l’eternità. Con Gesù dalla polvere risorgi; ti prepara un posto per la tavola del Re”.

Bella ed efficace l'immagine della farfalla che sbatte le ali.

La vita con Gesù è un cammino verso il Cielo, è sbattere le ali per togliere la polvere di ciò che è vecchio e passato, per volare verso l'Eternità.


Grazie Nico!

venerdì 10 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.85) (Per continuare a...)

Qualche difficoltà e un po' d'intoppi per noi quest'anno è iniziato così, e pur migliorando le cose alti e bassi tuttora non mancano.

Noi (pluralia maiestatis) stoicamente resistiamo, e per fortuna voltiamo pagina rapidamente come la Vita insegna.

L'auto di mio marito ha ceduto, ed io stamattina nonostante acciacchi vari ho deciso di recarmi ugualmente in reparto con l'autobus che non prendevo da un po'.

Un vero e proprio salto di qualità per me, considerato che non sono tipo da decisioni su due piedi.

Saggia decisione comunque perchè...

Già nell'attesa alla fermata ho conversato con una coppia diversamente giovane come me, tranquillizzando lui che doveva affrontare un piccolo intervento ad un occhio.

In reparto poi... sentirmi considerata con gioia se non di più, come fossi di famiglia, poter accogliere ricordi e confidenze delicate, del tipo... di questo sono a conoscenza solo i miei genitori. Fare la conoscenza di una nuora che pare la figlia di suo suocero poi, potrà sembrare cosa da poco però, garantisco fa conciliare con questo mondo sottosopra. Le belle persone esistono ancora, la gratitudine non è del tutto in disuso, per molti nulla avviene per caso.

Come pensa Angela, giovane donna dal viso sereno e rassicurante...

" Spero di non essere fraintesa, ma a me tutto questo era necessario, per una nuova e sanificatrice consapevolezza. Errori di valutazione mi hanno portato a scelte sbagliate... questa è un'opportunità..."

Che dire? Saggezza esito della laurea in filosofia?

Probabilmente accettazione prima e gratitudine poi per il privilegio di essere "tumorata di Dio". Ove Dio non è causa del male ma aiuto concreto in uno dei percorsi non facili di vita.


Ah dimenticavo, sul bus al ritorno la coppia di prima.

Lei...

"Mi sono detta, speriamo di incontrare la signora di stamattina... e vi abbiamo trovata! "

E per concludere, nel pomeriggio una telefonata inaspettata e gradita. Una motivazione in più per continuare a...

Lassù Qualcuno davvero pensa per me.

giovedì 9 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.84) (Amare nel tempo)

Quando si vive tanti anni accanto alla stessa persona, si scopre che l’amore non è una linea retta.

È una curva continua, fatta di salite, discese… e a volte anche di piccoli passi indietro.

Ma se si cammina insieme — con rispetto, pazienza e il desiderio di scegliersi ancora — il percorso diventa bello e più semplice. Anche nei tratti difficili.

Perchè l'amore si alimenta con le scelte quotidiane, con la cura, con i gesti semplici che si ripetono giorno dopo giorno.

Perdonarsi senza ferirsi.

Discutere senza distruggersi.

Non essere sempre d’accordo… senza per questo allontanarsi.

Invecchiare insieme.

Se si custodisce la connessione, 

l’amore non si consuma. Si trasforma.

L’amore non si misura nella perfezione quotidiana, ma nella scelta di restare.

Anche quando non tutto brilla.

E poi… sempre ricominciare. Tutte le volte che serve.

Non è magia.

È volontà.

È dolcezza.

È memoria condivisa.

È pazienza... benedetta pazienza...


Non è che sia facile, è chiaro... si tratta di allenarsi di continuo.

La pazienza richiede molta pratica, in compenso regala lucido pensiero e serenità.

È cosa verificabile, di ordinaria quotidianità.


mercoledì 8 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.83) (Siamo quel che si vede?)

Gli altri ci considerano per quello che mostriamo, nel bene e nel male.

Prima della malattia ad esempio, io convinta di essere inadeguata per tutto, mi ritenevo addirittura incomprensibile, e di conseguenza incompresa a vita. Anche in famiglia, ed era un disagio che comunicavo con le lacrime facili, ovviamente


mal interpretate.

 Poi il "grande evento"... e da quel momento quasi ogni giorno una nuova scoperta.

 Cominciai a farmi strada per capirmi, farmi capire ma senza confronto sarebbe stato impossibile. Sono trascorsi tutti questi anni, ed è stato un crescendo di auto affermazione, determinazione. Sempre schietta, meno accomodante, decisa. È superfluo dire che a tratti non mi riconosco più, però in compenso ciò che intendo arriva forte e chiaro.

Ho compreso che l'empatia è una valida chiave di lettura, purtroppo non comune a tutti ma che aiuta a comprendersi simultaneamente. Ci si ascolta senza parole, si sente con l'animo e ci si comprende. Basta tendersi la mano.

martedì 7 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.82) (Ed è ancora un lunedì dell'Angelo)

E fu pure il lunedì dell'Angelo, ed è trascorso.

Per qualcuno domani terminerà la breve vacanza, un ultimo giorno tocca a chi è impegnato a scuola, poi ogni vita riprenderà il suo normale corso, o quasi.

Ho passato questa giornata in casa a fare ciò che è il mio solito. Per me è meglio così, soprattutto in questa festa. 

Sono ormai sedici anni che il lunedì dell'Angelo trascorre come un giorno qualsiasi per mia libera scelta. 

L'ultima volta che misi il naso fuori per fare qualcosa di diverso che mi distraesse dal momento particolare, sbagliai in pieno, di conseguenza me ne tornai a testa bassa e con uno gli altri con occhi diversi e sale su un magone...

Da allora perciò... Pasquetta rigorosamente in casa, a sfaccendare e cucinare, leggere tanto... scrivere un po'. 

Comunque...non serve fare grandi cose o concedersi lussi, avere la mente sgombra e l'animo non gravido di affanni, è sufficiente fermarsi a quel tempo presente che è fatto di certezze, momentanee ma concrete. 

Allora... come poteva concludersi una giornata a suo modo speciale, percorsa qua e là da un fremito d'ali.

Tirando fuori dal passato quel tanto che basta per apprezzare al massimo ciò che la vita al momento mi offre.

Poi... domani sarà martedì, e con il martedì inizia la mia breve e intensa settimana in reparto.

Nel privato però non conosce settimana da lunedì a domenica il mio "esserci", perché ci sono sempre per Chi vuole.

lunedì 6 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.81) (Per modalità e tempi diversi ma Luce sempre)

È la moda del momento, il catering alle feste, tutto pronto e alcuna fatica.

Avevo bisogno di qualcosa di diverso, perché spesso il mio spazio azzurro pare velato, e a volte addirittura con qualche nuvola.

Così ho accettato la proposta delle mie sorelle, e per questa domenica di Resurrezione siamo stati a pranzo tutti insieme nella casa che ci vide diventare grandi.

Ottimo cibo, buona sintonia e voglia di ricominciare.

Perché ci sono i ricordi a sottolineare che è vero nulla dura per sempre, però c'è una continuità di vita coi figli, i nipoti, persino con un nucleo familiare che si ricompone sia pure in modo anomalo ma tranquillo. Cambiano solo i tempi.

Un titolo a questi miei pensieri?

"Per modalità e tempi diversi ma Luce sempre"

I tempi e le modalità delle sane intenzioni, delle buone relazioni alla luce di una rinascita.

Che dite... ? Un bell'augurio davvero.

E parlando di rinascita,

Qualcuno mi ascoltò, e fu Pasqua di Resurrezione.

Conquistai la vita.

Adesso spero nell'eternità.


Grazie, ora per allora.


"Signore, se la porta del mio cuore

dovesse restare chiusa un giorno,

abbattila ed entra, non andare via.

Se le corde del mio cuore,

non dovessero cantare il tuo nome un giorno,

ti prego aspetta, non andare via.

Se non dovessi svegliarmi

al tuo richiamo un giorno,

svegliami con la tua pena… non andare via.

Se un altro sul tuo trono

io dovessi porre un giorno,

tu, mio Signore eterno, non andare via"

 - R. Tagore -

domenica 5 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.80) (C'è solo da arrivare a sera)

Settimana intensa questa, e non solo perché "Santa".

È appena trascorso il sabato, il dì prima di Pasqua, lavoro e preghiera, meditando sul memoriale di un mistero che si compie ogni anno.

Non potevo andar via senza qualche rigo, un augurio, un abbraccio sia pure da lontano.

Stamattina mi son detta, c'è solo da arrivare a sera.

C'è solo da arrivare a sera, beh... un po' oltre veramente, diciamo pure verso quest'ora, ovvero quando le persone normali dormono già da un pezzo. 

Perché tu non sei normale... continua a ripetere mio marito, e forse in parte ha pure ragione, e a volte mi arrabbio quando lo dice, più spesso sorrido.

Lui non può capire, che io sto meglio di molti altri perché la vita fece una pausa e poi riprese.

Con giornate complicate, cominciate con qualche lacrima, continuate in affanno e in ritardo su tutto.

Comunque io sono qui, al solito è tardi, anzi molto tardi, sono stanca pure un po' dolorante, ma in fondo mi tengo su.

Si può fare. Abbozzo un sorriso, e mi dico...smile.

Quasi un mantra da ripetere, e non solo qua


ndo l'occasione lo richiede.

Con garbo appropriato e dolcezza al momento, un'idea tenace, una forte convinzione.

Tutto si rinnova, ed è la strategia giusta per continuare. 

In fondo basta dare pennellate di colore a questa nostra vita, e poi aspettare la luce che torna più luminosa che mai ogni anno, a Pasqua.

Dai colori alla luce quindi, i colori delle idee, dei progetti, e la luce di una rinascita.

Si può risorgere e far risorgere, ma indispensabile è amare. La vita, la gente, se stessi.


Buonanotte... e Serena Domenica di Resurrezione

sabato 4 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.79) (Davanti alla Croce)

È il momento giusto. Un'opportunità di cambiamento.

Il Venerdì Santo è il giorno del silenzio, del tornare sui propri passi, della riflessione...

Lasciar correre, giustificare, concedere il beneficio del dubbio... perdonare?

Perdonare non è un gesto di debolezza o di sconfitta, ma un dono di libertà estrema, perché nel perdono risiede la decisione consapevole del ricordare, ma anche del “lasciare andare”, che a sua volta conduce ad una comprensione intima e profonda della possibilità di trasformare il dolore 

Io perdono ma non dimentico, ma escludo a priori il rancore e da tutto ricavo un'esperienza. Mi potrà servire in seguito con la stessa persona o con altri, perché le situazioni si ripetono.

 La responsabilità è condivisa, gli effetti non proprio, Chi si sente vittima patisce di più.

È capitato, mi sono sentita presa in giro, non considerata a volte mal compresa. Ho litigato e pure trasceso verbalmente, ma poi le responsabilità me le sono prese tutte, giustificando l'altra parte che forse io stessa avevo portato a sbagliare.

Sembra circolo vizioso. Non lo è. Il desiderio di ritrovarmi in pace fa sì che io perdoni me stessa per aver esagerato ed esasperato una situazione e di conseguenza perdoni anche l'altro. 

Perdonarsi è cambiare atteggiamento, modificarlo soprattutto a proprio vantaggio.

In conflitto continuo con volontà e indecisione, tra amore e rancore rendiamo la nostra vita un percorso ad ostacoli su una strada senza luce, perché privata della serenità.


Anche se all'inizio comporta uno sforzo notevole, il Perdono è ciò che serve a rendere la vita meno difficile.


venerdì 3 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.78) (Giovedì Santo... insieme)

In reparto per auguri colorati e golosi. Perchè in momenti così difficili, quando la malattia è solo uno dei tanti problemi, anche a livello globale, una ɓrevissima pausa è più che necessaria. Distoglie, porta sorriso e speranza.

Una rappresentanza del GAMA, qualcuno di NOI... INSIEME, per non smentirci mai.

Insieme è meglio, e niente è più vero. Perché l'unione fa la forza, alimenta il coraggio, porta lontano. È la prova tangibile da parte di ognuno di voler esserci.

Non è "esserci" solo per se stessi. È per il gruppo, è per ogni paziente che si porta nel Cuore e non si dimentica.

Per darsi appuntamento oltre ogni aspettativa, per non pensare oltre ciò che fa veramente bene, per guardare oltre e... gioire insieme.

E poi affetto, quello che non ci si aspetta.

All'improvviso, con semplicità come una carezza per continuare.


Un'isola felice insomma, un'oasi in cui rifugiarsi per fare pace con se stessi e il mondo intero.

giovedì 2 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.77) (Mercoledì Santo)

Giornata piovosa e triste.

Perché ogni anno è così... sia che la Pasqua venga alta o bassa la settimana santa vede la natura tutta partecipare al memoriale santo. E se non fosse per la luce che indugia a dispetto dell'oscurità del cielo si direbbe che è ancora inverno.

D'altra parte è il periodo in cui massima dovrebbe essere la concentrazione su ciò che è bene per evitare quello che è male. Una sorta di prevenzione, perché riconciliarsi è rendere bella l'Anima dopo aver conquistato la consapevolezza della propria miseria.

È così che va vissuta la Settimana Santa... astraendosi da quella che è la normale quotidianità, e concentrandosi su punti ben precisi per renderla speciale. 

È da accogliere come un "momento per Te", per ciò che conta in Te. Una ricerca dell'essenziale, che pur noto a volte si perde. Siamo fragili, e inconsapevoli che l'essenziale è proprio lì, nella Nostra fragilità.


E penso a quelle persone che vivono la loro settimana santa, a Chi aspetta una diagnosi o in questi giorni affronta un intervento. Ansia e paura per ciò che non si conosce, ma un'unica certezza che quel momento passerà. Perché tutto passa ed è ritorno all'essenziale.


mercoledì 1 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.76) (Al di sopra di tutto)


Eventi diversi, comunque dinamici, ugualmente aspetti della vita. 

Travagli da affrontare e superare. Perché si superano, in un modo o nell'altro diventano passato.

Tempo fa mi ha colpito un'espressione di un nostro oncologo riguardo il tumore al pancreas...

Curare questa patologia è cosa ancora complessa perchè è un tumore "dinamico", cambia nel tempo.

Molto simile alla vita di ognuno, no?!

Quindi l'abilità quale sarà? Adeguarsi, assecondare, cavalcare l'onda. E noi, "surfisti della vita" questo lo sappiamo bene.

Ho conosciuto una coppia che pareva d'altri tempi. Dei due il paziente era Lui, ma anche Lei anni prima aveva avuto "il problema", affrontato, superato...

Innamoratissimi come il primo giorno di dieci anni fa, nonostante le difficoltà legate soprattutto alla differenza dei loro anni, trentatre Lui, quarantanove Lei.


Hanno raccontato la loro storia, romantica nata tra quaderni, penne e fotocopie.

Un sentimento originale al di sopra di qualsiasi pregiudizio.

Due vite quindi che cambiano, s'incontrano, e il matrimonio e la malattia le uniscono per sempre.

Un passato che si rinnova ogni giorno con il loro amore senza condizioni.

martedì 31 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.75) (Dio Padre e Madre)

Nell'ambito della "Comunicazione compassionevole", tema trattato nell'ultimo incontro, trova spazio la descrizione "Dio compassionevole".

Compassionevole, misericordioso, lento all'ira... fedele.

Siamo nella settimana santa e il memoriale di Cristo riporta all'infinita bontà misericordiosa di Dio Padre, che visto in questa luce è anche "madre".

In ebraico i termini compassione, compassionevole riportano al "grembo", e il materno è quello per eccellenza.

Lodiamo Dio e a Lui affidiamoci incondizionatamente.

Recitare il Padre Nostro quando ci si sente piccoli piccoli, bisognosi di cure ed affetto, fa stare subito meglio.

E comprendo perchè io feci di quella preghiera la "mia preferita"

Dio sorregge sempre, fuga i timori quando arrivano, aiuta nel dare aiuto ad Altri.

Pregare...

È la prima cosa che fa spontaneamente Chi crede quando la misura è colma.

Qui e Ora, in silenzio per cercare la soluzione che serve, per ritrovare la pace in se stessi.

Pregare.

Una voce unica che sale dal Cuore ed entra in grande sintonia col Divino. 

Ci si può abbandonare nei momenti di maggiore vulnerabilità e debolezza, ed è questa la preghiera più bella, e lo si fa anche senza parole. Il Cuore parla, e Chi tutto può e sa è l'unico a poter ascoltare.

Io prego così, solo così so farlo. 


"Ci sono momenti in cui ho più niente da dire a Dio. Se dovessi continuare a pregare con le parole, dovrei ripetere quanto ho già detto. In questi momenti è bello dire a Dio: Posso stare insieme a te, Signore? Non ho più niente da dirti, ma amo sentire la tua presenza"

- O. Hallesby -