Un verso da una canzone di Nico Battaglia, perfetto come metafora di un "accidente" capitato un po' di anni fa.
Foglie secche... la parola chiave, che richiama il ricordo di una stagione senza primavera.
Per fortuna niente potrà mai dominarci, meno che mai un accidente.
Forse ci penseremo ancora, per ricavarne però risorse, e poi... sentirci liberi da ogni peso che grava sul Cuore.
Un banale incidente, quando ancora in "trattamento" presi una storta al piede sinistro. L'essere stata colta alla sprovvista e il dolore molto forte mi tolsero il respiro per qualch
e secondo.
Resistetti fisicamente ma psicologicamente sentii aver avuto un cedimento, come se l'animo avesse perso i sensi.
All'improvviso... con la parrucca sulla testa mi vidi patetica.
Vuoi fare la forte ma forte non sei, ti appoggi per non cadere, ti mascheri perché non hai il coraggio di farti vedere.
Ero riuscita a non scoppiare in lacrime ma non a mandar via il forte senso di vuoto e solitudine.
Una signora, scorgendomi da lontano, corse in mio aiuto, in quel momento per me un angelo mandato dal cielo.
La ringraziai con una carezza.
Entrambe protagoniste stupite e sorridenti di uno di quegli episodi che rimettono in pace col mondo e convincono che in fondo non si è mai del tutto soli.
Come quando di primo mattino la natura in apparenza spenta si ravviva per rugiada al sole.

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