maggio

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venerdì 17 maggio 2013

Ed è sempre difficile dare una risposta o trovare le parole giuste anche per "approcciare" quando sei di fronte alla sofferenza autentica, quella che non puoi sdrammatizzare in alcun modo e devi limitarti ad "accogliere" per essere di sostegno.
Mi è capitato anche stamattina, proprio nella prima stanza visitata...
"Come andiamo oggi?", la domanda di sempre col sorriso di sempre, ma "non sempre" va bene perchè non sempre appropriata. Avrei dovuto capire da un certo tipo di smorfia che non andava fatta alcuna domanda, forse bastava il sorriso... chissà!? Un errore di valutazione, in parte scusabile perchè anch'io oggi ero un po' fuori fase... sono sempre una "paziente oncologica" al suo terzo anno di sopravvivenza!
Comunque, a parte questa "piccola nota" che mi riguarda, gli sbagli si fanno e da questi s'impara pure, e in verità mi rendo conto di farne sempre meno per la fortuna di quelli che incontro, i quali restano per me... "quelli che contano".
Per tornare all'"Amica dai sospiri profondi"... mi aveva raccontato un giorno una storia tristissima, tempo addietro aveva perso un figlio di 35 anni, morto in un incidente stradale. Era sposato da poco e lasciava moglie e un bimbo piccolissimo... Lei, mamma non riusciva a capacitarsi di non poterlo rivedere più, si sentiva annientata dal dolore e aveva perso il sorriso.
"Credimi...", diceva, "... quando il dottore mi disse, c'hai il male... io non mi sentii fare nè caldo nè freddo. Pensai... mio figlio è morto che era giovane, già da diversi anni, e io? Io che sto a fare qua ancora... non è giusto." Che potevo dirle? Sopravvivere ad un figlio, per una madre... no, che non è giusto, è quasi "contro natura", la penso così anch'io, come tanti... Tutti, eppure accade ed anche molto spesso. Allora sarebbe opportuno, quasi per pareggiare ma non contrariare "ciò che va come deve andare", che si morisse insieme, madre e figlio, ed anche questo sarebbe assurdo... fuori da ogni logica, compresa quella naturale.
L'ascoltai senza interrompere, e quando ebbe finito mi venne di risponderle...
"Amica mia, il Tuo dolore immenso giustifica l'immediata reazione indifferente alla malattia, ma non puoi permettergli di ucciderti per la seconda volta, perchè una parte di Te è andata via già con Tuo figlio... hai ancora un marito, un altro figlio che hanno diritto all'altra, quella che Tu sei, anche con la malattia ma con la voglia di vivere che non devi perdere. Gettare la spugna, lasciarsi morire... anche questo non va, è cosa contro natura. Torna a sorridere, per Chi vive con Te ma anche per Lui che non avrebbe mai voluto una mamma triste. Promettimi che la prossima volta che ci rivedremo, mi accoglierai con un sorriso. Se lo farai... Ti porterò un piccolo regalo."

2 commenti:

  1. Le tue parole di speranza hanno insegnato anche a me ....da poco una mia cara amica ha scoperto di essere ammalata ,di dover affrontate la chemio ed un intervento ...le tue parole mi hanno dato coraggio per affrontare la sua tristezza e darle forza!!
    Un abbraccio grande!!

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    1. E insieme sarà possibile il percorso perchè Lei si affiderà a Te e Tu supererai quella paura che fa fuggire ogni uomo di fronte al dolore e lo fa nascondere.
      Continuare a... VIVERE sarà così più facile per entrambe.
      Un abbraccio con tutto il Cuore, Amica mia e una Buona e Serena Domenica.
      Mary

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