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lunedì 8 settembre 2014

UN BUON CRISTIANO IGNARO DI ESSERLO




Fu quando mi ammalai... decise che forse una "revisione" al Suo rapporto con Dio andava fatta. Diventò così l' "ombra inscindibile da me" e prese ad accompagnarmi in chiesa ogni domenica.
Sia ben inteso, Lui è credente da sempre ma poco praticante o solo quando costretto.
Trova inutili e vuoti (non ama approfondire) i gesti ripetuti della liturgia, le lunghe omelie anche qui ripetitive e vagamente incomprensibili... i misteri solenni. Però mi segue e a me basta questo mentre continuo a... ripetermi ormai da tempo immemore che alla fine in famiglia ci sono io che prego per Tutti. Come consolazione è un po' magra, non ci sto troppo a pensare e così mi conforta abbastanza.
I semi nella terra non germogliano tutti insieme... hanno bisogno di tempo, diverso per ognuno. Magari poi da quello più tardivo verrà fuori la pianta rigogliosa... Chi lo può dire?
E se Pazienza e Forza vanno insieme, io fortemente paziento ed altrettanto spero.
Per il momento però posso sostenere senza ombra di dubbio che il compagno della mia Vita è "un buon cristiano che non sa di esserlo".
Ecco proprio così... una definizione migliore non potrei trovarla.
Comunque piano piano in chiesa ha preso a sonnecchiare di meno e cerca di seguire, e quando il buon Dio vuol dare un'accelerata a questa impresa ci manda anche un celebrante giusto... breve conciso e dall'oratoria incisiva. In poche parole, un sacerdote cui non si può non prestare attenzione.
Ultimamente purtroppo non è così ed allora l'adorabile compagno della mia Vita non sonnecchia ma nota tutti i punti che secondo Lui non vanno per criticarli dopo all'uscita.
Perché a Suo merito è da dire che pure con una fede "traballante", non si giustifica e se ne va. Resta attento... molto attento, ed allora un "piccolo traguardo" bene o male l'ha raggiunto.

2 commenti:

  1. Anche noi in famiglia abbiamo diversi atteggiamenti a proposito dell'atteggiamento religioso:penso che ogni forzatura sia controproducente e, come fai tu, mi dico " che alla fine in famiglia ci sono io che prego per Tutti."
    Penso che quello che conta davanti al Signore è il comportamento secondo coscienza; la Fede è un dono, un percorso personale insondabile.
    Un abbraccio:)
    Marilena

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    1. Siamo in sintonia di pensiero, Marilena cara... credo che in molte famiglie esista questo stato di cose. Ma alla fine per Chi è in un certo senso "ostico" alla forma, conta maggiormente la sostanza... ovvero il rispetto dell'Altro, la solidarietà, l'essere totalmente incapaci di fare del male. E soprattutto porsi delle domande di cui mano mano si troveranno le risposte,,,
      Un caro abbraccio.

      Mary

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