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venerdì 19 settembre 2014

E RITORNO IN ME... A QUEL CHE SONO


E dopo tanto vagare la via di ritorno alla Vita pur in discesa non è comunque sicura... capita di perdere di vista i propri passi, finire in un fosso, o anche per non perdere l'equilibrio, appigliarsi a un sostegno rimediato e poi... tornare indietro.
La cosa peggiore è prendere una scivolata rovinosa e precipitare giù... trovarsi alla fine della corsa senza rendersene conto, senza sapere come e perché.
Ma nessuno è veramente solo nei percorsi difficili, e può anche succedere che se hai aiutato qualcuno a salire, troverai Chi sarà disposto a rimetterti in piedi per riprendere pian piano il cammino.
E solo oggi è capitato a me... ma forse anche ieri, o ieri l'altro ancora.
Da quando la Vita mi ha prescelto ho capito che non sarei mai stata bastante a me stessa, nel senso che, si... mi muovo da sola, sicura e contenta di farlo, ma in qualsiasi momento potrei fermarmi e avere bisogno di aiuto, anche solo di una parola per continuare.
Pure qui, in questa "isola incantata"...(come qualcuno un giorno definì questo spazio) fatta emergere dal dolore e per un'idea, ogni tanto incespico e cado per una spinta o forse solo perché vacillo, ed ho bisogno di quella mano tesa che mi tiri su ed incoraggi.
E' vero, siamo nella stessa barca... Chi a chiedere e Chi a prestare soccorso, ma Tutti indistintamente verso un approdo e la quiete.

6 commenti:

  1. Sorrisi e sguardi accoglienti. mani che si tendono per sorreggerti . Tutti ne abbiamo bisogno e fortunati siamo che li incontriamo sul nostro cammino.

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    1. Certo, cara Sandra... alla fine si tratta solo di "porgere" occhi per vedere e orecchie per sentire.
      Un abbraccio...

      Mary

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  2. Siamo in tanti qui, abbiamo bisogno uno dell'altro. Belle le parole di Sandra....
    Tanta serenità, un abbraccio, TVB.
    Ale

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    1. Ne abbiamo parlato infinite volte, Ale carissima.
      Nessuno basta mai a sé perché resta estremamente fragile in alcuni momenti. La vera "medicina" è la serenità, spesso donata ma soprattutto quella sempre presente se pur nascosta in un angolo di se stessi.
      Un grandissimo abbraccio.

      Mary

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  3. Commento anzitutto con questa bella frase del dottor Schweitzer:
    "Qualsiasi persona a cui sia risparmiato il dolore personale si deve sentire chiamata per aiutare a diminuire quello degli altri.”
    Io aggiungo umilmente che chi ha provato un dolore fisico o morale è spesso più consapevole delle sofferenze altrui.

    Un abbraccio. Graziella

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    1. Ciao, lella... sicuramente è come dici, e in più quel vago senso di "privilegio" che prende poi, comporta una certa responsabilità, da cui non ci si può sottrarre. Ammesso lo si voglia.
      Un carissimo saluto.

      Mary

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