agosto

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mercoledì 18 luglio 2018

SI TRATTA SOLO DI COMINCIARE


Due occhi con la profondità e il colore del mare, la mano destra quasi sotto il mento in posa indispettita, seduta al centro del letto...
E' solo l'inizio.
Allora dobbiamo cominciare proprio a monte.
E ho posato il mio cestino sul davanzale della finestra, non perdendo di vista "i colori" della speranza e facendo appello a tutto il mio coraggio, perché ce ne vuole quando ci si appresta all'ascolto di Chi affronta ciò che non conosce e teme. Sapevo che quel momento era senza tempo, e l'ho fissato perché non si può essere frettolosi e sbrigativi con Chi deve abituarsi all'idea, accettare una situzaione difficile, quando ostinatamente s'impunta e non vuole andare avanti...
Non ce la farò mai. E' una cosa troppo grande per me.
E mi sono venuti i brividi. Le mie stesse parole di un tempo. E' quasi incredibile. Quasi. Perché pure se non esistono due casi uguali al mondo, le emozioni non cambiano né il modo di esprimerle.
Si tratta di cominciare, un passo alla volta. Piantare bene il chiodo in ogni spuntone di roccia, e salire. Capiterà di dover fermarsi, ma sarà solo occasione per raccogliere le forze e fare il pieno di energia. Gradini sempre più profondi, fino alla cima. E lì, finalmente vedrai il sole da vicino.
Speriamo, ma ci credo poco. E tutto sommato nemmeno mi interessa. Non mi nteressa niente di me, non ho nessuno. Anzi inizialmente non volevo fare nulla, la mia sarebbe stata una scelta serena.
Forse in principio... ma poi?
Scelta serena, già... semplicemente un alibi per la paura, perché qualcosa si sa... ed è angoscia... però totalmente non si conosce... ed è panico. Allora la scelta serena toglie di mezzo angoscia e panico, ma dà largo spazio al terrore, e come il cane che si morde la coda, si entra in un circolo vizioso che guasta la mente, la priva della lucidità e... non si vive più.
Fidati...
Cercavo di opporre ad ogni Sua tesi un'ipotesi, non è cosa mia solita, ma oggi non potevo star zitta di fronte alla rinuncia per partito preso, giustificata dalla scarsa stima di sé, da un certo disamore, da tante delusioni.
Maledetto distress che dà il colpo di grazia, e completa l'operato di una fragilità di ampio raggio.
Oggi per Te è così, perché è la prima volta, ma vedrai... tornerai a sorridere perché qui si ride come in qualsiasi altro posto, a volte pure di più.
Si si, è vero. Qua si diventa una grande famiglia, e alla fine tanto male manco si sta.
La voce quasi fuori campo di un'altra paziente entrata in quel momento nella stanza, spezzava la tensione di "una prima volta". E di sicuro il sorriso tornerà, perché si tratta solo di cominciare.

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