dicembre

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venerdì 27 luglio 2018

L'ABITO DA SPOSA E IL PIANOFORTE


C'è un motivo fondamentale per cui continuo e continuerò sempre. Quando sono lì, a me non penso più e l'attenzione tutta è rivolta a Chi ho di fronte. E non vedo letti né poltrone, non bado all'eventuale confusione, non guardo neanche l'orologio mentre il tempo va sempre troppo in fretta.
Devo essere credibile, affidabile e a me non penso. Poi colgo il momento, ascolto e ritengo, e non vorrei andarmene via, e tornerei il giorno dopo e tanti altri ancora, per dare forza e a me motivazione.
Sono storie bellissime quelle che ci appartengono, perché alla fine saranno di Chi racconta e pure di Chi ascolta, dense di speranza a viva forza e colorate da dolci pensieri.
Una signora seduta alla poltrona con la stessa disinvoltura come fosse dal parrucchiere, dice che ora succeda pure qualsiasi cosa perché giorni prima ha fatto il matrimonio del figlio. Ed ora si sente soddisfatta e appagata, è gioia intensa per un abito da sposa che non si può dimenticare, confezionato da Lei per la nuora con tanto amore. Nonostante pensieri pressanti, la pesantezza delle cure e l'incertezza del domani. Porta quindi a termine la Sua opera, e quel vestito Lei manco sa quanto vale. E' affermazione, autodeterminazione, e speranza in un futuro senza scale o erta salita... tutto in piano perché sa che ce la può fare.
Da un'altra stanza mi prende la melodia di un pianoforte. Un paziente fa l'infusione su una barella di ambulanza, e accanto a Lui una donna, l'autista che l'ha accompagnato, gli fa ascoltare dal cellulare alcuni brani...
Mozart, Beethoven, Bach... un tempo li suonavo anch'io.
Dice così, e solo una lacrima gli riga la guancia...
Una volta suonai senza fermarmi per 19 ore... è passato qualche anno, forse molti... chissà.
Cambia a questo punto la musica, e nella stanza si diffondono le note di una colonna sonora, "Nuovo cinema Paradiso". La tensione si distende, cambiano gli argomenti e il profumo di una caramella all'anice riporta la dolcezza di una normalità che sfugge ma poi riprende.
In emozioni, un giorno... su, l'altro giù. Così va la Vita, per quelli come Noi ancor di più. E' un semplice ma non sempre comprensibile "paradigma".

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