ottobre

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venerdì 1 marzo 2013

Non avere paura di affrontare il futuro con speranza e consapevolezza. Celebra la tua vittoria contro il cancro, da ricordare come un anniversario o un compleanno. Può aiutarti a vivere il futuro in modo più sereno.
  (cit.)


... quando ci imbattiamo in un medico che ha umanità, consapevolezza di sè e di noi... che riesce a rappresentare se stesso e noi in una reciproca relazione... tutto diventa più leggero e la speranza si riaccende, perchè sentiamo che esistiamo per l'altro, la nostra vita non gli è indifferente. Ci sentiamo contenuti e protetti, e naturalmente di questo abbiamo bisogno, perchè la malattia ci rende fragili...
   (Marta Tibaldi,  "Oltre il cancro")




E' incredibile ed anche una fortuna che un pezzo di pane bagnato, in definitiva pane e acqua, cioè l'"essenziale", possa farti riconciliare con Te stessa.
Stamattina ero praticamente... "nuova". Me ne sono accorta perchè ho aperto gli occhi prima che suonasse la sveglia... quando mi sono guardata allo specchio... me l'ha confermato un'Amica che mi aveva visto ieri.
"Stai bene oggi, sì? Hai un aspetto migliore...", "Ho lavato i capelli... ecco perchè!", ho risposto convinta ma solo a metà, sapendo che il resto del "miracolo" era opera del "pezzo di pane" con i vecchi vestiti spiegazzati e il vento di fine inverno.
Ed era di questi tempi, fine inverno appunto... quando tre anni fa fu diagnosticata la mia malattia.
 L'8 marzo... per essere precisi, ironia della sorte... sapere nel giorno della festa della donna, di essere stata colpita da un tumore femminile. Anche a volerlo scordare, sarebbe impossibile.
Ma io non voglio scordarlo e a maggior ragione desidero ricordare le altre date... inizio e fine chemio, primo e secondo intervento, tutti gli esami diagnostici... perchè tutto sommato furono tappe positive verso quel traguardo che mi vuole ancora qui, viva e vegeta in una "tregua" che spero vivamente sia definitiva.
Ieri mi è stato detto... Tu sei brava a ricordare tutte le date del "percorso", avrai preso appunti!?
No, in genere non mi è mai necessario annotare, nel caso specifico sarebbe stato assurdo in quanto certi "eventi" arrivano e imprimono il loro marchio a fuoco perchè il ricordo resti indelebile.
Forse è anche meglio così perchè rafforza la convinzione di avercela fatta, aver vinto e permette di guardare al futuro con occhio benevolo.
Certo... io mi "cautelo" non escludendo l'eventualità di un ritorno. Lo faccio per non illudermi... nel "caso" per non farmi colpire "alle spalle". Si vedrà.
Conosco persone in trattamento in seguito a recidive... sono serene, forse "rassegnate"... solo qualcuna tanto "arrabbiata". Pur non condividendo, non mi va di darle torto... forte sarà lo sconcerto, cocente la delusione.
Non è facile però essere compresi, spesso l'instabile e difficile situazione emotiva del singolo va a scontrarsi con la realtà quotidiana di Chi "opera"... non è preso direttamente e deve, per poter continuare, mantenere un certo distacco, evitare il proprio coinvolgimento emotivo.
Quanto tutto diventa difficile al momento che si vuol forzare la natura umana che per istinto non è poi così indifferente, egoista e crudele come si possa sembrare!
"Non devo affezionarmi più a nessuno", ho sentito dire... una frase quasi "impetuosa" e non "impietosa" per nascondere la commozione e mettere finalmente in luce gli sforzi continui per non soffrire.

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