agosto

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giovedì 14 marzo 2013

I figli possono diventare genitori dei propri genitori e imparano a vivere il valore della reciprocità.
In alcuni casi ben precisi, seri e dall'esito incerto, reazioni e comportamenti sono sempre gli stessi, a prescindere da età ed educazione, fatta eccezione per qualche differenza di carattere, che resta talmente irrilevante da poter non essere affatto considerata.
Che cosa succede quando una "figlia" si trova a dover far fronte alla malattia di Sua madre? Non a caso ho parlato di figlia e non di "figlio maschio", perché è la prima in modo particolare che vive empaticamente il dramma occorso alla madre.
In questo tempo che mi ha vista prima "protagonista" e poi "comparsa" nella malattia, ne ho conosciute di madri e figlie... io stessa con la mia ne potremmo raccontare di episodi che ci hanno riguardato, ansie ed emozioni provate, decisioni prese e svolte di vita. Fino ad oggi stesso...
Stamattina negli occhi di una figlia ho visto quel "luccichio" che ho imparato a riconoscere perché sempre accompagnato da un certo tipo di sorriso, tenero e protettivo tanto simile a quello di una madre per la Sua creatura. E di nuovo... i ruoli che s'invertono e fanno sì che la figlia diventi la mamma di Sua madre e poi si fondono in un' "armonia" che sa di divino.
Tornata a casa ho cominciato a ricordare... e di proposito sono andata a cercare tra le tante pagine di questo "mio diario", ne avevo già parlato della "dolorosa complicità" che lega madre e figlia quando la malattia... decide...

"Dall'altra parte, poi era seduta un'Amica che non avevo mai visto, era così  perchè questo era il Suo primo ciclo di neoadiuvante per ridurre il tumore, e più in là c'era Sua figlia. Dopo dieci mesi mi sono rivista. Parlando, non intenzionalmente le guardavo negli occhi, e in quelli della "mamma" vi ho letto il timore di affrontare qualcosa di troppo grande e sconosciuto, un misto di ansia e di preoccupazione, stati d'animo che conosco bene, e nello "sguardo" della figlia il desiderio di rassicurarla ogni momento, di proteggerla in una sorta d'inversione di ruoli tenera e commovente. Quell'atteggiamento... anche quell'atteggiamento, lo conoscevo molto bene."

Da allora sono passati due anni... incontro ancora quella madre con la figlia e poco e niente è cambiato, la prima si "appoggia" alla seconda ed entrambe sono serene... molto.
Ognuna di Loro sa che l'Altra c'è... ed è felice.

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