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mercoledì 27 marzo 2013

MATERNITA' - Luigi Masin
"Il guaio è che le mie tette mi sono sempre piaciute... Non troppo grandi, nè troppo piccole, hanno oscillato tra la seconda e la terza misura, seguendo le oscillazioni del turgore ormonale...
Dopo il parto le detestavo, erano decisamente troppo grandi..."
 (Giorgia Biasini, "Come una funambula")


Anche se lo sento dire da molti, a me sembra ugualmente strano... guardarmi allo specchio e non avvertire alcun cambiamento. "Avvertire" è il termine giusto, perchè i segni del tempo sono ben visibili ma ritornano indietro elaborati da una rinnovata giovinezza.
Che giro di parole, si dirà... però era necessario perchè non volevo dire solo... mi sento giovane dentro... ma anche... gli anni, complici e mai ostili nonostante tutto, mi hanno seguito rendendomi giustizia, mantenendo intatti i ricordi e relative emozioni e spazzando via i grossi rimpianti che li rendono grigi e tristi.
Così, stamattina in ospedale mi sono trovata in mezzo a tanti bei "pancioni", in divenire e in essere... tutte le varie epoche della gravidanza, e se non bastasse anche tra neonati ambi-sesso "a bordo" di carrozzine in difficoltà di traffico nei corridoi. E dicono che nascono meno bambini!
Ed è stato inevitabile ripensare anzi rivedere "me" col pancione e poi spingere orgogliosa e felice la "mia" carrozzina, sempre la stessa per entrambi i figli (l'avevo scelta blu, apposta... per non sbagliare). Tanti anni fa, proprio questi ultimi giorni di marzo lo erano anche per la mia seconda gravidanza... e i profumi che ho sentito oggi nell'aria, la luce incerta di un tempo instabile e poi quei volti di giovani donne che tradivano l'impazienza ansiosa della "novità", mi hanno fatto "vivere", provare quel che fu di un tempo ma che provo ancora perchè "mamma" si è sempre allo stesso modo, anche coi capelli bianchi e le rughe che fanno da inciso ai sorrisi.
Ad un certo punto un lieve disagio al braccio destro che ultimamente ha qualche "defaillance" mi ha riportato ai giorni belli dell'allattamento, quando al posto della "novella" c'era "quella bella" che saziò di tanti sonni tranquilli i miei bambini.
Strano... questo pensiero non mi ha immalinconito... come se le "immagini" di un tempo, congelate allora fossero rinvenute stamane, alla vista di quelle mamme, alla "melodia" di tanti vagiti.
E' stato un bel vivere oggi... per la donna, la mamma che ero.

4 commenti:

  1. Che dolci ricordi cara Mary,la nascita di un bimbo è sicuramente il periodo piu' bello e pieno di tutta la vita e ricordare è come una terapia . ritornare a giorni sereni colmi di gioia pura!!!!
    Un bacio!!!

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    1. E quel senso di "piena ricchezza" compensa tutto il resto... hai ragione, Amica mia.
      GRAZIE sempre per essere qui... Ti sento molto vicina e di gran conforto al momento giusto.
      Un mega-abbraccio.
      Mary

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  2. L'esperienza della maternità e, aggiungo da parte mia, della paternità costituiscono l'esperienza più grande, bella ed entusiasmante per un essere umano. Per questo anch'io mi trovo spesso a ripensare agli ultimi giorni di gravidanza di mia moglie e mai scorderò il momento della nascita delle mie figlie che mi da, ancor oggi, coraggio e serenità. Un abbraccio grande e tanti cari auguri di Buona Pasqua, Fabio

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    1. Ciao, caro Fabio...
      I figli rappresentano la Nostra "proiezione" nel futuro, ed è per questo che riusciamo a restar sereni di fronte alle grandi difficoltà... in quanto genitori è come se fossimo destinati a non morire mai. Uno "spicchio di eternità" comunque da coltivare e tener ben caro, perchè possa durare nel tempo e dare il massimo frutto.
      Grazie per essere qui e ricambio gli auguri per una felice Pasqua con stima ed affetto.
      Mary

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