maggio

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giovedì 28 febbraio 2013

Il cancro rende più buoni, più dolci, più tolleranti, più semplici, più essenziali, oppure... rende più duri, ombrosi, insofferenti, fragili sul piano emotivo...

"Dal cancro si può imparare molto"... dare valore alle cose essenziali, sdrammatizzare, cogliere gioia e gusto nelle piccole cose...


"Avevi ragione Tu... la vita cambia...", mi ha detto stamattina un'Amica mentre faceva la terapia, e in quel momento non ricordavo di averlo detto, non almeno nel senso che Lei intendeva.
Però è vero che all'inizio Ti cambia tutto, percepisci instabilità, Ti senti confuso... hai fretta che quel che è capitato finisca presto, e vorresti sentirlo dire per rassicurarti e cominciare il conto alla rovescia.
Ma non è possibile. E poi, pensiamoci bene... fino a che punto si potrebbe dar credito? Perchè dici a Te stesso... se fino a ieri io credevo di essere in ottima salute e niente mai avrebbe potuto toccarmi, e invece così non è stato... come possono Altri? Nessuno in realtà ha la "certezza". Si spera di acquisirla, la si cerca giorno per giorno... ma è tutto in divenire.
L'ansia di un risultato ancora lontano, la perdita di vista dell'orizzonte getta spesso nello sconforto e viene voglia di "chiudere gli occhi", dormire a lungo... per non pensare. Ricordo che il sonno era la mia "scappatoia" preferita.
Comprendi comunque che le cose sono cambiate... non è più tempo di "deliri d'onnipotenza", hai bisogno degli Altri sempre più, in realtà era così anche prima, nessuno è mai completamente autosufficiente... ma chissà perchè Te ne accorgi solo ora. E con questa consapevolezza si diventa più... "dolcemente docili", ma se non la si accetta come realtà oggettiva, al contrario... "duramente ribelli". In definitiva ognuno mostrerà quel che in realtà è... messo in luce dalla condizione "anomala" della malattia.
Questo è un altro insegnamento del cancro... non si può essere sicuri di nulla, nè affermare di conoscersi bene finchè non si è messi alla prova, e una volta superata questa il dono più grande sarà essersi laureati sul campo, va bene anche con la sola sufficienza.
In quest'ultimo periodo penso molto... l'essere entrata nel terzo anno dopo il tumore mi procura a tratti un che d'ansia.
E' cosa normale anzi da manuale.
Lo stesso "manuale" dice che bisogna reagire... Come?
Ognuno fa come può... come crede.
Stamattina ho provato una gioia "inebriante" nel vento quasi gelido che mi "feriva" le guance e scompigliava i capelli.
Stasera ho messo sottosopra l'armadio ed ho provato gli abiti che non indossavo più perchè mi ricordavano la malattia. Poi ho rimesso tutto a posto... già mi sentivo meglio.
Un pezzo di pane inzuppato d'acqua, strizzato e condito con l'olio, il sale e l'origano... ed è stata la serenità ritrovata.

6 commenti:

  1. In quel pezzo di pane, inzuppato d'acqua....strizzato e condito......ho trovato una grande poesia, la tua poesia! Piccole cose che si apprezzano proprio perché si è conosciuto grandi dolori, prove durissime... Ed è vero ciò che dici: la reazione alla sofferenza, alla malattia rivela in fondo ciò che si è...penso che uscirne "dolcemente docili" sia prova di grande coraggio e di una grande anima!
    Ma non tutti hanno questa forza...c'è chi reagisce buttando fuori tutta la sua rabbia, e talvolta è anche giusto, in un certo senso....ricordo spesso, un episodio di tanti anni fa, e forse te ne ho già parlato perché ci penso spesso: avevo poco più di vent'anni, e conobbi una ragazzina di diciassette anni, condannata da un tumore incurabile....ricordo le sue grida strazianti per la sofferenza che il male le procurava e la sua rabbia...e non posso evitare , ogni volta, di piangere per lei.... La sua rabbia era più che comprensibile...e mi chiedo se, a quell'età , non avrei anch'io reagito così...
    Scusa Mary se mi sono dilungata...
    Ti auguro un mondo di bene e di essere sempre così! Un abbraccio e buona giornata

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    1. Paoletta... non ho potuto fare a meno di commuovermi...
      Le Tue parole sono così belle! Davvero trovi della poesia nel pezzo di pane che ho mangiato ieri sera? Io non so...
      A volte ciò che provo meraviglia anche me... ma sono emozioni autentiche e il condividerle, mettendomi a nudo di getto, completamente, mi fa star bene... riconcilia quelle due parti che convivono nell'animo.
      Spesso succede anche a me di provare rabbia ma sorda quale è non viene fuori e solo con l'esternare i vari passaggi di uno stato d'animo a tratti inquieto, riesco a sedarla e poi scacciarla.
      Cara Paoletta... è tanto difficile, alcune sofferenze lasciano segni profondi che non possono essere dimenticati e solo in parte restano velati dal trascorrere del tempo.
      GRAZIE... dolce Amica, grazie per tutto...
      Ti abbraccio forte con tanto affetto.
      Mary



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  2. Una malattia cambia la vita, ci si sente confusi e pieni di rabbia...
    Non tutti hanno la forza di combattere. Tu lo fai ogni giorno, aiuti gli altri e così aiuti anche te stessa. Continua così cara Mary.
    Sereno fine settimana.

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    1. Ale mia... la forza viene se tieni alla Vita.
      Non puoi soccombere a qualcosa che Ti vuole far fuori... non si può, si scorderebbe il senso stesso dell'esistenza che non è lasciarsi trascinare dagli eventi ma assecondarli adattandoli a sè nel migliore modo possibile.
      Io combatto così... e funziona. Scaccio i malumori e riesco a trarre il meglio dai giorni che mi sono concessi.
      Sono felice per questo.
      Un carissimo abbraccio con l'affetto di sempre e... GRAZIE.
      Mary

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  3. La malattia ci porta a riflettere su cose a cui non avevamo mai pensato, su cose che ritenevamo lontane da noi e, invece, fanno parte della vita di tutti noi... forse è per via di queste riflessioni, di questi pensieri che il nostro carattere si rafforza e porta l'essere umano, pur duramente ferito, ad esser di aiuto agli altri. Un caro saluto, Fabio

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    1. Sai, Fabio... quando ci si trova in una certa condizione e soprattutto hai temuto di perdere quello che hai, compreso ciò che hai conquistato con tanta fatica, non si può fare a meno di riflettere passo passo su quello che accade a Te e alla realtà che Ti circonda. Anche il "piccolo fatto" diventa importante e di grande significato perchè comprendi che tutto ha un senso e niente avviene per caso.
      Un atto di cortesia poi, assume un valore immenso se lo accompagni con un sorriso in più e se è possibile con un gesto di tenerezza... dimostra che vuoi stabilire una relazione empatica e per questo servono poche parole.
      GRAZIE per il commento sempre gradito e soprattutto perchè... sei qui.
      Mary

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