ottobre

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venerdì 27 maggio 2011

Più volte mi è capitato, oggi mi è stato ripetuto. "Ma perchè vai ogni giorno in ospedale?! Invece di dimenticare..." Premesso che un'avventura come il cancro non si può dimenticare, poi a che cosa servirebbe? Non si possono cancellare con una spugna mesi di sofferenza ed ansia ma con coraggio si può avere la volontà di ricordarli come momenti di vita vissuta, esperienza forte di crescita interiore. Andando sempre in ospedale io non faccio altro che rinnovare tale esperienza facendomi forte di quella altrui, annullando, potrà sembrare strano, anche la paura di un eventuale ritorno della malattia. Non nego che a volte anche a me si pone il dubbio e mi basta sentire frasi come, "Ma qui c'è troppa gente", magari riferita ad altri, per sentirmi di troppo e con una domanda martellante nel cervello, farò bene? La risposta mi è arrivata con un certo anticipo già ieri quando Domenica mi ha invitato alla celebrazione di una Messa in suffragio di Mario e poi stamattina da Giovanna, "Amore, dammi il tuo numero di telefono... se ti posso chiamare?!" Con quest'ansia di condivisione è come un'unica vita per tutti, tanto dolore che diventa più facile da vivere e sopportare perchè partecipato e compreso da altri. Non è magnifico tutto ciò? Per me è la motivazione ad andare avanti.
Ora mi aspettano due giorni di "riposo" che mi serviranno per metabolizzare l'esperienze degli altri cinque e farne tesoro. Non si può disperdere al vento seme così prezioso. Vedrò di comprendere dove ho sbagliato perchè si possono sempre commettere errori, anche involontariamente, mi correggerò perchè credo in quello che "sto vivendo" per grazia di Dio, affinchè da quell'atto che io definisco un tempo egoistico perchè mirato a farmi sentire meglio, possano nascere in crescendo azioni sempre più positive. E così non avrò sprecato nè la malattia nè la mia vita.

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