maggio

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venerdì 20 maggio 2011

Il futuro non è dato sapere, e forse è meglio così. Innaffiavo l'alto pothos del mio soggiorno; l'osservavo... era imponente già quando mi era stato regalato più di un anno fa in occasione del trentesimo anniversario del mio matrimonio, ora è diventato bellissimo. Le foglie di un tempo sono diventate grandi, ben larghe, di un verde brillante, quelle nate subito dopo si fanno ora strada verso l'esterno in lunghi rami che tendono ad arrampicarsi e a scendere in un intreccio che si perde a vista d'occhio, mentre altre appena spuntate teneramente fanno capolino dalle coste degli stessi rami. Mi fu regalato cinque mesi prima che il tumore si palesasse; quando arrivò a casa per la sua maestosità l'interpretai come augurio di lunga vita, e allora mentre gioivo per quel dono e mi davo da fare per sistemarlo nella posizione migliore, mai avrei pensato di dover vivere di lì a poco tante vicissitudini, anzi se qualcuno fosse venuto ad avvisarmi gli avrei dato del pazzo. Il futuro, imprevedibile, è così e non si può conoscere. Quella pianta mi fu regalata da mio padre e da "sua moglie". Allora da "tua madre", mi viene replicato quando mi esprimo in questi termini con chi non mi conosce; invece no, proprio da "sua moglie", perchè mio padre si è risposato con la cugina di mia madre, e Dio solo sa con quanta foga e sofferenza all'epoca io abbia reagito a tale decisione... stupidamente, sostengo ora, perchè nulla avevo contro quella persona che ben conoscevo e a cui ero anche affezionata. Ma nel mio immaginario, accanto alla figura di mio padre, per quanti sforzi facessi, non riuscivo a vedere altri che mia madre, insostituibile in tutti i sensi, pur comprendendo e giustificando quella decisione. Oggi, dopo aver vissuto a causa della malattia mesi di reale, autentica angoscia riconosco quel mio atteggiamento stupido, d'inutile affanno perchè è sciocco volersi opporre ad una naturale evoluzione d'eventi, alla legittima volontà altrui e non ci si può arrogare il diritto di sostenere sempre il giusto e di controllare ogni situazione. Chi siamo per comportarci così?

5 commenti:

  1. Gli indiani d'america, veri custodi e compagni di vita della natura, amavano pensare che in ogni pianta che si rispetta e di cui ci prendiamo cura c'è il profumo della vita...esse ascoltano le nostre sofferenze quando non stiamo bene o non siamo sereni e crescono stentatamente come a volersi rendere partecipe... quando una pianta cresce bella rigogliosa si capisce che attraverso la nostra serenità ed il nostro amore la linfa vitale scorre fluida e senza intoppi. Questo è un po' quello che è successo a te, quella pianta è il simbolo della tua rinascita, vederla crescere ogni giorno non è emozionante?? Ti da una forza, una pienezza che si pensava perduta. Essa ti sta facendo coraggio e ti sta dicendo: "io sono felice di esserti stata vicina nei momenti bui..ora come io ho bisogno di luce e delle tue cure tu hai bisogno che io cresca e ti avvolga con la mia bellezza e darti speranza ad ogni nuova foglia che emetto."

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  2. Il tuo commento mi ha emozionato... ho appena letto ed ho i brividi. Grazie, cara Costy, sono contenta di averti tra coloro che hanno la pazienza di leggere le mie sincere emozioni. Grazie ancora.

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  3. Ma sono io a dirti grazie per le emozioni che trasmetti in maniera così delicata..Un abbraccio dal profondo del cuore.

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  4. Cara,ricambio l'abbraccio e sentendomi in grande sintonia con te trovo motivazione ancora più valida per condividere pensieri e sensazioni. Sai, a volte penso... chissà se riesco a farmi capire senza apparire un'esaltata... e poi... poi vorrei fermarmi. Tuttavia continuo come se fossi "l'unica lettrice di me stessa" e va bene così perchè è in questo modo che riesco a sentirmi in pace, tranquilla e serena.

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  5. Le tue parole Mary potrebbero diventare una sorta di diario..un libro che sarebbe tanto di aiuto per chi attraversa momenti bui come i tuoi. Ricordo quando accadde alla mia vicina, per quanto potevo starle accanto sentivo che di me non poteva avere piena fiducia perchè non ci ero passata allora ho compreso quanto l'abbia aiutata l'interagire con persone meravigliose che avevano lo stesso trascorso che,l'hanno chiamata e rassicurata. Io per quanto bene gli voglio non avrei potuto perchè non sapevo. I tuoi scritti invece sono limpidi, chiari nei sentimenti e nelle emozioni anche sconfortanti...tutto questo è oro per chi spesso si sente lasciato solo o si sente solo perchè gli altri non possono capire.
    Grazie perchè non è facile mettere a nudo il proprio vissuto e tu lo hai fatto con candore. Non smettere è una sorta di autoterapia per te e per chi legge. Un sereno lunedì ciaooo

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