dicembre

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giovedì 5 maggio 2011

Mentre stavo andando via, una barella ritornava dalla sala operatoria. Anna, "la mia amica dell'ospedale" tornava in stanza dopo aver subito l'intervento al seno, una quadrantectomia. Era ancora sotto il parziale effetto dell'anestesia, ma mi riconobbe e sorrise, trovando la forza per dirmi:"Come stai bella! Grazie." Forza Anna... Ce la fai... Ce la facciamo tutti. Sempre. Anche quando sembra impossibile, anche quando non ci sono i presupposti. Sempre. Perchè è dentro che non bisogna mai arrendersi e cedere il passo alla disperazione.
Pensando a tutti gli incontri che ho fatto, alle conoscenze, alle relazioni umane che ho instaurato, mi ritrovo a riconsiderare questa "mia" vita, unica ma non a se stante, che va parallela ad altre, anch'esse uniche ma non a se stanti... come binari di un'estesa ferrovia, tutti diretti verso una sola meta, che s'intersecano su scambi, si portano a stazioni diverse, in tempi diversi, ma non possono essere gli uni senza gli altri... esistenze che si avvalgono di altre... vite umane come binari.
E così mi spiego perchè ieri Francesca mi ha chiesto, "Posso sedermi qui?" e ha cominciato a raccontare di sè e a mettere a nudo con una persona che conosceva appena tutta la sua sofferenza. Per lo stesso motivo stamattina quando le ho dato un vassoio di biscotti all'amarena mi ha abbracciato forte forte...con un calore...come se mi conoscesse da sempre.
"Buongiorno, signora Lucia! Vi ricordate di me?" "Come no??!" Un bacio grande, sempre stamattina, a quella signora Lucia, che seduta di fronte un anno fa "mi accolse" nel primo giorno di chemio con un sorriso che è rimasto impresso nella mente e soprattutto nel cuore, divenuto per me emblema di forza e coraggio.

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