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domenica 27 maggio 2018

IN POCHI VERSI...


In pochi versi che non sono manco tuoi, riconoscere la nuova vita che ti appartiene. E' una cosa stupenda, ancor più perché in essi ti imbatti per caso e per giunta in una giornata come questa. Lunga, intensa, prodiga di insegnamenti.
Molti anni fa credevo di essermi fatta le ossa vivendo la malattia dei miei suoceri, era stata una grande prova e l'avevo superata, pensavo pure che nulla mi avrebbe più spaventato ed invece solo qualche mese dopo, andando a far visita in ospedale alla sorella di mio padre, non riuscii a sostenere lo sguardo di fronte ad una testa coperta pietosamente con una bandana. Distolsi in fretta gli occhi da quella vetrata e forzatamente presi a pensare cose banali che non riconoscevo. Poi mi disprezzai, ora comprendo che era anche quella una maniera di farsi non solo le ossa ma anche i "muscoli".
E a questo punto riporto i versi che ho letto per caso proprio poco fa, trovandoli calzanti allo stato fondamentale di questa mia nuova vita. Otto anni di speranza e tanto lavoro di Cuore, naturale e mai forzato, spontaneo come ogni respiro, motivato e motivante per continuare.
I versi sono della grande Alda Merini...
"Io il male l'ho accettato
ed è diventato un vestito incandescente.
E' diventato poesia.
E' diventato fuoco d'amore per gli altri".
... e ritornando a me, assicuro che non voglio gonfiarmi di retorica. Mentre leggevo, addirittura mi sono commossa, sembrava una nota scritta ed indirizzata alla mia persona. Un commento, non oso definirlo lusinghiero e neppure negativo, una sintetica espressione d'animo.
Che il "male" in tutte le sue forme io l'abbia accettato, è scontato altrimenti non sarei qui, pagina dopo pagina. E' diventato un "vestito incandescente" perché essere spettatrice della sofferenza altrui brucia, a volte rischiano volontà e pensieri, e poi anche dall'esterno appare esagerato ed intoccabile.
Di rimando però tutto questo è pure "poesia", che con il passare del tempo tocca i punti più alti, non per mio merito ma per virtù delle persone che incontro e mettono a nudo se stesse, nella fragilità che le fa paradossalmente forti. E alla fine per me è "fuoco d'amore" per loro, che non mi fa sentire mai stanca, illumina i miei momenti bui e riscalda quelli freddi delle perdite.
Ecco, è così la mia nuova vita... in pochi versi...

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