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giovedì 24 maggio 2018

CHE STRESS!?!


Ho detto di esperienze estreme e di stress correlato, vivere tutto questo, e ritrovarsi da esseri ragionevoli a razionali. Sembrerebbe la stessa cosa, in realtà da persone razionali "soppesiamo" ciò che la ragione ci passa, e "sfrondiamo" l'inutile, il superfluo che mette a rischio di perderci, quindi decidiamo ciò che pare oggettivamente meglio in quel momento.
Lo stress è la sensazione soggettiva, la risposta dell’organismo ad una data situazione. Ognuno di noi risponde agli eventi stressanti in maniera diversa, in base ad esperienze diverse, con diverse strategie di azione e di pensiero. Non sempre lo stress è cattivo. In psicologia, si è soliti chiamare lo stress buono, "eustress" e lo stress cattivo, "distress". L’eustress è quello che, nella nostra quotidianità, ci aiuta ad affrontare e superare le varie sfide che la vita ci propone. Il distress è quello prolungato nel tempo, che ci provoca a causa del cortisolo, maggiori difficoltà, come conflitti emotivi, ansie, disturbi fisici. Possono essere fonti di distress un licenziamento, la perdita di una persona cara, un imminente intervento chirurgico, la "malattia"... qualsiasi cosa che faccia vacillare la terra su cui muoviamo i nostri passi. Ad una diagnosi comunicata con scarsa delicatezza che tipo di stress corrisponderà? Se fermo al momento e velocemente elaborato in stimolo positivo a superare la condizione o almeno migliorarla, sarà benefico perché portatore di consapevolezza di risorse. Se si prolungherà sarà dannoso, in quanto la mente prenderà a vagare (mind wandering) dal passato al futuro, perdendo di vista il presente e ciò che "qui ed ora" è necessario fare.
Non è sano farsi prendere dagli eventi, mentre lo è dominarli controllando la risposta alla loro pressione (stress). Varie sono le strategie, l'immediata, quella a portata di Tutti è il "respiro". Qualcuno affermò che "la mente segue il respiro, come l'aquilone segue il filo", inscindibili si controllano a vicenda.
Quindi si intenderà la respirazione piena, quella addominale. Con la respirazione addominale l’obiettivo è concentrare la nostra respirazione nel diaframma, una tecnica molto efficace per trattare lo stress, la tensione contenuta e l’ansia.
Sdraiati comodamente, porteremo una mano al petto e un’altra al ventre. Respiriamo profondamente tramite il naso per circa 3 secondi. Noteremo il ventre che si gonfia e che si stende nella zona alta del petto. Espiriamo, poco a poco, per circa 4 secondi.
L’ideale sarebbe realizzare 10 respirazioni molto lente, concentrati prima di tutto su quella zona “magica” del diaframma.
Noteremo due cose:
In primo luogo, ci aiuterà a canalizzare e a liberare lo stress.
In secondo luogo, ci permetterà di concentrare e focalizzare l’attenzione sul qui e ora. Quindi un respiro giusto e profondo aiuta ad acquisire la consapevolezza di quel che è nel momento presente.
È possibile che in un primo momento sembri complicato, tuttavia, man mano che ci abituiamo, l’esercizio sarà ritmico e molto rilassante.
Personalmente posso definirmi un'autodidatta nella gestione dello stress, ho imparato quando ero malata, per non sentirmi disperata, condannata ad una fine senza appello. Nessuno poteva assicurarmi che non sarebbe stato così, ma per essere in grado di constatare l'esito finale, dovevo arrivarci. E l'unico modo era "prendere respiro" lentamente, e non perderlo senza controllo.

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