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venerdì 4 maggio 2018

CAMBIA PRIMA DI ESSERE COSTRETTO A FARLO (Jack Welck)



Ne parlavo qualche giorno fa con un Amico incontrato dopo anni. Dovremmo capirlo per tempo, ovvero da subito, che non si può restare fermi ad una realtà trovata pronta o anche creata in seguito, resa soddisfacente e... guai a Chi ce la tocca. Ché poi non la tocca nessuno, fa parte della naturale evoluzione delle cose, nulla resta uguale e la vita è in sé cambiamento. E allora...? Prendere o lasciare, accettare il cambiamento o lasciarsi andare, arrendersi.
All'improvviso. Lasciare tutto e correre là dove in fondo si è rimasti. Coi ricordi, i pensieri... tutto il Cuore.
Si potrà per un po', ma poi bisognerà assecondare l'evento, che sembrerà stravolgere ogni cosa, mettere un punto all'esistenza, segnarne quasi la fine... e non sarà così, ma solo un nuovo inizio.
Si capirà in seguito, quando per sopravvivere finalmente ci si adatterà al cambiamento.
Ma perché necessita provare il Dolore per comprendere tutto questo, che in fondo rende anche migliori?
Ci sono delle "creature", le più amate da Dio, che portano già in sé il "germoglio" di questa speciale intelligenza. Costrette da sempre al disagio, lo hanno eletto a normalità pur notando gli Altri diversi da Loro, muoversi spediti, correre e agitarsi ma anche qualche volta essere tristi senza motivo, perché motivo non c'è quando si ha tutto e non si dipende da nessuno. E poi annoiati e stanchi, mentre Loro non conoscono la noia perché mai stanche di cercare risorse nuove dentro di sé, che daranno il frutto del tempo, lungo o breve che sia, ben speso fino alla fine.
E poi non avere rimpianti, e poi non ascoltare nessun'altro che se stessi.
Pure se non esiste vita e per un quarto d'ora ci si ferma ad immaginare come sarebbe stata se...
Ma non fu così, e la realtà dura è supportata solo dal senso di riconoscenza.
Effetto collaterale dell'Amore.

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