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martedì 8 maggio 2018

DALLE PAROLE... ALLE IMMAGINI E ALL'ASCOLTO


Il ritorno di un caro Amico, qualche volto nuovo e poi ancora il metodo IAPS per scoprire e far venir fuori, attraverso immagini "insospettabili", la parte remota che è in ciascuno.
Qualche cenno alle attività svolte di recente, ma anche riguardo al programma futuro che tiene conto delle criticità presentate negli ultimi incontri, poi largo spazio alle presentazioni degli ospiti accolti come in famiglia, e del Nostro Amico affezionato e grato al gruppo cui attribuisce il merito di una Sua incredibile "energia". E proprio grazie a questa che trova forza e coraggio di esprimersi superando ogni limite, sottolineando l'importanza di comunicare non solo a parole, di cui Tutti sono capaci, ma pure con lo sguardo. Si tratta di non limitarsi a vedere e neanche guardare... osservare, questo è giusto, e si riesce a comprendere il significato autentico di ciò che viene detto a voce, espresso a parole.
Un grande animo, una vivace ironia, della malattia l'accettazione, dono di una fede che va oltre l'aspetto esteriore religioso.
Seconda parte dell'incontro dedicato alle immagini, cinque soltanto per dare tempo e modo a Tutti di parlare ma ancor prima "scavarsi dentro", come tecnica esige.
Nella prima foto, un bambino e un adulto, entrambi di colore, in un ambiente di tipo familiare simulano una sfida a braccio di ferro. La fragilità che si misura in una situazione svantaggiata, ma pure osa, fidando in un colpo di fortuna o magari le basta aver accettato la sfida.
Emergono da parte dei presenti ricordi legati all'infanzia, al rapporto con la figura paterna, o anche connessi con un passato più recente, da padre verso il proprio figlio. Supporto mancato, come pure tentativo di sopperire ad una carenza affettiva materna. Spunti interessanti di riflessione.
La seconda propone una donna che allatta, non necessariamente madre però sicuramente nella massima espressione di femminilità. Il seno nudo in questo caso richiama alla funzione, che collegata alla maternità, fa sentire ogni femmina unica e speciale, per Sua peculiarità quasi un passo avanti rispetto al maschio. Una grave patologia al seno, l'eventuale mutilazione penalizza la femmina e la donna.
Terza immagine di passaggio, più leggera. Un volto dall'espressione poco chiara, potrebbe esprimere perplessità, dubbio o attesa. Nessuna riflessione particolare.
Nella quarta foto, una scena di sofferenza e rassegnazione. Un umile anziano in uno spazio angusto tiene la mano di una persona, presumibilmente la moglie, in fin di vita. Ha lo sguardo perso nel vuoto, non stringe quella mano, pare quasi sia in attesa che tutto finisca.
Molti i ricordi suscitati da questa immagine, ed anche qualche riflessione sul "fine vita", fino a che punto sia giusto attendere il "termine" in condizione di grande sofferenza. Nonostante i dubbi di tipo religioso, attualmente dal vertice stesso della Chiesa cattolica si manifesta grande apertura a riguardo.
Ultima foto, il prelievo di impronte digitali. Non sempre per il solito scopo, eppure si manifesta spesso un senso di disagio, quasi sentirsi accusati, sospettati, sotto inchiesta. Comunque... impronte digitali fanno da riferimento ad una sorta di "schedatura", un inquadramento che suona come costrizione. Come dover indossare sempre la divisa, non avendo scelto con sufficiente consapevolezza il percorso che la comporta, per giunta sentendosi definire "vincente perdente", "eterno secondo" , a conforto però... destinato a "restare nella testa" della gente. Bella storia questa, di persona che è stato portata per altra via, a beneficio di quella gente che dalla testa non ha voluto togliersi quel vincente non più perdente.

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