agosto

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sabato 8 gennaio 2011

E invece non fu esattamente così. Già da subito mi sentivo satolla, troppo, tanto da non riuscire quasi a deglutire. E' meglio muoversi, pensai, meglio per la digestione e mi diedi a rigovernare e a rassettare la cucina. Ad un certo punto subentrarono spossatezza e sonnolenza; mi facevano male i muscoli e stentavo a tenere gli occhi aperti. Feci quello che potevo e mi "fiondai" a letto, forse un buon sonno mi avrebbe giovato o per lo meno avrebbe fatto trascorrere il tempo più in fretta. Non riuscivo però ad addormentarmi; mi giravo e voltavo, presa a momenti da brividi improvvisi alternati ad un calore strano, quasi soffocante. Avevo la televisione accesa davanti a me e uno spot reclamizzava con immagini efficaci, che in tempi normali mi avrebbero fatto venire l'acquolina in bocca, una nota marca di prosciutto cotto; ad un certo punto non riuscii più a reggerne la vista. Nausea? Sarebbe un eufemismo definire tale il violento voltastomaco che mi prese in quel momento. Ingoiai a  vuoto, spensi la televisione e cercai di calmarmi. Ormai erano le sei del pomeriggio e il malessere invece di attenuarsi,  aumentava. Valeria stava preparandosi per uscire, entrò nella stanza e mi vide sconvolta, a suo dire, come non mai. Non avrei  voluto trovarmi nella condizione di essere di ostacolo per qualcuno, tanto meno per i miei figli, se avessi potuto avrei nascosto il mio disagio, ma era troppo evidente: stavo davvero male! Non le chiesi nulla, ma lei senza dire nulla si cambiò e si mise accanto a me, come non aveva mai fatto. "Dai, ma'! Cerca di stare calma, riposa un po'." E intanto mi posava un fazzoletto inumidito sulla fronte che bruciava e mi teneva compagnia , "dicendomi tanto con il suo silenzio". I minuti avanzavano ed io stavo sempre peggio; era rientrato anche Francesco e con Beauty sulle gambe si era seduto difronte a me. I miei figli, la mia cagnolina: quanto amore! La situazione, forse la tensione accumulata e anche quel conforto mi fecero sentire all'improvviso piccola piccola, e senza ormai alcun freno persi il controllo di me stessa e scoppiai a piangere.

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