dicembre

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giovedì 9 dicembre 2010

Mamma Ripalta si era di nuovo ricoverata il venerdì dopo Pasqua. Era arrivato l'esito dell'esame istologico del campione prelevato durante la gastroscopia e l'avevano richiamata dall'ospedale: a 86 anni, dopo 36 mesi avrebbe dovuto affrontare un nuovo intervento non certo facile. Caterina, sua figlia me lo aveva comunicato al telefono ed io sarei andata a trovarla quel pomeriggio di domenica. Pioveva, pioveva forte quando arrivai in ospedale; parcheggiai l'auto sotto un albero con i rami bassi, le foglie sfioravano il finestrino, aprii lo sportello e non feci in tempo ad uscire che un vero, piccolo scroscio d'acqua proveniente dalle fronde mi colse in pieno. Qualche mese prima sarebbe stata una tragedia per me, per i miei capelli mai a posto, tanto sensibili alla sola umidità, figuriamoci poi all'acqua. Istintivamente mi toccai la testa, ma non era quasi bagnata, al tatto sentii solo delle perline fredde, le gocce di pioggia. Straordinario! La parrucca non s'era inzuppata d'acqua, ma questa scivolava via sotto forma di gocce, lasciandola quasi asciutta. Per completare l'opera diedi una scrollata alla testa, un po' come fanno i cani quando sono bagnati, e fui in un attimo a posto. Salii al quarto piano e mi diressi nella stanza di Mamma Ripalta. Nel vedermi provò una grande gioia, mi venne incontro a braccia aperte e mi abbracciò con una forza inaudita per una donna di quell'età. E pensare che ci conoscevamo da soli 33 giorni! "L'hai detto che venivi e sei venuta. Che piacere! Come stai? Hai fatto la chemio? Ma come stai bella co' sti capelli! Ti sei cambiata colore, pettinatura, brava, hai fatto bene!" "Ma no, questa è una parrucca!" "Veramente? E stanno  'ste parrucche così belle, vere vere? Me la compro pure io, allora, così li mando in pensione 'sti quattro peli bianchi che ho!" Scoppiammo a ridere. C'erano anche Anna e Caterina, due delle sue tre figlie, mi fecero i complimenti per il nuovo look e meravigliate, quasi incredule vollero toccare la mia parrucca. "E' perfetta!" fu il loro commento all'unisono. Chiusa questa parentesi "leggera" mamma Ripalta mi prese da parte. "Io domani mi opero perchè c'ho il tumore allo stomaco." "Ma no, sarà ulcera." D'impulso guardai le figlie che nel frattempo erano diventate serie, troppo serie.

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