ottobre

ottobre
ottobre

martedì 21 dicembre 2010

Ieri mattina l'ho incontrata di nuovo sull'autobus quella signora; mi sono sentita battere sulla spalla: "Buongiorno, signora. Vi ricordate?!! Anzi, possiamo darci del tu?" E senza aspettare la mia risposta che comunque era scontata, "Senti... sai che da venerdì penso sempre alla stessa cosa, a quello che ci siamo dette. Ti ho incontrato per caso e tu mi hai dato coraggio. A casa pensavo, mi ha tirato su una persona che sta peggio di me... aspetta, volevo dire un'altra cosa... ora si vede che stai bene, meglio di me... volevo dire..." L'ho preceduta senza farle finire la frase. "Non ti preoccupare, ho capito che cosa volevi dire, una persona che ha vissuto una situazione peggiore della mia." "Sì, proprio così. Per esempio ho problemi alla colonna vertebrale e mi sto curando, però mi lamento sempre. Beh, da oggi ho deciso che non mi lamenterò più, non è giusto, e poi mi sto curando??! Passerà." Questa volta è stata lei a scendere per prima dopo avermi regalato il più bello dei sorrisi.
In ospedale, intanto mi aspettava il dottor Antonio per il controllo degli esami di routine e dei marcatori; ad attendere oltre me c'era Antonietta, un'ottantaduenne che era lì per la terapia contro le metastasi ossee, un'altra signora anziana  e, aspettava anche per i contolli, una donna sedicente maga che però non era stata "abbastanza maga" da prevedere la sua malattia. Sono stata ricevuta per ultima ed è stato un bene perchè avevo bisogno di tempo per parlare, per fare un excursus dei mesi passati, una rapida carrellata delle sofferenze e delle gioie che mi hanno vista protagonista durante la malattia.Era necessario per poter celebrare "degnamente" l'anniversario di questi giorni, l'avvento del "mio" tumore. In particolare con il dottore, ma anche con Dora, Marta e Grazia so di poter parlare, di non rischiare mai di apparire stucchevole o petulante, lì in quell'ambiente e in quel contesto mi sento a casa più che a casa mia perchè hanno avuto il merito di donare i pregi della quotidianità alla mia disavventura.

Nessun commento:

Posta un commento