giugno

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venerdì 30 dicembre 2016

SPERANZA A FIOCCHI


Stasera comincio tardi davvero. Non so perché sento un conflitto dentro. Delusa e pur convinta di continuare... sempre determinata e a tratti demotivata.
Esco dal bilancio di un anno, ed è una cosa che non mi piace pensare. Perché sono esigente con me stessa, e mi lascio anche prendere da autocritica esasperata. Ma dovrò ricompormi, per non arrivare all'ultimo dell'anno come al solito, col fiatone e la voglia di fare un salto. Direttamente al 1 gennaio senza brindare a mezzanotte.
Non ho mai amato il 31 dicembre, lo detestai persino quando si concluse quell'anno che sembrò la fine di tutto. Ora va un po' meglio, però... il fatto che percorro idealmente a ritroso gli ultimi 12 mesi, vuoi o non vuoi, mi dà amarezza e un senso di abbandono. Come traslocassi ogni volta. Dovrò abituarmi all'idea di lasciare pareti e profumi di uno spazio di vita, per ritrovarmi altrove.
Non mi risparmio per niente, e vorrei fare di più. Per questo a volte mi sento carente.
Sono disponibile sempre, con chiunque... e mi sento usata da Chi dovrebbe amarmi e capire quanto bene farebbe un atteggiamento costante di gratitudine. E invece... un mancato saluto da una parte, una risposta laconica e sbrigativa dall'altra.
Costa tanto un augurio?
Quale importante faccenda c'è da sbrigare, tale da impedire una replica affettuosa o almeno cordiale?
Ed è così che pare mi si voglia derubare della speranza, ciò che mi sorregge e dà forza, alimenta l'entusiasmo e mi fa andare avanti convinta di potercela fare fino alla fine.
E mentre le parole scorrono su questo spazio bianco e scivolano via, cerco di riprendermi le facoltà di sempre.
L'Amore Incondizionato, in quanto tale, è senza limiti di tempo. Dipende dalla volontà individuale, nel caso specifico dalla mia. Ed io non voglio finirla qui.
Mi ubriaco di tisane... frutti rossi, zenzero, cardamomo... e volto pagina. E poi, m'infiocchetto qualche briciola di speranza. Ne ho sempre da offrire, ma dovrò essere accattivante e convincente più del solito, perché ho provato la brutta sensazione che qualcuno volesse portarmela via. Rubarla.

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