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martedì 27 dicembre 2016

NATALE E'... tra tante favole una storia vera


Ho deciso di rendere magico il periodo più bello dell'anno. Perché si può continuare a parlare di speranza allargandone l'"alone", una sorta di cerchio, e avrà un raggio maggiore.
Così dopo il Calendario dell'Avvento, ci saranno storie che terranno compagnia per l'intero tempo fino all'Epifania. Sarà un momento di distensione, un po' come tornare bambini quando le storie ce le raccontavano, ma pure voler essere adulti consapevoli che la speranza per non morire ha bisogno di essere condivisa. Anche narrata.
Per un intero pomeriggio ho letto favole ad una bimba di tre anni dai tanti perché, poi ho cercato una storia vera che testimoniasse che tutto può accadere, proprio come nelle favole...
Il fatto accadde non molto tempo fa in un paesino dell'Italia meridionale. Mancava una settimana a Natale e c'era grande frenesia nell'aria. In piazza troneggiava un grande abete illuminato e tutti si davano da fare in preparativi. Anche il sagrestano dell'unica chiesa cominciò a organizzarsi per il presepio con le statue di cera a grandezza naturale. Tirò fuori dall'armadio Giuseppe e Maria, la donna del pozzo, qualche pastore, il bue e l'asino, ma non trovò Gesù Bambino.
Hanno rubato Gesù!... prese ad urlare, e gli abitanti del paese cominciarono a guardarsi l'un l'altro con sospetto. Chi poteva essere stato?
Un giovane pastore che viveva solo sulle montagne sentì il trambusto e, incuriosito scese a vedere che cosa stava succedendo. Qualcuno notando un viso nuovo, non esitò ad additarlo come il colpevole del furto. Impaurito, scappò via e tornò al suo misero e diroccato rifugio. Si era appena appoggiato al muro quando vide una strana e lunga fenditura. Prese a seguirla con gli occhi, e poi camminando senza perderla di vista. E l'improbabile traccia continuava anche fuori dalla capanna, oltre le montagne e fino a valle. Percorse un lungo sentiero finché giunse in un altro paese le cui case erano quasi tutte crollate per il terremoto. Una capanna di legno era rimasta in piedi, praticamente intatta. Dall'unica finestra si intravedeva la luce tremolante di una candela. Il pastore entrò e vide una donna che aveva appena partorito, stringere a sé la Sua creatura, e accanto un uomo che sorrideva commosso. Si chiamavano Maria e Giuseppe. Gli balenò allora un'idea... lo avevano accusato del furto di un Gesù di cera, avrebbe portato ora un Bambino vero. Prese per mano Giuseppe e Maria e tornò in paese.
Arrivarono che tutto era pronto per la veglia di mezzanotte, e naturalmente la mangiatoia era vacante. Il pastore prese il piccolo e lo adagiò in quel posto vuoto. All'improvviso questo si trasformò in una stella con le punte dirette verso i quattro angoli del mondo. Tutti restarono sbigottiti, increduli... poi ascoltarono il racconto del pastore e lo accolsero come la storia di un miracolo.
Un Miracolo davvero che si rinnova ad ogni memoriale della nascita di Gesù. Perché Dio continui ad esserci pur tra le rovine, persino quando gli uomini credono di aver perduto ogni speranza.

4 commenti:

  1. Salutiamo l'anno vecchio e prepariamoci per festeggiamo il nuovo anno con un bel brindisi!
    Tomaso

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    1. Buon Anno, carissimo Tomaso.
      Un abbraccio...

      Mary

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  2. Tanti Auguri Mary, anche se in ritardo, non sono stata bene. Ti lascio il mio abbraccio e spero in un anno migliore.

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    1. Ciao, Ale... tanti cari auguri anche a Te.
      Vedrai, andrà meglio.
      Un caro abbraccio.

      Mary

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