agosto

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sabato 18 agosto 2012

Sono tre mesi ormai che non ho tempo per pensare, arrovellarmi tra mille dubbi, farmi prendere da ansie improvvise ed immotivate... nonostante questo maggiore è il senso di precarietà che provo.
E non riguarda solo me... la mia condizione e la Vita mia stessa.
Mi guardo intorno... in famiglia e vedo il futuro più che incerto soprattutto per i figli. Spazio oltre lo sguardo... e anche in questo caso il risultato sarebbe alquanto sconfortante.
A parte la situazione economica attuale di cui qui non è certo il caso di trattare, pare niente l'incremento dei casi di tumore? Una malattia "irriguardosa", ingannevole... ribelle.
In due anni di blog so bene di averlo detto decine di volte... "una volta sarebbe stato diverso"... ma chiedo comprensione, devo ripeterlo ancora.
"Una volta sarebbe stato diverso..." perchè ad esempio sarei rimasta spiazzata, mi sarei sentita letteralmente destabilizzata nell'apprendere che una giovane donna che io conosco, dell'età delle mie nipoti ha avuto una recidiva al seno dopo tre anni, e non solo ma anche con metastasi diffuse. Della recidiva ero venuta a conoscenza qualche settimana fa per caso... e sempre per caso oggi ho saputo delle metastasi. Eppure avrei dovuto prima... da Altri quasi "a titolo di cronaca". E' un pessimo modo di definire questo tipo d'informazione ma è più o meno così che seppi di "Lei" e della malattia, la prima volta... tre anni fa.
Mi chiedo... c'è ora qualcosa di diverso? Per me no... se non in positivo, visto che ho dato prova per prima a me stessa di non aver paura. Non grido ai quattro venti... sono forte... mentirei e se ci fosse un ritorno mi sentirei indifesa e vulnerabile come due anni e mezzo fa, però di una cosa sono certa... tirerei fuori una grinta maggiore perchè ora voglio vivere più di prima ed ho decine di motivazioni in più per desiderarlo.
Così stamattina ho avuto questa notizia, è stato un pugno nello stomaco che m'ha impedito di muovermi in armonia col pensiero, mi dispiaceva tanto per "Lei", per l'ulteriore ingiusta sofferenza... poi, a fine mattinata è stato come ricevere uno scossone e m'è venuta un'idea che in realtà "vagava" latente da un po' di tempo.
Quando "quel terzo piano" era stato chiuso m'ero sentita privata di qualcosa d'importante, come se non avessi più un ruolo ben preciso. Sia ben inteso che non avevo presunzione alcuna... senza di me il mondo non cambiava, per carità... però volevo fare ancora qualcosa per "quelli che contano", anche per me che forse conto meno, per "quelli che conoscevo" e pure "quelli sconosciuti" che avrei potuto conoscere e che a questo punto contavano ancora di più.
Sarò stata chiara? Non so... perchè quando vengo presa dal frenetico entusiasmo del fare, mi rendo conto... non mi controllo più!
Allora... che cosa m'è venuto in mente? Ma no... forse ora no.
E' meglio che ne parlo domani con la lucidità e la gioia per un nuovo giorno.

8 commenti:

  1. Sarà sicuramente un qualche cosa di bello e buono per te stessa ma sopratutto per "gli altri"
    15 anni fa come oggi la mia mamma chiudeva gli occhi dicendomi per l'ultima volta ti voglio bene.
    Ma lei è sempre con me oggi più che mai.
    Un abbraccio per una serena giornata

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    1. Comprendo benissimo ciò che dici, Amica mia perchè per me è stato lo stesso ed ora che il tempo è passato sempre più forte è la sensazione di vicinanza continua e d'affetto che percepisco.
      "Loro" in realtà non sono mai andate via, sono solo "diversamente" presenti... ce ne rendiamo conto e ne siamo felici.
      Un abbraccio carico d'affetto,
      Mary

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  2. Mary il tuo racconto mi ha toccato profondamente.....ti capisco! Un bacione

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    1. GRAZIE, Simo... sono certa che Tu abbia capito. Sei persona dalla grande sensibilità.
      Un abbraccio,
      Mary

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  3. senza parole per la Lei di cui parli. non è giusto, ma soprattutto PERCHè tutto ad una sola persona già sfortunata?

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    1. Benvenuta, Elvira!
      Non sempre quel che accade è comprensibile alla mente umana, realizzare poi che cosa è giusto o ingiusto è davvero impresa da Titani.
      Non è giusto che ci sia Chi s'ammala e Chi no... Chi entra ed esce nel mondo del lavoro come un treno nelle gallerie ed Altri che restano "a deposito" ad aspettare chissà che, e potremmo continuare all'infinito senza cavare un ragno dal buco.
      Conviene accettare e far propria la convinzione che così va la Vita... adeguarsi anche se si soffre "cucendosi" addosso la disavventura che si vive. Non scenderà a pennello ma almeno proteggerà dalla paura di non farcela.
      Grazie per la visita, cara Amica... tra l'altro molto gradita e spero d'aver attenuato un po' l'amarezza che ho letto tra le righe.
      A presto.
      Mary

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  4. "angela".... Hai saputo qualcosa di brutto da qualcuno che conosci???
    Aspetto con ansia domani.... A presto. Ti abbraccio forte forte.

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    1. Ciao, Ale... no, non è di "angela" che si tratta ma di un'altra Amica ancora più giovane e da una situazione di salute ed affettiva molto più complicata.
      Come vedi e abbiamo già detto in altre occasioni, se guardiamo indietro non c'è limite a dolori, sofferenze ed ingiustizia.
      Ognuno deve riflettere su questo... a lungo e più volte, sicuramente ne ricaverebbe grande beneficio per se stesso e non solo.
      Ti abbraccio anch'io con immenso affetto,
      Mary

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