novembre

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domenica 14 aprile 2013

Tutto cambia... le parole, le emozioni di chi ci è passato davvero e di chi oggi, anche grazie al cancro, si sente guarito, e felice, dentro...  (cit.)



Dopo tanto affanno, arriva sempre il momento di raccogliere le idee, fare il punto della situazione e poi darsi da fare... questo è risaputo.
Per quel che mi riguarda... oggi ho mangiato meno e bevuto tanto di più, domani andrò dal dentista e poi comprerò un bastone nuovo per l'armadio perchè... come ha detto un'Amica cara... le cose si rompono ma si aggiustano pure... e infine, sempre domani cambierò la gonna che mi ha messo in crisi con un'altra, non per stizza ma per averne semplicemente una più "pietosa".
Quel che quando è buio sembra irrisolvibile, con le prime luci subito appare semplice disagio, una difficoltà da affrontare e superare. Perciò non c'ho perso il sonno stanotte, e stamattina mi sono svegliata con tanta voglia di andare dritta agli obiettivi, così è per le piccole come per le grandi cose.
E solo un anno fa ben altra fu la prova da vivere, e tra timori, fiato sospeso e poi respiro di sollievo andò così come amo ora ricordare...

14 Aprile...

... da oggi il tempo non ha più ore e minuti... neppure secondi. Neanche l'anno ha in verità importanza.
Ieri... il grande giorno!
Ormai è tutto alle spalle, ma come sempre non voglio archiviare come forse si dovrebbe. Non voglio perchè in questa "mia storia", tutto ma proprio tutto ha costituito un'occasione in più...
... "Il dottore t'aspetta... per i disegnini." Una vestaglia infilata alla svelta, col cuore in gola e la certezza che il momento è ormai è arrivato.
In piedi su una pedana, a torso nudo e braccia lungo il corpo, mentre il "mio dottore" con un pennarello scuro traccia segni su entrambe le mammelle. Linee e tratteggi sulla mia pelle... e l'espansore che dà ancora segni di una vita autonoma. Sono per "LUI" gli ultimi sprazzi. Durante la notte insonne l'avevo toccato, accarezzato anche, avevo premuto la valvola dura e tanto fastidiosa. Nonostante tutto mi dispiaceva separarmene, d'altra parte se non ci fosse stato...
"Come le facciamo? Questa non la toccherei...", "Dottore, magari un pochino, basta che siano più o meno allo stesso livello.", "Brava... più o meno. Però alzarla un poco, vuol dire... va bene, vediamo che cosa si può fare."
"Dottore, che posso dirvi?! In bocca al lupo a tutti e due." E un sorriso m'ha accompagnato fino alla stanza.
Dopo cinque minuti...
"Questo è per voi...", "Sì, so tutto... il camice, la cuffia... a letto sotto la coperta. Amico mio, anche Tu mi hai accompagnato in sala operatoria due anni fa. Portami fortuna come allora."
Poi... lungo il corridoio, tra volti sconosciuti e noti. Sulla soglia del reparto operatorio l'Amore della mia Vita... questa volta c'è. Un bacio al volo mentre l'"Amico" che mi conduceva all'intervento sostava un po' più del necessario.
Metto per ora un punto.
Continuerò a... raccontare questa storia nella storia... domani, ora sono un po' stanca.
L'Amore della mia Vita è stato con me tutto il pomeriggio... è appena andato via.
Le luci nel corridoio sono già spente... in ospedale non c'è un tempo per dormire, un tempo per restare svegli.


2 commenti:

  1. E'giusto non dimenticare,ricordare ora ci riporta a quella dolce struggente malinconia che ci fatto crescere! Teniamola nel cuore come un ricordo prezioso!
    Un bacione!

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  2. Con TE, Amica mia... ho da aggiungere poche parole tanta è l'empatia che è fra di Noi.
    Però una cosa voglio dirla, ci tengo perchè viene proprio dal Cuore... Arrivasti inaspettata con un messaggio che sedò il dolore di un momento... continui ad essermi vicina con tanto affetto... non può non essere un "segno".
    Un abbraccio immenso e un "ti voglio bene" sincero.
    Mary

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