ottobre

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lunedì 8 aprile 2013

Guardare da un'altra prospettiva è accorgersi di essere entrati veramente nel Nuovo e sentire che non avrebbe potuto essere che così... (cit.)


Sono madre e sono figlia... e non è un semplice dato di fatto, è l'affermazione convinta di ciò che prova una madre e una figlia in certe situazioni e a determinate condizioni.
Madre e figlia... due mondi che procedono paralleli se pur leggermente sfalsato il primo, perchè è il senso di responsabilità che fa la differenza.
Quanti sentimenti forti stasera alla riunione del gruppo... volti nuovi con la fretta di farsi vedere e l'ansia di "bere la via" del ritorno. C'erano anche due ragazze giovani, figlie di pazienti... qualche tempo fa si era già pensato di invitare qualche "giovanissimo", ma alcune perplessità avanzate circa i tempi e modi, trattandosi di delicati e fragili equilibri, avevano fatto almeno procrastinare la decisione definitiva. Poi stasera, a sorpresa senza invito e col più bello dei sorrisi si sono presentate... due cugine, poco più di trent'anni insieme ed hanno parlato in un modo da far sentire piccolo piccolo Chi l'ascoltava.
"Penso che nella Vita andare in gruppo faccia bene, c'è il supporto da parte degli Altri e lo sprone a... buttarsi, fare il salto nel vuoto perchè si sa di essere comunque protetti"...
"... per due volte... ogni volta che ho visto la mia mamma uscire dalla sala operatoria non ho potuto fare a meno di piangere, anche se poi Lei è sempre stata allegra. Ricordo... quel giorno che si reggeva con la mano il drenaggio... non era stata mai così bella."
Considerazioni di vita vissuta, di maturità incredibile... forse sottovalutiamo troppo spesso i figli, magari per proteggerli, mentre Loro vorrebbero comportarsi allo stesso modo nei Nostri confronti... proteggendoci.
 Poi ci sono le mamme... quella che vede come grande ingiustizia la malattia della propria figlia, pur accettandola, piange ma si schernisce, si fa forza e dice non solo ad Altri ma pure a se stessa... no no, ora mi riprendo.
Ed è piena di orgoglio e gioia, quasi da "mangiarsela con gli occhi", quella madre che soddisfatta, risponde... mi basta guardarla e sono felice.
Alla fine ci sono IO, un tempo figlia che avrebbe dato ciò che di prezioso aveva pur di ottenere un solo anno in più di vita per Sua madre... oggi mamma, che sente il cuore in gola al minimo malessere e dubbio della propria figlia, e ribollire il sangue quando solo qualcuno si permette di "insinuarsi" come sordo e maligno male.
No, non lo consento... e provo meraviglia nell'addolorarmi a tal modo e reagire altrettanto, assaporandone la  conquista.

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