agosto

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mercoledì 30 novembre 2011

Oggi non c'è stato nulla da fare...
Ho perso l'autobus per un pelo... m'è sfrecciato davanti alla pari di un treno in corsa, mentre varcavo il cancello della mia casa...  Eppure mi sembrava di essere in orario... anzi, con un leggero anticipo. Appunto... "mi sembrava", perchè oggi ho scoperto che in realtà il "passaggio" è stato anticipato di ben tre minuti... Il tempo di ascoltare una canzone... rispondere al citofono in maniera esauriente... sbattere lo straccio per la polvere e anche riporlo. Per ognuna di queste azioni quei "tre minuti" sono fondamentali... da domani lo saranno anche per arrivare in tempo alla fermata.
Così sono stata costretta a passare sul viale parallelo ed attendere un altro autobus che sarebbe passato quasi mezz'ora dopo. Sostare in piedi per un tempo relativamente breve può risultare alquanto noioso se non si è in compagnia  e soprattutto lo si fa malvolentieri... Bisognava ingannare il tempo... E poichè l'unico mio complice in questo misfatto poteva essere il telefono, non ho esitato... l'ho tirato fuori ed ho chiamato "la prima Rosa... la più bella". Avrei voluto farlo da tempo, ma questo mi è sempre tiranno... "ingannandolo"così, gli rendevo finalmente la pariglia.
La mia amica è stata felice di sentirmi... Le avevo letto nel pensiero perchè mi avrebbe chiamato nel pomeriggio per dirmi una cosa importante che era venuta a sapere riguardo la "nostra ricostruzione"... Cosa per altro che già conoscevo... cioè... che avrei (o avremmo... dato che siamo nella stessa barca) dovuto "passare" attraverso chissà quanti raffreddori, chiaramente superandoli... non importa in quanto tempo... prima che fosse arrivato il "tanto atteso" momento. Chiara metafora per... "Hai voglia ad aspettare!..."
Ma si può?... E per fortuna mi viene da ridere... e non ci penso più di tanto... e poi poi... "finchè la barca va..." e speriamo che continui ad... andare.
Ah... se non ci fosse la benedetta ironia... che tutto ridimensiona, smussando qua e là... abbellisce ove può, alleggerendo ogni cosa...

martedì 29 novembre 2011

Nonostante il corso di alcuni eventi vada come non dovrebbe secondo il mio sentire e una certa logica... continuo a...ritenermi fortunata e "benvoluta" da Chi... ne siamo sicuri...  poi "bene vuole" a Tutti.
D'altra parte posso mai dire con assoluta certezza che i miei pensieri ed emozioni sono sempre nel giusto? No... purtroppo no... e allora senza oppormi al suddetto "corso"... bensì assecondandolo vado avanti e mi guardo intorno raccogliendo i frutti delle mie recenti esperienze. E ne traggo soddisfazione... e mi carico d'entusiasmo perchè se Qualcuno ha voluto che per me le cose andassero così un motivo c'è...
Se per caso qualche volta lo perdo di vista... questo concetto... mi arrivano dei messaggi non troppo espliciti, ma con essi anche la capacità e i mezzi per interpretarli.
Ieri ad esempio... "la più bella paziente con la bandana" mi ha raccontato un episodio che la riguardava...
Alla mensa della Caritas aveva conosciuto una donna senza lavoro che doveva andare a Milano per motivi personali e non sapeva a chi rivolgersi per un'occupazione... La mia amica senza pensarci troppo su, aveva tirato fuori dalla borsa un indirizzo e glielo aveva dato... con gioia... incitandola a presentarsi... Sarebbe stata presa di sicuro!
In quel preciso istante era passato un uomo in bicicletta e le aveva posto in mano...10 euro...
Magari per noi 10 euro non son niente... e detta così la cosa forse vuol dire poco... ma per Lei no... Continuava a... pensarci... in cambio di un indirizzo, un foglietto... del denaro da uno sconosciuto, scomparso all'improvviso... così com'era venuto.
"La più bella paziente con la bandana" mi raccontava questa cosa e gli occhi le sono diventati lucidi lucidi... "Io prima... mai avuto la fiducia in Dio. La fiducia in Lui dà aiuto... tanto. In malattia non sono stata sola... non sono sola neanche adesso. Guarda mi è arrivata la lettera dall'INPS... La commissione  mi ha dato l'80% d'invalidità... oggi vado al patronato..." Mi ha messo la lettera aperta in mano... quasi a volere una conferma. Ma certo... era così. Ogni tanto avvengono i "miracoli", che poi non sono altro che i "fatti giusti"... Avrebbe percepito per un anno una certa somma mensile... per lei un vero e proprio tesoro.
"Ma non sarà per sempre?" mi ha chiesto. "No... ma che importa?" le ho risposto, "Per ora è così... l'anno prossimo tutto sarà diverso. Sarai guarita... potrai trovare un lavoro a tempo pieno, e... Chi ti ha aiutato questa volta, lo farà ancora... vedrai."
Mi ha abbracciato... ed è riuscita a dire solo... "Grazie..."

lunedì 28 novembre 2011

"Ma come si può fare l'emocromo... co' questo sangue qui?!"
Ma cosa mai avrà il mio sangue... ho pensato allora... venerdì scorso quando l'infermiera m'aveva fatto il prelievo. Poverina... aveva tanto faticato per trovare una vena utile. Quel laccio lo spostava come un cursore lungo l'unico dei due arti superiori disponibile... il sinistro, e finalmente in prossimità della mano l'aveva fissato un po' più in alto del polso... poi leggeri "colpetti" per far venir fuori la vena designata... così, delicatamente perchè non sentissi dolore... Capirai!
Primo foro... male di primo livello ... ma il sangue scendeva col contagocce. Allora mi ha inclinato la mano a mo' di baciamano... intanto con le dita leggermente premeva sulla vena... Male di secondo livello.
"No... non va più... vabbè questa provetta per l'elettroforesi proteica può bastare. Però, signora... mi dispiace tanto... devo bucarvi di nuovo". Pazienza... ho pensato allora... ma il bello o il brutto, a seconda dei punti di vista, era dove... Dove avrebbe fatto il secondo buco?
Gira e rigira la mano, si è fermata su una vena "apparentemente" visibile... "apparentemente" grossa. E lì ha bucato ed io sono rimasta a palmo in su... come una questuante... mentre stringevo i denti, perchè questa volta il male era salito di livello... terzo o quarto... non saprei. E fosse servito almeno a qualcosa... intendo la provetta si fosse riempita almeno in una quantità ragionevole...
Ad un certo punto anche la seconda, "miserrima" vena ha dichiarato forfait... e da qui l'esclamazione sconsolata, "Ma come si può fare l'emocromo... co' questo sangue qui?" Ed io avrei aggiunto... desolatamente... "... e i marcatori... e tutto il resto?"
Un collega infermiere però era stato più ottimista... " Ma no... è sufficiente 'sto sangue; a F. basta una goccia e ti fa tutto e anche di più."
Meno male... ho pensato allora... altrimenti avrei dovuto fare un terzo buco... in differita, questo è vero... ma sempre un terzo buco!
Stamattina sono tornata per l'esito... con l'interrogativo. Quel prelievo era stato sufficiente... o no?
Beh... quel tale F. deve essere davvero bravo... Dall'esame di due esigue provette era riuscito a stilare tutto... ma proprio tutto. Avrei voluto conoscerlo!
Felice mi son letta quei tre fogli, e... a parte un po' di colesterolo e i globuli bianchi ancora debolucci di numero... per il resto è tutto OK! I marcatori... soprattutto i marcatori... perfettamente nella norma.
E anche questa volta è andata...
Sono pronta per un altro FOLLOW UP!

domenica 27 novembre 2011

La PACE INTERIORE non è una meta... un obiettivo oltre cui non si va... Essa stessa è in continuo divenire perchè rapportata alla naturale instabilità dell'animo umano...
Allora devo dedurre che ieri io l'avevo persa di vista o addirittura smarrita... per un po'. Per questo ero abulica... non di cattivo umore... forse di nessun umore perchè presa da una noia strana. Una specie di demotivazione dopo averne avuta tanta... come quando si corre a lungo per arrivare in fretta e ci si ferma di botto per la stanchezza e perchè non se ne capisce più il motivo.
Per poco... ma per me è stato così... e fortunatamente non vengono mai meno lucidità e buon senso a riportarmi sul giusto binario della determinazione... a donarmi di nuovo tranquillità... PACE INTERIORE.
E' bastata l'occhiata amorevole ad un acquario... l'essermi "rifugiata" in cucina senza guardare l'orologio... ed il resto è venuto da sè.
Stamattina poi... un fuori programma domenicale... Sono andata a Messa molto presto, alle otto... con il sole che illuminava appena il selciato... la strada semideserta... l'aria frizzante e profumata. In chiesa poche persone... avanti all'altare le quattro candele dell'Avvento... solo una fiamma accesa. Ed è stato più bello pregare... pensare ad una semplice parola... "Vigilate"... che un po' vuol dire, state attenti... un po', badate a ciò che conta... non alle banalità, allettanti, è vero ma che non vi donano la PACE.
E a casa c'ho pensato tutto il giorno... e non ho sentito la stanchezza... appagata com'ero... tranquilla dentro di me...
Tutto sommato... è vero... non occorre granchè per essere in pace con se stessi...

.......
Da "Segui il tuo cuore" di Andrew Matthews


E’ in parte un modo di pensare, e in parte sviluppare l’abitudine a rilassare la mente.
Noterai qualcosa nella gente che ha raggiunto la pace interiore: tutti hanno una disciplina quotidiana per mantenere l’equilibrio. Molti pregano, alcuni meditano, altri passeggiano sulla spiaggia all’alba. Ognuno cerca un santuario e il silenzio: entrando all’interno di se stesso, riesce a vedere al di fuori.
Per quattro anni, nei fine settimana, ho tenuto seminari in cui insegnavo tecniche di rilassamento del corpo e della mente, e mi sono sempre stupito dei cambiamenti che osservavo nelle persone che imparavano a rilassarsi veramente. Mi dicevano:“Le mie emicranie sono scomparse!”, “Non ho più mal di schiena!”, “Gli affari vanno a gonfie vele.”, “I miei figli sono più felici.”, “Mio marito è un amore.”,”Gioco meglio a golf.”. Per lo più i partecipanti non avevano “fatto” nulla; si erano semplicemente lasciati andare.
Nel mondo occidentale ci insegnano a “fare” le cose. Non ho nulla da obiettare, ma prima di iniziare a fare qualsiasi cosa dobbiamo smettere di lottare contro tutto. Cresciamo credendo nella lotta, impariamo a forzare le situazioni e a fare pressioni sulle persone, così ci logoriamo e mandiamo tutto all’aria.
Io l’ho imparato a mie spese. Quando mi misi in testa di fare il ritrattista, decisi che niente mi avrebbe distolto dal mio proposito. La mia ricetta era “dipingi dieci ore al giorno, sette giorni alla settimana…e se non funziona, dipingi anche tutta la notte”. Dipinsi quadri orrendi. Esausto e frustrato, cominciò a farsi strada in me l’idea che la disperazione non porta da nessuna parte.
Finchè insistiamo a ritenerla una battaglia, la vita rimarrà una battaglia. Potremo invece lasciare che le cose evolvano da sole.
Un giovane si recò in Giappone da un grande maestro di arti marziali. Avuta udienza con il maestro, gli chiese:” Voglio essere il migliore nel paese. Quanto ci vorrà?”
Il maestro rispose: “dieci anni.”.
Lo studente replicò:”Maestro, sono molto determinato. Se lavorerò giorno e notte, quanti anni ci vorranno?”.
E il maestro rispose:” Venti!”

sabato 26 novembre 2011

"Troppi cambiamenti... tutti insieme poi..." Queste le mie ultime parole stanotte... prima d'addormentarmi.
L'Amore della mia Vita ha capito e mi ha stretto la mano... Ho tirato un respiro profondo ed ho chiuso gli occhi... mentre il sonno portava quiete all'affanno dei miei pensieri.
Eh sì... molte cose cambieranno in futuro e non solo per me... Sappiamo che quello che deve essere sarà... va anche bene così... ma ciò non toglie che quanto di nuovo viene a mettere un po' d'ombra alle vecchie certezze... fa sentire per lo meno destabilizzati. La durata poi di questo stato dipende tutta dal carattere e ancor più dalla caparbia determinazione individuale.
Comunque tant'è... E così... tranquillizzata da quella stretta familiare... mi sono addormentata.
Stamattina mi sono svegliata con l'umore... beh... da stabilire. Alquanto assonnata con la tendenza allo sbadiglio frequente...un po' abulica... piuttosto svogliata... Ed era sabato... giorno di "grandi manovre".
Come prima cosa... ho dato uno sguardo "amorevole" ai miei acquari... restano sempre gli ansiolitici... gli antidepressivi migliori. In quello dei pesci tropicali ho visto con gioia un altro pesciolino rosso... per qualche giorno ho creduto fosse morto... meglio così... mai perdere la speranza. Nell'altro... dove "sguazzano" piuttosto che nuotare, i pesci d'acqua fredda... c'era un gran movimento di acque... Non appena viene accesa la luce... s'affollano contro il vetro a cercare ed aspettare cibo. Vite tutte tese all'essenziale.
Devo riconoscere che confrontarsi con altre realtà... sia pure rapportarsi al comportamento degli animali... può fare davvero molto bene. Cosa che già mi succede quotidianamente con Beauty... ma  un acquario rappresenta un piccolo mondo... una sorta di universo parallelo con un fascino accattivante ed una capacità di coinvolgimento quasi totale. Perciò, l'essermi soffermata qualche minuto in più davanti a tale spettacolo, è servito... come dire... sì, a rianimarmi e a farmi rimettere in moto.
E la mattinata ha avuto inizio... solo qualche piccola faccenda... cambio dei letti... bucato in lavatrice...
E poi? Poi il "laboratorio di Mago Merlino" ha aperto i battenti per richiuderli alle mie spalle... Lì mi sono "immersa" tra pentole e mestoli... intingoli e verdure... e alla fine... come sempre... la Magia c'è stata... ha funzionato...
Tutto per almeno un po' è stato dimenticato... ed ho ritrovato finalmente il "mio" SORRISO.

venerdì 25 novembre 2011

Ed oggi... giorno di prelievo in vista del "follow up" semestrale...
E' incredibile come passa in fretta il tempo... sono già trascorsi sei mesi dall'ultimo controllo. Agli esami richiesti mancavano solo quelli del sangue, previsti per stamane.
Mi sono svegliata prima del solito, anzi... si può dire che stanotte ho dormito "con un occhio solo"... più volte ho guardato l'ora a causa di una sottile ansia che mi prende sempre... quando devo fare il prelievo. Le mie vene non hanno ancora dimenticato... e neanch'io.
L'aria frizzantina del primo mattino mi ha scrollato comunque di dosso un residuo senso di torpore e d'impigrimento e una volta salita sull'autobus ero completamente sveglia.
Non poteva essere diversamente tanto era affollato e chiassoso, e in piedi cercavo di schivare gli urti e gli scossoni ma nulla potevo per il brusio ad alto volume e il pianto dei bambini. Due, in particolare, erano seduti sullo stesso sedile... di fianco c'era la loro madre con un'altra piccola in un passeggino. Voleva calmarli perchè stavano litigando... dalla lingua e non solo ho arguito che era una nomade... ho guardato meglio... ho notato che era incinta... di nuovo. Probabilmente quello sarebbe stato per lei il quarto figlio... incredibile!
In condizioni economiche e sociali non felici è cosa molto frequente in quei  gruppi trovare famiglie che definire numerose è alquanto riduttivo. Il ruolo di una donna non è altro che di "fattrice"... una sorta di macchina genera-figli da mettere ancora in fasce per l'elemosina. Una vera e propria violenza... oserei dire... anche se lei non la vive così... essendo questo il tipo di cultura che anima quei gruppi.
E mi torna in mente... ricordate... Margheta ( il suo nome posso dirlo... senza timore... dò per certo che se potesse leggere non sentirebbe violata la Sua privacy)... Vivendo in campagna... fuori città... dormiva in una chiesa vicino all'ospedale per poter fare la chemio il giorno dopo. E dopo l'infusione, tornava a piedi e a lavorare... nonostante la stanchezza... la nausea e tutto il resto. E quando aveva cominciato a perdere i capelli? Emarginata dal resto del gruppo... perchè considerata una poco di buono. Questa è in loro cultura radicata... ma può non essere giudicata "violenza" tutto ciò?
Oggi e così dal 1999, il 25 novembre è la Giornata contro la violenza alle donne... Tante sono le forme di violenza... fisica, psicologica.... fisica e psicologica insieme...
E a tal proposito il mio pensiero va ad un'altra delle "mie amiche"... conosciuta in ospedale quando sono stata operata.
Con un candore disarmante... addirittura sorridendo... "confessava" o forse sarebbe meglio dire "affermava" quasi con vanto di aver sempre preso botte dal marito, anche... sono sue parole... "con la pancia avanti". E alla vista del nostro ostentato stupore, aggiungeva... "però m'ha voluto sempre bene!"

giovedì 24 novembre 2011

I tempi devono essere proprio tristi se la macchinetta obliteratrice sull'autobus, dal biglietto multiplo s'è mangiata per ben due volte una corsa in più.
"Vuol dire che l'hai introdotto troppo oltre..."  ha detto il compagno della mia Vita. Mah... non credo proprio... visto che la stessa cosa è successa a quelli che son venuti dopo... comunque non è che me la fossi presa più di tanto... era così... tanto per sapere.
In questi giorni durante il tragitto fino all'ospedale mi soffermo a guardare dal finestrino... Gente sempre più imbacuccata... vetrine coi primi segni del Natale alle porte... L'estate sembra finita solo ieri... ed invece... si può dire che l'inverno è già domani perchè oggi è la vigilia di S.Caterina, e meteorologicamente sì... in questo giorno la stagione fredda fa il suo ingresso trionfale.
E intanto si avvicina per me "il secondo anniversario"... Quel 23 dicembre di due anni fa che avrebbe cambiato tutta la mia Vita...
Molti preferirebbero dimenticare nel modo più assoluto date del genere... quasi non ci fossero mai state. Magari fosse possibile farle sparire dalla mente... tra i ricordi... non si può non rammentarle, e soprattutto non si può senza soffrire.
Io non ho mai neanche cercato di accantonarlo quel ricordo... non mi va di farlo! Sarebbe come "non dare peso" ad un'esperienza di Vita... "non dar valore" a ciò che mi ha insegnato. Quindi non esito mai a raccontare questa mia storia... e così facendo ne ridimensiono la gravità... e il modo che ho di raccontarla la rende un "fatto normale" come un raffreddore o un banale mal di pancia.
Poi ci ripenso... e non so spiegarmi come faccio...
E ad un certo punto... credo decisamente che non sia tutta "farina del mio sacco".
Per l'ennesima volta l'ho raccontata questa "mia benedetta" storia stamattina al "mio amico dagli occhi azzurri come il Cielo"...
Col passare del tempo sta diventando più aperto... loquace... quel tanto che basta per far capire che si fida.
Ne sono felice... perchè nei Suoi occhi vedo meno sofferenza... e poi... sta meglio, ha messo su più di qualche etto. Chissà... Nessuno può sapere... nessuno può dire.
"Lo sai..." mi ha detto poco prima che andassi via, "da giovane tutti mi dicevano che somigliavo tanto a Terence Hill. Stesso fisico... stessa faccia... occhi e capelli identici!"
"Ecco!" gli ho risposto, "Ecco allora... dove ti avevo visto... in televisione!"
E come sempre più spesso accade... il mio "amico dagli occhi azzurri come il Cielo" ha riso... riso di gusto.

mercoledì 23 novembre 2011

L'ho già detto che quando sono confusa... tesa o preoccupata mi viene sempre  lo "sghiribizzo" di mettere ordine nell'armadio?
Certo che l'ho detto... e da sola mi sono spiegata anche il motivo. Non so se è giusto... magari un esperto potrà smentirmi... ma è comunque plausibile...
L'armadio... forse... è il mio animo, il contenuto... i miei sentimenti, gli stati d'animo... i turbamenti... messi a casaccio... lì, per la fretta. Quando poi non riesco a scorgere più niente e... mi perdo, l'unica è darsi da fare per rimettere tutto a posto e... ricominciare.
Certo è che dopo "aver messo ordine nell'armadio" sono rilassata e serena... e ritrovo quello che non vedevo più.
Un'altra "autoterapia" che adotto quando la mia autostima è "così così"... è la Cucina... cioè cucinare. Forse perchè il cimentarsi con la creatività... metterla in atto, potenzia le capacità e la fiducia nelle stesse.
Sì... penso che sia questo il motivo... perchè dopo un paio d'ore trascorse nel "mio laboratorio di Mago Merlino", ritrovo sempre l'entusiasmo e l'allegria.
E ieri pomeriggio questo ho fatto... mi sono rifugiata nel mio laboratorio.
Mi ero ricordata che oggi due amiche avrebbero terminato i loro cicli di chemio... le settimanali, un'occasione da festeggiare... niente di straordinario... più che altro da fissare simbolicamente perchè di una cosa non piacevole restasse almeno in parte un ricordo lieto. Così ho preparato ... indovinate cosa? Ma... la mia famosa, onnipresente "Torta di mele"... panacea per ogni male, jolly per ogni occasione.
A me basta sentirne il profumo che dal forno si diffonde in ogni dove per sentirmi meglio... è un po' come tornare indietro ai tempi dell'infanzia... quando un dolce fatto in casa rappresentava una gratificazione... una coccola in più. Ed evidentemente non solo a me fa questo effetto, se ieri sera l'Amore della mia Vita, tornato  a casa ha esclamato, "Mi hai fatto un dolce... ho indovinato?" In verità mi è costato un po' dirgli che la torta non era per lui... mi son sentita in difetto... quasi gli avessi negato una carezza.
"Dai... te la faccio per domenica... promesso!"
Ma poi... sarà stato per un piccolo senso di colpa... oppure, solo perchè gli voglio tanto bene... oggi  gli ho fatto trovare una creme caramel... svelta svelta.
Un bacetto al posto di una carezza mancata.

martedì 22 novembre 2011

Anche se l'EQUILIBRIO è un gioco di parti diverse in equilibrio, riesco comunque a barcamenarmi...
E come un funambolo che sta per cadere... dopo un po' si ricompone e sicuro riprende il precario suo percorso... o come un pugile che barcolla ma assolutamente non vuol finire a tappeto... così ... dopo il "breve momento"... mi riprendo ciò che mio... cui non voglio rinunciare dopo tanto soffrire.
E stamane ho aperto gli occhi al nuovo giorno... uggioso... malinconico... novembrino, ma luminoso come non mai perchè così avevo voluto immaginarmelo... prima d'addormentarmi.
M'ero svegliata prima del solito a causa di un doloretto al pollice della mano sinistra... Ma non sarà di quelli per cui le altre nelle mie condizioni, ogni quattro mesi si sottopongono ad una terapia di calcio? Me lo son chiesto... Chissà!? Ma dopo tutto che importa? Fosse solo questo a sedare l'ansia che prende ogni tanto...
Levatami... ho aperto le braccia a questa giornata senza sole.
Ho guardato fuori... cominciava a piovere: gocce sempre più evidenti sul bucato steso... e sono uscita a ritirarlo mentre sentivo le stesse cadere sui capelli. Che bella sensazione! Mai provata prima... e come avrei potuto... se detestavo persino qualche "schizzetto" mentre mi lavavo il viso?
Ecco... piano piano ritornavo ad essere la "nuova me"... perchè l'EQUILIBRIO sta anche nel vivere i "piccoli disagi" senza dar loro troppo peso... anzi nell'apprezzarli per le "piccole sfumature".
Sfaccendando... ma senza affanno... ho fatto in breve quello che dovevo...
"Dovevo"? Ma no... che brutta parola...  quando il "dovere" sei tu stesso ad importelo senza un'effettiva necessità... Diciamo allora... quello che "volevo"... e il lavoro più impegnativo diventa tutto un'altra cosa.
E per lo stesso motivo... è perchè "lo voglio"... che ogni giorno vado là... a quel terzo piano... e poi... poi DIMENTICO ME STESSA... e l'Equilibrio un po' smarrito... e di conseguenza LO RITROVO, e con esso la SERENITA'... la PACE INTERIORE.
Al "mio buon e semplice Amico" che stamattina mi ha detto che forse... in questo modo non faccio altro che riaprire una ferita... ho risposto... che no... per me non è così: io son fatta un po' alla rovescia, almeno per il sentir comune...
Confrontarmi quotidianamente con l'ansia... la paura... la sofferenza altrui ... mi carica di forza. Non posso certo essere modello di depressione!
E poi all'ansia si contrappone la speranza... alla paura, la "naturale" fiducia... alla sofferenza, il traguardo di una vittoria che non manca mai quando si riesce a conservare la dignità.

lunedì 21 novembre 2011

Stasera ho acceso il pc...
Nel segnalibri ho evidenziato "continuare a..."... vi ho cliccato sopra e la schermata mi ha visualizzato l'ultimo post... quello scritto ieri... sulla PACE INTERIORE.
Sembra un gioco del destino... Avevo appena scritto tutte quelle belle cose... pienamente convinta ed addirittura fiera di me per averle anticipate nel mio essere prima ancora d'essermi confrontata con il testo di Andrew Matthews... che da stamattina ho dovuto rimettermi in discussione.
Sia chiaro... sono sempre della stessa idea... forse anche di più perchè ho visto che non sono la sola ad averla... ma ciò che accade spesso sembra andare contro la più grande forza di carattere... di volontà... contro tutto, insomma... e questo è solo un preambolo.
Mi alzo stamattina... e sotto la doccia, lavandomi noto la "solita pallina"... solita per modo di dire perchè era sparita... al di sopra della cicatrice... un po' più verso l'ascella rispetto all'altra volta.
"Solito" tuffo al cuore perchè non se ne può fare a meno... per poi ripetermi... dopo quell'attimo di sgomento... "al solito", ci risiamo... ma quando finirà?! Quando finalmente arriverà quel momento che non avrò più l'espansore che si sposta di continuo, creandomi bozzi e palline che compaiono e scompaiono senza alcun riguardo?
E a questo punto già una parte dell'EQUILIBRIO s'è bell'e imboscata.
Non ci devo pensare... mi dico... è come l'altra volta... del resto, a breve... fra pochi giorni ho l'ennesimo controllo... non devo temere... passerà!
E l'EQUILIBRIO è tornato a far capolino.
Come ogni mattina vado allora in ospedale... perchè NIENTE MI FERMA... NON DEVE.
C'è una paziente... la conosco bene... è anziana e comincia a criticare la nuora... non quella presente che l'ha accompagnata... un'altra. Ne dice tante... quanto c'è di verità è dubbio. Ma resto destabilizzata dal constatare come l'essere umano s'impegni a fare del male a se stesso e a chi gli sta vicino senza un motivo... per ignoranza... magari per arroganza...
E l'EQUILIBRIO va a gambe all'aria.
A fine mattinata viene a prendermi l'Amore della mia Vita. E' teso e preoccupato... è in una fase delicata e decisiva che segnerà una svolta. Sarà... Non sarà? Sarà quello che dovrà essere perchè non potrà diversamente.
E l'EQUILIBRIO questa volta gioca a  mosca cieca.
A casa poi... un figlio che a tratti non riconosco più e a cui comunque devo avvicinarmi con cautela per non ferirlo... Non è più un bambino... ma è sempre il "mio bambino".
Nel pomeriggio... al telefono sento l'altra figlia... Difficoltà... ansie... speranze disilluse. Vuol farcela da sola... e questo è giusto... ma è sempre la "mia bambina" e non vorrei sentire che "fa i conti".
A fine giornata... mi guardo intorno... mi scruto dentro...
Ma l'EQUILIBRIO... ce l' avrò ancora?

domenica 20 novembre 2011

Ogni tanto mi fermo a pensare...
Ma come posso essere cambiata così... e poi in tempi tanto brevi? Ora io sono davvero un'altra persona... e non è che me lo dico da sola. Chi è a me molto vicino... ne gioisce... Chi mi conosce e basta... me lo fa notare.
Allora è vero che si vede anche dall'esterno!
Quando mi guardo allo specchio mi vedo diversa... ma è chiaro, io non faccio testo... ma se  a dirlo sono altri... devo per forza credere a ciò che vedo.
"Non so... hai qualcosa negli occhi... forse una luce... e i lineamenti... quelli sì... sono proprio più distesi."
Questo mi sento ripetere, ed è vero perchè so come mi sento dentro... profondamente in PACE CON ME STESSA. Preoccupazioni... ansie e difficoltà non mancano... Non vivo protetta da una campana di vetro... Eppure sono serena... E non vorrei azzardare... ma credo che lo stato continuativo di questa mia serenità, se non lo è ancora stato, a breve lo sarà... artefice della mia PACE INTERIORE.
Altrimenti non si spiegherebbe come lavoro tanto di più e non mi stanco mai... scaccio ogni ansia e problema pensando che sempre ci sarà una soluzione... non m'addormento, come una volta,  fuori luogo e tempo perchè ho sempre qualcosa di bello e interessante da fare. Ho imparato ad amare la Vita... ad amarla veramente.
A tutto ciò ho pensato e penso spesso... Talvolta ho anche reputato questi miei pensieri come fossero "fisime" dell'anima... "esagerazioni" della mente... e li ho accantonati in un angolo del cervello. Fino a stasera... quando girovagando nel web mi sono imbattuta in un testo tratto da un'opera di Andrew Matthews, "Segui il tuo Cuore-Manuale per imparare a vivere secondo se stessi"... Nello specifico è il capitolo che parla della Pace Interiore.
Ho pensato di condividerlo qui... e anche se il mio post... questa volta sarà più lungo del solito spero di non annoiare nessuno...


Perchè voglio un pò di pace?
La maggior parte delle persone è concorde nel volere più amore nella propria vita, ma perchè allora cercare la pace interiore? Perchè l’Amore e la pace interiore sono inseparabili. L’Amore non è un’emozione, non è “avere” un ragazzo o una ragazza. L’Amore è vivere qualcosa senza giudicare. Se cerchi l’Amore, troverai più pace interiore, e se cerchi la pace interiore troverai più Amore.
La pace interiore non è un sedativo, la pace interiore è equilibrio.
La lezione numero uno per chi pratica arti marziali è l’equilibrio. Nel Karate si impara che la propria forza dipende dall’equilibrio e da una mente serena: agitati troppo e sei spacciato! I giocatori di golf conoscono l’equilibrio, i lanci violenti valgono zero. Rilassati, invece, senti la tua forza, sgombra la mente da tutte le chiacchiere, ed è fatta: tutto andrà bene!
L’equilibrio, o la pace interiore, è la fonte della tua forza. Ed essere sereni non significa essere addormentati! Essere sereni significa adeguarsi alle forze, invece di combatterle. Significa vedere l’immagine completa e non fissarsi sui dettagli.
Quando avrò finito di pagare l’auto sarò più sereno
Fred dice:”Lascia che finisca di pagare tutti i miei debiti e poi avrò un pò di pace”. Suona bene in teoria, ma i risultati in genere sono deludenti. E questo perchè la tua missione, nella vita, non è estinguere i mutui e ingrandire la piscina.
Siamo qui per aiutarci l’un l’altro, e l’universo ci fornisce indizi importanti:
-Siamo più felici quando aiutiamo gli altri.
-Ci sentiamo più soli quando il nostro obiettivo primario è la nostra sicurezza personale.
Se vuoi una sicurezza assoluta nella vita, hai scelto il pianeta sbagliato.
Fred pensa:“Se riuscirò ad avere una casetta in periferia e un gruzzoletto per la pensione, sarò al sicuro.” Certo, Fred prova a dirlo all’autobus impazzito che incontrerai ad un incrocio! La tua sola sicurezza è dentro di te, la sicurezza in qualsiasi altra cosa è un mito: le banche falliscono, le società scompaiono, gli aerei precipitano.
Allora, come si affrontano le incertezze della vita? Accettandole, amandole, dicendo a te stesso: “Una delle cose più belle dell’essere qui è proprio sapere che, fra un momento, potrebbe succedere qualsiasi cosa.” Facendo un accordo con te stesso:”Qualsiasi cosa accada, saprò affrontarla.”Guardando la paura in faccia e dicendo:“Se la mia casa andrà a fuoco, mi trasferirò. Se sarò licenziato, lascerò il posto. Se sarò investito da un autobus, me ne andrò da questa terra.” Fine della storia.
Non essere cinici, ma realistici. La Terra è un posto pericoloso, ci muore un sacco di gente! Questo però non significa che tu debba vivere come un coniglio impaurito.
......
 
Il capitolo non termina qui... ma per ora può bastare come spunto di riflessione... per Te... per Me... per Noi tutti... perchè della Pace Interiore siamo in continua ricerca.

sabato 19 novembre 2011

E' tornato il rumeno. Ricordate?...
A dar fiato alla sua tromba per cercare di ricavare qualche spicciolo. Tempi difficili... pover' uomo, tuttavia non demorde e continua a... suonare.
Stamattina l'ho passata in cucina. Ogni sabato è così... Dò di mano a pentole e mestoli, a concertare per il pranzo del giorno e di quelli che verranno, per avere più tempo libero durante la settimana. Così per prima cosa in un pentolone ho messo a cuocere più verdure insieme... per il brodo... aggiungendo l' "ingrediente segreto" che lo rende più buono e tanto simile... pur essendo assolutamente vegetale... a quello di carne. Me l'aveva suggerito la "prima amica" conosciuta in quest'avventura... la "prima amica che nel nome avevo adottato come mamma". Tornata a casa dopo il primo ricovero avevo seguito il suo consiglio... un pezzo di caciocavallo aggiunto alle verdure, e... "senti che ti mangi"... così mi aveva detto. Da allora nel mio frigo non era mai mancato del caciocavallo soverchio proprio per il "pasto del sabato".
Poi l'occhio è andato al cestino per la frutta che è al centro del tavolo... qualche mela dava segni di cedimento nei colori e non solo... così pure una pera. Ah... nel cassetto del frigorifero "rotolavano" ancora... non so da quando... due mele cotogne... Farò una composta di frutta cotta... ho pensato... con del miele... come m'aveva insegnato una delle "amiche infermiere"... E per pranzo avremmo così avuto frutta e dessert in un'unica soluzione, buona e calorica quanto basta.
Il punto massimo di questo "mio concerto" in cucina l'ho raggiunto però con la "pizza di patate" o gattò... per dirla alla napoletana.
Francesco, mio figlio, me la chiedeva ormai da tempo immemorabile. L'ultima volta che l'avevo preparata  era stata l'estate che precedette il tumore... Pensate un po' quanto tempo... quasi due anni! Ora mi sono decisa... finalmente... e ne è venuta fuori una... così saporita... così gustosa che il "mio pargoletto" di quasi due metri  s'è fatto fuori due mega- fette... una per ogni metro. Anch'io l'ho mangiata... il profumo m'aveva convinta nonostante la presenza del prosciutto cotto... e devo ammettere di non essermene pentita affatto. Con patate, uova e formaggio... e l'aggiunta di latte, mozzarella e prosciutto è stato un fantastico e nutriente piatto unico.
A mezzogiorno in punto... come in una fiaba... la mia cucina... tanto simile al laboratorio di Mago Merlino... ha finito di levare vapori al soffitto.
Dall'uscio del balcone socchiuso entravano le ultime note della melodia suonata dalla tromba di quel rumeno... Anche per lui era arrivata l'ora del rientro.

venerdì 18 novembre 2011

E lo ha creduto fino all'ultimo anche mia madre...
Ne ho già parlato altre volte... Per tanti anni ha molto sofferto a causa di quella subdola malattia che è il diabete. Di essa andò incontro a tutte le complicazioni... gli ultimi quattro anni è vissuta grazie alla dialisi e alla fine la cancrena all'estremità se l'è portata via. Eppure affrontò tutto con una grande forza d'animo e sempre col sorriso. Diceva sempre. "Il Signore ci deve pensare."
Era riuscita a far sembrare cosa normale persino l'appuntamento a giorni alterni con la dialisi... ne parlava tranquillamente, cercando di non essere un peso nè per se stessa nè per chi le stava accanto. Pensava a tutto per Tutti quelli che vivevano con lei il percorso... mediatrice sempre nei momenti burrascosi e negli scatti d'ira che sempre prendono in situazioni così difficili. Quando non ci fu più, medici ed infermieri che l'avevano avuta in cura, in un messaggio di cordoglio la definirono, Angelo di Pace... e così la ricordano ancora, a distanza di sette anni. Persone così non si dimenticano, continuano a... vivere nel ricordo... nel Cuore di Chi le ha conosciute.
A lei penso spesso soprattutto in questo periodo, quando s'approssima il triste anniversario e  a causa di questo anche le imminenti festività appaiono meno belle e gioiose...
E' naturale e comprensibile da Chi ha vissuto momenti analoghi...
Di questo parlavamo stamattina con la mia "Amica speciale che ha per nome il colore del Cielo"... sua "Zia Si" quanto vive male questo mese in cui ricorre l'anniversario della morte di Sua figlia... anche se non sembra perchè sorride e reagisce ad ogni momento"no" con grande forza e dignità.
Mi ha fatto una sorpresa la mia "Amica speciale..."... non è la prima volta... arriva senza preavviso e chissà perchè poi la gioia è doppia per entrambe. Ci siamo fermate in corridoio a parlare... tante cose da dirci... da raccontare. E' passato il Dottore e rivolta a Lei ha detto, "Hai visto... è arrivata. Tu eri in pensiero... ma è arrivata".
La mia "Amica speciale..." mi aveva aspettato.

giovedì 17 novembre 2011

Comincio ad aver dei dubbi sulla mia memoria della cui eccellenza sono sempre andata fiera...
Ieri credevo di ricordare giusto ed ho inviato un sms alla "Prima Rosa... la più bella"... era per gli auguri di buon compleanno al suo "piccolino"... Subito mi è arrivata la risposta... "Grazie di cuore! Il compleanno era il 14..." Ero in ritardo di due giorni... O me "smemorata"!... speriamo almeno solo per questa volta. Il fatto è che la "mia agenda"... tutta tenuta a mente... si sta facendo sempre più nutrita... e tra date... numeri telefonici ed appuntamenti... mi sa che la "memoria" s'è riempita. Come è in uso in quest'era tecnologica... dovrei cominciare a "cancellare"... non potendo "sostituirla" o "affiancarla" ad un'altra... Ma io non voglio... sarebbe come voler dimenticare... gettare via questo mio recente passato a cui tanto tengo... quindi un po' di esercizi per la memoria attempata e... certamente...ripristinerà il servizio.
A proposito di date e compleanni... mi sono ricordata però della "piccolina" della "Mia coetanea"... della Sua nipotina... Domenica scorsa ha fatto gli anni... tre di preciso... Oggi avrei rivisto la nonna e così le ho mandato un piccolo dono... una bambola vestita da orsacchiotto.
Eh già... ecco perchè la data precedente mi è arrivata posticipata... la seconda s'era ad essa accavallata! (... sbaglio o mi è venuta fuori una rima involontaria?)
Meno male... respiro di sollievo... posso tornare a dar credito alla "mia testa"... conto su di lei  per non dimenticare niente e nessuno... soprattutto adesso... soprattutto in futuro. Perchè quanto tengo a "Tutti quelli che per me contano"... è incredibile anche a me stessa...
In questi giorni provo della tenerezza per la mia amica "Tutta Bianca"... lei fa una polichemio... infusioni per tre giorni di seguito ogni 28. Ieri era stata nervosa come non mai... aveva sofferto per i tanti tentativi a cercare una vena che tenesse... e la tensione le era aumentata fino allo sfinimento... Poi... oggi.
Oggi è stato un altro giorno. Quando sono entrata nella stanza il Suo viso era disteso e sereno... Mi ha detto che il giorno prima era venuta di malavoglia... non avrebbe voluto... non avrebbe voluto mai più.
Ma questo... amica mia... non si può. Non è dato a Noi di scegliere quello che è meglio... perchè condizionati dal dolore perdiamo la lucidità per decidere. Lasciamo fare a Chi sa... affidiamoci fiduciosi... e facciamo in modo che ciò che ci aspetta sia meno fastidioso... rendendo sereno ed anche un po' piacevole... per quanto sia possibile, ogni appuntamento.
Sembra assurdo... lo so... a mio tempo io l'ho fatto... perchè l'avevo imparato da Chi... sono sicura... non mi ha mai abbandonato.

mercoledì 16 novembre 2011

Era da molto tempo... forse da prima dell'estate...
Non è che non c'avessi mai pensato... ma forse me ne mancava un po' la voglia... l'effettivo desiderio. Poi questo m'è venuto giusto ieri... all'improvviso proprio no, perchè sollecitato da un incontro.
Ho rivisto "Oggi parlo..." e Sua moglie... E mi sono ricordata tutte le volte che l'estate scorsa chiedevo loro che cosa avrebbero pranzato quel giorno. Puntualmente... sistematicamente rispondevano all'unisono, "pasta e piselli", tanto che ero arrivata ad anticipare la risposta subito dopo aver fatto la domanda... e loro scoppiavano a ridere...  e aggiungevano, "Ma vedi... che è un caso..."
Così... sull'onda del ricordo... mi è affiorato il desiderio di mangiare i piselli ed oggi per pranzo questo ho mangiato... riso e piselli.
Ah... tra l'altro... ieri la risposta era stata per la prima volta diversa... "pasta e fagioli"... Vorrà dire che la terrò presente per un altro futuro "ritorno"...
Meno male che ad addolcire un po' la giornata c'era questo pensiero... perchè... vuoi o non vuoi il cibo ha sempre un potere appagante e consolatorio... ed oggi  ce n'era davvero bisogno... per me.
Quanta gente era in reparto stamane... tutte terapie importanti...tutte persone che già conoscevo... ma non era un "giorno sì " e m'ha lasciato rammarico... senso d'inadeguatezza... profonda amarezza.
L' "amica dalla saggezza della buona terra" ... di solito sempre "sapientemente ottimista" e sorridente portava oggi con sè un bagaglio così pesante... un lutto recentissimo ed improvviso... la grave malattia del marito... tanti problemi familiari. Fino a qualche settimana fa pareva essere lei la più vulnerabile... ed ora raccontava altro quasi dimentica del proprio... perchè la Vita è così... ciò che sembra spesso non è.
Poi... la mia amica "Tutta Bianca"... tanto nervosa  questa mattina... eppure quando m'ha visto ha detto al suo solito, "Uè... Mari', che t' ne fai?"... e dopo un po' però ha anche aggiunto, "M' so' scucciat... tu m' capisci?" Certo che la capivo... un percorso tanto difficile con una meta che s'allontana sempre più...
E "Lui e Sua sorella"... due persone che vedo da diverso tempo ma con cui stento a relazionarmi... è un problema tutto mio... temo di essere inopportuna... di violare la pudica riservatezza del loro soffrire... l'apparire di una pur timida speranza. Ma oggi una breccia forse s'è aperta... mentre andavo via... "Sempre qui... ogni giorno... per la visita quotidiana, eh?" m'ha detto "Sua sorella"... ed io, "Sì... non ne posso fare a meno..."

martedì 15 novembre 2011

Nel pomeriggio ho lavato i capelli...
Shampoo... balsamo... lozione anticaduta di mantenimento... mousse per i riccioli. Veramente di riccioli non ce ne sono più... Son bastati tre "tagli"  e son venuti tutti via... lasciando il posto ai capelli di una volta... delicatamente ondulati. La mousse serve a dare sostegno a quel "mosso"... andante ma non troppo e a ravvivarne l'argento.
Mi son guardata poi allo specchio... ancora una volta... perchè lo faccio spesso. Non sarò diventata a tarda età pure vanitosa? Dio mi perdoni... ma è che ora mi piaccio troppo!
E pensare che ho trascorso i tre quarti della Vita a guardare i capelli degli altri e a disprezzare i miei. Niente... ma proprio niente mi andava di loro... Nè il colore... nè la consistenza... nemmeno che fossero mossi... cosa dai più considerata una dote ma che a me faceva saltare i nervi. Erano i tempi delle chiome lisce... stirate... alla francese... per intenderci... e lì, giù a dar di spazzola e phon e se avessi potuto anche col ferro da stiro li avrei trattati. Quando l'età me l'aveva consentito cominciai a "dar di testa" col colore o coi colori... sarebbe più esatto dire. E il biondo chiaro e quello scuro... e il biondo cenere e quello medio... e ancora colpi di sole e meches in tutte le tonalità possibili. Una volta un'amica (per modo di dire) mi chiese... "Come mai hai tinto i capelli di verde?" Verde?!? Ero rimasta esterrefatta e nei giorni a venire non osai più guardarmi nè mettermi "in luce" per non sottolineare la sfasatura della mia chioma. Questo tanto per far capire a che punto fossi arrivata... E non ero mai contenta... per giunta.
Ora... dopo tutto quello che la "mia testa"... dentro e fuori ha passato... più mi guardo e più mi apprezzo.
Il color argento è di quello più prezioso e la sinuosità delle mie ciocche è la più dolce ed armoniosa che abbia mai visto. Continuo a... guardare le teste altrui... mi piacciono anche i vari modi di acconciare i capelli... ma "sfoggio" il mio taglio corto con naturalezza e disinvoltura anche quando è spettinato e un po' scomposto... anzi allora lo trovo persino più bello. Sarà così? Intendo dire... sarà così anche per chi mi vede dal di fuori?
Al di là del fatto che mi possa interessare o meno... credo proprio di sì... perchè... si sa... gli Altri vedono di Te ciò che Tu vuoi dar a vedere.

lunedì 14 novembre 2011

Tutto andrà come deve andare e non potrà diversamente...
E' il pensiero che è alla base della mia nuova filosofia di Vita da poco più di un anno a questa parte, e vado ripetendomelo soprattutto per elaborare ciò che è stato... per affrontare quel che sarà. Diventa così più facile  sentirmi mai vittima... e al contrario, parte di quell'ingranaggio che è la Vita.
E se al primo impatto è un po' dura solo accettare l'idea che un marito vada in pensione o i figli cambino all'improvviso... lasciandoti di stucco... perchè... a loro dire... sono cresciuti facendo tesoro dell'esperienza, poi naturale sarà abituarsi a tutte queste cose insieme... perchè... in Cuor tuo sai che non si può far niente... deve essere così e non altrimenti.
E a me... al mio libero arbitrio cosa resta?
Devo essere sincera... io m'accontento.
Mi basta portare un sorriso... riceverne in cambio tanti e poi... poi  persino succhiare una caramella latte-menta seduta comodamente sull'autobus. E' una piccola coccola che mi concedo... una delle tante... che compensa l'affrettarmi... aiuta a rilassarmi e pensare. Così molto serena mi predispongo all'ascolto, e nessuno mai s'accorge di ciò che a volte si cela, velato da un certo turbamento. Vero è che se questo c'è viene subito fugato ascoltando le realtà altrui e immediatamente si fa largo il sentirmi privilegiata...
No... non posso lamentarmi... farmi vittima di qualcosa che naturalmente... logicamente deve essere e non può diversamente.
Per ognuno è così... ho pensato stamattina... guardando "la più bella paziente con la bandana" mentre era assopita. La Sua storia... triste e difficile... la Sua Vita e il peregrinare da un luogo all'altro... fra lacrime ed umiliazioni... dovevano andare così...
Solo... perchè non è a Tutti concesso sentirsi almeno sfiorati dal privilegio? O magari lo è... perchè a guardarsi indietro c'è sempre chi sta peggio.

domenica 13 novembre 2011

E c'erano volute le martellate per metterlo fuori quel maledetto... cestello... ed ora, stanchi ma felici assistevamo trionfanti alla "disfatta".
Ma ogni cosa, si sa... ha un rovescio... di cui ci si rende conto quando non si può più tornare indietro.
Bisognava riordinare il bagno dall'effetto "ciclone impazzito"... terminare il lavaggio del bucato... chiaramente "a mano"... e poi... poi comperare una lavatrice nuova. Del primo e dell'ultimo punto si sarebbe occupato il compagno delle mia Vita... ma il secondo... ahimè... era di mia unica competenza, e così era meglio farlo subito e non c'avrei pensato più.
Al termine dell'operazione ero rimasta piegata in due... con le braccia e le mani dolenti... però, almeno non avevo più davanti agli occhi lo spettacolo sconfortante di una bagnarola colma di panni piangenti.
Meno male che la mattina non avevo ceduto alla tentazione di restare a casa... ad osservare tra lo stizzito e lo sconsolato l'ammutinamento della mia lavatrice... avevo preferito andare là dove vado sempre... ogni giorno... per sentirmi bene e perchè so che c'è chi mi aspetta. Ho fatto la scelta giusta... dicevo... anche perchè ho avuto modo di riflettere... elaborare una frase... un'affermazione di "un'amica" e farla mia. Un'altra "perla" nelle mie ricchezze.
"Dopo la malattia... sono cambiata... certo in meglio, però... NON HO PIU' SOGNI..." intendendo per "sogni"... i progetti... il desiderio di proiettare il proprio agire nel Futuro.
E' vero... perchè un evento del genere è come se spezzasse qualcosa... rompesse il momento magico delle aspettative e delle speranze  e si comincia a vivere alla giornata fruendo e gioiendo delle piccole cose mai notate prima. Ma questo non è certo un fatto negativo...  anzi... perchè la Vita andrebbe vissuta in questo modo da Tutti... quindi il  "NON HO PIU' SOGNI" diventa... sotto certi aspetti... un traguardo... una sorta di prova che il cambiamento in meglio c'è stato... eccome! I progetti poi torneranno... giorno per giorno... e giorno per giorno si realizzeranno perchè si avrà la forza giusta per farlo.
Per poter dire di "aver cominciato a capire" qualcosa della Vita però bisogna  essere consapevoli di ciò che della Vita è la caratteristica... il continuo conflitto dei contrasti.
A tale proposito risulteranno significativi alcuni versi di Romano Battaglia, tratti dal suo libro, "Notte infinita"...

    Nella Vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia,
    ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore,ci sono giorni pieni di lacrime;
    ma poi ci sono giorni pieni d'amore che ci danno il coraggio
    di andare avanti per tutti gli altri giorni.

E' quindi sempre "Amor che muove il Sole e l'altre stelle" come diceva il "Divin Poeta"... ed è l'Amore che in Noi deve agire perchè nella capacità di farne dono troveremo il modo di  superare qualsiasi difficoltà... comunque di "sentirci bene".

sabato 12 novembre 2011

Veramente "il tradimento" della lavatrice m'aveva alquanto disturbato e piuttosto innervosito e, in un primo momento avevo pensato pure di non uscire... rinunciare. Ma a che cosa sarebbe servito restare a casa in contemplazione  di una macchina che m'aveva  girato le spalle ovvero ... il cestello? Così mi sono precipitata per le scale giusto in tempo per veder arrivare davanti casa mia l'autobus n. 11... Trafelata mi son sbracciata...l'autista, bontà sua, si è fermato.
Durante il tragitto per l'ospedale continuavo a... pensare a quell' "accidente"... pensavo soprattutto al bucato... ostaggio di una lavatrice senza pietà. Prima di scendere avevo telefonato all'Amore della mia Vita per raccontargli che cosa era successo... " E dov'è il problema?" mi aveva risposto, "la rottamiamo e ne compriamo un'altra." "E i panni?" " Buttiamo anche quelli... che c'mport!? "
Devo ammettere che essere circondati da persone "... che c'mport "(ricordate... una delle "mie amiche"?) aiuta molto...è uno sprone notevole a dare la giusta valutazione ad ogni cosa, però... nonostante questo... "No... mio caro... ai panni non rinuncio! E poi... ci sono le tue camicie nuove..." "Beh... se ci tieni tanto alle mie camicie... Dai... stasera risolviamo il problema... basterà mettere fuori il cestello... Porto a casa gli attrezzi, le chiavi speciali... vedrai... salveremo almeno i panni." Meno male... pensavo... bisogna solo aspettare a stasera... Ma il bello doveva ancora cominciare...
A sera... armati di tutta la buona volontà... mio marito con i suoi attrezzi speciali ed io con la massima pazienza... siamo partiti al recupero della biancheria perduta... Iniziava così il braccio di ferro con la macchina infernale. Ad una ad una le viti venivano via, palesandosi più numerose del previsto... Quando credevi che fossero finite ne spuntava subito un'altra... mimetizzata... quasi a farti un dispetto... E poi... bulloni su bulloni... Ma quanti bulloni può avere una lavatrice? In breve tempo ci siamo trovati con innumerevoli viti sparse un po' dovunque...sulla mensola sotto lo specchio... sulla scarpiera... sul pavimento. Tutto intorno i pezzi sparpagliati... in disordine... ormai inassemblabili. E del cestello? Neanche l'ombra... Sembrava  sigillato... chiuso in una cassaforte.
Alla fine il compagno della mia Vita non c'ha visto più e ha cominciato a prenderla a martellate... la lavatrice... poi ha tagliato i fili... ha girato e voltato quella carcassa con la forza della disperazione... e ad un certo punto... quando non ci credevamo ormai più... il cestello ha ceduto... è venuto fuori... e ha rassegnato le dimissioni.
Aveva cercato di resistere... forse per ottenere un'altra possibilità... ma come potevamo concedergliela dopo quello che c'aveva fatto?

venerdì 11 novembre 2011

Si può essere addirittura "felici" dopo aver smontato una lavatrice e non essere riusciti a rimontarla?
Ebbene sì! E' ciò che... a giusto diritto... sento di affermare alla fine di una giornata travagliata... faticosa... "distruttiva" nel vero senso della parola.
E pensare che oggi il bucato non era in programma! Ma chi me l'ha fatto fare?! La lavatrice non era neanche tanto piena, poi... sono bastati un asciugamano... un pigiama e due tovaglioli ... che mi son detta, meglio oggi... domani ci saranno anche le lenzuola. E così... posta la biancheria... introdotta la pallina col detersivo... ho chiuso il cestello che nella mia lavatrice "si apriva" (ei fu...) dall'alto. Dopo neanche cinque minuti un rumore di ferraglia ha fatto sobbalzare non solo me ma anche la piccola Biù Biù che dalla cuccia si è fiondata a razzo sotto il letto. Ma che diavolo stava succedendo? Sono corsa in bagno mentre la lavatrice eseguiva il terzo giro "della morte" perchè dopo di questo... inesorabilmente... impietosamente s'è bloccata.
Che cosa potevo fare? Panico!... Dapprima ho staccato la spina, poi ho aperto lo sportello, e a questo punto... Panico Totale! Perchè l'apertura del cestello non si vedeva proprio... era rimasta in basso... incastrata non so dove. Ho cercato di far girare manualmente tutto quel complicato marchingegno, ma l'impresa s'è manifestata subito titanica se non addirittura impossibile. Come avrei fatto a riportare "alla luce" il mio bucato? Sarei riuscita nel mio intento o avrei dovuto rassegnarmi... rinunciare a lavatrice e... tutto il resto?
Dopo sconsolati tentativi andati a vuoto s'era fatto comunque tardi... Dovevo andare... sbrigarmi... altrimenti avrei perso l'autobus, e per me sarebbe stato oltre il danno  anche la beffa...

giovedì 10 novembre 2011

C'era vento stamattina e di quelle foglie ormai è rimasto un tappeto "a chiazze"...
La situazione è cambiata da un giorno all'altro e non certo per mano dell'Uomo.
Però un po' mi dispiace non udire più il mio passo andare al ritmo del crepitio delle foglie... mi teneva compagnia.
Pensavo a questo quando oggi passavo sotto i tigli quasi spogli... e una foglia, divenuta assai leggera, volteggiando silenziosa è andata a posarsi sulla mia spalla... forse per ringraziarmi... Chissà..
Camminavo svelta verso la fermata... Ultimamente succede che l'autobus arrivi addirittura in anticipo o come alternativa non arrivi proprio... perciò conviene giocare sul tempo per non rimanere beffati. Camminavo in fretta... poi ho aspettato davvero molto poco ed è arrivato... un minuto prima. Una volta su... dopo essermi accomodata... ho chiamato Valeria al telefono. Francesco era partito ieri... è andata a trovarla... ed io ne ho approfittato per mandarle un altro carico di "provviste". "Mamma... tutto ok... sono arrivati entrambi illesi... lui e il mio carico" ed io ho tirato un sospiro di sollievo... conoscendo mio figlio, la sua distrazione e soprattutto il contenuto del bagaglio.
Intanto ero arrivata là dove vado ogni mattina...
Il vociare alternato a brusìo mi ha richiamato  verso una delle stanze e vi ho trovato a raccolta un bel po' di "amiche", tra cui quella operata di recente per l'espansore scoppiato ed un'altra che avevo visto da diverso tempo ma che solo oggi mi ha raccontato la "sua" storia... straordinariamente simile alla mia e a quella di tante altre.
Ah...da non dimenticare perchè è importante... questa amica porta ancora l'espansore... e sono tre anni! Quindi a giusto merito rientra nel nostro gruppo, "Quelle che... dall'espansore non vogliono mai separarsi". Quanto ha raccontato... di sè... della sua famiglia... della malattia... e quanta forza ancora una volta è venuta fuori! Ma il cancro non sarà mica "una cura ricostituente" per il carattere?
Tutta di fretta è giunta anche "la più bella paziente con la bandana"... "Oh... la mia bella signora..." così a me s'è rivolta con un grande sorriso... Ognuna ha visto "il bello" nell'altra... e sicuramente non di bellezza esteriore si trattava.

mercoledì 9 novembre 2011

I tigli davanti alla mia casa stanno perdendo le ultime foglie... secche ed ingiallite cadono piano sul marciapiedi che ormai non si vede più... coperto da un unico ed uniforme tappeto dalle mille sfumature dal giallo al marrone bruciato.
Stamattina ci camminavo su mentre andavo alla fermata dell'autobus e mi piaceva quel crepitio sotto le scarpe, tanto simile a quello del fuoco appena acceso... mi piaceva anche quel profumo di umido... inebriante.
Ora anche le foglie accartocciate mi son amiche... L'anno scorso un mucchietto posto a caso a coprire una piccola buca sotto il marciapiedi  mi aveva causato la slogatura ad una caviglia... le avevo odiate quelle foglie traditrici perchè avevano messo a nudo la mia già tanto provata vulnerabilità. Ma adesso tutto assume un aspetto diverso... anche l'Autunno con le sue foglie morte...
Credo che sia giusto imparare ad osservare ogni cosa da un'angolazione diversa... così s'affina il senso critico e si segue anche la voce del Cuore... Perchè in questa Vita nulla è assoluto o uguale a se stesso.
"Che è successo ieri... hai fatto sciopero?" mi è stato detto scherzosamente stamattina quando sono arrivata in reparto... "Certo che no... ho fatto solo la... vice nonna", ho risposto in maniera altrettanto scherzosa, e poi ho cominciato a sbirciare nelle stanze...
Oggi... mercoledì  faceva terapia l' "amica che non aveva la compagnia neanche di se stessa" ed ora l'ha ritrovata quella se stessa che le mancava... e c'era pure "la più bella paziente con la bandana" ... entrambe finalmente hanno smesso ciò che nascondeva la loro testa alla vista altrui ma anche alla luce del sole... la prima, la parrucca... la seconda, la bandana. Averle riviste così mi ha dato molta gioia... ha ricreato "il mio momento" quando feci la stessa cosa, riportando me stessa alla Vita... perchè nulla è assoluto nè uguale a se stesso.
Con loro... le "mie amiche"... oggi ci siamo chieste... ma il Paradiso... ci sarà davvero? Tante volte anche da sola mi sono posta questa domanda. A me non piace molto immaginare, anche perchè credo che quella parte di Cielo non sia un luogo ma una condizione... uno stato dell'anima... E poichè non voglio aspettare tanto a lungo per essere "felice" e quindi "beata"... mi creo ora... in questa Vita, fatta di fisicità e cose concrete, il mio angolo di Paradiso. M'impegno ad essere in pace con me stessa... serena... e poichè questo stato di beatitudine mi viene donato dal pensare poco ai "miei accidenti", voglio continuare così... camminando insieme... accanto a "quelli che per me contano".

martedì 8 novembre 2011

In quest'ultimo periodo attraverso l'esperienza ho imparato che quando le situazioni... gli eventi si susseguono a ritmo incalzante facendomi pressione, immediatamente sopraggiunge qualcuno  o qualcosa a darmi una mano per... girare pagina.
Ed ecco un altro modo di raffigurarsi la Vita...
Un lungo racconto... forse un romanzo... diviso in Capitoli... Paragrafi... costellato di asterischi cui fare spesso riferimento.
E così dopo l'interrogativo di ieri che poneva il dubbio su Chi muovesse i fili delle nostre esistenze e perchè... oggi un "asterisco" mi ha fatto tornare indietro di molti ma molti "capitoli".
Mi son trovata in braccio un bambino... un neonato... ed è stata una gran gioia per il cuore. E l'umore bigio... l'ansia di un Domani... la consapevolezza di lasciarsi andare... si sono messi da parte... da soli come per magia... o forse per volontà di Chi fa sì che siamo noi alla fine a dover scegliere.
Ieri sera aveva telefonato mia nipote... la mamma del "piccolino" nato poco più di un mese fa... mi aveva chiesto se potevo accompagnarla ad una visita oculistica... con sè portava il bimbo e occorreva qualcuno che badasse a lui mentre lei era impegnata. Mentalmente mi sono organizzata... e poi sì... per me andava bene... oggi... alle 10,30 sarei stata all'appuntamento. Così è stato... e mentre mia nipote era all'interno dello studio medico io ero fuori accanto alla carrozzina con "il piccolino" che dormiva. La sua mamma era stata chiara... se si fosse svegliato avrei dovuto dargli il biberon... assolutamente... per evitare l'arrivo dello staff del Telefono Azzurro, "... perchè zia, quando comincia a strillare... semina il panico!" OK... le avevo detto prima che andasse a visita... ed ero rimasta là... in piedi... a guardarmi intorno e all'interno della carrozzina... ogni tanto... per assicurarmi che "il piccolino" dormisse quieto.
Non è passato molto che ha cominciato a stiracchiarsi... a farsi tutto rosso... a mostrare la lingua per poi dare libero sfogo ai virtuosismi delle sue corde vocali. L'ho preso allora in braccio... gli ho posto al collo il bavaglino e in bocca il biberon. Neanche dieci minuti dopo aveva bevuto tutto il contenuto... continuava ad agitarsi ed io ho preso a cullarlo. E lo cullavo... cullavo con tanta naturalezza che mi sembrava di non aver mai smesso di farlo da 26 anni a questa parte... ed ho pensato che cominciare a trattare coi bimbi è come prendere la patente di guida... fai pratica... diventi tanto brava. Poi il tempo passa... puoi anche non "guidare" per molto ma non dimentichi ... basta poco e ti senti di nuovo sicura "al volante". Proprio così anche con i "piccini"... ricordi subito come si fa ed è immediatamente poesia.
"Eh sì... la signora! Vedi come lo culla... le nonne sono tutte uguali... li viziano 'sti nipotini..."Un signore anziano ha commentato con un altro guardandomi... Mi aveva preso per la "nonna" del "piccolino"... ed io in cuor mio ho replicato... magari... magari lo fossi stata.
Il desiderio più grande di questa mia nuova Vita.

lunedì 7 novembre 2011

Quando credi di essere cresciuto... ti accorgi che non lo sei abbastanza perchè ti rendi conto di quanto sia difficile crescere.
In realtà non si smette mai... La Vita, infatti ha la peculiarità di proporre sempre momenti critici... o di crisi... o meglio di scelte. Che poi di scelte libere proprio non sono perchè "Tutto va come deve andare e non può diversamente". A Noi non resta altro che assecondare ciò che accade... non con rassegnazione... ma adattandocelo... come un vestito su misura... come una seconda pelle.
Per quel che mi riguarda... se torno indietro ai miei sogni di ragazza... rivedo come avevo immaginato sarebbe stata la mia Vita futura... tratteggiata e poi dipinta con lunghe pennellate di colori... dai tenui e delicati pastello agli accesi e vivaci carminii. Pian piano però il quadro dell'esistenza mia è andata modificandosi da quell'idea iniziale... Più pittori vi hanno messo mano... ognuno con una tendenza diversa... e sono stati i casi della Vita.
Mi era sempre piaciuto studiare... avrei voluto insegnare... mi passò l'intenzione... e questa fu nient'altro che una mia scelta.
Avrei voluto lavorare... realizzarmi professionalmente... preferii essere moglie e madre...e anche qui fui io a scegliere.
A causa del lavoro di mio marito... mi presi cura dei figli praticamente da sola... mi abituai alla sua "non presenza"... però allora la scelta non fu la mia.
Guardavo i miei bambini crescere... li seguii nei loro studi man mano che andavano avanti... sognavo per loro un futuro simile al mio ma con qualcosa in più... Ora li vedo fare delle scelte, prendere delle strade completamente discordanti da ciò che un giorno pensavo. Ad essi nulla rimprovero... magari a me stessa, qualcosa sì... l'aver preteso di poter scegliere per loro.
Adesso... con il compagno della mia vita stiamo per tornare Noi due soli... alle soglie di una pensione che "pensavamo" non dovesse... non potesse arrivare mai... e invece è alle porte tanto è vicina.
E questa volta mi viene da chiedere...Chi mai sta scegliendo per Noi?

domenica 6 novembre 2011

Ero senza parole ed ancora una volta mi rendevo conto di quanto a volte la realtà superi la fantasia...
Oppure è il contrario... è la fantasia che rielabora le situazioni reali in immaginazione?... In entrambi i casi si arriva all'assurdità degli eventi... Uno di questi l'avevo vissuto in prima persona quando mio padre ed io ci eravamo ammalati della stessa malattia... il cancro... nello stesso periodo. Da allora... da quella situazione ai limiti del paradosso tutto avrebbe preso un corso diverso... la Vita stessa... come un treno sugli scambi.
A pensarci... questo voler raffigurare la Vita come un treno m'era venuto in mente tempo prima... quando era venuta a mancare mia madre... forse per trarne motivo di conforto... chissà?!
L'esistenza di ognuno inizia dapprima con pochi passeggeri... essi aumentano via via che s'attraversano le stazioni... portano i loro bagagli, diversi per colore e grandezza... bagagli che comunque portano peso. Avanza di continuo... sotto la sferza impietosa delle intemperie... nella tranquillità della stagione mite... col caldo torrido dell'insofferenza. Su questo Treno della Vita... il Viaggio... breve o lungo che sia... s'arricchisce di conoscenze ed esperienza... vede momenti di tristezza e di felicità. Va avanti... cullato dall'andatura regolare... poi succede... era previsto sul percorso un deviatoio... e cambia direzione... su un altro binario verso la sua meta. Questa però non è la stessa per tutti i passeggeri... qualcuno scende prima e se ha lasciato anche un piccolo segno del suo interagire... resterà l'alone della sua presenza... il posto vuoto, ma difficile da occupare...
Tutto questo mi torna nel pensiero ricordando cosa è stata... cosa è divenuta la mia Vita dall'avvento del tumore fino ad oggi...
Ho incontrato... incontro ogni giorno tante persone che diventano miei compagni di viaggio...
Insieme percorriamo un tratto, poi qualcuno scende e non lo vedo più... ma di lui mi resta qualcosa... una caramella... un crocifisso... una preghiera o anche un semplice ritaglio di carta con un numero di telefono... sempre qualcosa.
Arrivano altri compagni su questo Treno della Vita e il Viaggio continua... da oggi... fino a quando?

sabato 5 novembre 2011

Ne avevo già parlato di quanto fosse riservata... lei... donna straniera di nazionalità rumena...
S'era fatta notare per la tristezza che le velava gli occhi e il voler stare da sola in compagnia dei suoi pensieri. Poi un giorno... un abbraccio... un piccolo dono e s'era fidata, così aveva cominciato a parlare di sè ma limitatamente alla sua vita del momento. Il che sarebbe bastato... poteva bastare se non le fosse stata rivolta una domanda, "Ma come mai sei in Italia  e in questa città?" "Perchè mio figlio lavorava in un paese vicino..." Un figlio! La "nostra amica" aveva un figlio... e chi mai l'avrebbe immaginato...sembrava talmente giovane... "Veramente di figli ne ho quattro... tre maschi e una femmina... più tre nipoti." Addirittura... nonna! E non c'è che dire... una nonna giovanissima. "Sì... insomma... una nonna giovane con tutti i capelli bianchi!" aveva replicato allora con un sorriso...
E poi..." E tuo marito dov'è? Perchè un marito... c'è... vero?" A questo punto ha fatto spallucce, come per dire... boh!... e la situazione... la sua condizione ha cominciato ad assumere connotati più precisi...
"Sono scappata da Romania perchè marito mi picchiava... beveva tanto e poi mi picchiava. Sono scappata da casa e un autista che conoscevo mi ha accompagnato fino a Vienna... dai confini con la Serbia a Vienna. Qui ero sola, senza lavoro e disperata... ma un giorno incontrai una signora che s'impietosì... Mi diede da mangiare... da vestire ed anche un lavoro... Ma mio figlio che era qui ha voluto che andassi da lui e così ho fatto... ho trovato qualche lavoretto, un'abitazione... fino a quando mi sono accorta di essere malata  e tutto è diventato più difficile."
Mentre diceva così gli occhi le si sono riempiti di lacrime. " Poi penso sempre al figlio che è rimasto lì... in Romania con il padre. Ha solo undici anni... ed io non lo vedo da due... Ma quando starò meglio ho intenzione di rapirlo e portarlo via con me... non ci troveranno mai."
Mentre "la più bella paziente con la bandana" così parlava, Tutti ci guardavamo negli occhi... nessuno osava replicare, neppure sentendo parlare di "rapimento", di un reato... d'altra parte come si poteva rispondere a tanta sfortuna e sofferenza? Poi... s'era aggiunta anche la malattia... così particolare... dalle cure difficili... e lei s'era ritrovata da sola. Aveva risentito di tutti gli effetti collaterali della chemio... ne era uscita distrutta nel fisico e nell'anima.
Ora il Futuro le si presentava ancora più difficile del Passato...
Per la prima volta, io... ero rimasta senza parole.

venerdì 4 novembre 2011

"Alla marmellata... sono terminati... solo crema e amarena?! Che cosa vuole?" La domanda così posta... "imponeva" una scelta... quindi ho scelto, "Crema e amarena... grazie!"
Così anche oggi ho trasgredito... ma niente paura... non sto scivolando lungo la china della perdizione alimentare... solo... oggi avevo un altro esame per il follow up... RX toracico... sempre di buonora... sempre senza aver fatto colazione. Il recarmi al bar dopo ogni controllo per l'espressino e il cornetto è diventato perciò un modo per coccolarmi... premiarmi... un'altra occasione in più. Ma da domani... giuro... torno al "mio" yogurt.
Alle 9 avevo terminato sia l'esame che la colazione, così  sono salita su... al terzo piano. Non appena mi hanno vista entrare hanno lanciato uno sguardo all'orologio, "Che succede? Oggi fai lo straordinario?" "Beh, sì..." ho risposto, "però non temete... non mi farò pagare di più per questo" e poi sono andata a sedermi tra il buon umore generale.
Anche il "mio amico dagli occhi azzurri come il cielo" oggi era assai contento... "Sai... mia figlia partorirà il 7 dicembre..." "E per questo allora che sei così allegro! Il nome per la piccola, l'hanno scelto?" "Certo... l'ha scelto il fratellino... si chiamerà Daniela. Non vedo l'ora che arriva quel giorno". E il "mio amico" in quel momento... per un momento ha dimenticato perchè si trovava lì, e soprattutto perchè si trovava un giorno dopo... cioè per il calo dei globuli bianchi... "A causa di quella puntura che ho fatto ieri... madò... come so' stato male... i dolori alle ossa e poi... la febbre." Ma era la reazione naturale a quel farmaco destinato a rimetterlo in sesto per la chemio... e comunque oggi era lì... seduto a chiacchierare e a sorridere. Poi ha potuto fare l'infusione...io gli ho tenuto compagnia ed il tempo è passato in fretta... molto in fretta.
La mattinata volgeva quasi al termine quando è arrivata "la più bella paziente con la bandana"... oggi vestita di rosa... oggi propensa a raccontarsi...
Tassello dopo tassello è venuta fuori di lei una storia assurda... triste... tanto da sembrare "fantastica"... frutto di fantasia...

giovedì 3 novembre 2011

Che gli Angeli passati di qui ci sono sempre accanto... oggi... ne ho avuto  prova.
Ero andata per un chiarimento riguardo l'esame fatto ieri... Il reparto in questione è alquanto distaccato dai luoghi da me di solito frequentati... quando ho incontrato per caso uno dei figli di un "amico" che non c'è più, "Giovanni... all'anagrafe".
Era stato nei miei pensieri tutto il giorno...
Con Lui  e Sua moglie s'era creato un legame in tre mesi così forte che sembrava ci conoscessimo da sempre e tale che chiedesse di me persino prima di entrare in coma. Quando me l'avevano detto ero rimasta basita... Possibile... non avrei mai creduto potesse essere possibile. Eppure era stato così... per quella forte affinità che porta all'unione nella sofferenza.
Quando era venuto a mancare c'ero rimasta male... anche se si sapeva... quasi lo si auspicava... Poi... perchè il corso naturale degli eventi lo impone... avevamo Tutti, la Sua famiglia ed io, ripreso a guardare avanti.
Questo era successo nello scorso mese di maggio... Nello stesso periodo... a breve distanza l'una dall'altra erano andate via anche... "il Mio Angelo Gemello" e "Posso sedermi qui... vicino?"... due amiche straordinarie per determinazione e dolcezza.
Devo dire che per quelle tre perdite così ravvicinate eravamo rimasti turbati un po' Tutti ... lì... al reparto di quel terzo piano. Sembrava avessimo preso visione di un bollettino di guerra... tre sconfitte... una dopo l'altra. Ad un certo punto "il Dottore" e le "amiche infermiere" avevano temuto per me... "Dobbiamo proteggerti... non devi farti coinvolgere... è ancora troppo presto per considerarti forte... resistente a tutto questo." "Ricorda", m'aveva detto un giorno "il Dottore", "... non tutte le ciambelle riescono col buco". Ed io gli avevo dato ascolto... avevo riflettuto. E' vero... non tutte le ciambelle riescono col buco... ma la colpa non è di nessuno... è pura casualità e per questo... di certo non è che le ciambelle non si fanno più... Si continua... si va avanti e si spera... insistendo... combattendo...
Stamane di questo abbiamo parlato io e il figlio di quell'amico caro... di quell'Angelo... che, sicuro promotore dell'incontro mi ha fatto sentire forte e chiara la Sua presenza... perchè io possa dire in certi momenti... con Dio, qualcun altro... lassù mi ama.

mercoledì 2 novembre 2011

Oggi... giornata d'intensa emotività...
E' iniziata di buon ora con il controllo previsto, l'eco addome completo... Essendo arrivata con largo anticipo mi è stato assegnato il numero 1... quindi ho cominciato ad attendere che mi chiamassero ed intanto continuavo a... bere come mi era stato detto di fare la volta precedente. L'attesa non è stata affatto lunga tanto che temevo di non aver bevuto abbastanza... scarso mezzo litro a confronto di un litro intero! In realtà il dottore in seguito mi ha detto che avrei potuto tranquillamente non bere... ovvero non era determinante per il buon esito dell'esame. Mah! Come al solito mai due pareri concordi... così... tanto per non farci perdere il "disorientamento".
Comunque... per fortuna... alla fine... ancora una volta... per questa volta... TUTTO A POSTO! E la gioia è stata grande...
Essendo a digiuno dalla sera precedente sono andata a fare colazione al bar... espressino e cornetto... Non facevo questo da un'eternità e... devo dire... ho provato anche una grande soddisfazione... Poi sono salita in reparto...
Non appena ho aperto la porta ho visto il corridoio super affollato... delle due file  di sedie neppure una libera.
Era d'aspettarselo... oggi si sono ritrovate insieme le terapie di tre giorni! Ed io mi sono ritrovata con gli "amici di sempre"... tutti insieme... una felicità doppia... tripla...
La "mia coetanea", l'"amica dalla saggezza della buona terra", "Ma che c'mport"... ed altre vecchie e nuove...
Mi sono sentita come un'ex alunna in visita alla sua vecchia scuola dopo diverso tempo... un misto di nostalgia, ostentata sicurezza... e disinvoltura di chi è già passata per "quei banchi" e dimostra che, dopo tutto "quel diploma non è difficile da conseguire". Già... un diploma di maturità  che non m'aspettavo di prendere così in fretta. E a proposito di questo, stamane mi sono rivista con una mia giovane amica... una delle prime... dei tempi in cui faticavo per quella "maturità"... "la prima Rosa... la più bella"... che oggi era ancora più bella perchè finalmente sta rifiorendo con la Sua rinascita.
Abbracci...sorrisi e ricordi...
Poi... tanti pensieri rivolti ad altri che non ci sono più... e non solo perchè è il 2 novembre. Il ricordo è andato e va ancora... a quegli Angeli senza ali che di passaggio su questa Terra hanno lasciato orme per dare senso alla Vita altrui.

martedì 1 novembre 2011

Ho preparato già tutto stasera per domani....
La "mise" che indosserò compresa una delle mie tante sciarpette "copri-espansione"... la più adatta per colore... e tutte le "scartoffie" che mi porto dietro ogni volta che ho un esame.
La "dieta" priva di scorie... per tre giorni... ho fatto anche quella... Ora speriamo bene!
Ah... dimenticavo... da parte ho aggiunto anche qualcosa da sgranocchiare... da condividere con i "miei amici"... dopo che avrò finito... perchè domani si ritorna là dove vado ogni mattina e spero di andarci con un'altra vittoria in pugno. E quindi si deve festeggiare... no?!
Quattro giorni sono stati davvero tanti... mi sono mancati un po' Tutti... quelli che per me "contano". Comunque a qualcuno ho anche telefonato... all'amica "Ma che c'mport" che aspetta che io la chiami ogni domenica... a "Tutta bianca" cui avevo promesso di farlo trascorso un po' di tempo... e alla "Mia coetanea" che sento particolarmente vicina per ovvie ragioni.
"Ma che c'mport"  vive quest'avventura da quasi dieci anni... è straordinaria... conclude ogni discorso, anche quello più coinvolgente riguardante la malattia, sempre allo stesso modo... appunto... affermando d'infischiarsene di tutto e invitando a fare altrettanto. Ogni domenica quando la chiamo... di solito intorno a mezzogiorno... se al telefono risponde suo marito, la sento chiedere, "Ma chi è... Maria?" ed è subito pronta ad afferrare la cornetta e raccontarmi la prima parte di quella sua giornata che poi risulta essere uguale alla settimana precedente...
In particolare mi fa più che sorridere quando parla della caccia senza prede di suo marito... che torna a casa puntualmente col fucile in spalla e una busta piena di... verdura... perchè in mancanza di uccelli ( e meno male... penso io)... meglio quella che niente. "Ma no... non si può vivere più... il fatto è che ci sono gli assassini (perchè i cacciatori che cosa sono?)... mettono il veleno dappertutto e fanno morire quei poveri "passarill"!" Eh già... perchè altrimenti avrebbero vita lunga! E quel suo modo di esporre una tesi che non si capisce se animalista o pro caccia  mi trascina ai limiti dell'ilarità, anche perchè lei stessa non si risparmia a risate. Ride e ride spesso e volentieri...
Eppure quando fa terapia proprio bene non sta... per i quattro giorni a venire starebbe sempre su un divano... e l'appetito non è granchè...le basta un piatto di pasta o forse le avanza. Ma dopo... con le forze torna anche il buon umore... e allora... "Ma che c'mport!"