agosto

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sabato 5 novembre 2011

Ne avevo già parlato di quanto fosse riservata... lei... donna straniera di nazionalità rumena...
S'era fatta notare per la tristezza che le velava gli occhi e il voler stare da sola in compagnia dei suoi pensieri. Poi un giorno... un abbraccio... un piccolo dono e s'era fidata, così aveva cominciato a parlare di sè ma limitatamente alla sua vita del momento. Il che sarebbe bastato... poteva bastare se non le fosse stata rivolta una domanda, "Ma come mai sei in Italia  e in questa città?" "Perchè mio figlio lavorava in un paese vicino..." Un figlio! La "nostra amica" aveva un figlio... e chi mai l'avrebbe immaginato...sembrava talmente giovane... "Veramente di figli ne ho quattro... tre maschi e una femmina... più tre nipoti." Addirittura... nonna! E non c'è che dire... una nonna giovanissima. "Sì... insomma... una nonna giovane con tutti i capelli bianchi!" aveva replicato allora con un sorriso...
E poi..." E tuo marito dov'è? Perchè un marito... c'è... vero?" A questo punto ha fatto spallucce, come per dire... boh!... e la situazione... la sua condizione ha cominciato ad assumere connotati più precisi...
"Sono scappata da Romania perchè marito mi picchiava... beveva tanto e poi mi picchiava. Sono scappata da casa e un autista che conoscevo mi ha accompagnato fino a Vienna... dai confini con la Serbia a Vienna. Qui ero sola, senza lavoro e disperata... ma un giorno incontrai una signora che s'impietosì... Mi diede da mangiare... da vestire ed anche un lavoro... Ma mio figlio che era qui ha voluto che andassi da lui e così ho fatto... ho trovato qualche lavoretto, un'abitazione... fino a quando mi sono accorta di essere malata  e tutto è diventato più difficile."
Mentre diceva così gli occhi le si sono riempiti di lacrime. " Poi penso sempre al figlio che è rimasto lì... in Romania con il padre. Ha solo undici anni... ed io non lo vedo da due... Ma quando starò meglio ho intenzione di rapirlo e portarlo via con me... non ci troveranno mai."
Mentre "la più bella paziente con la bandana" così parlava, Tutti ci guardavamo negli occhi... nessuno osava replicare, neppure sentendo parlare di "rapimento", di un reato... d'altra parte come si poteva rispondere a tanta sfortuna e sofferenza? Poi... s'era aggiunta anche la malattia... così particolare... dalle cure difficili... e lei s'era ritrovata da sola. Aveva risentito di tutti gli effetti collaterali della chemio... ne era uscita distrutta nel fisico e nell'anima.
Ora il Futuro le si presentava ancora più difficile del Passato...
Per la prima volta, io... ero rimasta senza parole.

8 commenti:

  1. Che tristezza,ma davvero tanta per questa donna così sfortunata.Ma sono sicura che la tua presenza le sarà di tanto sonforto.
    Davanti a queste situazioni di vita dobbiamo ringraziare non una ma mille volte il Signore di averci donato così tanto nella nostra vita.
    Un abbraccio fortissimo mary e che sia una buona domenica
    Pinuccia

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  2. Non cè peggio al peggio! Questo mi fa rammentare che esseri molto più fortunati di quell'anima torturata, si lamentino. Si..si lamentino fino a torturare se stessi e gli altri. Ogni tanto fa bene all'animo sentire queste storie ed ora io vorrei solo avere il potere di spostare quella malattia da quell'anima ad un'altra che se la meriti. Buona giornata Mary un abbraccio a tutto il gruppo.

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  3. Affrontare una malattia cosi' dura da sola deve essere terribile.....Spero che un giorno questa signora riesca ad abbracciare il figlio piccolo che abita lontano....questa storia ci deve far capire che non ci dobbiamo mai lamentare perche' c'e' sempre chi sta peggio di noi.Buona domenica Mary!
    Cri.

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  4. Lamentarmi per ogni cosa che non va... davanti a questi drammi. Non posso, non voglio, devo cambiare... Aiutare questa povera donna, ma come? Regala un abbraccio da parte mia, cara Mary, ti ringrazio...
    Ale

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  5. Sempre guardarsi indietro... Pinuccia... questo si deve... e notando finalmente la Fortuna che assiste, arriva spontaneo il desiderio di spartirla... che ognuno ne abbia un po'.
    Col cuore... un abbraccio,
    Mary

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  6. Galadriel cara... io credo che nessuno... chi per un verso chi per un altro... meriti di soffrire... piuttosto è opportuno non lamentarsi mai... come giustamente affermi anche Tu. Tutto ha un senso, anche se a volte è incomprensibile alla mente umana... e per questo anche il Dolore, anch'esso ha un significato ben preciso.
    Un grande abbraccio,
    Mary

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  7. Lo spero tanto anch'io... cara Cri.
    Oltre il danno per Lei c'è stata anche la beffa... la lontananza del figlio e in più la malattia. Ma bisogna essere fiduciosi... e Lei... ti assicuro... è carica di quella speranza che sola sa dare forza e volontà ad andare avanti senza mai abbattersi.
    Grazie cara, per tutto.
    Un bacio,
    Mary

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  8. Certo... Ale... cambierai... perchè in cuore Tuo sai come fare per stare meglio.
    Ora è solo un momento... magari un po' toppo lungo... ma passerà.
    Piangersi addosso non solo non serve a niente ma dà tanto tanto dolore... fisico... mentale.
    Getta via la veste oscura che hai indossato fino ad ora e metti su quella variopinta... la più bella per andare incontro al Futuro che Ti aspetta.
    Un abbraccio... esclusivo... solo per Te... Amica del Cuore,
    Mary

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