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sabato 4 ottobre 2014

COME PIERROT


Nel raccontare la mia "storia" ricordavo come mi avesse guardato quella vicina dopo la mastectomia. Quasi "delusa" indugiava lo sguardo sul lato destro del mio seno, preparandosi alla "pietà" che il caso imponeva. Guardava e scrutava... distratta dall'"impegno" perdeva perfino il filo del discorso.
Non vide niente di strano perché io la mia strategia l'avevo trovata, e da quel giorno in poi si limitò a salutarmi dal suo balcone con un cenno di mano.
Poiché poi con questa malattia non si sa mai, non si può mai dire... ed essendo nota la mia "avventura" a tutti quelli che mi conoscevano, successe ( succede ancora, però meno di frequente ) che gli "sguardi indagatori" non finirono.
All'inizio non capivo perché mi guardassero sempre negli occhi.
Con il tempo mi fu chiaro... volevano scorgervi il coraggio o la paura, ignari che l'uno non può essere senza l'altra.
Sono infatti due facce della stessa maschera.
Le lacrime e il sorriso di un fragile Pierrot.

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