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lunedì 22 luglio 2013

La prova del 9

Il cancro mi ha ridato identità e dignità.
Sono due giorni che mi pare di leggerlo ovunque... sentirlo ogni momento.
E mi torna in mente quando all'inizio della mia "storia" rientrai in possesso del mio cognome... me lo fece notare mia figlia che mai avrebbe messo da parte il suo. Io invece l'avevo fatto nel momento stesso che mi ero sposata, assumendo quello di mio marito. Mi firmavo e presentavo col "nuovo" cognome... me ne beavo a tal punto che si finì col pensare fosse il mio dalla nascita, ed io pur intuendo tutto questo non facevo nè precisazioni nè rettifiche.
Passarono trent'anni e arrivò la malattia e all'appello naturalmente fui chiamata col mio cognome... ricordo che la prima volta esitai qualche secondo prima di alzarmi... in seguito avrei realizzato che da allora in poi più cose sarebbero cambiate. Comunque mi abituai presto... a questo ed altro... con tutti i "consensi informati" che ho firmato...
"Mamma, non sei contenta? Hai ripreso la tua identità...", e in effetti era così, il cancro me l'aveva ridata di bella forza, quasi a voler rimproverarmi di averla trascurata troppo a lungo.
Oggi sono felice di quella che sono...
Sono felice di non farmi schiacciare da "niente" e da "nessuno"... e se dagli eventi imprevedibili  mi difendo minimizzandone la portata, da Chi  non mi capisce e mi attacca, replicando con decisione. Prima però faccio la "prova del 9", rivedo ogni mio gesto ed azione, ripasso i pensieri. Ristabilisco la mia "tesi", ripartendo per "ipotesi" le più assurde possibili... alla fine mi pongo dall'altra parte, accettando per buone le proposte.
Riconsidero tutto, ogni cosa ad una ad una... smontando le assurdità e le prese di posizione, smascherando le falsità.
IO non mi ritengo per niente perfetta... di errori ne faccio ed anche tanti, ma non mi picco mai di essere al di sopra di Tutti e tutto. Mi metto in gioco sapendo di rischiare e mi assumo sempre la responsabilità di quello che faccio.
Non è cosa facile, a volte è doloroso... ma convinta resto che ne valga sempre la pena.

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