settembre

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martedì 23 luglio 2013

Continuare ricominciando

Senza amici i beni di questo mondo sono nulla.  (Seneca)


Quel che gradisco di più quando mi vien fatto un dono, è certamente il biglietto che l'accompagna. Stamattina ne ho ricevuto ancora un altro per il mio recente compleanno... un altro regalo, un fiore profumato, un altro biglietto con una delle frasi più belle e profonde che potessero essermi dirette.
Ho deciso di riprendermi, e come nel gioco dell'oca dopo essere tornata indietro e ferma per un po', ho ricominciato decisa a continuare, almeno fino al prossimo tiro di dadi... poi si vedrà.
E così in reparto, di nuovo ad offrire sorrisi e caramelle... ancora a confrontarmi con tanta e bella umanità.
C'era il paziente più giovane che non ha un capello e che sorride tutte le volte che dico che così è più bello perchè si vedono bene gli occhi... magari, quando tutto sarà passato potrà decidere pure di adottare questo look  a vita. Perchè no?!
E il paziente al Suo primo ciclo... " senti, signora... puoi chiamare qualcuno che qua è finito!?", e poi giù a lamentarsi di quanto sono lente e scorbutiche le infermiere... "e che... mica siamo qua a far villeggiatura!".
Perchè ognuno, soprattutto quando è all'inizio, pensa di essere un "caso" a sè, speciale al massimo e degno di cura somma ed immediata.
 Un po' nervosi... un po' egoisti... tanto spaventati.
Come quel giovane papà... "è la seconda volta che vengo, sono al secondo ciclo... si dice così?", e poi le lacrime, mentre Sua moglie, accoccolata vicino al letto gli teneva la mano e nonostante tutto riusciva a sorridergli, si vedeva bene... non forzatamente. "Non chiedo tanto... vorrei vivere una decina di anni ancora. Come posso lasciarla con due bambini piccoli?"
E poi... la mamma dagli occhi azzurri... "sono tanti anni ormai, e sono stanca. Chiedere di guarire sarebbe troppo, l'ho capito... ma due anni di pausa da tutto ciò, solo due anni... mica sono tanti?"
Il Tempo... per tutti questo tempo che all'improvviso appare a scadenza... si cerca di prendere il possibile, di afferrarne come ladri un "brandello"... eppure prima appariva come interminabile diritto alla felicità.

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