giugno

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venerdì 5 luglio 2013

All'improvviso diversi... incompresi... capricciosi

Mi è capitato di recente durante un "chiarimento" di ripetere per l'ennesima volta... vabbè, perchè mai sto a ripeterlo, Tu non puoi capire!
E di conseguenza, sentirmi rispondere... eh già, è inutile insistere con Te, solo TU sei in grado di capire TUTTO.
E' stato come ricevere uno schiaffo in pieno viso o una risata di scherno, tra dolore vero e proprio ed avvilimento mi sono sentita alla stregua di una presuntuosa smascherata nel momento meno opportuno.
C'ho sofferto e non poco, ed è stata colpa mia.
Gli "eroi per caso" come me, tante volte sono strani... non vogliono essere trattati da malati o ancor peggio "di prossima scadenza", e poi si differenziano da soli, sottolineando una "diversità" inesistente col rifiuto a farsi capire.
Nel libro," Dell'Amore e del Dolore delle Donne" di Umberto Veronesi, riguardo la necessità di non isolarsi e  al contrario comunicare, è così riportato...

"E' un'esperienza dolorosa, ma c'è una cosa importante che si può fare ed è parlare, parlarne, non con chiunque, ma con le persone che sono disposte ad ascoltare e parlare anche di altro, del sole che splende o della pioggia che scende... Ma parlare, non isolarsi, mantenere costantemente contatti con gli altri".

Piangeva stamattina quell'Amica... non l'avevo mai vista così, con un'esperienza di recidiva anche avanzata aveva sempre mantenuto dignità e sorriso. Per questo oggi sono rimasta turbata e non poco, per questo pur essendo sul punto di andare via sono tornata indietro e l'ho accompagnata nella stanza dove avrebbe fatto un'infusione contro l'incessante e ossessivo dolore che la tormentava.
Il male cammina... diceva e le lacrime salivano su e si fermavano negli occhi quasi mancasse loro pure il coraggio. Si è distesa quindi sul letto...
Nella stessa camera c'era un'altra paziente che aveva terminato la Sua terapia... ha cercato di confortarla come poteva, ma si sa... di fronte al dolore, quello fisico... le parole trovano ben poco spazio. Io stessa mi ero limitata a stringerle la mano e farle una carezza ma proprio lieve.
Poi... sempre l'altra paziente, infilandosi le scarpe e sistemandosi il vestito, ha esclamato... "Oh, finalmente... posso tornare dalla mia cagnolina...", di qui, a poco a poco si è cambiato argomento.
Quanto sono di aiuto gli animali domestici soprattutto nella malattia... quanto sono intelligenti... quanto sono cari con il loro amore incondizionato, e ancora... però sono un impegno e ci sono dei veri doveri nei loro confronti... e altro ancora.
Per un attimo ho guardato quell'Amica... non piangeva più e le labbra erano appena atteggiate al sorriso.

2 commenti:

  1. Un post bellissimo che un'altra parola potrebbe rovinare, così mi limito a darti un abbraccio dei miei!
    :-)
    Grazie!

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    1. Un abbraccio che è un "dono" bellissimo in cambio di pochi pensieri.
      GRAZIE davvero ed un abbraccio anche da me.
      Mary

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