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giovedì 8 marzo 2012

Scendevo quelle scale che sarebbero diventate familiari...
Domani... che cosa sarebbe successo domani? Era il pensiero dominante di tutti quella sera mentre ci allontanavamo dal reparto, Chirurgia generale. Il giorno dopo mio padre sarebbe stato operato per un adenocarcinoma al colon... non sapeva tutta la verità, forse l'intuiva, ma l'incertezza consapevole gli consentì di salutarci "quasi allegramente"... a domani!
 Per questo tutti si sentivano un tantino sollevati... Io no! Non potevo... meno di 24 ore dopo avrei saputo l'esito della mammografia, sentivo che sarebbe stata la conferma di un dubbio... e poi c'era anche l'ansia per mio padre. Ma perchè tutto insieme?
Pensavo... mi tormentavo, nulla avrei potuto prima dell'indomani... un 8 marzo.
Sono passati esattamente due anni da allora, e se provo a rivivere il tutto e a rivedere la mia persona nel suo insieme, non mi riconosco. Non la riconosco neanche se vado ancora indietro, ad anni prima quando mai avrei pensato di ammalarmi per un carcinoma mammario.
Timida... timorosa... per niente autonoma avevo rinunciato agli studi universitari gettando vigliaccamente la spugna. M'ero convinta che avrei potuto essere solo moglie e madre... vivere di riflesso all'ombra di un uomo.
Ripensandoci oggi mi viene proprio da ridere...
Troppo tardi per recuperare in un senso... comprendo però quanto, tolto il "peggio", la malattia m'abbia regalato... l'affermazione di me stessa, una sorta di autodeterminazione come persona.
Perchè una donna è prima questo... una persona, con la Sua dignità e la giusta aspirazione di essere apprezzata per se stessa, le Sue capacità e modo di relazionarsi. Basterebbe già questo per gratificarla, se poi c'è il lavoro che la mette al pari di un uomo può ben dire... Vivo per me... Basto a me stessa... per opere e in pensieri.

*"Povera vita, meschina e buia, alla cui conservazione tutti tenevan tanto! Tutti si accontentavano: mio marito, il dottore, mio padre, i socialisti come i preti, le vergini come le meretrici.Ognuno portava la sua menzogna, rassegnatamente.Le rivolte individuali erano sterili o dannose, quelle collettive troppo deboli ancora, ridicole quasi, di fronte alla paurosa grandezza del nostro atterrare."

Una donna può essere moglie e madre ma non deve sentirsi solo tale, finirebbe frustrata e in quanto tale la Sua condizione peserebbe sull'intera famiglia e in particolare proprio sui figli, più deboli e delicati... da proteggere ed amare...

*"... per quello che siamo, per la volontà di tramandare più nobile e più bella in essi la vita, devono esserci grati i figli, non perchè, dopo averli ciecamente suscitati dal nulla, rinunziamo ad essere noi stessi."

**( gli asterischi riportano a brani tratti da "Una donna" di Sibilla Aleramo.)

4 commenti:

  1. Dobbiamo volerci bene tutto l'anno cara Mary.
    Gastroscopia fatta, ho qualche problema nel deglutire... E' stata dura, ma ho superato anche questa... Un abbraccio.
    ale

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    1. Ne sono felice... Amica mia.
      TU sei forte, come forti e determinate sono tutte le donne, comprese quelle che pensano erroneamente di non esserlo.
      T'abbraccio stretta...
      Mary

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  2. Mi dispiace Mary, non sapevo queste cose.. Ti sto conoscendo piano piano e più ti scopro più riconosco quanto tu sia una donna forte e meravigliosa..che ha anche sempre un pensiero e una parola carina per me.
    Buon we carissima

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  3. E Tu sei una dolcissima ragazza che con i Suoi passaggi porta una ventata d'allegria.
    Un bacio, piccolina!
    Mary

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