marzo

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domenica 20 ottobre 2013

la mia storia: un cancro "desiderato"

"...  per non finire mai di essere" - RACCONTA LA TUA STORIA
Una "storia" di forti emozioni, l'ho letta quasi senza prender fiato.
Il "desiderio" della malattia esaudito?... o piuttosto finalmente la "possibilità" concreta di crescere, capire il valore di un sentimento che, se autentico... mai ha da pretendere?

"Non pensavo potesse capitare davvero a me, a me che ero ipocondriaca, che
anche
per un raffreddore restavo a casa per paura di avere la febbre, a me che
ogni
giorno pensavo al tumore per qualsiasi dolore avvertissi, a me con un
fratello
disabile in casa...eppure, una sera, in un momento di profonda tristezza,
ho
chiesto a Dio di farmi venire una malattia per carpire le attenzioni del
mio
fidanzato che non avevo più ormai da tempo...ed eccomi accontentata. A
distanza
di qualche settimana, la scoperta di quel carcinoma al seno sinistro
avvenne in
piena regola senza sconti. Dopo due settimane di incredulità, al via con
gli
esami di ecografia, mammografia e biopsia per cercare di capire la vera
natura
ma dentro di me sapevo già tutto...E così è iniziato il conto alla rovescia
per
il giorno dell'intervento (13 marzo 2013 - giorno della elezione di
papa
francesco), una vera benedizione ma anche l'inizio di una lunga e
travagliata
sofferenza fisica e psicologica. Ho pregato tanto, mi sono riavvicinata al
Signore e sono arrivata a quel giorno con il pensiero di una grazia
(pensiero
da superbi...) e quella grazia ci fu perchè la mattina ero stranamente
tranquilla, non dormivo da giorni, avevo fatto tremila visite e soprattutto
non
avevo mai messo piede in un ospedale da ricoverata, neanche due anni prima
quando, a causa di un brutto incidente stradale, mi ruppi la testa. Tutto
andò
bene, intervento riuscito, cicatrice perfetta, ma di lì a poco mi
aspettavano
altri calvari. Mi fu detto "ora sei sana", ma non era così,
un'altra diagnosi
infausta era pronta su un bel piatto d'argento per me: numerose
metastasi alla
colonna vertebrale e al femore destro...Tutto questo stava proprio
accadendo a
me, un vero incubo come in un film, mi vedevo in terza persona, non ero io
ad
andare in giro tra i corridoi dell'ospedale tra visite ed esami, non
ero io a
soffrire dentro ad un letto di dolori atroci, non ero io a restare sveglia
per
notti intere su un giaciglio che per me era diventato il mio peggior
nemico,
non ero io a essere ogni giorno vestita dalla mia mamma, non ero io a
sentire
la mia schiena spezzarsi in due ogni qualvolta dovevo alzarmi da una
sedia... E
così presto il primario di oncologia mi fece ricoverare nuovamente, a due
mesi
dall'intervento, per approfondire l'origine di questi dolori: ed
ecco l'atroce
scoperta tramite tac e risonanza. Nessuno mi credeva, quasi tutti (eccetto
mio
cugino) pensavano che erano dolori nella mia testa e nulla più, che forse
per
la prima volta volevo attirare l'attenzione su di me...io che ero e
resto una
persona timida e riservata...Ma non è finita qui, l'ultima sera in
ospedale
avviene quello che una persona fidanzata da 14 anni non vorrebbe mai
scoprire:
il tradimento del partner. Una sofferenza dilaniante, straziante, forse
ancora
più forte di quelle scosse elettriche che ti lasciavano impietrita, più
forte
di girare a braccetto nel corridoio di un reparto (poi rivelatosi il più
bello
per le storie di amicizia che nascono tra pazienti e sanitari sempre pronti
ad
una parola di conforto) che mai nessuno vorrebbe metterci piedi nenache per
andare al bagno...ma quella scoperta è stata invece una vera benedizione
perchè
è servita a farmi distrarre dalla malattia, a non pensare a quello che mi
stava
capitando nel corpo....quanti pianti, quante lacrime ma anche tanti
sorrisi,
abbracci e testimonianze di affetto da parte di tanti amici e parenti come
non
avrei mai immaginato...e sono stati tutti loro a tirarmi su, a farmi uscire
dal
baratro in cui ero finita...per quanto mi riguarda, volevo solo morire,
cercavo
la morte perchè la mia vita non aveva più ragione di essere: avevo perso la
salute, l'amore e il lavoro...non restava che uscire di scena e
chiudere il
sipario una volta per sempre...e invece, piano piano, a piccole dosi, tanti
segni e miracoli divini si sono manifestati a me che non credevo più in
nulla,
le mie preghiere erano agitate, dettate dalla più cieca disperazione e dal
più
profondo sconforto...e così ho ripreso in mano la mia vita, sono tornata a
prendermi cura di me, a star bene con gli amici cari, a trascorrere le
giornate
nell'ozio più totale, a chiacchierare con gli amici fino a tarda notte
sotto
lampi, fulmini e saette, ad andare in spiaggia per gustare una notte
stellata
di settembre, a bere succhi e mangiare cornetti al bar con le mie dolci e
tenere amiche, a passeggiare sotto al bel sole cocente, a pregare in una
chiesa
silenziosa...ora sto curando le mie ossa ma la cosa più bella è
riassaporare la
vita come non mai, nei piccoli gesti quotidiani, da un saluto, ad un
abbraccio,
ad un sorriso, ad una carezza...prima avevo tutto ed ero triste, ora ho
perso
delle cose ma sono estremamente serena e finalmente posso dire di toccare
con
mano la gioia di vivere...Bisogna credere che Qualcuno da Lassù rimette a
posto
la nostra vita come i pezzi di un bellissimo puzzle... Cordiali saluti.
Iannina
C. '75

Beh, che altro aggiungere se non che di nuovo come a tanti... l'inquietudine  che precede la malattia, questa stessa che riporta pur nello scombussolamento, ordine e poi pace... e finalmente la "consapevolezza", la serenità raggiunta quotidianamente con le piccole gioie e l'amore per se stessi.

N.B. Invia la Tua storia all'indirizzo e-mail: continuarea@virgilio.it - "... per non finire mai di essere"
LA TUA, LA SUA, LA "NOSTRA" ESPERIENZA... TESSERE DI UN MERAVIGLIOSO MOSAICO

14 commenti:

  1. Per un attimo m'ero spaventata, poi ho capito che era un racconto!
    Un abbraccio e buona settimana ♥

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    1. ... della serie, lellina cara... la realtà supera la fantasia.
      Un abbraccio...

      Mary

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  2. E' il racconto della mia esperienza di vita di questi mesi...un caro saluto! Iannina C. '75

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    1. Mia cara... un'esperienza forte e vibrante che ha saputo trasmettere...
      Che cosa?
      Forza e coraggio...
      Te l'assicuro.
      Vicina con il pensiero... il Cuore e in ogni modo. Come desideri... se lo desideri.
      Un abbraccio...
      Mary

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  3. e quando pensi che sia finita... è proprio allora che comincia la partita. Ti voglio bene Iannina.... che poi dalla tua malattia hai anche conosciuto me.. vogio dire, mica è poco

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    1. Ciao, Sonia... grande persona Iannina!
      Complimenti per esserle amica.
      Un caro saluto.
      Mary

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    2. una grande amica, Sonia, una ne pensa, cento ne combina...TVTB!!!

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  4. Un grande abbraccio alla cara Iannina. Grazie per questo racconto Mary, ti auguro una settimana serena. Baci. Ale

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    1. Eh, Ale?!... forte la "storia" di Iannina. Lascia senza parole... ma quanta ammirazione per tanto coraggio e voglia di continuare, nonostante tutto.
      Un bacio...
      Mary

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  5. grazie a voi, mie care, non pensavo di avere tanta forza, non pensavo di poter amare me stessa, avevo solo pensieri negativi e mille paure prima della scoperta del tumore...e oggi che avrei tutte le ragioni per disperarmi e piangermi addosso, sono serena e sto scoprendo finalmente la gioia di vivere, la gioia di godermi le piccole cose e soprattutto che la vita è una cosa meravigliosa...Vi voglio bene!

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    1. Mia cara... non devi ringraziarci, magari dovremmo proprio Noi ringraziare TE...
      Un'esperienza condivisa è "ricchezza" che si moltiplica, continuiamo a... raccontarci, condividere... così ce ne ritroveremo tanta da poter regalare anche a Chi bisogno non ha.
      Un bacio...
      Mary

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  6. <3 Coraggiosa, meravigliosa tristezza <3 Un abbraccio L

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    1. Coraggiosa, meravigliosa "storia" di vita.
      Un caro saluto

      Mary

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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