aprile

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mercoledì 16 ottobre 2013

Una brioche e un cappuccino

"Se ce la farò, sarà stato merito di una brioche e un cappuccino che ogni mattina aspettavo con ansia, proprio nel periodo più buio della mia vita...", così mi parlò un'Amica tra "quelli che contano", ed io da allora ci penso sempre. Sarà per questo che pure per me il "rito mattutino" è l'unico momento della giornata che vivo  con "speranzosa tranquillità".
Semplici appuntamenti, piccoli traguardi da prefissarsi e raggiungere... gioie minime per una serenità al massimo livello.
Ed ancora, un altro appuntamento...
Ieri in reparto ho rivisto l'Amica delle mille e uno ricette e trucchi in cucina, Le ho detto subito che ho seguito il suo consiglio... un cucchiaio di farina nel ragù alla bolognese, per renderlo denso e cremoso, ed è andato alla grande...
Un sorriso che ha illuminato il volto e...
"Ma io te l'avevo detto, no?! Vedrai che ti mangi... un sugo da leccarti i baffi. Adesso te ne suggerisco altri di trucchi, perchè la cucina è fantasia e pure intelligenza... anche con pochi ingredienti puoi preparare un pranzo da re. Ad esempio...", "no no, aspetta...", Le ho detto allora, "... non voglio perdermene uno, e poi devi darmi anche la ricetta delle frittelle, degli involtini di melanzane... Facciamo così, la prossima volta porto carta e penna e mi annoto tutto. Dai... che se ci mettiamo d'impegno facciamo un libro e magari lo diffondiamo pure tramite internet. Eh... che ne dici?", "Uhh, magari... mi piacerebbe assai", e dicendo così mi ha dato una "bottarella" sulla mano, come segno di approvazione.
Mi era venuta proprio una bella idea, così estemporanea dallo straordinario potere terapeutico per l'animo sempre in tensione e col senso continuo della precarietà. Piccoli "progetti" per continuare a... credere in se stessi e nelle possibilità di una vita apparentemente "matrigna".
In un'altra stanza... sempre lo stesso giorno...
Un paziente non giovanissimo alla Sua "prima volta" tremava rannicchiato, cercando di coprirsi con uno striminzito giubbino estivo. Ho preso una coperta dall'armadietto e ho rimediato a quel disagio "tipico" che ben conoscevo, gli ho dato anche una caramella e dopo un po' si è calmato e si è lasciato andare persino ad un largo sorriso...
Ad un certo punto mi ha detto... "Senti un po'... domani devo venire un'altra volta, me ne fanno una al giorno. Che dici... è per dargli subito in testa a 'sta brutta bestia?", "... beh, diciamo... più o meno è così", "Hai visto!?... io l'ho capito subito. Grazie... e grazie pure per la caramella... m'ha aggiustato lo stomaco, anzi no... lo stomaco me l'hanno tolto. Mi ha aggiustato... un poco l'allegria e mi è passato il freddo. Sto bene ora... sto bene anche così".

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