settembre

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sabato 17 novembre 2012

Durante la mia "storia" quante ne ho strette di relazioni! Ed è strano, me ne sto accorgendo ora... ora che le frequentazioni sono diradate.
E' un po' quel che accade alla nuda terra... spoglia e a volte persino arida. Poi si frantumano le zolle, si rassoda il terreno e diventa più soffice... pronto per la semina. Si semina in autunno e i frutti arrivano con la bella stagione... quando non ci pensi più.
Lì a "quel terzo piano" ho conosciuto davvero tante persone... terreno reso brullo dagli eventi, in seguito l'empatia e il calore dell'ambiente erano riusciti a dissolvere in parte l'angoscia, completamente la diffidenza creando i presupposti di vere e proprie relazioni, anche se ci si limitava allo scambio di qualche battuta o semplice parere.
Sembravano incontri casuali, destinati all'archivio dei ricordi, mi accorgo ora che non è affatto così... come un rivolo in pendenza che nel suo percorso incontra un sasso e rallenta, per poi riprendere la corsa fino a diventar torrente.
Qualche giorno fa ero a far visita come al solito all'Amica "ma che c'mport"... avevo appena imboccato il corridoio quando da lontano ho riconosciuto due "volti noti". Il sorriso reciproco e la frase... eccola, è arrivata... ha fatto sì che sembrasse fosse passato solo un giorno ed invece era quasi un anno.
Dopo aver salutato in fretta l'Amica che era a far terapia nella stanza, "rispettosa delle regole" che impongono di non sostare presso i letti, sono tornata in corridoio accanto ai due "volti noti". Anche Loro esuli per la chiusura del reparto... anche Loro lì per il FOLLOW-UP periodico.
Si può dire che non abbiamo mai parlato tanto e così a lungo come in quell'occasione, c'eravamo incontrate decine di volte senza mai "raccontarci" veramente. Ad un certo punto è bastato offrirsi... reperire una bottiglietta d'acqua fresca per far liberare il Cuore e confessare un dolore grande... la tragica perdita di un figlio.
Ed io che un tempo l'avevo giudicata, considerandola incapace di uscire dal "vortice" che l'aveva travolta... la Sua malattia.
C'era ben altro dietro e, sinceramente non so... io che cosa avrei fatto al Suo posto.

8 commenti:

  1. dobbiamo avere la voglia e il coraggio di allungare la mano, non sempre la pendono ma quando la prendono scopriamo che andava fatto e ripetuto con altri

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    1. Sempre, Amico mio... e presto scopri che non puoi farne a meno.
      Un abbraccio.
      Mary

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  2. Cara Mary anche oggi è arrivata la buona domenica,
    cercando sempre il sorriso cara amica.
    Tomaso

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    1. Un sorriso, Tomaso caro illumina la giornata.
      Non può mancare.
      Un saluto affettuoso.
      Mary

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  3. Quando leggo queste cose penso che noi esseri umani dovremmo trovare la capacità di esser pronti all'ascolto e solidali anche al di fuori di queste situazioni... credo che anche chi non vive la sofferenza dovrebbe trarre insegnamento da queste storie ma il guaio è che crediamo che le cose possano riguardare solo gli altri e non prendiamo mai in considerazione il fatto che potrebbero interessare anche noi. Un caro saluto, Fabio

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    1. Hai detto il vero, Fabio... pensiamo di essere invincibili e soprattutto immortali.
      Se considerassimo la Nostra reale natura, sicuramente saremmo meno egoisti, faremmo meno errori e non esisterebbe "depressione" di sorta.
      Scoprire, valorizzare il senso della Vita porta solo pensieri positivi ed azioni proficue, non lasciando spazio ad altro.
      GRAZIE, come sempre...
      Mary

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  4. E' in queste situazioni che si possono stringere dei veri legami di amicizia e di sostegno. Se reincotri quella persona esprimile tutta la mia consolazione. Ho un conoscente la cui moglie, uscita guarita da un tumore, ne ha un altro ad un polmone. La scorsa settimana, mentre stava uscendo la spazzatura, una macchina in retromarcia le ha fratturato le due gambe. Malgrado tutto ciò conserva una naturale voglia di vivere e la ammiro molto. Buona serata domenicale.

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    1. Eh sì, caro Elio... con questo tipo di malattia bisogna stare sempre in guardia... si vincono le battaglie ma la guerra resta dura. Del resto è la Vita stessa imprevedibile... ne dai conferma Tu quando dici dell'incidente a quella conoscente. Fa bene però Lei a non perdere mai fiducia e carica... sono le armi più valide per lottare e vivere comunque sereni.
      Un abbraccio.
      Mary

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