dicembre

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venerdì 19 ottobre 2012

Non pensare a ciò che può portarti l'avvenire, ma sforzati di essere interiormente calmo e sereno, poichè non da come si forma il tuo destino, ma dal modo in cui ti comporti dinanzi a esso dipende la felicità della tua vita.
   Erich Fromm



"Ma tu ci pensi... son già passati quattro anni per me. Quattro lunghi anni che pur sembrano volati se sono ancora qui e quasi non ci speravo più..."
"I speak English" mi diceva così al telefono oggi pomeriggio... siamo state più di un'ora a chiacchierare e a raccontare di... rabbia più o meno repressa, la "Sua" quella che fu... la "mia" quella che è.
La conobbi nel giorno del mio secondo ciclo di "rossa", era talmente arrabbiata da non riuscire a fare un sorriso. Aspettava di poter fare l'infusione di Zometa che mancava da tempo ed era stufa che un suo diritto, tra l'altro di vitale importanza non venisse considerato. In realtà non c'era una responsabilità diretta ma Lei cercava qualcuno con cui prendersela e non riuscendo nell'intento prese a vomitare anche se... "con lo Zometa non succede a nessuno..."  le fu detto.
Ero lì a guardarla... un po' intimorita ma sicura di me perchè avevo superato con pochi danni il primo ciclo e mi era sembrato di toccare il cielo con un dito. La "storia" che poi aveva raccontato era talmente incredibile da indurmi a pensare d'essere stata non fortunata ma... di più.
"Beh... LA saluto e... Buona Fortuna!", così si era da me congedata una volta che ebbe finito e fu come sentir dire... ora so' fatti tuoi. E in effetti quello stesso pomeriggio furono "fatti miei" alle prese col dar di stomaco dalle caratteristiche di uno "tsunami".
In seguito non l'avevo vista tanto spesso e il nostro relazionarci si limitò a qualche saluto per lungo tempo.
"Perchè ero inc....ta nera..." sostiene ancora ma adesso almeno sorride e a volte persino ride quando racconta di sè, del Suo "tumore ballerino" e della protesi "mobile" scoppiata in piscina... " una cosa da non credere e dallo schifo inaccettabile... sembrava melma appiccicosa."
"Anzi... hai chiesto se può capitare anche a Te?" "A me?...", Le ho risposto, "... mah, non saprei. Comunque non è un problema... io in piscina non vado!"
Riconosco immediatamente il potere disarmante di quella mia risposta e scoppio a ridere e "I speak English" fa altrettanto perchè i tempi di quando era inc....ta nera sono ormai lontani.
"Ho imparato ad accettare le cose così come venivano, non valeva la pena prendersela più di tanto e poi avevo esaurito tutta l'arrabbiatura..."
L' "arrabbiatura", è vero può passare ma la "rabbia", quella che hai dentro dalle mille facce... quella non passa mai. Come la mia in questo periodo quando vedo esseri umani resi vulnerabili sotto tutti gli aspetti dalla malattia ridotti a mero numero preceduto da una lettera... A5... B3... C6 ... D1, quasi fossero elementi di una battaglia navale.
Solo che in questo caso è tutt'altro che un gioco.

8 commenti:

  1. A questo gioco , mia cara ho parteciato anch'io , ma ho vinto alla grande stupendo tutti..
    Pensando ai meno fortunati che sono ancora nel tunnel, non posso ammettere con evidenza, che da allora , la mia visione di vita è cambiata....
    Un abbraccio!

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    1. Quandopenso a questo strano gioco della Vita non posso non sperare che Tutti i partecipanti possano uscirne vincitori. Sono altrimenti sconfitte che pesano non solo su quei pochi rispetto all'Umanità intera... è essa stessa piegata da una vittoria crudele.
      GRAZIE, per essere qui.
      Mary

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  2. Ciao cara, sono passata a farti visita e ti lascio un saluto.

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    1. Saluto ricambiato con un caloroso abbraccio.
      Mary

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  3. Bello leggere che per tutti... chi più chi meno, la vita è comunque cambiata... Un grande abbraccio e buona domenica.

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    1. Perchè alla fine TUTTO passa per TUTTI e il domani che viene non è mai uguale al giorno che l'ha preceduto.
      Perciò... Ale cara è giusto e più conveniente guardare sempre con fiducia al Futuro.
      Un bacio.
      Mary

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  4. Posso solo immaginare il cambiamento che comporti il trovarti a combattere con questo "mostro",ma la cosa più orribile è diventare dei numeri.......
    Unabbraccio forte

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    1. Eh, cara Pinuccia... si tratta di dover lasciare alle spalle una vita fatta anche di cose futili e tirar su le maniche per combattere corpo a corpo con un nemico che non vedi ma sai bene è infinitamente più grosso di Te.
      Per il resto altro commento è inutile.
      Un abbraccio.
      Mary

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