settembre

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sabato 15 ottobre 2011

Eppure...
A volte sembra che se ne dimentichino... Passa tutto... non serve più tanta disponibilità... anzi sono loro a pretenderla perchè convinti d'averne diritto. E appaiono arroganti e talmente irritanti...
 Ma sarà proprio così? O siamo noi... noi genitori che non comprendendo un semplice sfogo... una tappa di crescita, riduciamo il tutto a una banale e sterile discussione?
Forse dovremmo pensarci un po' su e provare a ricordare i tempi quando vestivamo quei panni... al disagio... all'insoddisfazione latente... al desiderio di affermazione ed indipendenza... Potremmo così... stendere loro la mano e diventare a nostra volta una "risorsa". Perchè di certo si può aiutarli materialmente ma se non si è capaci di partecipare emotivamente resta tutto inutile e non porta frutto.
Di una cosa però si può essere sicuri... il legame tra figli e genitori... e in particolare con la madre... è di una forza tale che dà maggior valore alla Vita e va oltre la morte...
Ieri in reparto è arrivato trafelato un figlio... desiderava parlare subito con il dottore; sua madre era stata operata, non ancora dimessa ma voleva sapere che cosa si doveva fare subito... perchè non si perdesse un minuto. E' stato ben inutile parlargli di tempi tecnici... è rimasto in quella condizione d'ansia ed incertezza...
E sempre ieri...
Due madri a confronto... che hanno patito lo stesso identico dolore... perdere un figlio.
Due reazioni diverse... che portano comunque all'accettazione di una dura realtà...perdere un figlio.
Da parte mia tanta tantissima ammirazione  per la loro forza d'animo... grandissima...
Mi sono chiesta più volte cosa possa sentire una madre che all'improvviso non ha più accanto a sè il proprio figlio... Dolore... sgomento... rabbia ...forse un silente senso di colpa... perchè  è "contro natura" sopravvivere a Chi hai dato la Vita.

12 commenti:

  1. Ciao Mary,hai ragione nessuna Madre dovrebbe sopravvivere al proprio figlio ma purtroppo molto spesso non è così.Penso non cipossa essere dolore più grande.
    Un abbraccissimo e che sia una serena domenica
    Pinuccia

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  2. Mi son ritrovata ad osservarli da fuori...quanto abbiamo da imparare...da conoscere..un rapporto di scambio...ma bisogna sapere quando parlare e quando aspettare i silenzio per dar modo di sfogare e poi riflettere..un abbraccio Amica cara...a piccole dosi torno..
    dandelìon

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  3. Non voglio neanche pensare a quale dolore disumano sia la perdita di un figlio. Mentre quando il figlio c'è, cresce e diventa irritante, ribelle, beh è difficile la comprensione perché anche un genitore ha le proprie esigenze e non solo il figlio. Questo non vuol dire che la maggior disponibilità non debba essere quella di un padre o di una madre rispetto al figlio. Qualche volta non è così. Ho due figli grandi con i quali ho uno splendido rapporto, ma non è stato sempre facile crescerli.

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  4. Nemmeno io voglio pensare... Già abbiamo sofferto per la perdita di due compagni di scuola di mio figlio, uno di 18 anni quando era al liceo. Una ragazza di 21 l'anno scorso. Poi il figlio della mia cara Ros (25 anni)http://www.piccolegioiediros.blogspot.com con un trauma spinale, resterà sulla sedia a rotelle. Condivido le parole di Ambra.
    Buona Domenica dolce Mary.
    Ale

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  5. E' il peggiore in assoluto... muore una parte di se... ed è un lutto difficilissimo da elaborare. Anche quando apparentemente si supera, a tratti ne affiora la sofferenza... più forte e prepotente.
    Un caro abbraccio... Pinuccia,
    Mary

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  6. Mi fa piacere, cara... risentirti è grande gioia.
    Il "mestiere" di genitore è assai difficile... un gioco di equilibri... sembra un paradosso... molto spesso a rischio di equilibrio...
    Saggezza... discrezione... tanto amore sono gli strumenti di cui avvalersi per riuscire a cavarsela in ciò che da "mestiere" diventa a lungo termine una vera "professione".
    Bacio grande e a prestissimo.
    Mary

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  7. Cara Ambra... credo che la disponibilità maggiore debba venire proprio dai genitori... per l'esperienza e perchè non perdono mai di vista come i figli sono venuti al mondo... non certo per loro volontà... ma "frutto d'Amore"(almeno così dovrebbe sempre essere). Siamo comunque d'accordo sul fatto che non è sempre facile riuscire a capirli soprattutto in quelle età di transizione in cui loro stessi già sono confusi e per questo sempre più spesso "arrabbiati". Noi... genitori... però non gettiamo mai la spugna... e il Tempo prima o poi ci darà ragione.
    Un abbraccio,
    Mary

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  8. No... non pensiamoci... cara Ale...
    Guardiamo i nostri figli... rallegriamoci della loro esistenza... siano essi taciturni o chiacchieroni... estroversi o riservati. CI SONO... e questo basta a colmare i tanti vuoti che a volte ci opprimono e inducono a pensare.
    Un abbraccio forte... esclusivo... solo per Te... Amica del Cuore,
    Mary

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  9. Tesoro mio..hai messo in questo post un concentrato di emozione mista a terrore. Capita spesso anche a me, soprattutto quando litigo con mio figlio, di pensare alla banalità della litigata e a come potrei sentirmi distrutta annientata se dovesse succedergli qualcosa. mi pento dopo trenta secondi credimi...
    Mah...mestiere difficile quello del genitore i figli il più delle volte non ci somigliano e per quello che noi a volte ci arrabbiamo con loro però come siamo noi diversi da tanti così sono unici loro. Preghiamo Dio di vederli diventare padri/madri e intraprendere il loro giusto cammino di vita.

    Ciao cara grazie come sempre...Costy

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  10. Hai ragione cara Mary, dovremmo essere noi genitori ad essere più comprensivi, in fondo noi siamo stati figli ed adolescenti, ma loro non sono stati genitori.
    Pensare a questo e massicce dosi d'amore mi hanno aiutata nei momenti di crisi con mia figlia, che ho cresciuto da sola da quando aveva 9 anni, ora ne ha 31 ed è una dolcissima e meravigliosa giovane donna e prego Dio di non sopravviverle, sarebbe un dolore straziante, insopportabile.
    Dolce notte cara amica, un abbraccio ;)
    Namastè

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  11. ... che poi... se ci pensiamo bene... noi li amiamo, perchè sono i nostri figli, ma anche per la loro "unicità"... al cospetto della quale spesso restiamo a bocca aperta...Non ce l'aspettavamo! E' giusto quindi da parte nostra fare un passo indietro e girare pagina... Sempre.
    Felice notte... amica cara,
    Mary

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  12. Cara Rosa... sono questi i pensieri che aiutano nella nostra "professione"... quella di genitori, ma soprattutto quell'Amore... grande... incondizionato che fa dimenticare se stessi e il proprio orgoglio e impone... in apparenza... di chinare il capo ed andare oltre... In fondo per noi ciò che conta veramente è la felicità dei figli... di conseguenza ne verrà la nostra.
    Dolce notte... Rosa,
    Mary

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