ottobre

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domenica 21 agosto 2011

Quando a contrastare la malattia arrivò la giusta reazione, la prima cosa che mi venne in mente fu quella di cominciare ad... amarmi, "amarmi di più". Ecco... pensai... devo imparare a farlo come una madre con suo figlio; sarebbe stato facile perchè di figli ne avevo avuti due e la "tenerezza", la "premura" per loro, magari temperate dal trascorrere del tempo, erano ancora lì, intatte nel mio cuore. Sarei diventata la madre di quella "me stessa", la cui gestazione era appena iniziata. E così fu...con i "pastini" mi aiutai durante la chemio... con il pettinino e la spazzolina rosa pettinavo quei pochi capelli rimasti e la peluria che venne dopo... mi massaggiavo il seno "in divenire" con la crema idratante e il talco che profumava di bambino. Fu il mio modo di vincere le paure, rendendo normali situazioni che non lo erano affatto.
Ora un anno è passato... sono diventata grande e l'amore per me stessa è più maturo e consapevole, e in un momento in cui ho pensato ai "miei figli" in modo lucido come non succedeva da tempo, mi son detta, in questo periodo li ho visti come "amati personaggi" alle "sponde della mia storia" che vivevano la propria vita in maniera autonoma... non ho sempre pensato a come vivevano quel momento della mia, se comunque riuscivano per brevi momenti ad essere anche felici... non l'ho fatto, ero troppo impegnata a curare me "neonata", ma adesso devo recuperare, riprendere, continuare ad... essere madre, anche migliore e pensare alla loro vita futura, quella che vale di più, l'interiore...
Sergio Bambarèn, uno scrittore australiano di origine peruviana, il cui equilibrio fu meravigliosamente destabilizzato dalla nascita improvvisa di un figlio, scrisse un libro in cui parlò di questa sua esperienza, "Lettera a Mio Figlio sulla Felicità". Sono i pensieri, le emozioni di un genitore alla vista del proprio figlio appena nato... è ciò che pensiamo... proviamo noi tutti... genitori.


Non dimenticare mai che l’amore che provo per te è come il vento: non potrai mai vederlo, ma potrai sempre sentirlo… Ovunque sarai.



Il segreto di un’esistenza felice e realizzata dipenda dalla direzione che si sceglie.
E la chiave, figlio mio, è imboccare la tua strada, nessun’altra, solo quella che ti detta direttamente il cuore.
Ascolta sempre la voce del cuore, Daniel: sarà lui a dirti chi sei.


La vita è breve… Perdona in fretta, bacia lentamente, ama davvero, ridi sempre di gusto… E non pentirti mai di qualsiasi cosa ti abbia fatto sorridere, oppure piangere.

Se cadi, rialzati, affronta le avversità e trova sempre il coraggio di proseguire. Fai della tua esistenza qualcosa di spettacolare.

La sola battaglia che non puoi vincere è quella che non vuoi combattere.




Se ti fidi dei tuoi istinti e accetti la vita così com’è, un giorno sarai in grado di trovare la pace non solo solo nei momenti più felici, ma anche nelle occasioni in cui il gioco si fa duro. Perchè il segreto è semplice: è tutto nella nostra testa, la realtà è una condizione mentale, null’altro.
Abbandona il tuo guscio di certezze, esci dal coro: parti, va’ lontano. Abbatti tutte le pareti che hai innalzato intorno a te. Sii libero, lascia che il tuo spirito voli verso il tuo destino.

Posso confidarti un segreto? Non importa quanti anni vivrai, ma come li vivrai. Dai valore al tuo tempo. Se in futuro, per esempio, ti troverai a percorrere giorno dopo giorno il tragitto casa-ufficio al volante di un’auto, con gli occhi incollati sulla distesa d’asfalto di fronte a te, trova ogni tanto il coraggio di spezzare la routine e ritagliati un istante per goderti le piccole meraviglie della Natura: soffermati ad ammirare un tramonto, stupisciti davanti al volo di un colibrì…



Vivere in pace, figlio mio, è rispettare le opinioni altrui e dare molto, molto di più di quanto si prende.



Puoi sentirti vecchio pur essendo soltanto un ragazzino se non vivi un giorno per volta, se smetti di sognare, se vendi il tuo spirito in cambio del conforto della sicurezza.

Un’ultima cosa prima di concludere questa lettera: cerca sempre di scoprire il mondo con i tuoi occhi, e non attraverso quelli degli altri. Solo così potrai trovare la verità.

Le uniche cose che ti appartengono davvero sono i tuoi sogni e la libera volontà di vivere la vita nel modo in cui desideri farlo. Tutto il resto lo prendiamo soltanto in prestito.



9 commenti:

  1. Anche questa mattina è stato un grande piacere passare da te cara Mary.
    Grazie per i bellissimi brabi del libro che ci hai regalato, che racchiudono il significato della vita.
    Un abbraccio cara e buon lunedì
    <pinuccia

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  2. Semplicemente stupendo...da lacrimuccia formato Costy!! e mannaggia..

    Costy

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  3. Buona giornata Mary. Molto toccanti le frasi del libro di Bambaren; ma anche i tuoi momenti di vita fanno venire i brividi...
    Ti abbraccio,
    Ale

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  4. I sogni? Quante volte ho visto mia madre vivere una vita che non voleva e vivere solo per noi figli. E' crudele vivere per gli altri, anche se gli altri sono i nostri figli. Quando Gesù ci esorta ad abbandonare le famiglie e seguirlo, lo fa perché sa che noi siamo entità spirituali e gli altri non sono il nostro ossigeno. Il nostro ossigeno è dentro di noi. Dentro di noi c'è la fonte, attingendo da quella fonte ci mettiamo in contatto con Dio. Soltanto così riusciremo ad amarci veramente e di conseguenza ad amare veramente l'altro. Non si può sacrificare una vita per i figli. Io ho quasi 30 anni, sono sposata da un anno ma non ho intenzione per il momento di avere un bambino. Perché so che in questo momento toglierei qualcosa a me stessa, a quella parte di me che vuole vedere il mondo, che vuole crescere. E di conseguenze togliere qualcosa a quella piccola creatura. A mio avviso, ma è solo un mio parere e forse conta poco, questo è il vero amore. Amare l'altro come se stessi. Non più, né meno. Ma proprio come se stessi. Annullarsi per l'altro vuol dire non amare se stesso!

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  5. Grazie, Pinuccia... per me è un piacere "condividere" con voi ogni mia emozione, e questo libro me ne ha data molta.
    Un abbraccio grande,
    Mary

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  6. Costy cara... ha fatto piangere anche me... per tanti motivi e... per il particolare momento.
    A Te sempre grata... un forte abbraccio,
    Mary

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  7. Ale cara, quando si scrive con il cuore si arriva anche a tanto... lo dico per Bambarèn, s'intende... riguardo me... non so. Mi basta che mi si legga e che si possa percepire tutto il mio sforzo per arrivare al vostro di cuore.
    Sempre con affetto,
    Mary

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  8. Esatto, Maria... non si tratta di annullarsi ma trovare il "completamento" di se stesso, proprio in virtù di quella "fonte" che è in ognuno di noi. Arriva, mia cara, arriva prima o poi il desiderio, anzi l'anelito che ti spinge ad andare oltre... e che cosa ci può essere oltre se non "dare la vita" e vedere "il prosiego" di se stesso?
    Maria... ora per Te è così ed è giusto che Tu agisca in questo modo per non avere rimpianti e non pensare anche per un solo attimo che hai sbagliato... Va bene... va bene in questo momento...
    Un abbraccio "da mamma" ti giunga con l'affetto di sempre,
    Mary

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  9. Grazie a te Mary per quello che scrivi. Condivido il tuo pensiero e so che hai tanto da dire :-)

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