dicembre

dicembre
dicembre

venerdì 5 agosto 2011

Ho spinto in giù la maniglia della porta... Strano... nessuno ad affacciarsi per controllare chi fosse entrato... nemmeno Orlando che quando c'è  fa "comitato d'accoglienza". Di Grazia nemmeno l'ombra... il dottor Saverio sicuramente nella sua stanza. Mi sono inoltrata così, timidamente e quasi in punta di piedi, lungo il corridoio. Andando guardavo nelle stanze... nelle prime nessuno, poi a metà strada in una a sinistra vedo il dottor Saverio che tasta il polso ad una paziente. Si sarà sentita male, penso, e all'improvviso provo la sensazione di essere inopportuna e ancor più nel luogo inopportuno. Compare finalmente Grazia, "Ah Mary... vai vai da Margheta... è in questa stanza..." Tiro un sospiro, ho trovato una collocazione! Sbircio all'interno... ecco sono i piedi di Margheta... Per la posizione dei letti coperti parzialmente dalla porta dei bagni, la prima cosa visibile sono i piedi, ormai ho imparato a riconoscerne i proprietari e quando non sono "scarpe" note, desisto... fosse mai il momento meno adatto per le presentazioni? Ma quelle erano le ciabatte di Margheta... la mia amica nomade, rumena, nessun problema e sono entrata. "Oh, signora Maria! Quanto piacere tu fai a me, tu sei venuta a trovare me..." L'ho salutata mentre lo sguardo andava alla testa, avrei dovuto a quel punto farle una domanda ma mi sono trattenuta. Dopo quattro cicli di "rossa", giunta alla terza infusione di Taxol le sono davvero rimasti quattro peli dietro la nuca, mentre una tenera peluria comincia a spuntare sul resto del capo. Avrei dovuto farle quella domanda, ma a che cosa sarebbe servito? L'avevo messo in conto... non ero poi così stupita.
Ma è meglio fare qualche passo indietro, fino a qualche settimana fa.
Quel giorno l'avevo trovata in lacrime; erano talmente tanti i motivi per cui piangeva che accavallava i fatti, rendeva confusa la sequenza temporale, incomprensibili le parole nel suo difficoltoso italiano. Si capiva davvero ben poco. Una cosa però la spiegò in maniera chiara. Di lei ho già parlato, dell'uso presso la sua tribù di emarginare le donne con i capelli corti, considerate delle poco di buono, figurarsi poi come potevano essere viste quelle addirittura senza capelli. Lei piangeva  per questo, "Tutti schifano me..." diceva. "Margheta... e una parrucca... che dici?" "No, no, no... troppi soldi... io non averli" e giù altre lacrime. Mi venne così, non ci pensai più di tanto, "Te la do io la parrucca... la vuoi?" La risposta non poteva essere che una e quella fu... anche se le avevo detto che era una parrucca bionda e con la sua pelle olivastra, insomma... poteva anche stonare un po'. Comunque smise di piangere..."Dio ti deve dare tanta salute..." Beh, quella non la rifiuto data la situazione, pensai, e poi mi chiesi, chissà se quella parrucca...
Oggi ho visto Margheta... col suo foulard... annodato sapientemente... e la parrucca? Non le ho chiesto niente, ho intuito... ma va bene così... in un modo o in un altro le è servita.

13 commenti:

  1. ...la parrucca le è servita nel gesto di chi l'ha donata ...e nell'accoglierla ha fatto dono a Te...
    l'avventura che vive Margheta ci insegna che il dolore non ha colore ne classe sociale...solo la fortuna di un incontro che segnerà il futuro approccio alla Vita di chi ne vorrà accogliere i doni...
    grazie Mary...è bello leggerti, come prima cosa al mattino...mi fà sentire "umana"...un raggio di Sole a Te dolce Amica...affinche doni radiosità al Tuo Vissuto odierno...in gioia ed emozione..serene ore..
    dandelìon

    RispondiElimina
  2. ho visto che Lei frequenta e risponde spesso agli articoli di Maria Ianniciello e per curiosità mi sono imboscato nel suo blog per vedere di cosa trattava.
    Scrive davvero bene, e mi fa piacere leggere questi brevi racconti che fanno anche un po' riflettere.
    Saluti

    RispondiElimina
  3. I tuoi racconti sono molto profondi.Ti vorrei far conoscere Ambra dell' Associazione Seneca;nel suo blog ci sono molti autori e con vari racconti da far riflettere.Ti lascio il link:
    http://senecamilano.blogspot.com/

    Ti auguro un buon sabato;saluti a presto

    RispondiElimina
  4. Mia cara... mi hai illuminato! Hai ragione... il dono più grande lo ha fatto lei a me... ne sono rimasta appagata.
    Poi la sofferenza è un po' come la morte... livella, ma a differenza della morte dà l'opportunità di rimediare, recuperare... basta porgere orecchio ed attenzione, ed avere il coraggio di scrollarsi di dosso pregiudizi e convinzioni sbagliate. Nella vita non c'è mai il punto fermo, o meglio ce n'è uno solo che non poniamo noi... ci sono tante virgole e due punti... le parentesi poi esistono per indurci a riflettere.
    Un bacio, dolcissima amica.
    Mary

    RispondiElimina
  5. Caro Lu... è con gioia che ti do il BENVENUTO. Grazie per aver prestato un po' del tuo prezioso tempo a queste "note del mio cuore". Nascono da un'esperienza di dolore ma sono cariche di gioia e di voglia di vivere. La malattia mi ha trasformata e a tutti può succedere di ritrovarsi migliori anche dopo... un cancro, comunque evolva la cosa... perchè Vivere non ha senso se un senso non lo dai tu con il tuo modo di "interpretare" la Vita.
    Perdonami... sono una chiacchierona "incurabile"... e siamo solo alle presentazioni!.
    Un abbraccio.
    P.S. Dammi pure del TU, così mi sentirò meno... vecchia.
    Mary

    RispondiElimina
  6. CIAO...COOKSAPPE... Margheta è un nome rumeno ed è l'equivalente del nostro "Maria", ovvero del mio nome di battesimo.
    Grazie per la visita e un abbraccio.
    P.S. ... però anche COOKSAPPE... che strano nickname!

    RispondiElimina
  7. Cavaliere, grazie per l'informazione... sono passata per quel blog e l'ho trovato stupendo. HAI PROPRIO RAGIONE. Un po' alla volta conto di leggerlo e di farmene ricchezza... ce n'è davvero tanta. Grazie ancora e un abbraccio.
    Mary

    RispondiElimina
  8. ciao sono nuova e passo da te su indicazione di Ale, da quel poco che ho letto ho capito perchè mi ha consigliato di visitarti...mi piacerebbe riuscire a ritrovare l'energia e la tua voglia di vivere; chissà magari leggendoti...un abbraccio

    RispondiElimina
  9. Ciao, Luisa! Dire che sono contenta di averti tra noi sarebbe troppo poco... SONO FELICE! E sai perchè? Se Ale ti ha indirizzato qua, in questo blog, vuol dire che io riesco a trasmettere ciò che ho nel cuore, e quindi ho raggiunto uno dei miei obiettivi.
    Mia cara io non conosco il tuo vissuto... posso intuirlo, immaginarlo... però un consiglio posso dartelo perchè si basa sulla mia esperienza personale... CONDIVIDI tutto ciò che vivi, sofferenze, sentimenti, emozioni. Se lo fai già, spingiti oltre... guardati intorno e soffermati... scoprirai tante mani verso di te, pronte ad aiutarti. Vedi... sei venuta fin qui... IO VOGLIO AIUTARTI.
    Con un abbraccio dal più profondo del cuore,
    Mary

    RispondiElimina
  10. D'accordo, in ogni caso non si chiama vecchiaia, si chiama esperienza di vita.
    La cosa più importante è cercare di trovare il lato buono delle cose, in qualsiasi esperienza.

    RispondiElimina
  11. ancora sei riuscita far riflettere.....♥

    RispondiElimina
  12. E' esperienza quotidiana, mia cara, nient'altro. Guardarsi intorno... saper ascoltare... riflettere viene da sè.
    Un grande abbraccio.
    Mary

    RispondiElimina