dicembre

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lunedì 11 luglio 2011

Penso alle mie giornate... piene, intense perchè è così che le voglio. C'è spazio per tutto e per tutti, e l'impegno in un verso non annulla quello in un altro, e non so perchè, lo potenzia rendendolo più fruttuoso. Come su tasti di un pianoforte lievemente sfiorati che pure producono un suono, io mi muovo destreggiandomi nell' arco del giorno... non dò in virtuosismi, è tutto molto semplice perchè nasce dentro di me e vien fuori così, naturalmente. A tutto ciò che succede intorno presto, pur partecipe, l'attenzione giusta, mantenendo il giusto distacco per conservare la lucidità. Ed allora, oggi che l'ennesima boa è misteriosamente e inspiegabilmente scomparsa sono rimasta calma e alla fine ho concluso, per lo meno avrò mia figlia per un intero mese a casa, e ne sono stata felice.
Stamattina ero lì in reparto ed è arrivata la telefonata dell'amore della mia vita, "Puoi scendere... dai, facciamo un giro... magari al centro commerciale." E sono tornata a casa e insieme siamo andati là dove aveva detto, ho comperato persino un paio di sandali nuovi, blu questa volta perchè avevo già la borsa e non sapevo con che cosa abbinarla. Fatti seri e banalità che nella vita s'alternano e si confondono, e c'è la preoccupazione e poi la spensieratezza, il pianto e il riso, la delusione e la speranza.
 Ora che è sera sono di fronte alla pagina di un diario, il mio blog, la creatura che presto compirà un anno e sta crescendo piano piano. Ad esso affido ogni pensiero, e quando ho voglia di guardarmi dentro, torno indietro a rileggere... lo specchio della mia anima.
 Tra un po' andrò a letto e accompagnerò con la preghiera al giorno che verrà la "mia amica" Antonietta; domani sarà operata e questa sarà per lei una lunga notte, avrà molti pensieri, momenti di intenso timore, ma poi sarà tutto finito, e quando a cosa fatta riaprirà gli occhi, senza volerlo e inconsapevolmente si riscoprirà una donna nuova.

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